Vini Umbria: la guida che ti fa scegliere con la sicurezza di un sommelier
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Immagina di muoverti tra le denominazioni Umbria sapendo esattamente cosa cercare nel calice. Pizza alla romana Pomodoro, mozzarella, acciuga e basilico sono gli ingredienti di questa pizza, da provare con un bianco giovane: Orvieto, Alcamo, Falerno del Massico, Lugana.:, ‘I<• ,., ~ ": $% • "i 1 MBERTIDE 4$e PERUGIA é $@ ASSISI @4 MONTEFALCO @4 SPOLETO $@ Terra di santi e di capitani di ventura, l'Umbria manca soltanto del mare per avere tutto come ambiente e paesaggio.
Storia e territorio vitivinicolo Umbria
(dalle tradizionali tre si è passati a sei nel premono per il riconoscimento), l’Orvieto ior contributo quantitativo, seguito dai Colli ini, dal Torgiano, dal Montefalco e dal ntino. Intorno allo storico paesino di Montefalco, che per la sua magnifica posizione panoramica dominante le pianure del Topino e del Clitunno è chiamato «ringhiera dell’Umbria», nascono i vigneti dei due DOC appena nati: il Sagrantino e il Montefalco. Qui il clima è più mite che in altre zone dell’Umbria. Questa zona è tuttora considerata dagli esperti fra le migliori dell’Umbria come vocazione vitivinicola: sia per la idonea composizione dei terreni, sia per l’esposizione. Non bisogna mai credere molto alle leggende; se è vero che ai Longobardi piaceva molto l’Orvieto, come afferma Andrea Bacci nella sua Storia dei Vini, è però improbabile che dei barbari appena calati dal nord si esprimessero in latino corrente; inoltre il nome della città deriva da urbs vetus, città antica. Gli articoli comunali sono abbastanza simili a quelli riportati per altre regioni: si proibiva la vendita del vino il venerdì Antiche specie di uve da tavola e da vino, con more di rovo in un codice miniato del duca Alfonso d’Umbria (1630). Nuovi impianti nel circondario dell’Orvieto classico, cioè la zona ristretta più antica, dove le uve offrono una resa zuccherina maggiore. Negli Statuti di Torgiano, del 16 secolo, viene vietato ai contadini di portare cavalli, capre, vacche anche soltanto in prossimità delle vigne. Indubbiamente questi silenti e amenissimi luoghi hanno una civiltà molto antica: sulla collina di Brufa, nei pressi di Torgiano, sono venuti alla luce reperti di epoche preistoriche. L’Ipogeo dei Volumni si incontra sulla strada che da Perugia porta verso Torgiano e Assisi: è il più insigne di tutto il vasto territorio che ospitò quel grande popolo. Al patrono d’Italia sono legati diversi racconti che hanno come protagonisti il vino e la vite, intimamente legati alla tradizione dell’Umbria. Una vera e propria finezza è il Grechetto di Todi, sempre in provincia di Perugia.
Tutta questa zona è ricca di vitigni, come il Grechetto, vera finezza enologica. Anticltissima la coltura della vite sagrantino, di cui e tradizionale la tecnica delllappassimento. La storia di Montefalco è ispirata alla religione e la città vanta otto santi. Antichissima la coltura della vite sagrantino, di cui è tradizionale la tecnica dell’appassimento. Ricordiamo tra i bianchi il celeberrimo Orvieto, “oro liquido” amato da papi e artisti, di gradazione complessiva di 12° prodotto nel Comune omonimo in provincia di Terni. 11 Torgiano Bianco e il Colli Trasimeno Bianco sono prodotti invece nella Provincia di Perugia, come del resto I rossi Colli del Trasimeno Rosso e Torgiano Rosso. Zona soggetta a coltivazione estensive gid nel ‘600, ospita oggi gli oltre 60 ettari vitati di proprietà della famiglia Ziantoni, coltivati a varietà come Sangiovese, Merlot, Cabernet, Chardonnay e Grechetto. Solo la zona di Orvieto, pit per antica tradizione che per considerazione del suo valore, aveva una certa riconoscibilita tra i consumatori. Certamente la storia secolare dei vini di Orvieto ¢ particolarmente interessante: vini amabili, vinificati e conservati in apposite grotte scavate nel tufo, che già nel Medioevo costituivano un’autentica passione per molti Papi i quali, pit. 0759 652484 – www.comune.castiDUEMILAVINI 1107 UMBRIA glione-del-lago.pg.it – Colli del Trasimeno, paesaggi di…vini, con il gusto del pesce di uae rivisitato a outs di maiale, un sada a da pactare eun at DOTE intatto da hel aia MAGIONE – Paregis) – “Festa del Vino Novello” 9 Novembre – Tel. Umbria” offre, tra l’altro, uno dei pit bei panorami regionali, una tradizione di tessuti ancora!avorati a mano, un Museo Centro Nazionale dei Vini Passiti, e un Museo a cielo aperto costituito da tutta la città e dalle bellezze che contiene. ber delle realtà produttive più solide del territorio di Montefalco, con segnali costanti di impegno e crescita qualitativa.
Le denominazioni DOC e DOCG Umbria
Questo lavoro ha portato al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (il 1980 è l’anno di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale) che completa il panorama enoico dell’Umbria, praticamente sempre dominato in passato dall’Orvieto, cui si sono aggiunti i vini di Torgiano, di notorietà assai più recente. Ha un suo bouquet di Il Castello di Altr vmi caratteristici dell’Umbria Intorno alle sei DOC e al loro sovrano incontrastato, J”Orvieto. docg: Montefalco nelle tipologie Secco e Passite doc: Monte falco nelle tipologie Bianco e Ros-«Grcchctto dei Colli Xlarr.in: Castel Viscardo Magnifica la posizione panoramica dominante la vallata del fiume Paglia, a breve distanza dalla ru;,c di Orvieto. 8552119 ” R inghiera dell’Umbria” è la denominazione turistica di questa città, collocata in posizione altimetrica privilegiata rispetto alle pianure e ai colli della regione. doc: Orvieto Enoteca: ex-convento di San Giovanni quartiere medioevale (in allestimento i 111[ Tor;giano ~-I – I l borgo fortificato nasce tra la media valle del Tevere e la Valle Umbra. Nacque così la Docg Torgiano, cui segui quella del Montefalco Sagrantino, nacquero nuove iniziative per valorizzare questa terra, nacque un interessantissimo Museo del Vino che, chi ama |’enologia e capita da queste parti, non puod mancare di visitare. Grandi risultati per il Montefalco Rosso Riserva, che può talvolta risultare scontroso e difficile ma, con un’ottima materia prima e grandi cure, dimostra di poter aspirare al ruolo di primo piano che merita. La recente acquisizione di nuovi terreni vitati e i reimpianti di cloni selezionati, di Chardonnay, Merlot e dei vitigni che confluiscono nell’Orvieto Classico, confermano questa capacita e offrono garanzie per la produzione futura. Il rosso Palaia si conferma anche in questa edizione il vino pitt rappresentativo, mentre |’Orvieto Classico Roio dimostra un tocco di finezza in pit rispetto alla precedente vendemmia. Il primo spumante prodotto in Umbria con il Metodo Classico della rifermentazione in bottiglia e, nel 1981, la prima bottiglia italiana da uve botritizzate, testimoniano la vocazione alla sperimentazione dell azienda. Inoltre quest’anno presenta una prima produzione limitata del Piandarca, un Sagrantino in versione Igt con rese bassissime, che potra fornire maggiori elementi in successive vendemmie.
Giovanni Dubini, titolare insieme al fratello Lodovico dell’azienda acquisita nel 1969 dal padre Angelo, gestisce 25 ettari di proprietà molto frazionati all’interno della Doc Orvieto Classico, con qualche difficolta, per valorizzare appieno ogni singola sfumatura del terroir, ma con grandi soddisfazioni. Torgiano Rosso Riserva Nel territorio amministrativo del comune diTorgiano, in provincia di Perugia, con le uve di Sangiovese (701 00%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona. Lago di Corbara In provincia di Temi, nell’intero territorio comunale di Baschi e in parte di quello di Orvieto, tra cui la frazione di Corbara (dove si trova l’omonima diga sul fiumeTevere), si producono diversi tipi di vino rosso raggruppati sotto l’unica denominazione “Lago di Corbara”. Rosso Orvietano o Orvietano Rosso La denominazione “Rosso Orvietano” o “Orvietano Rosso” è riservata a diverse tipologie di vino rosso, ottenute dai vigneti ubicati sui terreni vocati dell’intero territorio di ben quattordici comuni della provincia di Temi, tra cui Orvieto, patria anche dell’omonimo e ben noto vino bianco. Passando ai numeri, l’Umbria vanta una produzione oscillante a seconda delle annate tra gli ottocentomila e il milione di ettolitri, il 25% dei quali ascritti a doc e docg. Reperibilità nazionale regionale locale O TRASIMENO Denominazione: /a doc è stata istituita il 13/2/1972 e modificata il 7/1/1998. 0742 378802 Grechetto Grecante 2000 @© € $ MT —ez 30.000 La solida e blasonata azienda dedica tante energie ai rossi, ma non tralascia di seguire con attenzione anche la produzione dei bianchi. L’etichetta segnala un vino dall’ottimo rapporto qualità/prezzo 445 Denominazione: /a doc è stata istituita il 21/10/1981 e modificata il 10/9/1999. 0763 308255 fax 0763 308118 Web: www.decugnanodeibarbi.com e-mail: info@decugnanodeibarbi.com 1999 © SIT e 40.000 Da una delle cantine storiche di Orvieto, ecco un rosso con nuova carta di identità: la doc. piccola azienda —a 300.000 numero di bottiglie prodotte del vino segnalato UMBRIA 447 MONTEFALCO Denominazione: la doc è stata istituita il 30/10/1979 e modificata il 31/07/1993. 0742 320165 fax 0742 20386 Web: www.terredetrinci.com e-mail: cantina@terredetrinci.com 1999 Os MT = 100.000 Il Montefalco di questa cantina cooperativa, vinificato correttamente, esprime bene le caratteristiche del vino della denominazione.
🍷 Elenco completo dei vini Umbria (5 schede)
I vitigni Umbria
In Umbria operano undici cantine sociali e tre enopoli cooperativi con una capacità produttiva di 507 mila ettolitri; nel 1977 essi hanno vinificato 391 mila quintali uve, pari al 37 per cento del totale regionale. Nel caso del Sagrantino usa l’uva omonima, per il Montefalco vengono impiegate invece Sangiovese. ‘ Sagrantino di Montefalco Il vino salta sulle spalle di chi lo porta Vecchio adagio umbro Uva Colore Profumo Sapore Alcolicità Acidità totale Luoghi di produzione Particolarità Sagrantino o Sacrantino, originaria di Montefalco rosso granato di intensità sostenuta. Il bianco si avvale di un uvaggio a base di Riesling, Tokay, Trebbiano e Grechetto. Il Castrense rosso si ottiene da uve di Grechetto rosso e Sangiovese, con altre piccole aggiunte. Il Sagrantino, simbolo incontrastato dell’enologia umbra – un esempio tra i pitt illustri, in Italia, di autoctono irripetibile altrove – trova qui una delle sue espressioni più autentiche. S tefano e Gianluca Goretti confermano quest’anno il loro intento di riscroprire il patrimonio autoctono con due nuovi vini, il Sagrantino e il Rosso di Montefalco. Adseecsi stanca, ma nel caso di Sergio Mottura, impegnato da molti anni nella sua inesausta opera di studio sull’uva Grechetto, alla fine da i suoi frutti. C’é anche una novità: ha esordito (bene) il Canestraro, tentativo quasi obbligato vista la bellezza delle uve Grechetto raccolte al termine di un’annata problematica. Le principali uve nere dell’Umbria sono: il Sangiovese, il Canaiolo nero, il Ciliegiolo, Dolcetto, il Gamay.
e dello stesso capoluogo, si ottengono i seguenti tipi di vino: • Bianco – con le uve di Trebbiano (50-70%) e di Grechetto (10-30%). • Grechetto – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca bianca della zona; ha colore giallo paglierino tenue; odore, fresco, caratteristico; sapore asciutto, fresco, leggermente amarognolo, fruttato, armonico. • Grechetto — con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca bianca autorizzati e/o raccomandati nella zona; ha colore giallo paglierino più o meno intenso fino al dorato; odore leggenmente vinoso. Gradazione minima: 11e, • Grechetto – con te uve del vitigno omonimo (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca bianca ammessi alla coltivazione; ha colore giallo paglierino più o meno intenso fino al dorato; odore leggenmente vinoso. • Spumante – con le uve di Grechetto elo Chardonnay elo Pinot bianco elo Pinot grigio elo Pinot nero (minimo 80%) ed eventualmente con quelle dr altri vitigni a bacca bianca autorizzati o raccomandati nella zona: fenmentato in autoclave o in bottiglia: ha spuma fine: colore paglierino più o meno intenso: odore piacevolmente fruttato. Gradazione minima: 11e, • Rosso di Torgianocon le uve di Sangiovese (50-100%) ed eventualmente con altre uve rosse della zona (massimo 50%); ha colore rosso rubino; odore vinoso e delicato; sapore asciutto, armonico, di giusto corpo. • Chardonnay diTorgiano – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altre varietà a bacca bianca della zona, non aromatiche; ha colore giallo paglierino più o meno intenso; profumo caratteristico, intenso,; sapore asciutto, fruttato, leggermente acidulo. Gradazione minima: 11e, • Pinot Grigio diTorgiano – con le uve del vitigno corrispondente ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca di colore analogo della zona, non aromatiche (massimo 15%); ha colore giallo paglierino più o meno intenso; odore delicato, fine e fruttato; sapore asciutto, fruttato, fragrante e gustoso. • Riesling Italico di Torgiano – con le uve del vitigno Riesling bianco (minimo 85%), con l’eventuale aggiunta di altre uve bianche non aromatiche della zona; ha colore paglierino più o meno intenso; odore delicato; sapore gradevolmente acidulo, fruttato. Gradazione minima: I1e • Cabernet Sauvignon di Torgiano — con le uve del vitigno omonimo ed eventualmente con quelle di altre varietà a bacca rossa della zona (massimo 15%): ha colore rosso granato; odore intenso, persistente, tipico del vitigno; sapore asciutto con retrogusto caratteristico.
Stile e profilo organolettico dei vini Umbria
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Sante Lancerio, famoso bottigliere di papa Paolo III, così giudicava la situazione: «Cisono del/i bianchi moltoperfettiper il verno, con vena dolce, ma vogliono essere mordenti, non grassi né matrosi…Di questo vino Sua Santità beveva volentieri, massime mentre era in Orvieto». Già prediletto dai Longobardi, l’Orvieto attrasse il Pinturicchio e Luca Signorelli, che per i loro affreschi nel Duomo ricevettero vino a volontà, come «bonus» oltre il compenso. Fanno un po’ storia a sé il Sagrantino e il Sagrantino passito, caratteristici rossi della ristretta zona di Montefalco. • Merlot di Torgiano – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte altre uve rosse della zona; ha colore rosso rubino con riflessi violacei; odore vinoso tipico del vitigno; sapore morbido, aromatico. • Pinot Nero di Torgiano – con le uve del vitigno omonimo, con l’eventuale aggiunta di quelle di altre varietà a bacca rossa della zona (massimo 15%); ha colore rosso granato tendente al porpora; odore pieno, persistente, tipico del vitigno; sapore asciutto di corpo. • Greghetto – con le uve di Grechetto rosso, localmente detto Greghetto (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona, escluse quelle di Ciliegiolo: ha colore rosso rubino più o meno intenso: odore caratteristico, fragrante, più o meno fruttato; sapore secco, sapido, armonico, persistente. Unica regione peninsulare a non essere toccata da alcun mare, dolce di colline che la cingono per oltre il 50% della sua estensione, carezzata da un clima mite quasi tutto l’anno, l’Umbria pare davvero una sorta di paradigma ideale per la prosperità della vite. Di colore rosso rubino con note aranciate, evidenzia sensazioni olfattive di buon livello dotate di intensità, persistenza e profumi di spezie, 441 O TRASIMENO confettura e sottobosco; al gusto è di buona consistenza, con leggera prevalenza tannica. 0742 379158 fax 0742 371063 Web: www.antonellisanmarco.it e-mail: info@antonellisanmarco.it Grechetto 2000 © gsm GRECHETTO dei Colli Martani ein Ita trai tato ee ‘9.000 a ANTONELLI Di colore giallo paglierino con qualche riflesso verdognolo, il vino si caratterizza al naso per un fondo varietale che emerge da un complesso fruttato. 0742 731242 /difilippo e-mail: Grechetto Terre di San Nicola 2000 OE Nn —e8 15.000 Questo Grechetto dal colore paglierino di buona intensità, che preannuncia profumi maturi di frutta, proviene da un’azienda che pratica un’agricoltura biologica. 0742 399379 Grechetto 2000 O$s IM e 30.000 Di un bel colore giallo paglierino al punto COLLI MARTANI giusto, questo Grechetto si presenta deciso al naso, mentre in bocca risulta intenso, di buona persistenza e con una giusta acidità. 074356224 Grechetto 2000 OGs Mm em 30.000 Alle fresche sfumature verdi, che caratterizzano il colore di questo bianco, segue al naso un corredo aromatico, delicato ma di non grande intensità, caratterizzato da sensazioni di frutta bianca.
Abbinamenti gastronomici tipici Umbria
L’Umbria, per fortuna, è ancora prodiga di materie prime perfette per la buona tavola. Fra i bianchi italiam l’Orvieto è, sotto il profilo degli abbinamenti, uno dei più completi e versatili, per la sua adattabilità a molti antipasti, minestre, piatti di pesce, molluschi e crostacei. I vini giornalieri sono l’indispensabile complemento di una cucina salubre e variata, con requisiti soavi anche se prosaici, come è appunto la cucina dell’Umbria. Il Sagrantino di Montefalco è un vino che si può accostare al dessert, ma è forse meglio degustarlo fuori pasto, eventualmente accompagnato dalla biscotteria umbra. Il Torgiano rosso è particolarmente adatto per accompagnare arrosti di carne rossa, cacciagione e selvaggina, formaggi a pasta dura e piccanti. Principali ntanifestazioni: Carnef vale dei bambini (febbraio), Settimana enologica (periodo paf squale); Fuga del bove, rievocaf zione in costume del ”400 (15 agosto), Mostra del miele e dei prodotti dell”apicoltura (settemf bre), Festa del Sagrantino (ultif ma domenica di settembre). Principali manifestazioni: Carnevale dei bambini (febbraio), Settimana enologica (periodo pa – squale); Fuga del bove, rievocazione in costume del ‘400 (15 agosto), Mostra del miele e dei prodotti dell’apicoltura (settembre), Festa del Sagrantino (ultima domenica di settembre).
0742 360295 2000 Ogsm —e 12.000 Anche se i rossi restano la specialità della casa, nella gamma dell’azienda Adanti trova spazio anche la matricola della zona di Montefalco: il vino, da gustare come aperitivo o con i primi piatti. Umbria Buona parte dei vini umbri è formata da bianchi e rossi di tipo corrente, preparati all’antica, taluni aspretti – specie i primi – non molto ricchi di corpo e di alcool. AI gusto è, molto, decisamente orientato su note dolci e calde; chiude con armonia, sorretto dal costante e inconfondibile apporto della muffa nobile che ha attaccato le uve di grechetto durante il periodo di appassimento. Orvieto Superiore Colore: giallo paglierino Profumo: ampio e aroma di frutta fresca Sapore: armonico ed equilibrato, che si sposa bene con piatti a base di carni bianche o pesce. Considerato uno dei migliori vini italiani nel rapporto qualità /prezzo.Orvieto Vendemmia Tardiva Colore: giallo paglierino tendente al dorato Profumo: e aromatico con note di frutta matura Sapore: dolce ed armonico, che si sposa bene con dolci topici di pasticceria secca a base di mandorla. Accompagnare con Erbaluce di Caluso o Sauvignon del Col/io o Torgiano Bianco o Corvo Bianco di Casteldaccia. dolci di mandorla CALICE: tulipano piccolo NOTE: epoca migliore per il consumo un anno r< S __ - e a destra del Paglia, il fiume che scorre sul fondo della valle tra Orvieto e i rilievi montuosi. Per accompagnare degnamente il brustengolo, specialità della tradizione umbra, la scelta non può che cadere in regione; e per cominciare in bellezza, opteremo per l'eccellente Montefalco Sagrantino Passito, fiore all'occhiello d'una delle due docg umbre, vinificato da uve del vitigno omonimo fatte adeguatamente appassire.
Domande Frequenti sui vini Umbria
❓ Domande Frequenti
Quali sono i vini più importanti Umbria?
Questo lavoro ha portato al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (il 1980 è l’anno di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale) che completa il panorama enoico dell’Umbria, praticamente sempre dominato in passato dall’Orvieto, cui si sono aggiunti i vini di Torgiano, di notorietà assai più recente. Le denominazioni principali sono raccolte nelle schede collegate in questa guida.
Quali vitigni si coltivano Umbria?
In Umbria operano undici cantine sociali e tre enopoli cooperativi con una capacità produttiva di 507 mila ettolitri; nel 1977 essi hanno vinificato 391 mila quintali uve, pari al 37 per cento del totale regionale. Ogni vitigno esprime un profilo organolettico legato al territorio.
Come si abbinano i vini Umbria?
L’Umbria, per fortuna, è ancora prodiga di materie prime perfette per la buona tavola. Trovi gli abbinamenti dettagliati nelle singole schede di denominazione.
Vini Umbria: la competenza che guida ogni scelta
Conoscere i vini Umbria significa scegliere con metodo, riconoscendo denominazioni, vitigni e stili. È la promessa di Online Wine Shop: contenuti verificati, vocabolario AIS, zero approssimazione.
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