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I vini della Puglia: vini pugliesi DOC, DOCG e IGT

vini in Puglia sono una delle risorse economiche più importanti di tutta la regione.

La produzione di vini in Puglia ha dimensioni veramente ragguardevoli. Ogni anno si ricavano infatti più di sei milioni di ettolitri di vino dei quali più di cinquecentomila sono di vini DOC. Tutto questo deriva principalmente da una posizione geografica assolutamente favorevole che fin dall’antichità ha permesso alla Puglia di recitare un ruolo di primo piano nella produzione del vino.

Le aree di produzione del vino in Puglia

Le aree di coltivazione di vini in Puglia possono essere abbastanza facilmente suddivise in Daunia, Salento, Murgia e Terra di Bari. La Daunia è situata per la maggior parte in provincia di Foggia e possiede vigneti sia in collina che in pianura. La pioggia invernale ed il clima estivo hanno convinto gli antichi Dauni ad insediare qui le prime piantagioni di uve. La terra di Bari offre invece una produzione di più di un milione di ettolitri di vino in Puglia derivanti da coltivazioni situate prevalentemente in pianura. Nella Murgia hanno luogo le coltivazioni di Locorotondo e Martina Franca. Nel Salento invece la fanno da padrone i vini rossi derivanti da uve Malvasia e Negroamaro. Ne derivano vini pugliesi quali il Salice Salentino ed il Matino.

I vini in Puglia e la loro evoluzione

Nonostante abbiamo detto che il vino in Puglia rappresenta una ricchezza di inestimabile valore per tutto il territorio, la qualità stessa dei vini pugliesi è stata per lungo tempo messa in discussione relegando i vini stessi ad un ruolo di secondo piano nel panorama nazionale ed internazionale. Negli ultimi anni i vini in Puglia hanno avuto una rivalutazione e ad oggi vengono in buona parte riconosciute le loro innegabili ed uniche caratteristiche.

 

I vini DOC della Puglia

Andiamo ora a spendere due parole per i vini della Puglia che hanno ottenuto la denominazione di origine controllata. Ad oggi i vini DOC Pugliesi sono una ottantina riassumibili in venticinque differenti denominazioni delle quali l’ultima in ordine di tempo è la galatina DOC. Una quantità davvero ingente a testimoniare ancora una volta il patrimonio enologico della regione.

Produzione

La Puglia viene considerata come la cantina d’Italia. Fornisce uve, mosto e vino a molte regioni del Nord e del Centro, mentre esporta in larga misura all’estero.

 

L’onore della prima citazione spetta al Primitivo, un rosso dal carattere singolare. Trae il nome dalla lestezza dimostrata nel giungere all’età della beva – Primitivo sta per primaticcio – ed inoltre è molto longevo. Può essere asciutto, amabile, addirittura dolce; rivela un’elevata gradazione, sfoggia una trama fitta. La stagionatura, piu’ o meno prolungata, lo affina e lo eleva al rango di bevanda d’arrosto. Il vitigno è presente un po’ dovunque nella regione, ma trova il miglior terreno a Gioia del Colle, Santéramo in Colle, Martina Franca, dove esprime un prodotto armonico con un “bouquet” in cui si sente un vago odore di asperula. Il Primitivo di tarda età – in grado di raggiungere financo i cento anni, come ha rivelato Giulio Cesare Viola – si addice alle seconde mense.

Altro gagliardo rosso è il Barletta, spesso chiamato a rinforzare vinetti scialbi. Esso pure viene invecchiato e perde la congenita ruvidezza per diventare un’ottima bevanda d’arrosto. Curiosa metamorfosi subisce il Manduria; appena svinato serve per il taglio, a due anni tende ad assomigliare all’Aleatico, a quattro perde il dolce per baroleggiare e a sette acquista una propria fisionomia: morbido, vellutato, con punta amara e piacevolissimo “bouquet”.

 

Boccato amarognolo

La punta amara caratterizza molti vini della regione; la ritroviamo nel Rosso di Brindisi, nell’egregio Rosato del Salento ottenuto dal mosto fiore, nei rossi e rosati che si intitolano a Castel del Monte, il maniero fatto costruire nei pressi di Andria da Federico II, nei rossi e rosati di San Severo, nobili di stoffa e delicati di profumo, nel Santo Stefano e nel Torre Quarto. In questi ultimi anni i pugliesi hanno perfezionato l’arte di allestire i rosati, realizzando prodotti di gran classe, di bella beva e ad alto potere stimolante.

I bianchi manifestano in genere un elevato grado di finezza. Il San Severo bianco, il Martina Franca, l’Ostuni, l’Alberobello, il Locorotondo, limpidissimi, secchi, aciduli, scorrevoli, e le aromatiche Malvasie di Brindisi, Nòvoli e Gallipoli sono magnifici compagni di tavola a triglie, orate, ostriche, dentici.

 

Seconde Mense

La gamma dei vini da seconde mense è composta dal famoso Moscato di Trani, più noto forse all’estero che in Italia, dal Moscato del Salento, dal Moscato rosso o d’Amburgo, dall’Aleatico, ben diverso dagli omonimi prodotti in altre parti d’Italia; ha infatti un sapore dolce poco pronunziato, un colore tendente all’arancio, un’alcoolicità tra i sedici e i diciotto gradi.

I vini della Puglia sono:

  • Locorotondo
  • Primitivo di Manduria
  • Castel del Monte
  • Rosato di Puglia
  • Salice salentino
  • Brindisi
  • Aleatico di Puglia
  • Alezio
  • Cacc’e Mmitte di Lucera
  • Copertino
  • Galatina Negroamaro
  • Gioia del Colle Primitivo
  • Gravina
  • Leverano
  • Lizzano Malvasia Nera
  • Martina Franca
  • Matino
  • Moscato di Trani
  • Nardò
  • Orta Nova
  • Ostuni Ottavianello
  • Rosso Barletta
  • Rosso Canosa
  • Rosso di Cerignola
  • San Severo
  • Squinzano