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Asti
13 Settembre 2017
tocai friulano toccai tokaj
IL TOCAI FRIULANO (oggi chiamato FRIULANO)
13 Settembre 2017
storia del vino in egitto

Le origini del Vino.

Molti storici del vino danno per certo che l’uva è presente sulla Terra da due milioni di anni,ovviamente per produrre il vino le tecniche sono arrivate molto più tardi, infatti i primi torchi greci e latini e più tardi le moderne pigiatrici.

LE PRIME TRACCE DI VINACCIOLI, I SEMI DELL’UVA, SONO STATE TROVATE IN SCAVI ARCHEOLOGICI IN TURCHIA, NEI PRESSI DELLA CITTA’ DI CATAL HUYUK, IN SIRIA,PRESSO DAMASCO,IN LIBANO,A BYBLOS,E IN VARIE LOCALITA’ DELLA GIORDANIA.GLI STUDI EFFETTUATI DICONO CHE CON OGNI PROBABILITA’ POTREBBERO RISALIRE A 8000 ANNI PRIMA DI CRISTO,ANCHE SE NON DI HA LA CERTEZZA MATEMATICA.

LE PRIME NOTIZIE CERTE,GRAZIE ALLA PROVA SCIENTIFICA DEL CARBONIO 14, SI RIFERISCONO INVECE AD ALTRI SEMI TROVATI NELLA GEORGIA MERIDIONALE, SULLE SPONDE DEL MAR NERO, DATABILI CON BUONA SICUREZZA FRA 7000 E 5000 A.C.CERTI ARCHEOLOGI RUSSI SONO CONVINTI CHE SIA QUESTO IL PERIODO DEL PASSAGGIO DALLA VITE SELVATICA A QUELLA COLTIVATA. A SUFFRAGARE QUESTA PROVA STORICA E’ STATA RITROVATA UNA GIARA DI TERRACOTTA RISALENTE AL 5000-6000 A.C., ESPOSTA NEL MUSEO DI TBILISI,LA CAPITALE DELLA GEORGIA.

Il recipiente ,simile al pithos greco, reca sui lati decorazioni a gruppi di palline che potrebbero eventualmente richiamare l’immagine di grappoli d’uva.

Il museo dello stato della Georgia conserva molti oggetti riconducibili alla coltivazione della vite, infatti vi sono dei tralci grandi come un dito,avvolti in lamine d’argento.

orgini della vite-pianta-uva-spina-vignaIl legno è perfettamente conservato non c’è una sicurezza assoluta circa il loro uso, probabilmente l’argento rivestiva la vite per dimostrarne il valore, e il tralcio accompagnava così nella tomba i defunti per poter essere ripiantato in un’altra vita. Si tratta comunque di reperti risalenti al 3000 A.C. , la stessa epoca in cui molto più a sud, in Mesopotamia, nasceva la civiltà dei Sumeri.

 

Nel mondo esistono oltre quaranta tipi di vite.

Vi è una differenza tra una vite non fruttifera (esempio lampante la vite Americana che si arrampica dappertutto ma non viene utilizzata per la produzione del Vino) e la VITIS VINIFERA PORTATRICE DI VINO, l’unica in grado di condensare una quantità di zucchero pari a un terzo del peso per ogni acino.

L’area di sviluppo ideale della pianta fu compreso, alle origine nelle latitudini temperate fra le coste Persiane del Mar Caspio e l’Europa Occidentale .

Il fatto è che nessun’altra pianta al mondo riesce ad adattarsi come la vite al variare dei climi, e questo è uno degli aspetti che hanno dato più da pensare agli studiosi i quali, alla fine, hanno stabilito tre linee fondamentali di discendenza delle uve moderne.

  • La prima, proveniente dal Caucaso e dall’anatolia e battezzata VITIS VINIFERA PONTICA, sarebbe arrivata in EUROPA con i Fenici dall’odierno Libano e avrebbe dato origine a una notevole quantita’ di uve bianche.
  • La seconda, detta VITIS VINIFERA ORIENTALIS, proverebbe dalla valle del GIORDANO e sarebbe la progenitrice della francese CHASSELAS DORE’, nota in Svizzera come Fendant.
  • La terza la VITIS VINIFERA OCCIDENTALIS,arriverebbe dalla Valle del NILO (EGITTO) e sarebbe l’antenata di buona parte delle UVE ROSSE conosciute oggi.

Siamo nel campo delle probabilità certezze categoriche visto le migliaia di anni è difficile averle,comunque è certo che un ceppo di vite trasferito da una zona a un’altra riesce, in campo a un ciclo di poche stagioni, a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso per mezzo di una mutazione gemmaria possibile per l’elevato numero di geni che lo compongono e che riescono a combinarsi in modo da rendere quella pianta addirittura irriconoscibile.

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Questo è il motivo per cui esistono oggi migliaia , di vitigni cosidetti autoctoni,cioè nati sul posto.

Probabilmente questi vitigni nati nelle varie zone del globo sono lontanissimi discendenti da uve antiche completamente trasformati dal tempo e dalle condizioni ambientali.

(Un aspetto affascinate di queste continui adattamenti genetici della vite è rappresentato dal vitigno Terrano, diffuso in una ristretta zona del Carso Triestino e che a pochi chilometri più a ovest, in Friuli, diventa Refosco del Peduncolo Rosso e trasferito in Romagna, prende il nome di Cagnina; infine c’è chi lo riconosce in CAMPANIA e sull’isola di Ischia con il nome di PIEDIROSSO.

La curiosità è che la Cagnina Romagnola è un vino rosso denso e dolce che si beve come desserte soprattutto con le castagne, invece gli altri tre citati si consuma con carni di arrosto e grigliate, essendo vini rossi secchi).

Recensione del principe Imperiale ecclesiatico ortodosso

Dom Roberto d’Amato Zaffiri dei Paleologo di Teschen.

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