Aglianico della Basilicata il Barolo del Sud

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Aglianico della Basilicata il Barolo del Sud

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In numerosi paesi della Basilicata viene coltivato il vigno aglianico, importato in epoca antichissima – sesto secolo avanti Cristo – dalla Grecia, come chiaramente indica il nome: la parola aglianico è infatti una corruzione dialettale di ellenico.

Fornisce un vino rosso morato a schiuma viva, di giusta gradazione alcoolica, sapido, di corpo, con sottile odore di fragola e lampone. Nel complesso assomiglia assai al piemontese Barbera, cosa che fa pensare alla discendenza dei due vitigni dallo stesso ceppo inoltre viene anche chiamato il Barolo del Sud per la sua assomiglianza al Barolo.

 

Il migliore Aglianico proviene dai vigneti impiantati sulle pendici del Vulture, un vulcano spento isolato nel versante adriatico dell’Appennino Lucano. Appena svinato è da pasto, stagionando si fa d’arrosto.

Il suo sapore può essere asciutto o abboccato, ma con l’invecchiamento tende a perdere il dolce.

Esiste infine un Aglianico spumante, adatto alle seconde mense. Sempre sulle pendici del Vulture crescono i vitigni della malvasia e del moscato, che danno due delicati prodotti da fine tavola.

Nell’agro di Ruoti ritroviamo il campano Asprinio. Tra i paesi vinicoli della Basilicata c’è Venosa, patria del poeta latino Orazio.