Vini Umbria: il Sagrantino di Montefalco, il vino dai tannini più potenti al mondo, e i tesori enologici del cuore verde d’Italia
| Superficie vitata | 16.000 ettari |
|---|---|
| Denominazioni DOCG | 2 (Sagrantino di Montefalco DOCG, Torgiano Rosso Riserva DOCG) |
| Denominazioni DOC | 13 circa (Montefalco, Torgiano, Orvieto, Colli Martani, Colli del Trasimeno, Colli Amerini e altre) |
| Vitigno simbolo | Sagrantino |
| Zone di eccellenza | Montefalco, Torgiano, Orvieto, Lago Trasimeno |
| Vino iconico | Sagrantino di Montefalco DOCG |
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Storia e Tradizione Vinicola dell’Umbria
Scoprire i vini umbria significa immergersi in una storia millenaria che affonda le radici nell’epoca etrusca e romana, quando queste colline già ospitavano vigneti rigogliosi. Il lettore che si avvicina all’enologia umbra trova un patrimonio di autenticità e carattere difficilmente replicabile altrove in Italia, con denominazioni che hanno saputo preservare vitigni autoctoni unici al mondo.
La vitivinicoltura umbra ha radici profondissime: già gli Etruschi coltivavano la vite sulle colline attorno all’attuale Perugia e lungo le rive del Lago Trasimeno, trasmettendo poi le proprie tecniche ai Romani che valorizzarono ulteriormente la produzione vinicola regionale. Le fonti storiche attestano la presenza di commerci vinicoli fiorenti lungo la Via Flaminia, l’arteria che attraversava l’Umbria mettendola in comunicazione con Roma e con i mercati dell’Adriatico.
Nel Medioevo, i monasteri benedettini e francescani svolsero un ruolo fondamentale nella preservazione e nello sviluppo della viticoltura locale. Il Sagrantino, vitigno simbolo dell’Umbria, deve probabilmente il proprio nome proprio ai monaci – il termine deriva da “sacro” – che lo coltivavano per produrre il vino da messa e lo utilizzavano nelle cerimonie religiose della zona di Montefalco. Questa connessione spirituale ha contribuito a mantenere vivo il vitigno attraverso i secoli, anche quando le mode enologiche avrebbero potuto far preferire varietà più produttive o meno impegnative da gestire.
Il riconoscimento istituzionale della qualità vinicola umbra arriva con le prime denominazioni di origine: Torgiano ottiene la DOC nel 1968, diventando uno dei territori più precoci a ricevere tale riconoscimento in Italia centrale. Merito fondamentale va alla famiglia Lungarotti, che ha trasformato Torgiano in un polo enologico di riferimento internazionale, fondando anche il celebre Museo del Vino che ancora oggi attira appassionati da tutto il mondo. La tenacia di Giorgio Lungarotti e della sua famiglia ha dimostrato che l’Umbria poteva produrre vini capaci di competere ai massimi livelli, aprendo la strada al riconoscimento della DOCG per il Torgiano Rosso Riserva nel 1990.
Montefalco segue un percorso parallelo di valorizzazione: la DOC arriva nel 1979, ma la vera consacrazione internazionale del Sagrantino avviene negli anni ’90 con la concessione della DOCG nel 1992, la seconda dell’Umbria. Da quel momento, i produttori di Montefalco hanno investito massicciamente in tecnologia e ricerca, portando il Sagrantino di Montefalco DOCG a occupare un posto di assoluto rilievo nell’olimpo dei grandi vini italiani. Cantine come Arnaldo Caprai, che con il suo “25 Anni” ha ridefinito i canoni qualitativi del Sagrantino, hanno attirato l’attenzione della critica internazionale, con punteggi altissimi assegnati da Robert Parker e dai principali critici di settore.
Orvieto rappresenta un altro capitolo fondamentale della storia vinicola umbra: già nel Rinascimento i papi apprezzavano il celebre vino bianco prodotto attorno alla città della Rupe, tanto che Gregorio XVI ordinava rifornimenti regolari per i banchetti vaticani. La DOC Orvieto, istituita nel 1971, tutela oggi una denominazione che si estende anche nel Lazio, confermando l’importanza storica e commerciale di questo vino bianco dall’inconfondibile carattere minerale.
Terroir, Clima e Suolo dell’Umbria
L’Umbria è l’unica regione italiana a non avere sbocchi sul mare né confini con Stati esteri, una condizione geografica che ne determina il carattere climatico continentale-mediterraneo e plasma profondamente la personalità dei suoi vini. Questo isolamento geografico ha favorito la conservazione di ecosistemi viticoli unici e la sopravvivenza di vitigni autoctoni altrove scomparsi, regalando all’Umbria un patrimonio ampelografico di straordinario valore.
Il territorio umbro si articola prevalentemente in colline e basse montagne, con altitudini che variano dai 200 ai 700 metri sul livello del mare nella maggior parte delle zone vitate. Questa orografia crea una moltiplicazione di microclimi e condizioni pedologiche che si traducono in vini estremamente diversi tra loro, dalla freschezza minerale dei bianchi di Orvieto alla potenza tannica del Sagrantino di Montefalco.
La zona di Montefalco si caratterizza per suoli argillosi e calcarei su substrati di tufo vulcanico, con componente di argille pesanti che trattengono l’umidità durante i periodi estivi garantendo idratazione costante alle radici. Le altitudini oscillano tra i 220 e i 450 metri, con escursioni termiche giornaliere significative durante la maturazione che favoriscono lo sviluppo di aromi complessi e il mantenimento dell’acidità naturale del grappolo. Il Sagrantino su questi suoli sviluppa la sua caratteristica concentrazione tannica straordinaria, con livelli di polifenoli totali tra i più elevati registrati in qualsiasi vitigno mondiale.
Torgiano si trova nella valle del Tevere, con suoli alluvionali ricchi di scheletro ghiaioso, sabbie e limo che garantiscono un drenaggio eccellente e trasmettono al vino una spiccata eleganza. Le vigne sorgono tra i 200 e i 300 metri, in un contesto climatico più caldo e secco rispetto alle zone collinari interne, con precipitazioni concentrate nei mesi invernali e primavera tardiva. Questo clima favorisce una maturazione lenta e progressiva dei grappoli, con accumulo zuccherino graduale e preservazione degli aromi varietali.
Orvieto si distingue per la presenza dei famosi tufi vulcanici della Rupe, rocce porose di origine tufacea che regolano naturalmente le temperature radicali e trasmettono ai vini bianchi una mineralità caratteristica e una freschezza sapida inconfondibile. Il Lago Trasimeno esercita invece una fondamentale influenza mitigatrice sul clima della zona omonima, attenuando le escursioni termiche e creando condizioni particolarmente favorevoli per la produzione di vini bianchi freschi e aromatici e rossi di media struttura.
I Colli Martani, con suoli calcareo-argillosi a forte componente gessosa, rappresentano uno dei terroir più vocati per il Grechetto umbro, con vini che esprimono una mineralità tagliente e una persistenza aromatica notevole. Le precipitazioni medie annuali dell’Umbria si attestano tra i 700 e i 900 millimetri, distribuite abbastanza uniformemente ma con deficit idrico nei mesi estivi che stressano moderatamente le piante, favorendo la concentrazione dei componenti nobili nel grappolo.
Vitigni Autoctoni dell’Umbria
Il patrimonio ampelografico autoctono umbro è tra i più originali e meno replicabili d’Italia, con vitigni che hanno sviluppato nel corso di millenni adattamenti specifici al terroir locale e caratteri organolettici unici. La conservazione di queste varietà rappresenta non solo un valore enologico ma anche un patrimonio genetico di inestimabile importanza per la biodiversità viticola mondiale.
Sagrantino
Il Sagrantino è il vitigno simbolo dell’Umbria e uno dei più straordinari d’Italia per la sua unicissima composizione polifenolica. Acino blu-nero, buccia spessa e consistente, grappolo cilindrico di medie dimensioni. Al naso si esprime con profumi intensi e complessi: more selvatiche, mirtilli, prugna sotto spirito, note speziate di pepe nero e cannella, sentori di liquirizia e cioccolato fondente, con sfumature di tabacco e cuoio con l’evoluzione. Al palato si manifesta con una struttura tannica imponente – record mondiale di tannini totali tra tutti i vitigni conosciuti – corpo pieno e calore alcolico sostenuto, acidità viva che ne garantisce la longevità. La versione secca necessita di lunghi affinamenti per ammorbidire i tannini; la versione Passito esprime invece dolcezza e morbidezza straordinarie.
Sangiovese
Il Sangiovese in Umbria trova condizioni pedoclimatiche di grande vocazione, esprimendo caratteri distinti rispetto alle espressioni toscane. Acino medio-piccolo, buccia di media consistenza di colore rosso-blu intenso. Al naso offre profumi di ciliegia fresca, visciola, viola mammola, con spezie fini come pepe bianco e noce moscata, note erbacee eleganti e sentori di terra umida nei vini più maturi. Al palato presenta tannini di buona finezza, acidità vivace, corpo medio-pieno e finale fruttato persistente. In uvaggio con Sagrantino nel Montefalco Rosso DOC, ammorbidisce la struttura tannica apportando freschezza e accessibilità già nei primi anni.
Grechetto
Il Grechetto umbro è il principale vitigno bianco autoctono della regione, presente in due biotipi: il Grechetto di Orvieto e il Grechetto di Todi, entrambi di grande qualità ma con profili organolettici leggermente differenti. Acino verde-dorato, buccia sottile, grappolo spargolo di media dimensione. Al naso esprime profumi eleganti di fiori bianchi come biancospino e ginestra, frutta a polpa bianca come pera e mela golden, agrumi freschi come limone e pompelmo, con note minerali caratteristiche sui suoli gessosi dei Colli Martani. Al palato è sapido e fresco, con acidità ben calibrata, corpo medio e finale ammandorlato tipicamente umbro. Ottima versione in purezza e come componente dell’uvaggio dell’Orvieto DOC.
Trebbiano Spoletino
Il Trebbiano Spoletino è una varietà distinta geneticamente dal comune Trebbiano Toscano, con caratteristiche qualitative nettamente superiori che ne fanno uno dei bianchi autoctoni italiani più interessanti degli ultimi anni. Acino dorato con sfumature verdi, buccia consistente, grappolo grande e alato. Al naso rivela una complessità aromatica sorprendente: fiori di acacia e sambuco, frutta tropicale come mango e ananas, agrumi maturi, miele di acacia, con note anisàte e speziate di zenzero fresco. Al palato ha struttura e corpo inusuali per un bianco, con acidità vibrante, mineralità sapida e lunghezza notevole, capace di evolvere positivamente in bottiglia per diversi anni.
Ciliegiolo
Il Ciliegiolo è un vitigno rosso di antiche origini presente storicamente in Umbria, dove trova condizioni di grande espressione nella zona dei Colli Amerini e del Trasimeno. Il nome richiama immediatamente il profilo aromatico: acino rosso-violaceo brillante, buccia media. Al naso domina la ciliegia fresca e la marasca, con violetta, lamponi, note leggere di spezie dolci come vaniglia e cannella, sentori floreali delicati. Al palato è un vino di media struttura, con tannini setosi e non aggressivi, acidità fresca, scorrevolezza e piacevolezza immediata che lo rendono versatile a tavola. Vinificato in purezza nei Colli Amerini, rivela una territorialità spiccata e un carattere autentico lontano dai vini standardizzati.
Denominazioni dell’Umbria: DOCG e DOC
Le denominazioni dell’Umbria costituiscono un sistema articolato e coerente che valorizza le diverse vocazioni territoriali della regione, dalle grandi DOCG di respiro internazionale alle DOC più locali che custodiscono tradizioni enologiche antichissime. Ecco le principali denominazioni da conoscere per orientarsi tra i vini umbria.
Sagrantino di Montefalco DOCG
La DOCG più prestigiosa dell’Umbria, istituita nel 1992, comprende solo il comune di Montefalco e quattro comuni limitrofi in provincia di Perugia. Il disciplinare prevede Sagrantino in purezza al 100%, con un affinamento minimo di 37 mesi totali di cui almeno 12 in legno per la versione Secco. Il Passito, versione tradizionale con uve appassite, ha affinamento minimo di 30 mesi. Vino di straordinaria complessità e longevità, con tannini potenti che si ammorbidiscono con il tempo rivelando una profondità aromatica straordinaria: frutta nera matura, spezie orientali, tabacco, cioccolato. Produce tra i 5 e i 7 milioni di bottiglie annue.
Torgiano Rosso Riserva DOCG
La prima DOCG umbra per anzianità di impianto, anche se il riconoscimento formale arriva nel 1990, tutela il Rubesco Riserva di Lungarotti nel comune di Torgiano. L’uvaggio prevede Sangiovese tra il 70 e il 100% con possibilità di Canaiolo e altri vitigni. Affinamento minimo di tre anni, di cui almeno sei mesi in legno. Il vino esprime eleganza e finezza tosc-umbra: ciliegia sotto spirito, prugna, spezie fini, tabacco e cuoio con l’età. Struttura tannica equilibrata, buona acidità, finale lungo e persistente. Un vino da meditazione che racconta cinquant’anni di storia enologica umbra.
Montefalco DOC
La DOC di Montefalco comprende vini bianchi, rossi e rosati prodotti nell’area collinare attorno a Montefalco. Il Montefalco Rosso DOC, uvaggio di Sangiovese (60-80%), Sagrantino (10-25%) e altri vitigni, è l’ideale porta d’accesso al mondo del Sagrantino: più immediato e meno tannico della DOCG, offre un profilo fruttato e speziato di grande piacevolezza con struttura e corpo importanti. Il Montefalco Bianco DOC, a base Grechetto e Trebbiano, è fresco e minerale, ottimo aperitivo. Il Sagrantino di Montefalco senza indicazione Riserva ha affinamento di 30 mesi totali.
Orvieto DOC
Una delle denominazioni bianche più antiche e celebri d’Italia, la DOC Orvieto si estende su un vasto territorio tra l’Umbria meridionale e il Lazio settentrionale. L’uvaggio tradizionale prevede Grechetto e Trebbiano Toscano come basi, con possibilità di Malvasia, Verdello e altri vitigni minori. La versione Classico, prodotta nel territorio più antico attorno alla Rupe di Orvieto, esprime il carattere minerale più autentico: fiori bianchi, agrumi, mineralità tufacea, sapido e fresco al palato. Esistono versioni secche, abboccate, amabili e dolci, con la versione muffa nobile nelle annate eccezionali che produce vini da dessert di livello assoluto.
Torgiano DOC
La DOC Torgiano, capostipite delle denominazioni umbre istituita nel 1968, produce vini bianchi, rossi e rosati di grande qualità nel comune di Torgiano e zone limitrofe. Il Torgiano Rosso DOC (il celebre Rubesco di Lungarotti) è un vino di grande eleganza a base Sangiovese, con frutti rossi vivaci, spezie fini e tannini setosi. Il Torgiano Bianco, a base Trebbiano e Grechetto, è fresco e beverino. La dominanza produttiva della Cantina Lungarotti conferisce a questa denominazione un’identità fortissima e riconoscibile a livello internazionale.
Colli Martani DOC
I Colli Martani, zona collinare tra Spoleto e Terni, producono con la DOC omonima vini bianchi e rossi di grande autenticità. Il Grechetto dei Colli Martani esprime la sua versione più caratteristica su questi suoli calcareo-gessosi: mineralità tagliente, sapore ammandorlato, freschezza sostenuta e buona struttura. Il Trebbiano Spoletino trova qui una delle sue espressioni più interessanti, con vini bianchi di corpo e complessità inusuali. I rossi a base Sangiovese e Merlot completano l’offerta con un profilo fruttato e bevibile.
Colli del Trasimeno DOC
La suggestiva cornice del Lago Trasimeno ospita questa DOC che produce vini bianchi, rossi, rosati e novelli beneficiando dell’effetto termoregolatore del bacino lacustre. I bianchi a base Grechetto e Trebbiano sono freschi e profumati, con note fruttate e fiori bianchi, ottimi come aperitivo. I rossi e rosati a base Gamay del Trasimeno (localmente chiamato Grenache) e Sangiovese sono peculiari e originali, con un profilo fruttato rotondo e solare. Il Gamay del Trasimeno è una varietà geneticamente identificata con il Grenache meridionale francese, adattatasi perfettamente al microclima lacustre.
Colli Amerini DOC
Nella zona più meridionale dell’Umbria, tra Amelia e Terni, la DOC Colli Amerini produce vini bianchi e rossi di carattere genuino e poco conosciuti al grande pubblico, rappresentando una delle aree di scoperta più interessanti per gli appassionati. Il bianco a base Trebbiano Toscano è fresco e semplice; il rosso a base Sangiovese con Ciliegiolo è fruttato e immediato. Il Ciliegiolo in purezza nei Colli Amerini è particolarmente interessante, con la sua caratteristica freschezza di ciliegia e la morbidezza tannica che lo rendono molto piacevole.
Abbinamenti Gastronomici con i Vini Umbria
La cucina umbra è tra le più genuine e autentiche d’Italia, povera di mare ma ricchissima di prodotti terrestri eccellenti: tartufo nero di Norcia e Spoleto, carni di cinghiale e suino, legumi antichi, funghi porcini, pecorino e formaggi di fossa. Ogni piatto trova nella produzione locale il suo abbinamento ideale, rispettando la regola fondamentale della concordanza territoriale.
Sagrantino di Montefalco DOCG con cinghiale in umido: il piatto più classico dell’abbinamento umbro. La struttura tannica possente del Sagrantino, con il suo corpo pieno e l’acidità vivace, bilancia perfettamente le carni selvatiche grasse e saporite del cinghiale in umido con olive e spezie. I tannini del vino sgrassano il palato preparandolo al boccone successivo, mentre la complessità aromatica del vino si fonde con le note terrose e speziate del piatto. Servire a 18°C in ampi bicchieri da Bordeaux.
Sagrantino Passito con tartufo nero di Norcia: abbinamento di contrasto tra la dolcezza morbida del Passito e l’aromaticità pungente e minerale del tartufo. Il tannino presente anche nella versione dolce del Sagrantino regge la struttura dell’abbinamento, mentre le note di frutta secca e spezie del vino dialogano armoniosamente con la complessità terrefera del fungo ipogeo.
Montefalco Rosso DOC con tagliatelle al ragù di piccione: il carattere fruttato e la struttura tannica del Montefalco Rosso si abbinano perfettamente alle carni di volatili da cortile e selvaggina da penna. La piccante nota speziata del Sagrantino nell’uvaggio esalta le note aromatiche del ragù, mentre l’acidità del Sangiovese bilancia la grassezza della pasta all’uovo.
Grechetto dei Colli Martani con crostini al tartufo bianco: la mineralità sapida e la freschezza del Grechetto creano un abbinamento di concordanza con la mineralità terrefera del tartufo bianco. L’ammandorlato finale del vino esalta il sapore intenso del tartufo sui crostini di pane sciocco umbro, mentre la freschezza pulisce il palato dalla grassezza del burro di mantecatura.
Orvieto Classico DOC con fritto misto alla perugina: la freschezza e la sapidità dell’Orvieto Classico, con la sua vena minerale tufacea, rappresenta l’abbinamento ideale con i fritti regionali: fiori di zucca, verdure pastellate, olive all’ascolana. L’acidità del vino sgrassa il palato dopo ogni boccone, mentre la sapidità minerale contrasta piacevolmente la tendenza dolce degli ingredienti.
Trebbiano Spoletino con pasta al tartufo nero: l’insolita struttura e la complessità aromatica del Trebbiano Spoletino reggono l’abbinamento con un primo piatto intenso come la pasta al tartufo nero di Norcia. Le note anisàte e tropicali del vino creano un interessante contrasto con la terrosità minerale del tartufo, mentre il corpo medio-pieno sostiene la struttura del piatto.
Enoturismo in Umbria: Cantine e Strade del Vino
L’Umbria offre un’esperienza enoturistica tra le più complete e affascinanti d’Italia, coniugando la visita alle cantine con la scoperta di borghi medievali, paesaggi collinari di straordinaria bellezza e una cucina autentica e generosa. Il periodo migliore per visitare la regione è l’autunno, tra settembre e novembre, quando la vendemmia anima le cantine e i boschi si tingono di colori caldi.
La Strada del Sagrantino: il percorso enoturistico più rinomato dell’Umbria si sviluppa attorno a Montefalco, la “Ringhiera dell’Umbria”, borgo medievale che sovrasta un territorio di vigneti ordinati. Il circuito tocca Montefalco, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Bevagna, un borgo medievale perfettamente conservato dove si tiene annualmente il Mercato delle Gaite, rievocazione storica del Medioevo. Le cantine da visitare includono Arnaldo Caprai, Antonelli San Marco, Colpetrone, Scacciadiavoli e Tabarrini, ciascuna con una proposta di degustazione e ospitalità di alto livello. La vendemmia del Sagrantino, che avviene generalmente a ottobre inoltrato per la sua tardiva maturazione, è un’esperienza indimenticabile.
Torgiano e la Valle del Tevere: a pochi chilometri da Perugia, Torgiano è una tappa imprescindibile per ogni appassionato di vino. La Cantina Lungarotti, che domina la produzione locale, offre un’esperienza enoturistica completa che include la visita al Museo del Vino di Torgiano (MUVIT), uno dei più importanti musei enologici d’Italia con oltre tremila pezzi tra anfore romane, utensili medievali e opere d’arte dedicate al vino. Il Le Tre Vaselle Resort, adiacente alla cantina, offre pernottamento e ristorazione di alto livello. Il periodo ideale per la visita è settembre-ottobre durante la vendemmia, quando è possibile partecipare alla raccolta delle uve.
Orvieto e il Lago di Corbara: la Rupe di Orvieto, con la sua monumentale Cattedrale gotica, domina un territorio vinicolo di grande fascino. Le cantine della zona Classico, come Barberani, Palazzone e Decugnano dei Barbi, offrono degustazioni con viste panoramiche eccezionali e la possibilità di visitare le antiche cantine scavate nel tufo. Il periodo di vendemmia, tra settembre e ottobre, coincide con l’Umbria Jazz Autumn e la Festa della Rupe, momenti di grande vitalità culturale. Il vicino Lago di Corbara, circondato da vigneti, offre anche opportunità di enoturismo lacustre.
Qual è il miglior vino umbro da regalare a un appassionato?
Il Sagrantino di Montefalco DOCG di un produttore come Arnaldo Caprai o Antonelli San Marco è la scelta più prestigiosa. Per un regalo più accessibile, un Montefalco Rosso DOC o un Torgiano Rosso Riserva DOCG di Lungarotti sono ottime alternative di grande personalità e riconoscibilità internazionale.
Con quali piatti abbinare il Sagrantino di Montefalco?
Il Sagrantino di Montefalco DOCG si abbina meglio a carni rosse strutturate come cinghiale in umido, selvaggina da pelo, bistecca chianina, arrosti importanti e formaggi stagionati. La versione Passito si sposa perfettamente con dolci a base di cioccolato fondente, frutta secca e torte di noci tipiche dell’Umbria.
Quanto costano i vini umbria di qualità?
I prezzi variano molto: un Orvieto DOC di buon livello parte da 8-12 euro, un Montefalco Rosso DOC da 12-20 euro. Il Sagrantino di Montefalco DOCG ha un range da 20 a oltre 60 euro per le etichette più prestigiose. Il Torgiano Rosso Riserva DOCG si trova tra i 25 e i 45 euro nelle migliori versioni.
Come conservare il Sagrantino di Montefalco?
Il Sagrantino di Montefalco DOCG è un grande vino da invecchiamento: conservarlo orizzontalmente in cantina a 12-14°C, con umidità tra 60-70% e al riparo dalla luce. Le migliori annate possono evolvere positivamente per 15-20 anni. Aprire la bottiglia almeno 2-3 ore prima del servizio o usare un decanter.
Qual è la differenza tra Sagrantino Secco e Passito?
Il Sagrantino Secco nasce da uve fresche vinificate tradizionalmente con macerazione lunga: vino rosso potente, tannico, da lunghi affinamenti. Il Sagrantino Passito nasce da uve appassite su graticci per almeno 2 mesi: vino dolce di grande struttura, con tannini presenti ma ammorbiditi dalla dolcezza, aromi di frutta secca e confettura intensissimi.
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