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I vini dell’Umbria: vini umbri DOC, DOCG e IGT

I vini dell’Umbia godono delle particolarità del territorio collinare che consente la piena maturazione dell’uva.

In Umbria il clima è mite ed il sole non manca di certo a fornire il suo prezioso contributo alla rinomata tradizione del vino in Umbria. Questa regione, famosa nel mondo per i suoi santi e per l’arte, ha infatti una viticoltura di origini molto antiche.

I vini DOC dell’Umbria

A poter vantare l’etichetta di DOCG, vino a denominazione di origine controllata e garantita, tra i vini dell’Umbria sono il Torgiano Rosso Riserva ed il Sagrantino di Montefalco. Tra i vini DOC troviamo invece il Colli Altotiberini, i Colli del Trasimeno, I Colli Amerini, I Colli Martani e Perugini, Assisi, Torgiano, Orvieto e Montefalco. I più famosi sono in particolar modo i vini di Torgiano derivanti da vitigni quali lo Chardonnay, il Riesling, il Pinot Grigio e Nero.

I metodi di produzione dei vini in Umbria

Negli ultimi decenni i vini in Umbria hanno colto importanti successi internazionali grazie anche ad una sapiente opera di rinnovamento degli impianti e dei metodi di coltivazione. Quest’ultima è stata razionalizzata in modo da fornire un numero di ettolitri di vino prodotti soddisfacenti senza stressare troppo il terreno. Anche le aziende si sono rinnovate ed ora la viticoltura nella regione è stata ottimizzata.

 

I numeri dei vini umbri

Il milione circa di ettolitri di vino in Umbria deriva da 17000 ettari di vigneti specializzati e moderni. All’interno di questo milione un quarto circa è annoverato tra le DOC e le DOCG. Il settore agricolo ad oggi è uno dei settori fondamentali dell’intera economia regionale ed è soltanto un lontano ricordo la crisi economica degli anni settanta che ha confinato tutta la viticoltura umbra ad un ruolo di secondo piano.

I vini dell’Umbria

Buona parte dei vini umbri è formata da bianchi e rossi di tipo corrente, preparati all’antica, taluni aspretti – specie i primi – non molto ricchi di corpo e di alcool.

Tra tutti giganteggia l’Orvieto, un bianco di lusso come pochi se ne producono al mondo: oro pallido, limpido, vago sentore di zafferano sposato all’aroma della malvasia, sapore abboccato con retrogusto di mandorla amara, frizzante e naturale per l’anidride carbonica formatasi durante la lenta fermentazione, tenore alcoolico sui dodici gradi. L’abboccato gli viene dal freddo delle cantine di tufo dove è tenuto a maturare, in quanto la bassa temperatura blocca in parte la trasformazione degli zuccheri.

L’Orvieto secco

L’Orvieto secco raggiunge i tredici gradi, ma non manifesta le virtù dell’abboccato; tra l’altro manca dello speciale profumo e non ha il frizzantino. La zona tipica dell’uno e dell’altro abbraccia i comuni di Orvieto, Baschi, Ficulle, Castel Viscardo, Porano, Castel Giorgio e Allerona nella provincia di Terni, Castiglione in Teverina nella provincia di Viterbo, e perciò in territorio laziale. Un altro bianco umbro meritevole di stima è il Trebbiano di Spoleto, dai vigneti spoletini e di Trevi, secco o amabile ma sempre con punta amara, di giusta alcoolicità, che lega bene con le ottime trote del Clitunno, Corno e Nera o con le amarognole lasche del lago Trasimeno.

 

Migliori rossi regionali

Alcuni buoni rossi si possono degustare nella zona già descritta per il bianco d’Orvieto, nei territori di Trevi e Spoleto, a Torgiano e nel comprensorio tra Montefalco, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo; il vino di quest’ultimo ha un nome assai significativo, Scacciadiavoli.

Come nella limitrofa Toscana anche in Umbria s’incontra una vasta gamma di Vinsanti da uve trebbiano, grechetto e verdicchio lasciate appassire su graticci. Invecchiati a lungo in botticelle di modesta capacità, riescono alcoolici, gradevolmente dolci, profumati.

Il Sacrantino della valle del Clitunno, il Canaiolo della zona di Trevi e il Greco di Todi   ( i primi due rossi mentre il terzo giallo oro ) sono tre bevande da seconde mense realizzate con la stessa tecnica dei Vinsanti.

Torgiano rosso.
Torgiano bianco.
Orvieto.
Colti del Trasimeno (bianco, rosso).