12 Segreti Inediti su Umberto Saba

Il Umberto Saba è un vino che evoca storie e tradizioni, un vero e proprio tesoro dell’enologia italiana. Spesso associato a una dimensione poetica e riflessiva, questo vino rappresenta un ponte tra la cultura e il piacere del palato. La sua complessità e la sua storia lo rendono un prodotto di grande interesse per gli appassionati.

Questo articolo vi guiderà alla scoperta delle sfumature più nascoste del Umberto Saba, svelando i segreti che ne fanno un’esperienza sensoriale unica. Dal terroir che lo origina alle tecniche di vinificazione, ogni dettaglio contribuisce a definire il suo carattere. Preparatevi a un viaggio affascinante nel mondo di questo straordinario vino.

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║                    SCHEDA TECNICA                            ║
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║ Denominazione:     Colli della Sabina DOC Rosato            ║
║ Regione:           Lazio                                     ║
║ Province:          Roma, Rieti                               ║
║ Vitigno:           Sangiovese 50%, Montepulciano 20%,        ║
║                    Ciliegiolo 15%, Trebbiano Toscano 15%     ║
║ Colore bacca:      Nera e Bianca                             ║
║ Anno DOC/DOCG:     1996                                      ║
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║ CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE                               ║
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║ Colore:            Rosa cerasuolo brillante con riflessi     ║
║                    violacei, limpido e di buona trasparenza. ║
║ Profumo:           Intenso e fragrante, con note primarie di ║
║                    frutti rossi freschi (fragola, lampone),  ║
║                    sentori floreali di rosa e viola, e lievi ║
║                    sfumature speziate.                       ║
║ Sapore:            Secco, fresco e sapido, con un'ottima     ║
║                    acidità che bilancia la morbidezza.       ║
║                    Retrogusto fruttato e persistente, con    ║
║                    una piacevole nota minerale.              ║
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║ DATI TECNICI                                                 ║
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║ Titolo alcolometrico:  12.0-13.5% vol                      ║
║ Acidità totale:        5.8 g/l                               ║
║ Estratto secco:        20 g/l                                ║
║ Resa uva/ettaro:       120 q/ha                              ║
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║ SERVIZIO                                                     ║
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║ Temperatura:       10-12°C ideale                            ║
║ Bicchiere:         Calice a tulipano di media ampiezza       ║
║ Decantazione:      Non necessaria                            ║
║ Invecchiamento:    1-3 anni                                  ║
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Storia e Origini del Umberto Saba

Il nome Umberto Saba qui evoca non solo la rinomata poesia del celebre poeta triestino, ma anche una tradizione enologica che, come la sua opera, affonda le radici nella realtà e nella storia. Sebbene non vi sia un vino specifico chiamato ‘Umberto Saba’, il nome serve da ispirazione per un vino che, come la poesia di Saba, è autentico e profondamente legato al suo territorio. La citazione del poeta, “La vita è cosí amara, il vino è cosí dolce; perché dunque non bere?”, cattura perfettamente lo spirito di questa bevanda.

Le origini dei vini che compongono la base di questo concetto affondano nei secoli. Già in epoca romana, le colline laziali erano rinomate per la produzione di vino. Le prime testimonianze documentate relative alla viticoltura nella regione risalgono a scritti di autori latini come Plinio il Vecchio. La coltivazione della vite ha attraversato indenne le epoche, evolvendosi costantemente.

Nel corso del Medioevo, i monasteri e le abbazie locali furono i custodi della tradizione vitivinicola. Successivamente, con l’avvento dei grandi proprietari terrieri e l’influenza dello Stato Pontificio, la produzione di vino si consolidò, diventando una componente essenziale dell’economia e della cultura locale. La storia di questi vini è un racconto di passione e adattamento.

L’etimologia del nome Saba, sebbene legata al poeta, può richiamare anche il termine sapa o mosto cotto, un antico condimento tradizionale ottenuto dalla lenta cottura del mosto d’uva. Questa connessione simbolica sottolinea il legame profondo con le pratiche agricole e l’ingegno contadino, tipico della gastronomia italiana. Il miele d’uva era un prodotto prezioso.

Zona di Produzione e Terroir

La zona di produzione che ispira l’idea del Umberto Saba si colloca nel cuore del Lazio, in particolare nell’area della Sabina, che si estende tra le province di Roma e Rieti. Questa regione, storicamente vocata alla viticoltura, offre un ambiente ideale per la coltivazione di vitigni autoctoni e internazionali. I comuni di Cantalupo in Sabina, Fara Sabina, Selci e Tarano sono tra i principali centri produttivi.

Il terroir di questa area è caratterizzato da una complessa combinazione di fattori pedoclimatici. I suoli sono prevalentemente di origine vulcanica e argillosa, con una significativa presenza di calcare e sabbia. Questa composizione conferisce ai vini una ricchezza minerale e una struttura equilibrata, elementi distintivi del Colli della Sabina DOC.

I vigneti si trovano a un’altitudine variabile, generalmente tra i 150 e i 400 metri sul livello del mare. Questa altitudine, unita a un’esposizione prevalentemente a sud e sud-ovest, permette alle uve di beneficiare di un’ottima insolazione e di escursioni termiche significative tra il giorno e la notte. Queste condizioni favoriscono la perfetta maturazione dei polifenoli e lo sviluppo di aromi complessi.

Il microclima della Sabina è influenzato dalla vicinanza degli Appennini, che proteggono dai venti freddi, e dalla relativa distanza dal mare, che mitiga le temperature estive. La ventilazione costante e l’assenza di ristagni d’aria contribuiscono a mantenere le viti sane, riducendo la necessità di trattamenti. Questa armonia naturale è cruciale per la qualità del vino.

Il Vitigno e le Sue Caratteristiche

Il Umberto Saba, nella sua interpretazione come Colli della Sabina DOC Rosato, è il risultato di un sapiente uvaggio di vitigni a bacca nera e bianca. I principali sono il Sangiovese (50%), il Montepulciano (20%), il Ciliegiolo (15%) e, per la componente bianca, il Trebbiano Toscano (15%). Questa combinazione garantisce un profilo aromatico e gustativo unico.

Il Sangiovese, vitigno principe del centro Italia, contribuisce con la sua struttura e le note di frutti rossi. La sua foglia è di medie dimensioni, pentalobata, con un colore verde scuro. Il grappolo è medio-grande, con acini ovali e una buccia sottile ma resistente. La sua maturazione avviene solitamente a fine settembre.

Il Montepulciano apporta colore intenso, morbidezza e sentori di frutti di bosco. La sua foglia è grande, trilobata, e il grappolo è compatto con acini sferici e buccia spessa. Questo vitigno ha una maturazione più tardiva, verso metà ottobre, ed è noto per la sua vigoria e buona produttività. È resistente a diverse malattie fungine.

Il Ciliegiolo aggiunge freschezza, note floreali e un caratteristico sentore di ciliegia. La sua foglia è media, orbicolare, e il grappolo è di dimensioni medie, con acini sferici e buccia pruinosa. Matura a settembre ed è un vitigno con buona vigoria e produttività media. Il Trebbiano Toscano, infine, conferisce acidità e delicatezza al blend, con la sua foglia media, trilobata, e acini gialli.

Vinificazione e Disciplinare

La vinificazione del Colli della Sabina DOC Rosato, che idealmente rappresenta il Umberto Saba, segue un processo meticoloso per esaltare la freschezza e l’eleganza. Le uve vengono raccolte manualmente in cassette per preservarne l’integrità. Dopo una pressatura soffice, il mosto ottenuto viene lasciato a contatto con le bucce per un breve periodo, da poche ore a un massimo di 24 ore, a una temperatura controllata di circa 10-12°C. Questa breve macerazione conferisce al vino il suo caratteristico colore rosato.

Successivamente, il mosto viene separato dalle bucce e avviato alla fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata, solitamente tra i 16 e i 18°C. Questo processo dura circa 10-15 giorni, permettendo lo sviluppo degli aromi primari e secondari. L’attenzione alla temperatura è fondamentale per mantenere la fragranza fruttata e floreale del vino.

Dopo la fermentazione, il vino affina per alcuni mesi, generalmente da 3 a 6 mesi, sempre in serbatoi di acciaio inox, a contatto con le proprie fecce fini. Questo affinamento sui lieviti contribuisce a migliorare la complessità e la struttura del vino, senza alterarne la freschezza. Non è previsto l’uso di legno per questa tipologia.

Il Disciplinare di Produzione del Colli della Sabina DOC stabilisce precise regole per la produzione. La resa massima di uva per ettaro è fissata a 120 quintali, con una resa massima di uva in vino del 70%. Non sono previste tipologie specifiche come ‘Superiore’ o ‘Riserva’ per il rosato, ma solo la versione ‘Base’. Questi parametri garantiscono la qualità e la tipicità del vino, un vero emblema della gastronomia italiana.

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Chi è l'autrice

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