asparagi e vino
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Durante la vendemmia, colta l’uva,la prima fase consiste nel farla uscire dalla vigna.

Non è  una cosa tanto semplice, perché, nella maggior parte dei vigneti, i  filari di viti sono troppo accostati per consentire il transito di un carretto, per cui il trasporto può avvenire soltanto manualmente.

Nei vigneti a forte pendenza si usano panieri che vengono caricati su traini o carriole e issati a braccia o con l’aiuto di un verricello a motorefilari-viti-uva-vendemmia

Nelle Cinque Terre (Liguria), ad esempio, le donne trasportano i panieri tenendoli in saldo equilibrio sulla testa, secondo un uso millenario.

Viene spesso impiegata la gerla, e da moltissimo tempo poiché la troviamo in quasi tutte le scene di vendemmia medioevali.

Il recipiente più in uso è però ancora la bigoncia, la grande tinozza di legno portata a spalla da due uomini, alla maniera dello scudo sul quale si sollevavano i re francesi.

I recipienti sono generalmente di legno o di vimini, raramente di ferro, perché questo metallo è il peggior nemico del vino:

tracce di ferro nel mosto sono sufficienti a provocare la casse, un fenomeno di ossidazione che snatura il vino.

Oggi hanno fatto la loro comparsa le materie plastiche e l’alluminio.

In via di principio, è preferibile usare recipienti piccoli perché l’uva, in massa eccessiva, si schiaccia e esprime una parte del succo prima di giungere al torchio.

L’ideale sarebbe che l’uva giungesse intatta al torchio, la qual cosa eliminerebbe ogni rischio di ossidazione e di fermentazione prematura.

Una grande cooperativa francese del sud-ovest procede ormai al lavaggio e all’asciugatura dell’uva prima della torchiatura, e il miglioramento ottenuto è stato notevole. In materia di vini superiori, la faciloneria è nemica della qualità.