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Vino disprezzato ed esaltato nella storia

Pietro de Crescenzi agronomo italiano vino wine shop online

Nella Scuola Salernitana quando si parla di vino troviamo tentativi di valorizzare e accoppiare vini ed alimenti.

Riportiamo qualche passo:

«Intorno alle proprietà del buon vino. Si fa stima del vino a seconda dell’odore, del sapore, della limpidezza, del colore. “

Se desideri vini buoni sono cinque le qualità che in essi hanno pregio: che siano gagliardi, belli, profumati, freschi di cantina e fatti di recente. Delle carni suine. La carne di maiale, mangiata senza vino, è peggiore Ai quella di pecora.

Se invece I’accompagni col vino, è ad un tempo cibo e medicina. Buoni sono i budelli del porco, cattivi quelli di ogni altro animale».

Nella storia gastronomica d’Italia continuano comunque ad ignorarsi vini e portate nelle notizie tramandate dai noti
scrittori ed esperti.

Pietro de Crescenzi, nel suo Trattato d’agricoltura del 1300, ignora la gastronomia.

Dell’onesto piacere e della buona salute del famoso Bartolomeo Platina scritto nella metà del 1400, il vino sembra una bevanda esclusivamente dannosa o terapeutica.

Basti citare:

«Il vino generoso stringe il petto e lo infiamma, l’bboccato è invece emolliente, ma senza
molto vantaggio, poiché si trasforma assai facilmente in bile acuta (n.d.A. : conduce cioè alla collera),
quello secco è benefico in tutto e per tutto poiché giova a tutte quante le membra>>.

Ricordo che Pietro de’ Crescenzi noto anche come Pier Crescenzio (Bologna, 1233 – 1320) è stato uno scrittore e agronomo italiano. Studioso di filosofia, di medicina, di scienze naturali, di giurisprudenza, è considerato il maggiore agronomo del Medioevo occidentale

Di Cristoforo Messisburgo, il grande scalco degli cristoforo mesinburgo vivande e cibo vino e vcibo wine shop online

Estensi,ricordiamo il Banchetto scritto attorno al 1550 dove i vini furono appena elencati ed anzi dispregiati.

Il Messisburgo non va confuso con un capocuoco e nemmeno con gli artisti di gastronomia dell’epoca: era un gentiluomo, un dotto, un umanista che nella prima metà del 500 entrò nel favore della Corte degli Estensi.

Intorno al cibo, la Corte ferrarese organizzava per gli ospiti spettacoli di livello eccelso e il tutto era orchestrato proprio dal Messisburgo.

Viene ricordato il banchetto del 24 gennaio del 1529, in occasione delle nozze del principe Ercole con la figlia del re di Francia alla presenza di Isabella d’Este Gonzaga.

La lista delle vivande del famoso convittore e di pesce, fritti e carpioni, cotture in graticola e stufatti; uso disinvolto della pastasciutta, specialmente di tortelli diversamente ripieni.

Il tutto accompagnato da vini eccellenti ma in alcuni casi da lui dispregiati .

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