The cupbearer or sommelier of yesteryear

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Written By Gilberto Mattei

Leggiamo  qualcosa al riguardo su questo per interesse letterario più che per interesse enogastronomico :

«Del cupbearer. Egli, oltre la galanteria della sua persona, bada esser tutto fede, giovane e non vecchio, disposto e non sgarbato, non guercio né cieco, mezzano né troppo piccolo, né troppo grande, bello di viso e non brutto, allegro e non melanconico, costumato e discreto e che abbia le sue mani bianche e delicate, portando nell’uno delle sue dita una gioietta di valuta e bella; che sia il vestir suo onesto e costumato, di abito di ricchi drappi lunghi e non corti, maggiormente le sue maniche, e per cosa del mondo non faccia mostra di quelle larghe lattugaccie delle sue camicie, delle braccia lavorate di mille colori come le vostre sgualdrine».

Di minor interesse risultano, ai fini di una storia del connubio cibi-vini, le opere e le consuetudini riportate da Bartolomeo Taegio       (De cupbearerl’humore del 1564) e da Vincenzo Cervio (ne il Triciante del 1581), da Andrea Bacci ( Slorin naturale dei vini del 1596 ). Come  dallo stesso Francesco Redi nel Ditirambo di Bacco in Toscana.

Nel 1797 troviamo una lista dei vini a conclusione del volume di Francesco Leonardi “L’Apicio moderno” Leonardi e’ un’ autore già conoscitore delle cucine classiche europee per aver servito come cuoco Caterina II di Russia.

 

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