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Storia del Vino
8.000 anni di civiltà in un calice
Il vino accompagna la civiltà umana da oltre 8.000 anni: è nato sulle montagne del Caucaso, ha attraversato Egitto, Grecia e Roma, è sopravvissuto alla caduta degli imperi grazie ai monasteri, ha rischiato l’estinzione con la fillossera ed è oggi un linguaggio universale. Questa guida raccoglie l’intera storia del vino in un unico percorso: dalle origini alle venti storie regionali italiane.
ai giorni nostri
Le origini: dal Caucaso alle prime civiltà
Le prime tracce di vino risalgono a oltre 6.000 anni fa, tra il Caucaso – l’odierna Georgia, con i suoi qvevri interrati – e la Mesopotamia. Da lì la vite addomesticata seguì le rotte commerciali: gli Egizi la coltivarono nel Delta del Nilo riservando il vino a faraoni e sacerdoti, i Fenici lo trasportarono in tutto il Mediterraneo, e perfino la Cina vanta una storia vitivinicola millenaria. Il vino nasce quindi come bene sacro e di prestigio, molto prima di diventare la bevanda quotidiana che conosciamo.
Grecia e Roma: Dioniso, il Symposion e l’Enotria
Furono i Greci a trasformare il vino in cultura: lo celebrarono nel mito di Dioniso, lo bevvero – annacquato – durante il symposion e chiamarono il Sud Italia Oenotria, «la terra del vino». I Romani ne fecero un prodotto insieme popolare e di prestigio, perfezionando la viticoltura, il commercio in anfora e i primi grandi «cru» come il Falerno. Prima ancora, gli Etruschi avevano già diffuso la vite nell’Italia centrale, lasciando in eredità ai Romani tecniche e culto conviviale.
Il Medioevo: monaci, abbazie e Dante
Dopo la caduta di Roma, a salvare e migliorare la viticoltura furono i monaci: benedettini e cistercensi selezionarono i vitigni, mapparono i terroir di Borgogna e Champagne e custodirono il sapere enologico. Sulle tavole medievali il vino era anche medicina – l’ippocrasso speziato – e simbolo di status, servito da figure come il coppiere, antenato del moderno sommelier. È l’epoca in cui il vino entra stabilmente nella letteratura, da Dante alle corti rinascimentali.
Dal Rinascimento all’Illuminismo
Tra Cinquecento e Settecento il vino diventa oggetto di studio e di prestigio politico. In Piemonte, Giovan Battista Croce getta le basi dell’enologia moderna; in Francia il cardinale Richelieu e poi gli enciclopedisti dell’Illuminismo ne codificano la cultura e il commercio. Nell’Ottocento prendono forma i grandi rossi italiani che ancora oggi conosciamo e che i primi degustatori iniziano a raccontare.
Le due grandi svolte: la Fillossera e lo Champagne
Due eventi rifondarono il vino moderno. La fillossera, l’afide arrivato dall’America a fine Ottocento, distrusse quasi tutti i vigneti europei e impose l’innesto su radici americane che usiamo ancora oggi. In parallelo, in Champagne, la messa a punto del metodo classico trasformò un vino considerato «difettoso» per le sue bollicine nello spumante più celebre e imitato del mondo.
Storia dei grandi vitigni e dei vini
Ogni grande vino ha la sua storia: il Cabernet che ha conquistato il pianeta, il Friulano un tempo chiamato Tocai, il rarissimo Picolit dei nobili, la grappa come distillato identitario italiano. E poi la domanda delle origini: chi ha davvero portato la vite in Italia?
Il vino nel mondo: le grandi storie internazionali
Il vino non è solo storia italiana. Dalla culla georgiana dei qvevri ai monaci che inventarono il terroir in Borgogna, dalla classificazione di Bordeaux del 1855 ai grandi dolci come il Tokaji, dai vini liquorosi del commercio inglese (Porto, Sherry, Madeira) al proibizionismo americano, fino al Giudizio di Parigi del 1976 in cui la California batté la Francia: ecco le storie che hanno fatto il vino mondiale.
- Il vino in Georgia: i qvevri e la culla del vino
- I vini di Borgogna e l’invenzione del terroir
- La Classificazione di Bordeaux del 1855
- Storia dello Champagne e del Metodo Classico
- Il Riesling, grande bianco di Germania
- Il Tokaji, il vino dei re
- Vini liquorosi: Porto, Sherry e Madeira
- Il Proibizionismo americano e il vino
- Il Giudizio di Parigi del 1976
La storia del vino regione per regione
L’Italia è l’unico Paese al mondo con una tradizione vitivinicola diffusa in tutte le sue regioni. Ecco la storia del vino in ognuna delle venti regioni italiane: dai vitigni autoctoni alle denominazioni storiche.
Piemonte
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Valle d’Aosta
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Lombardia
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Liguria
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Veneto
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Trentino-Alto Adige
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Friuli-Venezia Giulia
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Emilia-Romagna
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Toscana
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Umbria
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Marche
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Lazio
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Curiosità, personaggi e segreti
Aneddoti e dettagli sorprendenti che attraversano la lunga storia del vino: dai gesti dei grandi bottiglieri ai momenti in cui il vino è stato disprezzato ed esaltato.
Domande Frequenti sulla storia del vino
Quando e dove nasce il vino?
Le prime tracce di vinificazione risalgono a circa 6.000 anni fa nel Caucaso meridionale (l’odierna Georgia, con i caratteristici qvevri interrati) e in Mesopotamia, dove la vite selvatica venne addomesticata e il vino assunse un valore sacro.
Cos’è l’Oenotria?
È il nome con cui i coloni greci chiamavano il Sud Italia: «la terra del vino». Vi introdussero nuovi vitigni e tecniche in Sicilia, Campania e Calabria, gettando le basi della grande tradizione vinicola italiana.
Perché la fillossera fu così importante?
Perché tra fine Ottocento e inizio Novecento distrusse quasi tutti i vigneti europei. La soluzione – innestare le viti europee su radici di vite americana, resistenti all’afide – è ancora oggi la base della viticoltura mondiale.
Chi salvò il vino nel Medioevo?
Furono soprattutto i monaci benedettini e cistercensi: conservarono le tecniche di coltivazione, selezionarono i vitigni e mapparono i terroir, soprattutto in Borgogna e Champagne.
Quando nasce il sistema DOC italiano?
Il sistema delle Denominazioni di Origine Controllata nasce con il DPR 930 del 1963, prima legge organica sul vino in Italia, anticipato però già dal celebre Bando di Cosimo III de’ Medici del 1716.