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Il vino e i Piatti regionali Italiani

Il vino e i Piatti regionali Italiani

 

 

Il vino e i Piatti regionali Italiani

Il panorama Italiano è caratterizzato da vini di una certa gradazione che si aggira fra i 12 gradi e i tredici quindi vini strutturati da cui è possibile ricavare delle buone ricette.

In Piemonte un piatto famoso fatto con un vino altrettanto famoso “il Brasato al Barolo”, si realizza per mezzo di una lunga marinatura e cottura del vino. Invece nella  ” lepre Al Civet” ,viene utilizzato il robusto Barbera. Per il “vitello Tonnè” viene consigliata una bottiglia di vino bianco secco ( CORTESE o Erbaluce di Caluso ).

Negli “agnellot alla canavesana” fa la comparsa il vino rosso; nel risotto alla novarese viene impiegato il vino Rosso (Gattinara o Ghemme). Questo è uno dei piatti piemontesi più vigorosi. Il Marsala secco viene accompagnato con “l’anguilla al Tartufo”, nelle “pernici in Salmi”come pure per le “quaglie alla piemontese”.

In Valle d’Aosta troviamo il piatto la “Carbonada” che richiede impiego di vino rosso forte, mentre nel Caffè Valdostano la grappa viene usata in maniera eccessiva.

La cucina ligure è assai economica di vino,però il vino bianco secco (coronata,Vermentino e Pigato) entra nel ciupin, una particolare zuppa di pesce. Ancora vino bianco troviamo nella zuppa di datteri alla spezzina e nelle cozze alla marinara. Così anche per i maccheroni con le trippe e per il sugo di carne alla genevese.

Il vino rosso lo troviamo nella cucina ligure in pochi casi nel “Tocco tufato (manzo)”, nel coniglio alla ligure e nella salsa genovese per i pesci lessati. Invece per il manzo con le acciughe viene usato nuovamente il vino bianco.

 

Il risotto alla milanese

In LOMBARDIA c’è una specie di disputa se usare il vino nel risotto alla milanese;      se gli astemi optano per non usarlo i cuochi, degni di portare il nastro Cordon Bleu, propendono per l’uso. Addirittura in una tornata congressuale dell’Accademia della Cucina italiana a Venezia ci fu un dibattito.

Comunque nel risotto alla milanese viene usato o un buon bicchiere di rosso derivi dall’usanza brianzola poi portata sotto le guglie del duomo di Milano. Anche se nell’Enciclopedia della cucina e del vino viene proposto un buon bicchiere lombardo di Riesling dell’oltrepò o Lugana gardesano.

Altri accostamenti possibili

Il risotto con i Borlotti viene consigliato il vino rosso robusto. Nel risotto alla pitocca con pezzi pollo il vino bianco entra di diritto.

Per la lepre in Salmi vengono richiesti circa due litri di Barbera e questo popolare vino entra anche nello stufato. Attenzione comunque in cucina ad adoperare sempre Barbera robusto e non troppo giovane. Con il tacchino alle castagne la ricetta tradizionale richiede il Cognac.

Gli arrostini annegati s’intendono beatamente nuotanti in mezzo litro di vino bianco,mentre il “bruscit con polenta richiede un vino robusto e austero tipo Ghemme o Gattinara”.

Nell’ossobuco alla Milanese si puo’ a piacere adoperare il vino rosso oppure quello bianco. Per l’anatra in Salmi è d’obbligo usare il vino rosso; i pavesi per questa pietanza usano il sangue di Giuda e Barbacarlo, che rendono gli intensi gli umori.

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