Vini del Veneto

Cardinale Guido Ascanio Sforza
Il cardinale Sforza che Abbinamenti del vino faceva?
12 marzo 2018
Risotto al Vino Rosso
Come abbinare il Vino ai risotti?
13 marzo 2018

Vini del Veneto

vigneti-in-veneto-vini-del-veneto

Il vino rosso del Veneto più noto ed esportato rimane ancor oggi il Valpolicella; di colore porporino, asciutto con leggera vena amara, profumo misto di lampone e di pesca, consegue con moderata stagionatura il massimo della perfezione.

Identici pregi ha il vino Valpantena tanto che la piccola quantità prodotta viene in gran parte venduta sotto l’etichetta del primo.

Con le stesse uve del Valpolicella e nella stessa zona di produzione – la plaga collinosa a nord di Verona tra l’Adige e i colli Lessini – si fanno due vini oltremodo grati all’occhio, al naso e al palato: il vin Recioto e l’Amarone.

Per ottenerli si fatica parecchio; vanno scelti i grappoli migliori e di essi si prendono soltanto le “recie “, le parti laterali, più ricche di sostanze zuccherine.

Appese ad asciugare, le uve vengono poi ammostate al sopraggiungere dell’inverno; il vino Recioto è lavorato a spumante e resta dolce, l’Amatone sottostà a una fermentazione completa e risulta asciutto con leggera vena amara, o ammandorlato.

vite uva rossaL’Amarone asciutto si presta ad essere bevuto con la selvaggina e con la “sopressa “, il caratteristico salume veneto a pasta morbidissima. Il Recioto può essere considerato l’erede del famoso Acinatico del quale il dotto Cassiodoro, ministro dei re goti Teodorico e Vitige, ebbe a scrivere:

« La sua dolcezza si manifesta in modo incredibilmente soave, la densità si corrobora con non so quale fermezza e al tatto s’ingrossa in maniera che diresti essere un liquido carnoso o una bevanda da mangiare ».

La provincia di Verona annovera un altro vino rosso di buona stoffa, il Bardolino, più chiaro come colore del Valpolicella, diuretico, asciutto, frizzante, a dodici gradi, con delicati effiuvi di viola.

Chiude la collana veronese il Soave, intitolato all’omonimo paese, da pesce, per nulla mite come il suo nome indurrebbe a supporre, bensi nervoso e vivo, gradevolmente acidulo, giallino marezzato di verde, “bouquet” composto di fìori di vite, sambuco e ciliegio, secco con vena di mandorla amara, tenore alcoolico sugli undici gradi.

Molto vicino al Soave, ma piii nervoso è il Gambellara del Vicentino.

Sempre della provincia di Vicenza sono da ricordare i vini:

  • Cabernet,
  • Pinot bianco,
  • Vespaiolo
  • Torcolato di Breganze,
  • Tocai rosso di Barbarano,
  • Roccolo (bianco)
  • Frizzantino (rosso) di Montegalda,
  • Sauvignon dei colli Berici,
  • Riesling,
  • Pinot bianco e il Pinot nero di Costozza,
  • Durello (bianco) di Arzignano e Chiampo.

Ad eccezione del Torcolato di Breganze e del Vespaiolo, entrambi da seconde mense, i rimanenti vini vanno con il pesce se vini bianchi e con l’arrosto se vini rossi.

È giunta l’ora della vendemmia. La vite è allevata su pergolato alto.

In questa provincia, come nella finitima di Treviso, hanno larga diffusione alcuni vitigni francesi: il cabernet, il merlot, il sauvignon, i pinot bianco e nero. Una precisa ragione di tale diffusione c’è.

Nel corso della prima guerra mondiale, specie nel Trevigiano, andarono distrutti per gli eventi bellici numerosi vigneti; nel ricostruirli gli agricoltori furono orientati verso i soprannominati vitigni anche da generose offerte pervenute dalla Francia.

Gli splendidi risultati che essi diedero invogliarono parecchi viticoltori, sicché oggi è facile trovare nelle tre Venezie ( il Veneto propriamente detto, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia) vini Cabernet, Merlot, Sauvignon, Pinot bianco e nero di gusti differenti dai francesi per la diversità dei terreni, il sole, le pratiche enologiche.

Il Cabernet veneto si distingue per l’asciuttezza, il profumo di lampone, la possanza di corpo, la stoffa a trama fìtta.

Il migliore vino cabernet, nella Marca Trevigiana, lo troviamo ad Oderzo, Collalto, Roncade, Ormelle, Orsago, Ponte e Tezze di Piave, San Biagio di Callalta, Motta di Livenza, Salgareda, Gorgo al Monticano, Giàvera del Montello, ma la sua più alta espressione questo rosso superiore d’arrosto la manifesta a Venegazzii, frazione di Volpago.

Di un granato opulento, il vino Rosso Venegazzu accoppia all’originario profumo di lampone un graditissimo odore di geranio e veste la sua possanza con un guanto di velluto: invecchia bene e sa donare sprazzi di giovinezza agli esausti. Oltre alle predette virtù, rivela un potere onirico non comune.

Accanto ai vitigni d’importazione, nella Marca Trevigiana vengono coltivate alcune delle antiche viti indigene:

  • raboso,
  • verdiso,
  • prosecco.

afrodite e i suoi capelli d'oro come il moscato veneto petrarca

enere e gli accentua il profumo di marasca.

La prima fornisce un rosso acidulo singolare; nonostante sia poco alcoolico – tocca al massimo i dieci gradi – è in

 

condizione di sostenere l’invecchiamento guadagnando in finezza. Una lunga stagionatura lo decolora in grigio c

 

Le uve verdiso e prosecco composte insieme danno vita ai rinomati bianchi di Conegliano e di Valdobbiàdene. Il diverso uvaggio li rende dissimili.

Nel vino bianco di Conegliano predomina la verdiso, in quello di Valdobbiàdene la prosecco. L’uva prosecco, portata nella Marca ai primi dell’Ottocento dal villaggio triestino di Prosecco, esprime da sola un mirabile bianco: secco, alcoolico, di nerbo, e uno spumante di nobile stoffa, a bolle piccolissime, fresco, profumato.

Il cru di questo spumante si trova a Cartizze in territorio di Valdobbiàdene. Nell’alto Trevigiano traggono dall’uva verdiso appassita un Vinsanto conosciuto sotto il nome di Torchiato di Fregona.

Nel Patavino il Raboso assume la denominazione di Friularo; se ne fa poco e quel poco è difficile da reperire. Buoni vini rossi e bianchi sono rintracciabili nei colli Euganei dove si rinviene pure un 

Petrarca amore per il vino moscato del veneto

vino dolce, il  Moscato di Arquà, che piaceva, dicono, al Petrarca.

Com’è noto, il grande poeta si ritirò in una villa di Arquà a trascorrervi gli ultimi 

anni della sua vita e, astemio, si lasciò convincere dal medico curante a bere moderate dosi di vino.

In provincia di Venezia prodotti meritevoli di segnalazione si incontrano a San Donà di Piave ( Raboso, Cabernet, Merlot), a Lison in territorio di Portogruaro ( Tocai di Li son ) , a Pramaggiore ( Cabernet e Merlot ) , a Quarto d’Altino ( Cabernet, Merlot, Tocai di Lison).

Scendendo dalle alture in pianura trovano buonissimi vini come:

  • Bardolino
  • Valpolicella e Recioto della Valpolicella (Amarone).
  • Soave e Recioto di Soave.
  • Prosecco di Conegliano Valdobbiadene (Cartizze).

Breganze, con le specificazioni aggiuntive:

  • Tocai,
  • Merlot,
  • Cabernet,
  • Pinot nero,
  • Pinot bianco,
  • Vespaiolo bianco.

Colli Euganei (bianco, rosso, moscato).

Gambellara, con le specificazioni aggiuntive:

  • Recioto di Gambellara,
  • Vinsanto di Gambellara.
  • Bianco di Custoza.
  • Tocai di Lison.

Vini del Piave o Piave, con le specificazioni aggiuntive:

  • Merlot,
    Cabernet,
  • Tocai,
  • Verduzzo.
  • Merlot di Pramaggiore.
  • Cabernet di Pramaggiore.

Colli Berici, con le specificazioni aggiuntive:

  • Garganega,
  • Tocai,
  • Sauvignon,
  • Merlot,
  • Tocai rosso,
  • Cabernet.

Isonzo, con le specificazioni aggiuntive:

  • Tocai,
  • Sauvignon,
    Malvasia Istriana bianco,
  • Pinot bianco,
  • Pinot grigio,
  • Verduzzo friulano,
  • Traminer aromatico,
  • Riesling renano,
  • Merlot,
  • Cabernet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi