Vini Marche: Guida Completa a DOCG, Vitigni e Denominazioni

Vini Marche: la guida che ti fa scegliere con la sicurezza di un sommelier

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Immagina di muoverti tra le denominazioni Marche sapendo esattamente cosa cercare nel calice. La marchesa era innamorata di quel rosso scintillante dal profumo di viole e si batté con tutto il potere che le derivava dalla sua posizione sociale e dal suo denaro per strappare i vigneti ai rivali. Dopo essere stato possedimento del marchese Aguado de Las Marismas (1835) e del conte Pillet-Will (1879), all’inizio del 20° secolo il castello, con la proprietà di 250 ettari che l’attornia, passò alla Société civile immobilière di Chateau Margaux e la formula regge tuttora.

Storia e territorio vitivinicolo Marche

I doc: Gavi Ovada Insediamento di antica origine, è citata come Ovaga in un documento del 991; fu dominio aleramico, poi dei marchesi di Gavi, infine possesso del: a Repubblica di Genova dal 1277 fino al 1820. Tutt’attorno alla rocca colline fitte di vigneti, infatti il vino “Verdicchio dei Castelli di Jesi” è il prodotto principale di quest’arca, che pure è ricca di artigianato della calzatura, abbigliamento e gomma. doc: Verdicchio dei Castelli di Jesi fL Predappio fDi origine romana, daritrovamenti archeologici si sa che qui in antichi:..:. Ripatransone è uno dei centri più antichi delle Marche, con tanti edifici storici e anche.ina curiosità: comprende anche il, -i.::olo più stretto d’Italia. Il cuore della cit:a è la piazza del Duomo, mo.nimento davvero rimarchevole, xrlètto esempio di arte romanico-gotica; iniziato nel 1290, è il risultato del lavoro di 33 architetti, 152 scultori, 68 pittori, 90 mosaicisti. Il rwello?i costruito come baluardo contro gli arabi intornc IX secolo; vi soggiomò come bliotecano della marchesa Sil Pellico al ritorno dal carcere d lo Spielberg. Eccellente il Rosso Piceno, nella versione Superiore prodotto con uve di Sangiovese e Montepulciano, gradazione alcolica complessiva minima di 12°, zona di produzione la Provincia di Ascoli Piceno. Alla base del vasto vigneto, la cantina dei Marchesi di Grésy sta facendo posto ad una maggior produzione con un ampliamento dei locali. Marsan, i cui nomi sono in onore del marchese di San Marzano, che porto a Costigliole numerosi vitigni originari del Rodano, provengono da varietà decisamente inusuali per il territorio.») vf, azienda “rossista” della famiglia Sparaco, proprietaria dell’azienda Fazi Battaglia nelle Marche, continua nell’espansione nel territorio di Montepulciano, grazie anche all entrata in produzione dei nuovi vigneti. Così, partendo dalle qualità più evidenti del Verdicchio, nella sua veste tradizionale di vino fermo, si é giunti via via a scoprirne le eccezionali caratteristiche anche nella versione spumantizzata e passita. Il Bianchello del Metauro, Doc zonale, deve lottare, anche in casa, contro lo strapotere del Verdicchio, ma da sempre, riesce a conquistare con la sua struttura e i suoi accattivanti profumi.

0737 781807 – www.comune.matelica.mc.it – Punto di partenza della strada del suo Verdicchio, é città bellissima, dalla grande tradizione culturale, supportata da uno dei piccoli e storici Teatri musicali della regione. Il Vigneti del Cerro, lo “stereotipo” del Verdicchio di Matelica. J L azienda dei fratelli Bisci affonda le sue radici nel cuore della zona di produzione del Verdicchio di Matelica, una vallata racchiusa fra la catena appenninica e quella preappenninica, dal terreno ricco di oligoelementi e scientificamente classificata “sinclinale camerte”’. I vigneti di Verdicchio sono situati in diverse posizioni geografiche e le vinificazioni avvengono separate per poter poi procedere ad assemblaggi dei vini delle diverse vigne. S ituata sulle colline di Castel di Lama, in pieno territorio del Rosso Piceno Superiore, ma anche nel cuore della nuova Doc Offida, l’azienda si fa conoscere alla fine degli anni Novanta con |’Anghelos, uvaggio di Cabernet Sauvignon, Montepulciano e Sangiovese. I 14 ettari di vigneto sono in prevalenza a bacca nera, con l’unica eccezione del Verdicchio. delle Aziende pit antiche del comprensorio nella produzione del Rosso Conero, i Marchetti sono infatti proprietari della tenuta da due secoli, ma é solo dagli anni Sessanta che si imbottiglia e degli ultimi anni la scelta di Maurizio, attuale conduttore dell’azienda, di convertire le colture in vigneti specializzati. Oltre al già citato Verdicchio, un altro vino, il Braccano, uvaggio di Ciliegiolo e Merlot, fa parte della storia enoica marchigiana. y i azienda é fortemente rappresentativa del territorio in cui é sita, una delle poche ad avere sede nel comune di Jesi; notoriamente la città ha dato i natali alla denominazione, seppure sul territorio comunale non siano coltivati vigneti di Verdicchio. A lessandro Moroder e la moglie Serenella si trasferiscono all’interno del Parco Naturale del Conero all inizio degli anni Ottanta, recuperando l’azienda agricola e reimpiantando negli anni i vigneti, oggi vitati principalmente a Montepulciano. Accanto ai vitigni tradizionali con i quali si elaborano Falerio e Rosso Piceno, grande amore si dedica a due vitigni d’Oltralpe, molto difficili perché troppo legati alla loro terra d’origine e caratterizzati da aromi varietali di ampio respiro non sempre riproducibili altrove. D a quarant’anni la famiglia Strologo produce in proprio uve Montepulciano per realizzare Rosso Conero; Sante Giulio ne fu il precursore, oggi Silvano conduce Vazienda con passione in un territorio particolarmente vocato alla viticoltura.

Le denominazioni DOC e DOCG Marche

doc: Verdicchio dei Castelli di Jesi Enoteca: (aperta in estate) via Federico Conti, 5 Montecarotto L’ origine potrebbe risalire ai Galli Senoni che fortificarono Mons Arcis Ruptac, Monte della Rocca Rotta. Marche Regione con pochi vini, ma quasi tutti eccellenti, le Marche presentano biglietti da visita che si chiamano Rosso Gonero, Rosso Piceno Superiore, Sangiovese dei Colli Pesaresi e Vernaccia di Serrapetrona tra i rossi. 0731 89131 – La rinascita e l’affermazione nazionale del Rosso Piceno, circondato dal Verdicchio dei Castelli di Jesi e dalla meno nota ma già affermata Doc Esine. La Riserva Cambrugiano, che prima ancora é un “gout de terroir”, poi cid che il Verdicchio di Matelica può veramente essere, un rosso travestito da bianco. Da segnalare anche la splendida evoluzione del Verdicchio di Matelica Riserva ‘98 (recensito lo scorso anno) con il suo profumo cremoso di vaniglia, clorofilla e glicine e la suadente lunghezza. Di JESI PassiTo 2001 ue Pare BBY DI JESI CLASSICO Brut aa BEB DI JESI CLASSICO Barri: RISERVA 1999. DI JESI CLASSICO 2002 ia retazione di cio che dovrebbe essere una cantina cooperativa, ossia una continua ricerca per lo sviluppo vitivinicolo e per l’immagine del polo enoico in cui opera (in questo caso molto importante, il Rosso Piceno Superiore). Lucio continua la sua ricerca sul Verdicchio riscoprendo un vecchio clone locale di Incrocio Bruni (VerdicchioxRiesling) di cui nel 1991 ha recuperato e replicato le barbatelle, consegnandoci oggi un vino, lo Stracacio, straordinario, ma destinato a pochissimi fortunaiti… WL Bacco 2002 – € 6,50 BeBwIeIS Le Lame 2002 – Trebbiano, Biancame i DI Jest CLassico SUPERIORE Gatosrino Fumé 1999 O i 2003 Bambulé MARCHE 1058 omprensorio della Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, di cui ha presentato quest’anno una nuova etichetta: il Massaccio.

Jip 2003 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium 2000 ve: Verdicchio 100% – Gr. L’azienda é impegnata anche nella produzione di due buone etichette di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico.

🍷 Elenco completo dei vini Marche (2 schede)

I vitigni Marche

Pinot Uva Colore Uva Colore Profumo Sapore Alcolicità Acidità totale Luoghi di produzione Particolarità — Signor Consigliere — diceva un giorno una vecchia marchesa — preferite il Borgogna o il Bordeaux? La raccolta delle uve Di solito nella Champagne i negozianti e i proprietari delle più note marche comprano le uve dai vignaioli al momento della vendemmia. Vi si trova il Verdello, ottenuto con uve di Verdicchio al 60 per cento e aggiunte di Malvasia bianca. In particolare il Rosso Conero è il frutto del vitigno Montepulciano con l’aggiunta di Sangiovese o altri vitigni locali fino a un massimo del 10%. Non solo il Verdicchio, ma anche il Montepulciano, e altri vitigni minori come il Pecorino o la Passerina, qui trovano modo di esprimersi al meglio. eee ricerca tecnologica, valorizzazione dei vitigni autoctoni del Piceno, ma anche attenzione all’evoluzione del gusto del consumatore, rappresentano I identità enoica di questa Cantina Sociale, fra le prime ad apparire nel panorama vitivinicolo delle Marche. Solo vitigni autoctoni locali: Verdicchio, Montepulciano e Sangiovese, per tre etichette che offrono il meglio di sé dopo lunghi affinamenti. L’attenzione alla qualità é molto elevata, i bianchi da uve Verdicchio della riva sinistra dell’Esino, dimostrano la loro capacita di lunghe maturazioni, la conferma dalla prima recente verticale di Podium, 10 anni di produzione sempre ai vertici, ed il 1993 era ancor giovane! I vitigni coltivati sono quelli tipici del comprensorio, Verdicchio, Montepulciano, Sangiovese, a cui si aggiunge il Cabernet Sauvignon. I vigneti godono di un microclima ideale con notevoli escursioni termiche e le densita di allevamento sono considerevoli, 3.000 per il Verdicchio e 4.500 per i vitigni a bacca nera.

Sebbene l’attenzione sia rivolta principalmente alla valorizzazione dei vitigni autoctoni, a Verdicchio e Montepulciano sono stati affiancati alcuni vitigni internazionali con ottimi risultati. J yp azienda dei fratelli Zaccagnini, situata sulle colline di Staffolo, ha una lunga storia dedicata al Verdicchio, vitigno principe di queste terre e la sua produzione rappresenta al meglio le caratteristiche di base di queste uve che danno vini freschi, dai caratteri floreali e fruttati. Alla luce del fatto che l’intento era l’immissione nel mercato internazionale, è evidente come il progetto fosse sostanzialmente diverso da quello del Sassicaia, voluto, inizialmente, solo per soddisfare il piacere del Marchese Mario Incisa della Rocchetta. Dopo molti anni passati alla corte del marchese Antinori e dopo avere raggiunto l’età della pensione, il “nostro” decise di iniziare a girare l’Italia e di dedicare la maggior parte dei suoi sforzi a dare lustro ai vitigni delle isole italiane. VII 115 E da quel vino, seppur ideato per il puro piacere e diletto del Marchese Incisa della Rocchetta, dopo una prima commercializzazione nella spaccio aziendale sulla via Aurelia, è nato un progetto commerciale internazionale. con esclusione all’interno di essa dei territori appartenenti alla zona di produzione del “Rosso Conero”, con le uve dei vitigni Montepulciano (35-70%) e Sangiovese (30-50%).a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona. Verdicchio di Matelica Nella zona collinare che ha per epicentro il comune di Matelica (in provincia di Macerata) e si estende sino a Fabriano (in provincia di Ancona), con le uve di Verdicchio. • Spumante – con le uve di Trebbiano toscano (minimo 60%), di Chardonnay e/o di Verdicchio elo di Pecorino (minimo 30%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni della zona; ha perlage fine; colore giallo paglierino; bouquet fine e persistente; sapore garbatamente fresco, pieno, lungo, stoffa. 0141 976015 Bianco dei Marchesi 2000 © Fan e 6.000 Questo bianco di buona personalità viene prodotto con uve riesling coltivate nel comune di San Martino Alfieri. e fax 0734 750408 Le Solagne 2000 Os IM —e= 2.000 Stefano Dezi produce nel comprensorio di 467 Fermo questo valido bianco tratto da un uvaggio di trebbiano e malvasia, con piccole aggiunte di pecorino e verdicchio.

Stile e profilo organolettico dei vini Marche

San Paolo di Jesi del resto é nel cuore della riva destra dell’Esino, dove i caratteri di acidità, sapidita e finezza nei profumi del Verdicchio sono pit rilevanti. Prevedibile peraltro una sua positiva evoluzione, grazie alla buona intelaiatura tannica, al corredo di acidità e alla rimarchevole struttura generale. Le luci si riaccenderanno, i marchesi riprenderanno a ricevere i loro ospiti nelle sale affrescate ed arredate con sobria finezza, i moderni visitatori si mescoleranno così agli abituali, antichi frequentatori del maniero. idonei alla coltivazione nella regione Marche, si ottiene questo vino dal colore rosso rubino; odore, vinoso; sapore sapido, armonico, asciutto, ricco di corpo. Gradazione minima: 11°, • Trebbiano Verde (sinonimo di Verdicchio bianco) – ha colore giallo paglierino con riflessi verdognoli: odore intenso, aroma di mandorla amara: sapore secco, di buona acidità, di medio corpo. è una delle aziende storiche di Strevi: Brachetto d’Acqui Il Pineto, Dolcetto d’Acqui Marchesa, oltre al Moscato d’Asti Scrapona e al Cortese dell’Alto Monferrato Valtignosa. Da qualche anno, e con sostanziali novità, è apparso sulla scena anche Vittorio Giulini, industriale milanese appassionato di enologia che ha acquistato e ristrutturato completamente l’azienda agricola La Marchesa, appartenuta a nobili genovesi, reimpiantando molti ettari di vigneti pregiati. 0144 363133 ‘ACQUI orsostaOnI Di mon CMMELATA Strevi è una delle capitali del vino dell’Alessandrino. La veste della selezione Marchesa è color violaceo, mentre i profumi sanno di mandorla e frutta rossa. La conferma sta anche in questo affidabilissimo Rosso Piceno di colore rubino brillante: agli odori di frutti rossi si accompagna una leggera nota di caffè tratta dal legno d’affinamento. e Rosolaccio 2000 O es m —ea 1.000 Questo Rosso Piceno si offre fragrante e ricco di toni fruttati di prugna rossa e sambuco; risultano bene articolate le parti acida e tannica che, in buon equilibrio tra loro, donano una morbida e scorrevole bevibilità. 0731 857009 Classico Conscio 2000 Os n —es 25.000 La prima delle due selezioni di Verdicchio dei Castelli di Jesi, proposta dalla piccola e motivata azienda, si segnala per il colore paglierino con note verdi, i profumi soprattutto vegetali e il gusto di buona freschezza, tipico di questa zona d’alta collina.

e Classico Superiore Fontevecchia 2000 OGsn e 60.000 Si tratta di un Verdicchio maturato in acciaio, con un corredo aromatico da fare invidia: nocciola fresca, acacia e miele si rincorrono su una trama gustativa di stoffa esemplare; nessuna componente sovrasta. La piccola azienda, che ha la cantina appena al di fuori del territorio provinciale di Ancona, presenta un Verdicchio ed espressivo: i profumi ricordano tiglio ed erbe, e il gusto è ben sorretto da un giusto tenore alcolico. piersantivini.it e-mail: Classico Ponte Magno 2000 OEs Mm —@m 25.000 La selezione di Verdicchio prodotta dall’azienda, attiva dal 1955, si segnala all’olfatto per la buona espressione di caratteri varietali – tra i quali si colgono note di foglia di tabacco – e per il gusto consistente, fresco e con margini di evoluzione. e Classico Loretello 2000 Oga n = 8.000 La piccola azienda, che ha i propri vigneti tra Nidastore e Arcevia, produce poche bottiglie di questo Verdicchio molto corretto: i profumi varietali espressi nitidamente preludono a un palato fresco e di apprezzabile consistenza, che nel finale risulta ammandorlato. sono rimarchevoli per la natura e l’intensità del loro profumo primario. Ammessi max 15% Montepulciano e/o Verdicchio territorio | amministrativo della provincia di Ascoli Piceno paglierino pil o meno) tenue vari comuni in provincia di Ascoli paglierino searico vari comuni in provincia di Ancona rosso rubino carico Montepulciano. Il Verdicchio si presenta di colore giallo paglierino con vivaci riflessi verdognoli ed € piacevolmente fresco, asciutto, snello di corpo; ha un retrogusto amarognolo e profumi sottili e delicati. Ad ovest di Macerata, nelle Marche, si produce invece un particolare spumante dalle uve di vernaccia rossa, cioé la Vernaccia di Serrapetrona Docg; é di colore granato purpureo intenso, ha profumi vinosi e fragranti, con un finale amarognolo e astringente. DOC Vino di struttura assai differente da quella del Verdicchio, vale a dire pit: snella e leggera, il Bianchello del Metauro @ otte- nuto dallomonima uva coltivata nella provincia di Pesaro nella parte pit’ bassa della Valle del Metauro. Il Verdicchio abbina a profumi delicati, con sentori di frutta fresca, un sapore asciutto e un tipico retrogusto amarognolo. DOC VERDICCHIO DI MATELICA Il Verdicchio di Matelica non é il fratello minore di quello di Jesi; ne costituisce piuttosto la controparte piti fresca e diretta. Si delinea con sentori fragranti, che ricordano quelli del pane appena sfornato, e che si sovrappongono leggermente ai profumi intensamente fruttati tipici delle uve dalle quali si ottengono i vini base per la spumantizzazione (chardonnay, pinot bianco, riesling, pinot nero, pinot grigio, verdicchio).

Abbinamenti gastronomici tipici Marche

Ce il pomodoro persino nei brodetti di pesce, che si sposano col Pinot Bianco, coi Riesling, oppure col Verdicchio dei Castelli di Jesi o con quello di Matelica. F Q, “ i › «3, /1,,på < f si »\ Lacrima di Morro d'A|ba (Marche) Un affascinante rosso per i piatti di carne con la frutta: tacchinella ai marroni, maiale con le mele, coniglio alle prugne, cervo con salsa di mirtilli rossi. C'è il pomodoro persino nei brodetti di pesce, che si sposano col Pinot Bianco, coi Riesling, oppure col Verdicchio dei Castelli di Jesi o con quello di Matelica. di Morro d'Alba (Marche) Un affascinante rosso per i piatti di carne con la frutta: tacchinella ai marroni, maiale con le mele, coniglio alle prugne, cervo con salsa di mirtilli rossi. , - Lacrima di Morra d'Alba (Marche) Un affascinante rosso per i piatti di carne con la frutta: tacchinella ai marroni, maiale con le mele, coniglio alle prugne, cervo con salsa di mirtilli rossi. Lacrima di Morro d'Alba (Marche) Un affascinante rosso per i piatti di carne con la frutta: tacchinella ai marroni, maiale con le mele, coniglio alle prugne, cervo con salsa di mirtilli rossi. Nata nel 1982 si é subito caratterizzata per la forte personalita e il carattere “artigianale” dei vini prodotti; Verdicchio ovviamente in primis, ma anche rossi dall’indiscusso valore. L'ultimo dei Falletti, il marchese Carlo Tancredi che fu sindaco di Torino nei primi anni dell'Ottocento, aveva sposato una nobildonna bretone, Giulietta Vittorina Colbert, discendente dal famoso ministro di Luigi XIV. Quest'ultimo borgo sorse in origine attorno a un tempio dedicato alla dea della ricchezza e dell’opulenza Cupra e fatto restaurare dall'imperatore romano Adriano, dove si tenevano riti propiziatori accompagnati da sacre bevute di un vino probabile antenato del Verdicchio.

Il Rosso Conero, per esempio, a base di montepulciano, vitigno che dopo una fase di declino nei primi anni Ottanta sta oggi riprendendo vigore, tanto che i migliori produttori lo privilegiano al sangiovese che su questi terreni non dà i suoi risultati migliori. Sante Giulio impiantò i primi vitigni, prevalentemente montepulciano, poi fondò assieme a altri soci il Consorzio per la tutela del Rosso Conero preposto al controllo della qualità dei propri conferenti. Nei primi anni Sessanta l’ingegner Raffaele attuò importanti trasformazioni in cantina e fece impiantare nuovi vigneti, così oggi la produzione di uve è equamente suddivisa tra verdicchio di Matelica e le rosse cabernet sauvignon, merlot, sangiovese, ciliegiolo. Per riconoscimento unanime, considerato uno dei migliori vini bianchi italiani da pesce, il Verdicchio, prodotto con successo anche in versione spumante, é vino vivo, secco, nodoso, sapido, fresco, molto invitante alla beva, di corpo equilibrato, da consumare in giovinezza ma in certe annate favorevoli anche ben maturo. Nella pit fresca Carneros, attiguaa Sonoma, trova ambiente idoneo il Pinot nero, dal quale si ottengono vini rimarchevoli, sicuramente fra i migliori ottenuti con questo vitigno nel Nuovo Mondo. In provincia di Pesaro tiene la piazza il Bianchello del Metauro che, pur non presentando eccelse qualità organolettiche, è sempre un lieto compagno di tavola, leggero, a moderata gradazione alcoolica; proviene dai vigneti della valle del Metauro, il maggior fiume delle Marche formato dalla confluenza dei torrenti Meta e Auro. Un tempo, mvece, accompagnavano belle canzoni d’amore, come questa che ben pochi conoscono o ricordano: suo padre, e del carattere arido e dispotico della madre Adelaide dei marchesi Antici. Lo sforzo dei viticoltori marchigiani è oggi teso non solo migliorare e ad unificare la produzione del Rosso Conero, ma anche ad imporlo sul mercato facendo leva sulle indiscutibili qualità di questo vino che, opportunamente invecchiato, si allinea con autorità accanto ai migliori vim d’arrosto. il Rosso Piceno sposa alla perfezione ragnello e il capretto alla brace e le carni rosse accompagnate da salse saporite.

Domande Frequenti sui vini Marche

❓ Domande Frequenti

Quali sono i vini più importanti Marche?

doc: Verdicchio dei Castelli di Jesi Enoteca: (aperta in estate) via Federico Conti, 5 Montecarotto L’ origine potrebbe risalire ai Galli Senoni che fortificarono Mons Arcis Ruptac, Monte della Rocca Rotta. Le denominazioni principali sono raccolte nelle schede collegate in questa guida.

Quali vitigni si coltivano Marche?

Pinot Uva Colore Uva Colore Profumo Sapore Alcolicità Acidità totale Luoghi di produzione Particolarità — Signor Consigliere — diceva un giorno una vecchia marchesa — preferite il Borgogna o il Bordeaux? Ogni vitigno esprime un profilo organolettico legato al territorio.

Come si abbinano i vini Marche?

Ce il pomodoro persino nei brodetti di pesce, che si sposano col Pinot Bianco, coi Riesling, oppure col Verdicchio dei Castelli di Jesi o con quello di Matelica. Trovi gli abbinamenti dettagliati nelle singole schede di denominazione.

Vini Marche: la competenza che guida ogni scelta

Conoscere i vini Marche significa scegliere con metodo, riconoscendo denominazioni, vitigni e stili. È la promessa di Online Wine Shop: contenuti verificati, vocabolario AIS, zero approssimazione.

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