Indice
- 1 Storia e Origini di un Vitigno Autoctono
- 2 Il Territorio Canavesano: Culla dell’Erbaluce
- 3 Caratteristiche Organolettiche: Il Profilo Sensoriale
- 4 Come Servire l’Erbaluce di Caluso
- 5 Abbinamenti Gastronomici
- 6 Un Esempio di Eccellenza: Il Caluso Passito Sulé 1998
- 7 Scheda Tecnica del Vino Erbaluce di Caluso (Tranquillo)
Quante volte ci si trova a desiderare un vino bianco che sia non solo un semplice accompagnamento, ma una vera e propria esperienza sensoriale, capace di raccontare un territorio ricco di storia e tradizione, capace di evocare emozioni e ricordi? La scelta può essere complessa, ma nel cuore del Piemonte, in una terra di colline e tradizioni secolari, ci attende un gioiello enologico che risponde a questa esigenza: l’Erbaluce di Caluso. Non è un vino qualsiasi, ma l’espressione autentica di un vitigno autoctono, la cui storia si intreccia con quella di un territorio unico.
Immagina di trovarti tra le dolci colline del Canavese, dove la luce del sole accarezza i vigneti e l’aria fresca alpina modella i grappoli di Erbaluce. È qui, in questa cornice suggestiva tra le province di Torino, Vercelli e Biella, che nasce un vino di straordinaria personalità, capace di evolvere in diverse espressioni, dal secco al passito, fino allo spumante. Un calice di Erbaluce di Caluso non è solo un sorso, ma un viaggio nel tempo e nel gusto, un’immersione nelle profondità di un vitigno che, dal XVI secolo, ha saputo conquistare palati con la sua unicità.
Storia e Origini di un Vitigno Autoctono
La coltivazione dell’Erbaluce in Italia affonda le sue radici almeno nel XVI secolo, facendo di questo vitigno una delle gemme storiche del patrimonio vitivinicolo nazionale. La sua presenza è profondamente legata alla regione Piemonte, in particolare al pittoresco territorio delle colline del Canavese, estese fra la provincia di Torino e a ridosso delle aree di Moncrivello nel Vercellese, e Viverone e Zimone nel Biellese. L’Erbaluce è un vitigno autoctono, il che significa che cresce esclusivamente in questa zona, definendo in modo indissolubile l’identità del vino omonimo.
La denominazione di origine controllata (DOC) per l’Erbaluce di Caluso è stata istituita il 9 luglio 1967 e successivamente modificata il 25 giugno 1998, a testimonianza del riconoscimento ufficiale della sua unicità e del suo valore. Questa storia plurisecolare ha visto generazioni di viticoltori dedicarsi alla valorizzazione di una varietà di uva che ancora oggi affascina per la sua versatilità e la sua capacità di esprimere il carattere del *terroir* canavesano.
La zona di produzione dell’Erbaluce di Caluso DOC e DOCG abbraccia un’area che include ben 32 comuni nella provincia di Torino, e si estende al comune di Moncrivello in provincia di Vercelli, e ai comuni di Roppolo, Viverone e Zimone in provincia di Biella. Le caratteristiche geografiche di queste colline, con i loro suoli di origine glaciale e un clima continentale, sono ideali per la crescita di questo vitigno. La resa massima consentita è di 120 quintali per ettaro, un disciplinare che testimonia l’attenzione alla qualità e alla concentrazione delle uve.
Nomi come Caluso, Roppolo, San Giorgio Canavese, Cuceglio e Strambino risuonano come i luoghi d’elezione dove l’Erbaluce trova la sua massima espressione. Alcune cantine storiche e attive, come Cascina Caretto Loris Livio, Cieck, Cooperativa della Serra, ed Enrietti – Cella Grande, sono esempi concreti di come la passione e la tradizione possano generare un prodotto di eccellenza, mantenendo viva la cultura vitivinicola del Canavese. Si narrano storie di personaggi come il re Arduino, che dopo aver rinunciato alla corona d’Italia, si rifugi a Strambino, nel cuore di questa zona, a testimonianza dell’antichità e del legame profondo tra questo territorio e la sua storia.
Caratteristiche Organolettiche: Il Profilo Sensoriale
L’Erbaluce di Caluso è un vino che appaga pienamente i sensi, offrendo un’esperienza degustativa ricca e articolata nelle sue diverse tipologie: tranquillo, spumante e passito.
Aspetto Visivo
Nella sua versione tranquilla, l’Erbaluce di Caluso si presenta con un colore giallo paglierino brillante, spesso arricchito da vivaci riflessi verdognoli, segno della sua freschezza. La sua limpidezza è cristallina e la consistenza è generalmente fluida, pur potendo mostrare una buona glicericità che ne anticipa la struttura. Tipologie come l’Erbaluce Misobolo di Cieck del 2002 mostrano un colore paglierino cristallino con vivi riflessi verdolini.
Profilo Olfattivo
Il profumo è intenso e complesso, un vero mosaico di sensazioni. L’olfatto si apre con note eleganti di frutta e fiori, in particolare ricordi di frutta bianca, erbe aromatiche e sentori floreali. Con l’affinamento, specie nelle versioni più strutturate o spumantizzate, possono emergere note minerali, tostate e persino di camomilla. Prodotti come l’Erbaluce Misobolo 2002 offrono sentori fruttati di pera e note minerali, mentre lo spumante San Giorgio 1999 può sviluppare note tostate e di erbe aromatiche. Per il Passito Sulé 1998, il naso è intenso e persistente, con gradevoli profumi fruttati di datteri, albicocca, nocciola tostata e sentori di zucchero caramellato e vanigliato.
Profilo Gustativo
Al palato, l’Erbaluce di Caluso è tipicamente secco, fresco e sapido, con una spiccata acidità che lo rende vivace e di buona beva. Si percepisce spesso un sottofondo leggero di mandorla che arricchisce il finale, come nel caso del Dolcetto di Ovada che presenta un sapore asciutto, morbido e gradevolmente mandorlato, un descrittore comune anche all’Erbaluce. La persistenza può variare da media a lunga, soprattutto nelle versioni di maggiore struttura. Il Misobolo 2002 presenta esuberanti sensazioni fresche supportate da una piacevole sapidità, con un netto finale piacevolmente amarognolo. Il Caluso Passito Sulé 1998, invece, è morbido, caldo e suadente, con la sua complessità bilanciata da un’acidità che ne stempera la dolcezza.
Come Servire l’Erbaluce di Caluso
La corretta degustazione esalta le qualità di questo vino. Per l’Erbaluce di Caluso tranquillo, la temperatura di servizio ideale è tra i 10 e i 12 gradi Celsius. Questo permette di apprezzare appieno la sua freschezza e le sue note aromatiche. È consigliato un bicchiere a tulipano, che concentra i profumi e facilita la percezione delle sfumature olfattive. Per lo spumante, la temperatura scende a 6-8°C, mentre per il Passito di Caluso, più strutturato e dolce, si consiglia una temperatura più elevata, tra i 13 e i 15°C. Generalmente, il vino tranquillo è pronto da bere entro i primi anni (2-3), mentre lo spumante predilige un consumo entro 12-18 mesi. Il Passito, invece, richiede un invecchiamento obbligatorio di 4 anni e può essere consumato al meglio tra gli 8 e i 10 anni, e se diventa Riserva, l’invecchiamento minimo sale a 5 anni.
Abbinamenti Gastronomici
L’Erbaluce di Caluso è un vino estremamente versatile a tavola, capace di sposarsi con una vasta gamma di piatti grazie alla sua freschezza e sapidità. La versione secca è un eccellente aperitivo e si abbina splendidamente con antipasti leggeri e piatti a base di pesce, sia crudo che cotto, e con le zuppe di pesce. È un ottimo compagno per i formaggi freschi e per i piatti a base di verdure. L’Erbaluce Misobolo, con le sue note fresche e sapide, è particolarmente consigliato con i fritti di pesce.
Un esempio concreto della sua duttilità si trova negli abbinamenti con piatti della tradizione italiana: è ideale con il vitello tonnato o con i vincisgrassi (lasagne marchigiane), dove bianchi freschi come l’Erbaluce di Caluso sono perfetti per bilanciare la ricchezza del piatto. Il Pasqualina di carciofi, un piatto dalle note dolciastre, può essere bilanciato da un vino fresco come l’Erbaluce di Caluso. L’Erbaluce di Caluso Cooperativa della Serra offre note sottili di frutta matura e un tocco erbaceo, rendendolo adatto a una varietà di piatti.
Per la versione Passito di Caluso, gli abbinamenti si spostano verso i dessert, i dolci di frutta, i panettoni e i formaggi piccanti, come il provolone o il gorgonzola, creando un contrasto armonioso tra la dolcezza e la piccantezza. La sua gradazione alcolica, che nel passito può raggiungere i 17 gradi, e la sua complessità lo rendono un vino da meditazione, ma anche un perfetto complemento per un fine pasto memorabile.
Un Esempio di Eccellenza: Il Caluso Passito Sulé 1998
Tra le varie espressioni dell’Erbaluce, spicca la tipologia Passito. Prendiamo ad esempio il Caluso Passito Sulé del 1998. Questo vino, prodotto in sole 5.000 bottiglie da uve Erbaluce al 100%, raggiunge una gradazione alcolica di 14,5%. Il suo colore è un giallo dorato con preziosi riflessi ambrati, limpido e di notevole consistenza. Al naso, è incredibilmente intenso e persistente, con profumi di datteri, albicocca, nocciola tostata e note quasi di zucchero caramellato e vanigliato, che ricordano un crème caramel. Al gusto è morbido, caldo e suadente, con la sua complessità bilanciata da un’acidità che ne stempera la dolcezza. Questo vino subisce un affinamento in barrique per 3 anni, dopo un lungo appassimento di 5 mesi in solai naturalmente arieggiati, noti come “sulé”. Un vero capolavoro di equilibrio e raffinatezza, che dimostra la capacità dell’Erbaluce di raggiungere livelli di eccellenza e longevità.
Con queste conoscenze, la prossima volta che ti troverai davanti a una bottiglia di Erbaluce di Caluso, potrai apprezzarne non solo il sapore, ma l’intera storia e il lavoro che si celano dietro ogni sorso. Sarà un’occasione per scoprire un vino che incarna la tradizione e l’innovazione, e che sicuramente ti conquisterà con la sua personalità unica.
Scheda Tecnica del Vino Erbaluce di Caluso (Tranquillo)
- Denominazione: Erbaluce di Caluso DOC/DOCG
- Vitigni: Erbaluce 100%
- Regione: Piemonte, Canavese (provincia di Torino, Vercelli, Biella)
- Colore: Giallo paglierino brillante con riflessi verdognoli, limpido e cristallino.
- Profumo: Intenso e complesso, eleganti note di frutta bianca (pera), fiori (floreali, camomilla), erbe aromatiche e sentori minerali.
- Sapore: Secco, fresco e sapido, con buona acidità e un leggero sottofondo di mandorla nel finale.
- Gradazione: Minimo 11% vol (per il tranquillo).
- Temperatura di servizio: 10-12°C.
- Bicchiere: Calice a tulipano.
- Abbinamenti: Antipasti leggeri, piatti di pesce (crudo, cotto, zuppe, fritti), formaggi freschi, piatti a base di verdure.
- Invecchiamento: Ideale da consumare entro 2-3 anni dal millesimo.



