Vini Puglia: la guida che ti fa scegliere con la sicurezza di un sommelier
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Immagina di muoverti tra le denominazioni Puglia sapendo esattamente cosa cercare nel calice. Conviene considerare separatamente i due comparti enologici nei quali per grandi linee la regione si divide: e cioè da una parte la Daunia e la Terra di Bari, e dall’altra parte il Salento (nel quale si può includere anche la provincia di Taranto). La coltivazione della vite in questa parte della Puglia risale ad epoche molto antiche e ha mostrato in tutto questo tempo particolari possibilità di adattamento alle esigenze dei terreni pugliesi e del clima della regione.
Storia e territorio vitivinicolo Puglia
Distesa tra il mare Adriatico e Jonio per una lunghezza di oltre quattrocento chilometri e con 750 chilometri di coste la Puglia ha la fortuna di godere di un clima temperato dolcissimo, che la rende particolarmente vocata alla produzione della vite. E noto a tutti come nei secoli passati fino a qualche decennio orsono la Puglia vinicola abbia rappresentato valvola di sicurezza, l’ancora di salvezza di moltissime enologie di altre regioni italiane e di Paesi esteri. Il Castel del Monte rosso è il prodotto di un antichissimo vitigno, l’Uva di Troia, importato in Puglia dai Greci, dopo la conquista della città che fu teatro della guerra omerica. Quando è coltivato in collina questo vitigno, insediatosi stabilmente nella parte nord della Puglia, presenta prodotti di elevato rendimento. Recentemente, approfonditi studi dell’Istituto per la viticoltura di Puglia hanno accertato che esso ha caratteri non di somiglianza, ma addirittura di identità con il vitigno mitteleuropeo Zinfandel. La ricerca della tipizzazione del vino prodotto in questa parte della Puglia ha origini antiche. Ma la Puglia è anche madre di splendidi vini rosati. Vi è anzi qualcuno che afferma che la stessa tecnica di produzione di questo tipo di vino si rifaccia ad un’antica consuetudine dei contadini della Murgia pugliese. Nella parte della provincia di Bari che sale verso l’alta Murgia sono da segnalare il Primitivo di Conversano e il Primitivo di Castellana. Tra i suoi vini ricordiamo per i bianchi il Castel del Monte Bianco prodotto in Provincia di Bari, il Locorotondo prodotto in Provincia di Brindisi, mentre il San Severo Bianco è prodotto in Provincia di Foggia. Tra i rossi e i rosati citiamo l’Aleatico di Puglia e l’Ottavianello di Ostuni prodotti in Provincia di Brindisi, il Castel del Monte Rosato e il Castel del Monte Rosso prodotto in Provincia di Bari, il Matino prodotto in Provincia di Lecce e il San Severo Rosso (o Rosato) prodotto in provincia di Foggia.
Cio avviene con l’utilizzo sia di vitigni tradizionali come Primitivo e Negroamaro, sia di vitigni internazionali. Un paese situato a undici chilometri da Lecce è al centro di una vasta zona, regno dei più conosciuti vitigni autoctoni pugliesi, quali Negroamaro, Malvasia Nera e Primitivo. A nord-ovest della penisola salentina, zona di antica tradizione vitivinicola, si trova Salice Salentino, piccolo comune rurale che da più di tre secoli ospita un’antica cantina: la Leone de Castris, fondata nel 1665 dal Duca Oronzo de Castris. Più di una pagina della storia antica fa cenno di Manduria, che nel XI secolo rinasce col nome di Casalnuovo, sotto la protezione degli Altavilla, famiglia feudale normanna. Tra il XIV e XV secolo la città ospitò una colonia ebraica, nei pressi della Chiesa Matrice: quartiere ebraico impropriamente chiamato “Ghetto degli Ebrei”. In questo suggestivo Ghetto, di fronte la Chiesa Madre si trova un’antica abitazione caratterizzata da volte a botte, dove sono stati allestiti i locali dell’Enoteca del Primitivo. Alezio: nella parte più meridionale della regione, in tutto il territorio comunale di Alezio e di altri comuni della provincia di Lecce, con le uve dei vitigni Negroamaro e con l’eventuale aggiunta di quelle di Malvasia nera di Lecce, Sangiovese e Montepulciano, si producono due vini, uno rosso e l’altro rosato. Brindisi: nella zona che comprende tutto il territorio dei comuni di Brindisi e Mesagne (provincia di Brindisi), con le uve del vitigno Negroamaro e con l’eventuale aggiunta di quelle di Malvasia nera di Brindisi, Sussumaniello, Montepulciano e Sangiovese, vengono prodotti due vini, uno rosso e uno rosato.
Le denominazioni DOC e DOCG Puglia
Il Primitivo di Manduria ha ottenuto il riconoscimento DOC nel 1975. La Doc Squinzano nata sui vitigni Negroamaro e Primitivo, diversificata dagli alloctoni bianchi Chardonnay e Sauvignon, ha una sua specialità nella produzione di rosati molto morbidi e setosi adatti ai piatti di fave. La gamma proposta è ampia, con numerose variazioni sul tema della denominazione Castel del Monte; caratterizzati da un gusto equilibrato e moderno e da profumi sempre molto puliti, i vini dell’intera gamma raggiungono con i rossi delle punte qualitative particolarmente elevate. Negroamaro Riserva: con le stesse uve del vino precedente; ha colore rosso rubino più o meno intenso, con eventuali riflessi tendenti al rosso mattone; odore vinoso, caratteristico. L’uvaggio, quello classico di negroamaro e malvasia nera di Brindisi, conferisce al prodotto un bel colore rosso profondo e note olfattive pulite e cariche di frutto, arricchite da sentori speziati.
Classico l’uvaggio a base di negroamaro e malvasia e ormai tipico il colore rosso rubino intenso, con il bordo tendente all’arancione. L’uvaggio è quello classico di negroamaro e malvasia nera, in grado di dare il caratteristico colore rosa corallo, con profumi tenui e delicati di note fruttate. Invecchiamento minimo: 2 anni (di cui 1 in botti di legno) per il Rosso Riserva e per il Primitivo Riserva o Vecchio; 1 anno per il Rosso e il Primitivo base. OTTAVIANELLO: il nome deriva da quello del paese di Ottaviano, in provincia di Napoli, ma ora viene coltivato quasi esclusivamente in Puglia, dove assurge all’onore di una Doc specifica nell’Ostuni Ottavianello, prodotto in provincia di Brindisi. DOC ALEATICO DI PUGLIA: sebbene l’area di produzione dell’Aleatico sia estesa a tutta la Puglia, a malapena si raggiungono i 100/200 ettolitri di vino l’anno. DOC ALEZIO: in questa denominazione, che comprende il territorio dei comuni di Alezio, Sannicola e Tuglie, i vitigni tradizionali del Salento, negroamaro e malvasia nera, si alternano a montepulciano e sangiovese. DOC CASTEL DEL MONTE: è una delle Doc pugliesi più interessanti, tra le prime a conquistare apprezzamenti sia sul mercato italiano che su quelli esteri. I vini della Doc Castel del Monte sono estremamente versatili, adatti ad accompagnare un’infinità di piatti della cucina regionale e nazionale. DOC GIOIA DEL COLLE: la Doc Gioia del Colle prevede nove tipologie di vino: Bianco, Rosso, Rosso Riserva, Rosato, Primitivo (anche Riserva), Aleatico Dolce Naturale (anche Dolce Riserva e Liquoroso Dolce).
🍷 Elenco completo dei vini Puglia (4 schede)
I vitigni Puglia
Il Castel del Monte rosato deve le sue notevoli qualità in gran parte al Bombino nero, un vitigno che riesce a fruttificare ed a produrre anche in condizioni particolarmente difficili. L’uva Primitivo matura prestissimo, prima di ogni altra, e va portata subito alle cantine di vinificazione, senza aspettare il caldo, che può danneggiarla. Non si sa con esattezza come un così eccezionale vitigno sia giunto in Puglia. Le uve da vitigno Primitivo presentano un forte accumulo di zuccheri. Di certo si sa che il nome Primitivo venne dato al vitigno verso la fine del Settecento da Primicerio Indellicati di Gioia del Colle. Con altrettanta sicurezza si sa che, prima dell’intuizione dell’Indellicati, il vitigno si era esteso in Puglia con il nome di Zagarese.
Il San Severo bianco rivela le sue migliori qualità specialmente se accompagnato agli antipasti o ai piatti di pesce più curati. Il Bianco di Andria, il Torre Tonda e L’Apulano di Barletta si rifanno all’uvaggio del Castel del Monte bianco (e cioè Bombino bianco e Pampanuto). I principali vitigni per la produzione dei vini rossi pugliesi sono: Aleatico, Bombino nero, Montepulciano, Negro amaro, Ottavianello, Primitivo, Sangiovese, Uva di Troia. Prodotto con le uve di Aleatico, con l’eventuale aggiunta di quelle di Negroamaro, Malvasia nera e Primitivo, ha un colore rosso granato più o meno intenso, con riflessi violacei, tendente all’arancione con l’invecchiamento; aroma delicato caratteristico; sapore pieno, moderatamente dolce. Negroamaro: con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa. Primitivo: esclusivamente con le uve del vitigno omonimo; ha colore rosso tendente al violaceo e all’arancione con l’invecchiamento; aroma leggero caratteristico; sapore anche amabile, pieno, armonico.
Stile e profilo organolettico dei vini Puglia
Aleatico di Puglia (Puglia) Un rosso dolce da assaggiare coi mostaccioli pugliesi di pasta di mandorle. Per il Castel del Monte bianco si consiglia un abbinamento con pietanze dal sapore non troppo accentuato che non contrastino con la delicatezza del vino; ad esempio, il pesce lessato o alla griglia, da consumare con olio, pepe e sale, senza l’aggiunta di salse scure particolarmente piccanti. Tra tutte, la più utilizzata è il Primitivo, anche in versione dolce naturale. Negroamaro Rosso: con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di Malvasia nera di Brindisi e/o di Lecce e/o Montepulciano e/o Sangiovese e/o Pinot nero; ha colore rubino tendente al granato; odore vinoso caratteristico; sapore asciutto. Malvasia Nera: con le uve di Malvasia nera di Brindisi e/o di Lecce (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di Negroamaro e/o Montepulciano e/o Sangiovese e/o Pinot nero; ha colore rosso e aroma caratteristico. Il vino prodotto a San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli (in provincia di Foggia), con le uve del vitigno Uva di Troia e con l’eventuale aggiunta di quelle di Montepulciano, Sangiovese e di Malbek, è un vino dal colore rubino granato tendente ad assumere riflessi arancioni con l’invecchiamento; odore vinoso caratteristico; sapore asciutto, armonico, di corpo.
Abbinamenti gastronomici tipici Puglia
Castel del Monte Rosato (Puglia) Per gli antipasti, ma anche primi con sughi di verdure e zuppe di pesce. Salice Salentino Rosato (Puglia) Un rosato da primi gustosi col pomodoro, ma anche coniglio al forno, paillard di vitello o preparazioni saporite di pesce (ad esempio l’anguilla in umido). San Severo Rosso (Puglia) Si associa ai primi con sughi di carne e alle grigliate di carni sia rosse che bianche. C’è una ‘scuola di pensiero’ che privilegia il rosso: Primitivo di Manduria o Copertino, entrambi non invecchiati. Pasta e broccoli: tipica della cucina popolare pugliese, la pasta coi broccoli si accompagna con un San Severo Bianco o con un Salice Salentino Rosato. Primitivo di Manduria (Puglia) La versione secca accompagna piatti di carne (ottimo col maiale) e di cacciagione.
Lo Zinfandel, portato dall’Ungheria dal conte Harasthy intorno alla metà dell’Ottocento, cresce meglio in California che in qualsiasi altra parte del mondo, tolta la Puglia, in Italia, dove lo chiamano Primitivo, e lo “Zinfandel bianco”, che in realtà è rosato, è un “rosatello” senza un vero equivalente in Europa. Il Castel del Monte rosso, specialmente dopo quattro o cinque anni di invecchiamento, diventa il tipico grande vino da arrosti e da cacciagione, o da piatti base di carni rosse. Cesare Giulio Viola in un suo scritto riferisce di aver gustato una bottiglia di Primitivo, regalatagli dal barone Colosso da Ugento, che aveva cinquant’anni. Alcuni dicono che vi è stato portato da frati provenienti dalla Francia e l’ipotesi trova una conferma indiretta nel fatto che il Primitivo possiede le virtù del migliore Borgogna. Il Primitivo nella versione rosso da pasto è indicato con le minestre asciutte accompagnate da ragù. Primitivo o Primativo come viene chiamato in alcune zone è voce del dialetto pugliese e sta per primaticcio. Il crescente interesse intorno all’enogastronomia può, dunque, solo far del bene a questo comparto produttivo che in Puglia ha sicuramente grande potenzialità, trainato da un generale apprezzamento per la caratteristica cucina locale.
Domande Frequenti sui vini Puglia
❓ Domande Frequenti
Quali sono i vini più importanti Puglia?
Le denominazioni principali sono raccolte nelle schede collegate in questa guida.
Quali vitigni si coltivano Puglia?
I principali vitigni rossi sono Primitivo, Negroamaro, Uva di Troia, Aleatico, Bombino nero, Montepulciano, Ottavianello e Sangiovese. Ogni vitigno esprime un profilo organolettico legato al territorio.
Come si abbinano i vini Puglia?
Castel del Monte Rosato (Puglia) Per gli antipasti, ma anche primi con sughi di verdure e zuppe di pesce. Trovi gli abbinamenti dettagliati nelle singole schede di denominazione.
Vini Puglia: la competenza che guida ogni scelta
Conoscere i vini Puglia significa scegliere con metodo, riconoscendo denominazioni, vitigni e stili. È la promessa di Online Wine Shop: contenuti verificati, vocabolario AIS, zero approssimazione.
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