Colli del Trasimeno Gamay DOC: Profilo, Caratteristiche e

Colli del Trasimeno Gamay DOC: la denominazione di Umbria da riconoscere nel calice

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Dietro l'etichetta del Colli del Trasimeno Gamay DOC c'e un territorio e un uvaggio preciso da capire.

🍷 Scheda: Colli del Trasimeno Gamay DOC

Regione: Umbria  |  Uvaggio: Gamay del Trasimeno (Grenache)

Territorio e denominazione del Colli del Trasimeno Gamay DOC

Colli del Trasimeno Rosso (Umbria) Sta con piatti di carni bianche e rosse, ma anche (fresco) con ricette saporite di pesce, soprattutto d’acqua dolce. Si abbina a un vino rosso servito un po’ fresco: possono starci un Chianti giovane o un Colli del Trasimeno. Fontina Il celebre formaggio valdostano si abbina in maniera perfetta coi vini della regione: i rossi Chambave, Gamay e Petite Rouge oppure, tra i bianchi, il Blanc de Morgex et de la Salle. Omelette alle cipolle Una succulenta omelette tendente al dolce e all’aromatico: da sposare con un bianco secco giovane che offra sensazioni erbacee e fruttate, come il Lessini Durello, il Cortese di Gavi o il Colli del Trasimeno. Porchetta Il tipico grande arrosto di maiale intero è originario dell’Umbria, ma gode di notevole fortuna anche nel Lazio. In linea di massima un Dolcetto o un Nebbiolo d’Alba in Piemonte, un Tocai Rosso dei Colli Berici o un Valpolicella nel Veneto, un Torgiano Rosso in Umbria. Se c’è il pomodoro si accostano con un rosso morbido come il Colli del Trasimeno o con un rosé come il Salice Salentino Rosato, ma anche con un bianco come l’Ischia Forastera.

Colli del Trasimeno Rosso (Umbria) Sta con piatti di carni bianche e rosse, ma anche (fresco) con ricette saporite di pesce, soprattutto d’acqua dolce. Fontina Il celebre formaggio valdostano si abbina in maniera perfetta coi vini della regione: i rossi Chambave, Gamay e Petite Rouge oppure, tra i bianchi, il Blanc de Morgex et de la Salle. Omelette alle cipolle Una succulenta omelette tendente al dolce e all’aromatico: da sposare con un bianco secco giovane che offra sensazioni erbacee e fruttate, come il Lessini Durello, il Cortese di Gavi o il Colli del Trasimeno. Porchetta Il tipico grande arrosto di maiale intero è originario dell’Umbria, ma gode di notevole fortuna anche nel Lazio. In linea di massima un Dolcetto o un Nebbiolo d’Alba in Piemonte, un Tocai Rosso dei Colli Berici o un Valpolicella nel Veneto, un Torgiano Rosso in Umbria.

I vitigni e l’uvaggio del Colli del Trasimeno Gamay DOC

Capita a volte che l’uva Sangiovese venga miscelata con altri vitigni di origine francese, soprattutto il Cabernet Sauvignon e il Merlot, perché spesso, i rossi ottenuti dal Sangiovese, se le condizioni climatiche non sono favorevoli, tendono ad essere poco corposi, leggermente aspri e amari. Il Carminiano per esempio è ottenuto da un miscela tra Sangiovese e Cabernet. Va ricordato infine il Lambrusco, vino rosso tipico dell’Emilia Romagna, che si accompagna molto bene con la saporita e speziata (quindi si tratta di un prodotto potenzialmente molto adatto ad accompagnare pietanze indiane). Ma assume una certa importanza anche nella vinificazione in rosso: uve povere di acidità, infatti, sono più difficili da lavorare e si predispongono ad un repentino invecchiamento. L’aroma nell’uva, e poi nel vino, dipende da diversi fattori tra cui l’accumulo di classi di molecole che possiamo elencare grossolanamente in alcuni gruppi fondamentali: Terpeni; nor-isoprenoidi; derivati tiolici (o composti solforati); altri. La maturità fenolica riguarda i componenti fondamentali per la vinificazione in rosso, vale a dire gli antociani e i tannini che sono responsabili rispettivamente del colore e della struttura dei vini rossi; essi rientrano nella categoria dei polifenoli, più comunemente conosciuti come antiossidanti naturali dell’uva. Per ottenere una buona chiarifica del mosto, nelle normali condizioni operative, si può utilizzare la sfecciatura statica che sfrutta la possibilità che un mosto torbido, lasciato riposare in una cisterna per un periodo di tempo, si spogli degli elementi più pesanti e grossolani. Realizzare la dissoluzione dei componenti fenolici necessari alla costruzione della tipologia di rosso voluto (poco strutturato, mediamente strutturato, molto strutturato).

Dipendono dalla tipologia di vino rosso che si vuole realizzare visto che una parte più o meno consistente dei costituenti presenti nelle bucce dovranno passare al mosto/vino. Per realizzare un corretto ammostamento bisogna conoscere le modalità di passaggio degli elementi fondamentali del vino rosso: gli antociani, che danno il colore, e i tannini, che danno corpo e struttura al vino. E poi chiedere “bianco o rosso?” significa eliminare ingiustamente a priori una terza via esistente nel mondo vinicolo: quella dei vini rosati, che appartengono al miglior patrimonio enologico di molte regioni italiane. I vini rosati Sui vini rosati ci sono purtroppo dei preconcetti: molti li considerano la scelta di mezzo, quella degli eterni indecisi, che non sapendo se puntare su un bianco o su un rosso finiscono per ‘salvarsi’ con un rosé. E qualche volta rappresentano la scelta ideale, difficilmente eguagliabile da un bianco o da un rosso: si pensi ad esempio alla soddisfazione che può dare un bel bicchiere di Lagrein Kretzer, rosato altoatesino, sposato con un piatto di speck o di canederli in brodo. Se si scelgono le bollicine a tutto pasto e meglio farsi portare un bicchiere abbastanza ampio (quelli da vino rosso vanno benissimo), escludendo quindi la flûte, lo scomodissimo calice allungato. Col dolce si fa eccezione anche alla regola che vieta un bianco dopo un rosso: un bianco Moscato d’Asti può tranquillamente seguire un rosso importante, e così pure un passito bianco sta benissimo insieme coi dessert o coi formaggi stagionati dopo una cena accompagnata da vini rossi. Nessuno abbia paura nella stagione estiva a chiedere che un vino rosso giovane, leggero, brioso e povero di tannini gli sia servito fresco: dove sta scritto che non si può?

Profilo organolettico e abbinamenti del Colli del Trasimeno Gamay DOC

Come si può immaginare, la struttura dei dazi è piuttosto complessa e varia da stato a stato. Maturità fenolica Analisi sensoriale dell’uva Il semplice schiacciamento dell’acino nel palmo della mano e la valutazione visiva del colore fornisce delle indicazioni interessanti soprattutto se l’operatore ha accumulato una certa esperienza legata al luogo e al vitigno. Il colore dell’uva, come in altri tipi di frutta, è dovuto alla presenza degli antociani, polifenoli appartenenti alla classe dei flavonoidi. Nell’uva sono presenti 5 classi diverse di antociani, ognuna con caratteristiche di qualità del colore e di stabilità all’ossidabilità diverse: cianidina, peonidina, delfinidina, petunidina e malvidina. In generale possiamo affermare, con una certa approssimazione, che il colore viene ceduto immediatamente a partire dalla pigiatura perché gli antociani si diffondono in una soluzione acquosa. È da precisare che il colore tende ad ossidarsi fin dalle prime fasi per cui, nelle varietà in cui il profilo antocianico non è favorevole come il Gaglioppo, è opportuno operare con grande attenzione evitando tutte le cause di ossidazione al fine di evitare la precoce ossidazione del colore. Questa caratteristica è apprezzabile durante la degustazione dei vini rossi strutturati in quanto i tannini reagiscono con la mucina presente nella saliva facendola precipitare e lasciando le mucose della bocca meno lubrificate (ecco il senso di astringenza!).

Fattori di scelta per la conduzione dell’ammostamento: tempo e temperatura. Nelle pratiche estrattive si otterrà un vino con una buona intensità di colore, con pochi o pochissimi tannini, poco dotato di estratto e di corpo, più idoneo ad un veloce affinamento. Nel caso in cui si voglia ottenere un vino molto strutturato da lungo affinamento sarà importante adottare tempi più lunghi di macerazione e temperature in fase estrattiva più alte. Generalmente il delestage si attua un paio di volte nella fase iniziale ed è realmente utile nella realizzazione di un vino strutturato da medio e lungo affinamento. Prima di effettuare i travasi conviene effettuare la “prova dell’aria”: si lascia un bicchiere di vino per diverse ore a contatto con l’aria, se il vino tende a perdere la sua originale limpidezza, quindi diventa velato con una tonalità color mattone, è affetto da casse ossidasica. La microssigenazione innesca una serie di reazioni che portano all’apertura aromatica del vino, alla stabilizzazione del colore e ad un ammorbidimento gustativo. Per i rossi da lungo affinamento e grande struttura ci si può spingere verso i 32°C, soprattutto nella seconda parte della fermentazione. La temperatura di fermentazione, nel caso di lunghe macerazioni, è anche la temperatura di ammostamento per cui, nel caso di temperature intorno i 30°C, si ottiene una maggiore cessione di elementi che danno poi corpo e struttura al vino. La particolare struttura e finissima granulometria sviluppa una notevole superficie con carica negativa che cattura le proteine caricate positivamente.

Domande Frequenti sul Colli del Trasimeno Gamay DOC

❓ Domande Frequenti

Da quali uve nasce il Colli del Trasimeno Gamay DOC?

Il Colli del Trasimeno Gamay DOC e prodotto da Gamay del Trasimeno (Grenache), secondo il disciplinare di produzione della denominazione in Umbria.

Qual e il profilo del Colli del Trasimeno Gamay DOC?

Come si può immaginare, la struttura dei dazi è piuttosto complessa e varia da stato a stato. I descrittori seguono il metodo AIS.

Con quali piatti si abbina il Colli del Trasimeno Gamay DOC?

L’abbinamento segue la logica AIS di concordanza e contrapposizione, bilanciando struttura e aciditae del vino con le sensazioni del piatto.

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