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La cantina Benjamin Franklin rappresenta un unicum nel panorama enologico italiano, un omaggio vibrante a una delle figure più poliedriche della storia americana. Questa realtà produttiva non solo celebra il profondo legame del diplomatico con il mondo del vino, ma si impegna a trasferire la sua filosofia di equilibrio e ricerca della qualità in ogni bottiglia.
Il nome Benjamin Franklin evoca un’eredità di curiosità intellettuale e apprezzamento per i piaceri della vita, tra cui spicca l’amore per il buon bere. Il suo pensiero, che considerava il vino un ‘cordiale migliore del tocai’, guida la missione della cantina, che mira a creare esperienze gustative memorabili e autentiche.
Perché esplorare questa cantina? Perché dietro ogni etichetta si cela una storia di passione, un’accurata selezione di vitigni e un’attenzione maniacale alla qualità, che faranno scoprire al lettore i ’12 segreti’ di un’eccellenza enologica radicata nel territorio italiano ma con uno sguardo rivolto al mondo, proprio come il suo illustre ispiratore.
🍷 SCHEDA TECNICA: Benjamin Franklin
Chianti Classico DOCG (con menzione Gran Selezione per i top di gamma)
Toscana
Firenze, Siena
Sangiovese 90%, Canaiolo 5%, Colorino 5%
Nera
1984 (DOCG Chianti Classico)
🔬 Caratteristiche Organolettiche
Colore: Rosso rubino intenso e brillante, con sfumature che virano al granato con l’invecchiamento. Riflessi violacei nei vini più giovani che evolvono in aranciati con la maturazione.
Profumo: Al naso spiccano note primarie di frutti rossi maturi come ciliegia e ribes, arricchite da sentori floreali di viola e rosa. Emergono poi note secondarie speziate di pepe rosa e liquirizia, con un finale terziario di tabacco, caffè e sentori balsamici dati dall’affinamento in legno.
Sapore: In bocca si presenta morbido e avvolgente, con una notevole struttura e tannini di qualità, eleganti e ben integrati. L’acidità è vibrante e bilanciata, conferendo freschezza e una lunga persistenza gustativa, con un ritorno di frutti rossi e spezie nel finale.
📊 Dati Tecnici
🍽️ Servizio
Storia e Origini della Cantina Benjamin Franklin
La cantina Benjamin Franklin nasce da un’idea audace, quella di onorare il legame storico e filosofico tra il celebre fondatore degli Stati Uniti e il mondo del vino italiano. Sebbene non sia una cantina fondata dal diplomatico stesso, la sua creazione è ispirata dalla sua figura, un personaggio che nel XVIII secolo era già un convinto promotore della cultura del vino.
La storia narra che Benjamin Franklin (1706-1790) considerava il vino una componente essenziale di uno stile di vita equilibrato e salutare. Le sue citazioni, come ‘Quando il vino entra, esce la verità’, o ‘La scoperta di un vino è più importante della scoperta di una costellazione’, sono il fondamento spirituale dell’azienda. Queste parole sottolineano un’attitudine alla ricerca e all’apprezzamento delle cose buone, che la cantina si impegna a incarnare.
L’azienda, pur essendo moderna, affonda le sue radici nella tradizione vinicola toscana, in particolare nella zona del Chianti Classico. Questo legame con la Toscana non è casuale: è qui che Philip Mazzei, amico di Franklin, importò viti europee in Virginia nel 1773, influenzando la nascente viticoltura americana. La cantina Benjamin Franklin si pone come ponte tra queste due culture, evocando l’epoca delle colonie americane e il ruolo dei diplomatici come Franklin nella promozione del commercio e delle idee.
Il nome della cantina è un tributo all’eredità culturale di Franklin e al suo spirito innovativo. Rappresenta la volontà di produrre vini che siano non solo espressione del terroir, ma anche veicoli di un messaggio di convivialità e scoperta, proprio come il diplomatico amava fare. L’obiettivo è creare vini che rispecchino la sua visione, unendo la tradizione enologica italiana con uno slancio verso il futuro.
Zona di Produzione e Terroir
La cantina Benjamin Franklin ha scelto di stabilire i suoi vigneti nel cuore della Toscana, precisamente nella regione storica del Chianti Classico DOCG. Questo territorio, celebre per la sua lunga e prestigiosa storia enologica, offre condizioni ideali per la coltivazione del Sangiovese, il vitigno principe della zona. I comuni principali di produzione includono Greve in Chianti, Castellina in Chianti e Radda in Chianti.
Il terroir di questa area è caratterizzato da una complessa geologia. I suoli predominanti sono di origine galestro (scisto argilloso) e alberese (calcare marnoso), ricchi di scheletro e ben drenati. Questa composizione conferisce ai vini una spiccata mineralità e una struttura elegante, elementi distintivi del Gallo Nero, simbolo del Chianti Classico.
L’altitudine dei vigneti varia tra i 250 e i 500 metri sul livello del mare, garantendo notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. Tale condizione climatica è fondamentale per lo sviluppo di aromi complessi e per un’ottimale maturazione fenolica delle uve. L’esposizione preferita è sud-ovest, che assicura un’insolazione prolungata e una ventilazione costante.
Il microclima della zona è mediterraneo ma con influenze continentali, mitigato dalla vicinanza degli Appennini che proteggono dai venti freddi. La presenza di boschi circostanti contribuisce a mantenere l’umidità e la biodiversità. Tutti questi fattori concorrono a creare un ambiente unico, essenziale per la produzione di un vino italiano di alta qualità che riflette l’identità del territorio.
Il Vitigno e le Sue Caratteristiche
Il cuore della produzione della cantina Benjamin Franklin è il Sangiovese, il vitigno autoctono per eccellenza della Toscana. Questo vitigno a bacca nera è la spina dorsale dei vini della cantina, spesso affiancato da piccole percentuali di Canaiolo e Colorino, come previsto dal disciplinare del Chianti Classico DOCG.
A livello ampelografico, la foglia del Sangiovese è di medie dimensioni, pentalobata, con un colore verde scuro. Il grappolo è solitamente di media grandezza, di forma conico-piramidale, piuttosto compatto. L’acino è medio-piccolo, sferico o leggermente ovoidale, con una buccia spessa e ricca di pruina, che contribuisce a conferire colore e struttura ai vini.
L’epoca di maturazione del Sangiovese è mediamente tardiva, solitamente tra la fine di settembre e la metà di ottobre, a seconda dell’annata e dell’altitudine. È un vitigno di media vigoria e produttività, che risponde bene a pratiche colturali mirate a contenere la resa per ettaro, favorendo la concentrazione degli aromi e dei polifenoli.
La resistenza alle malattie del Sangiovese è variabile; è sensibile alla peronospora e all’oidio, richiedendo un’attenta gestione in vigneto. Nonostante le sue esigenze, la capacità di esprimere il terroir in modo così profondo lo rende insostituibile per i vini della cantina Benjamin Franklin, che puntano all’eccellenza e alla tipicità della produzione toscana.
Vinificazione e Disciplinare
La cantina Benjamin Franklin adotta un approccio scrupoloso alla vinificazione, seguendo le rigorose direttive del disciplinare del Chianti Classico DOCG per garantire la massima qualità. Il processo inizia con una selezione accurata delle uve, spesso con una vendemmia manuale per preservare l’integrità degli acini. La pigiatura è soffice, seguita da una fase cruciale di macerazione.
La macerazione sulle bucce, fondamentale per i vini rossi, si protrae per circa 10-15 giorni, a temperatura controllata (25-28°C), per estrarre colore, tannini e sostanze aromatiche dal Sangiovese. La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox, con controllo della temperatura per preservare i profumi varietali. Alcuni lotti possono subire la fermentazione malolattica in barrique, per ammorbidire l’acidità e aggiungere complessità.
L’affinamento è un’altra fase chiave: i vini base riposano in vasche di acciaio e poi in botti grandi di rovere per almeno 12 mesi. Per le tipologie di maggiore pregio, come la Riserva e la Gran Selezione, l’affinamento può prevedere l’uso di barrique nuove o di secondo passaggio, con durate che superano i 18-24 mesi. Questo processo mira a integrare i tannini e a sviluppare una complessa gamma aromatica.
Il disciplinare del Chianti Classico DOCG prevede diverse tipologie: il Chianti Classico Annata, la Riserva (con un invecchiamento minimo di 24 mesi di cui almeno 3 in bottiglia) e la Gran Selezione (prodotta solo con uve proprie, minimo 30 mesi di invecchiamento). Le rese massime consentite sono di 75 quintali per ettaro, un limite che la cantina Benjamin Franklin rispetta scrupolosamente per favorire la concentrazione e la qualità delle uve.
Novità e Riconoscimenti Recenti
Negli ultimi anni, la cantina Benjamin Franklin ha continuato a rafforzare il suo posizionamento nel mercato dei vini italiani di qualità, dimostrando un forte orientamento all’esportazione USA. Sebbene non ci siano premi recenti specifici per vini con il nome ‘Benjamin Franklin’ da parte di guide come Gambero Rosso o Wine Spectator, la cantina beneficia indirettamente del prestigio del Chianti Classico e della Toscana, regioni che continuano a dominare le carte vini negli Stati Uniti.
La Toscana è infatti la regione italiana n.6 per i rossi nelle carte vini della Virginia (64% di referenze toscane), superando Piemonte e Veneto, nonostante il monopolio statale sugli alcolici. Questo successo è in parte attribuibile al richiamo storico del legame tra Franklin, Philip Mazzei e l’introduzione delle viti europee in America nel 1773, un heritage che la cantina sfrutta per la promozione dei suoi prodotti.
Le tendenze di mercato mostrano una crescente domanda per vini con una storia autentica e un legame con il territorio. La cantina Benjamin Franklin si inserisce in questo contesto, enfatizzando l’importanza dell’educazione al bere consapevole e la valorizzazione del Sangiovese. Eventi come Vinitaly 2024 e VinoVip Cortina 2024 sono vetrine importanti per presentare le nuove annate e consolidare la presenza sul mercato internazionale.
Esperti del settore enologico continuano a elogiare la genuinità dei vini italiani. Citazioni di Louis Pasteur, Leonardo Da Vinci e Giacomo Leopardi, spesso riprese in contesti di promozione, sottolineano il valore culturale del vino. La cantina Benjamin Franklin, pur non avendo premi specifici con il suo nome, si allinea a queste tendenze, puntando sulla qualità intrinseca e sulla narrazione storica per attrarre appassionati e collezionisti, specialmente per le sue etichette di Chianti Classico Gran Selezione.




