Vini Calabria: Guida Completa a DOCG, Vitigni e Denominazioni

Vini Calabria: la guida che ti fa scegliere con la sicurezza di un sommelier

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Immagina di muoverti tra le denominazioni Calabria sapendo esattamente cosa cercare nel calice. I vigneti che producono i grandi Bordeaux dolci si addensano tutti intorno alla confluenza fra il Ciron e la Garonna. Il vino rosso dolce era assai popolare nel mondo antico, dove si arrestava la fermentazione scaldando il mosto o si addolciva il vino con uno sciroppo di succo d’uva bollito.

Storia e territorio vitivinicolo Calabria

In quest’altra provincia, oltre al Ciro, sono ora prodotti il Lamezia rosso; il bianco ed il rosso di Melissa, mentre procede a buon ritmo la produzione dei vini di Capo Rizzuto. Ha ottenuto il riconoscimento DOC anche il Ciro bianco, che deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti di Greco bianco, compresi nei comuni di Ciro, Ciro Marina e, in parte, di Melissa e Crucoli. motto proverbiale, adattato in Calabria, deriva dal più antico canto siculo: «Coma ti chianciu figghiu Marianu, li donni tipurtaru a lu destimi…» per compiangere un inesperto giovane traviato dalle donne di malaffare. Caratteristici otri per il trasporto del vino a Capo Sparavento, nella parte jonica della provincia di Reggio Calabria. In provincia di Reggio Calabria, da un uvaggio nero, si ottiene un vino rosso da tutto pasto chiamato Attafi. Nella già menzionata zona del comune di Bianco, sfruttando certamente le stesse tecniche tradizionali adottate per il prodotto appena ricordato, si produce un anologo vino da dessert: il Mantonico, da taluni chiamato «di Calabria», da altri designato come «di bianco». Ultimo vino di una certa notorietà locale in provincia di Reggio Calabria è il Pellaro. Sulla stessa gradazione alcolica è il Bianco di Nicastro, nella cui base viticola entrano un po’’ tutti i più antichi vitigni ad uve bianche della Calabria. I vigneti si estendono a sud delle Graves, sempre nel dipartimento della Gironda e sono bagnati dal fiume Ciron e dalla Garonna. Le condizioni climatiche dell’est e del nord della Germania non erano assolutamente adatte per la coltura dell’uva, ma i padri riuscirono anche lassù a ottenere buoni risultati. Greco nero, SantAnna di lsola di Capo Rizzuto Savuto – Savuto superiore Viligni principali: Gaglioppo, Greco nero, Nerello Cappuccio, Magliocco Canino, Sangiovese avvenuta nel 1968: Sambiase, Nicastro, Sant’Eufemia Lamczia, e copre una zona dove gli antichi Fenici introdussero la vitis sativa. U trasporto viene fatto secondo l’uso patriarcale: a dorso di Dell’antico Cirò si è accennato.

In quest’altra provincia, oltre al Cirò, sono ora prodotti il Lamezia rosso; il bianco ed il rosso di Melissa, mentre procede a buon ritmo la produzione dei vini di Capo Rizzuto. Ha ottenuto il riconoscimento DOC anche il Cirò bianco, che deve essere ottenuto dalle uve dei vigneti di Greco bianco, compresi nei comuni di Cirò, Cirò Marina e, in parte, di Melissa e Crucoli. ottimale è Caratteristici otri per il trasporto del vino a Capo Spartivento, nella parte jonica della provincia di Reggio Calabria. ·aNella già menzionata zona del comune di Bianco, sfruttando certamente le stesse tecniche tradizionali adottate per il prodotto appena ricordato, si produce un analogo vino da dessert: il Mantonico, da taluni chiamato «di Calabria», da altri designato come «di bianco». Provincia di produzione PoCalabria Al pari delle due Regioni precedenti, anche la Calabria non vanta particolari blasoni vinicoli, benché la tradizione sia qui viva e genuina. Si presenta alla vista di colore giallo oro antico e luminoso, All olfatto é apprezzabile per intensità e per la finezza dei sentori di frutta secca, di albicocca cotta, pesca in sciroppo e per i] leggero riscontro fumé. 13% – € 15 (0,375) – Bottiglie: 1.000 – Un caldo colore dorato anticipa un profumo molto intenso e suadente, ricco di sfumature dolci di frutta esotica candita, nocciola tostata, pesca sciroppata e miele, con un leggero tocco vegetale e speziato. Le vigne godono della Bora che soffia dalla valle del Vipacco e dei venti mediterranei di Scirocco, pitt umidi e caldi. In questo luogo, dove il legame con la terra é forte e radicato, l’uomo fa i conti con un clima caldo e arido, che impone sarchiature profonde, che permettano al terreno di traspirare senza cedere l’umidita, e induce ad orientare i vigneti da nord a sud, per non sfidare la tramontana e lo scirocco. Così circa ventisei secoli fa i Greci denominavano la terra che poi avrebbe preso il nome di Calabria, estendendone poi la definizione alintera penisola italiana. La mancanza di un vero fermento innovativo, infatti, ha tradizionalmente consolidato la produzione soprattutto sul vitigno rosso Gaglioppo, con qualche spazio anche per Mantonico e Magliocco, e sul Greco Bianco. 0964 911530 – – La cittadina é tutta nuova, ricostruita dopo vicende sismiche che hanno distrutto l’antico paese sorto nel X secolo; da visitare la villa romana, con mosaici poliDUEMILAVINI 1371 CALABRIA cromi, e alcuni edifici religiosi edificati su precedenti eremi basiliani.

Le denominazioni DOC e DOCG Calabria

Il vino di Ciro — che la legge DOC ha riconosciuto tra i primi del nostro Paese — era talmente pregiato che veniva offerto in premio ai vincitori dei Giochi di Olimpia, rappresentanti la Magna Grecia. I vini che vi si producevano erano preziosi, odorosi, forti, benché non arrivassero ad eguagliare il classico Falerno; a Un cartello a Ciro Marina, nel Catanzarese, raffigura il marchio che contrassegna la produzione locale. Accanto al classico Ciro rosso, si sono molto sviluppate recentemente le produzioni del Ciro rosato e del Ciro bianco. Il Savuto superiore va impiegato con i grandi arrosti: anche se ancora non molto conosciuto, esso è senza dubbio uno dei più grandi vini di Calabria. Il vino di Ciròche la legge DOC ha riconosciuto tra i primi del nostro Paeseera talmente pregiato che veniva offerto in premio ai vincitori dei Giochi di Olimpia, rappresentanti la Magna Grecia. Accanto al classico Cirò rosso, si sono molto sviluppate recentemente le produzioni del Cirò rosato e del Cirò bianco. 11 Cirò Bianco è il frutto del vitigno Greco bianco con un’aggiunta di Trebbiano toscano in misura non superiore al 10% dell’uvaggio totate. Con un certo coraggio uscirono dalla copertura della Denominazione d’ Origine e lanciarono vini che univano al Sangiovese il Cabernet 0 il Merlot, in cuvée che talvolta vedevano il Sangiovese in percentuale addirittura minoritaria, ottenendo vini potenti e gustosi, con propensione anche ad un lungo invecchiamento. J ils azienda é la pitt antica realtà vinicola documentata in Calabria; lo attesta una lapide rinvenuta in una casa colonica, oggi ristrutturata, su cui sono incise le iniziali del fondatore e la data di fondazione “V. Dicevamo delle denominazioni: la parte del leone spetta come sempre al Cirò, capace da solo di assorbire oltre i tre quarti della produzione a doc. 0962 371181 Classico Superiore Piana delle Fate Riserva 1997 @© € 3 MT —em 80.000 Risulta sempre il Cirò Rosso della Cantina Enotria, in questo caso presentato nella versione Piana delle Fate Riserva, la più famosa ed esclusiva dell’azienda.

In Calabria si è sempre preferito puntare sulle doc, per quanto minuscole e poco ambiziose, piuttosto che approfondire un discorso come quello dei Vdt che pare ritagliato su misura per le caratteristiche di questa terra. noto tra i vini che ne derivano, ma anche il Donnici, il Lamezia, il Melissa ed il Savuto, tutti a Doc, sono ottime espressioni del gaglioppo, da solo o in uvaggio con altre varietà locali. Contrariamente a quanto avviene per altre regioni italiane zeppe di vini da tavoCartina a pagina 252 la, in Calabria la categoria dei vini da tavola e degli Igt non comprende moltissimi prodotti. DOC GRECO DI BIANCO Ottenuto dalle uve greco nella area intorno alla localita balneare di Bianco (nella provincia di Reggio Calabria), questo pregiato vino da dessert era conosciuto come “Greco di Gerace”, prima che Bianco diventasse comune autonomo e si staccasse da Gerace. DOC LAMEZIA La Doc Lamezia prevede le tipologie Rosso, Bianco, Rosato e Greco, ma il pit noto é il Rosso, ottenuto dalla lavorazione di uve nerello mascalese e/o nerello cappuccio (30-50%), gaglioppo (25-35%) e greco nero per la medesima percentuale, che rappresenta il punto di forza della denominazione. DOC MELISSA Questa denominazione interessa 14 centri del Crotonese, con al centro l’omonima cittadina (che entra anche nell’area di produzione del Ciro). DOC SAVUTO Il Savuto é un fiume che attraversa la vasta area viticola a cavallo delle province di Cosenza e Catanzaro; la Doc omonima prevede I’uso di uve gaglioppo, com’e ovvio, ma anche greco nero, nerello cappuccio, magliocco canino, sangiovese, malvasia bianca e pecorino (in percentuali diverse comprese tra il 55 e il 65%). Viene anche usato per accompagnare i famosi formaggi pecorini di buona stagionatura e i succulenti arrosti e salmì di cinghiale paesaggio 196 Cirò DOC Geografia La denominazione di origine Cirò ricade all’estremo nord della provincia di Crotone, nella parte ionica della Calabria. Annata degustata: 2002 741 Mg zo SA di Nelo SETA IGT Librandi SI SE ss # UVE È Gaglioppo 70%, Cabernet Franc 30% BEE si RE: RC o a di NOTE TECNICHE | Vinificazione con breve macerazione 9 Li e affinamento in acciaio © ‘GRADAZIONE È 13% vol. Qualifiche: il Classico è ottenuto da uve provenienti dalla zona di origine storica (comuni di Cirò e Cirò Marina); il Superiore ha minimo 13,5° (sia Rosso che Rosso Classico); il Riserva è sottoposto a 2 anni di invecchiamento obbligatorio e ha minimo 13,5°. 0984 969080;» Greco DI BIANCO DOC Xi Zona di produzione: vino prodotto nell’intero territorio del comune di Bianco e in parte di quello di Casignana, in provincia di Reggio Calabria.

🍷 Elenco completo dei vini Calabria (1 schede)

I vitigni Calabria

È da precisare che il colore tende ad ossidarsi fin dalle prime fasi per cui, nelle varietà in cui il profilo antocianico non è favorevole come il Gaglioppo, è opportuno operare con grande attenzione evitando tutte le cause di ossidazione al fine di evitare la precoce ossidazione del colore. È possibile che alcuni vitigni greci siano stati importati dai coloni della Magna Grecia; ma in genere essi si limitarono a coltivare la vite selvatica che in Italia cresceva copiosa un po’’ dovunque: e proprio la Calabria fu detta Enotria, o «terra ove si coltiva la vite alta da terra». Cicerone (Le Tuscolane) Uva Colore Profumo Sapore Alcolicità Acidità totale Luoghi di produzione Particolarità 70 per cento Gaglioppo (localmente detta Mantonico); 20 per cento Mantonico bianco; per il restante 10 per cento, quasi sempre in parti eguali: Greco nero e Malvasia bianca. Il Lacrima di Castrovillari, le cui caratteristiche organolettiche, molto simili, spesso lo fanno confondere al Pollino, nasce nel cru dell’uva Lacrima nera, atta a generare il miglior rosso asciutto di Calabria. Altri vini caratteristici della Calabria Benché in Calabria non sia molto diffusa l’abitudine di denominare i vini con nomi di vitigno, non si deve escludere tale tipo di designazione per i prodotti caratteristici di produzione limitata. Altre esportazioni su naviglio più leggero facevano capo a Napoli, Castellammare di Vendemmia di uve del Cirò a Torre Melissa, In vicinanza del mar Stabia e Torre del Greco. Lamezia Terme è nata dall’unione di tre comuni, Cirò Uva Colore Profumo Sapore Alcolicità Acidità totale Luoghi di produzione Particolarità Non bisogna abbandonar l’animo alle sventure, poiché nulla gioverà l’affliggerci, o Bucchis: mafarmaco ottimo èfarsiportar vino e inebbriarsi. Altri vini caratteristici della Calabria Benché in Calabria non sia molto diffusa l’abitudine di denominare i vini con nomi di vitigno, non si deve escludere tale tipo di designazione per i prodotti caratteristici di produzione limitata. Albicocca, pesca sciroppata, uva passa, raccolti in un cesto di fiori di vite e di zagara. Propone buona complessità con profumi di acacia, frutta a bacca bianca sciroppata, arancia candita, miele, una sfumatura di erbe aromatiche e frutta secca su una nota smaltata.

Si continuano a lavorare esclusivamente uve di proprietà, Gaglioppo e Greco Nero su tutti, ma sono in fase di sperimentazione anche alcuni internazionali. Anche in vigna si persegue il rispetto della secolare tradizione, continuando l’allevamento degli autoctoni Magliocco, Gaglioppo e Nerello. Una ricevuta dell’Esattoria di Reggio Calabria, datata addirittura 1892, testimonia che Paolo Tripodi, bisnonno degli attuali fratelli, era bettoliere: un mestiere che portava a conoscere i migliori produttori di uve e di vini. Vitigno Greco di Bianco; prima di vinificarle, le uve vengono fatte appassire per qualche settimana Regione Bianco, in provincia di Reggio Calabria Colore giallo dorato con riflessi ambrati Aroma delicato, rammenta il fiore degli agrumi e frutti di sottobosco Gusto dolce, pieno e armonico DONNICI D.O.C. • Rosso – con le uve di Gaglioppo (localmente detto anche Magliocco) e Greco nero (localmente detto anche Maglioccone), da sole e congiuntamente (3050%). • Rosso — ottenuto dalle uve di Gaglioppo con l’eventuale aggiunta di quelle diTrebbiano toscano e Greco bianco (massimo 5%); ha colore rosso rubino; odore, delicato, intensamente vinoso; sapore secco, corposo, caldo, armonico, con l’invecchiamento.Affinamento obbligatorio: otto mesi. in provincia di Reggio Calabria, con le uve del vitigno Greco bianco, questo vino ha un colore giallo tendente al dorato con eventuali riflessi ambrati; odore etereo, caratteristico; sapore morbido, caldo, armonico con caratteristico retrogusto. • Rosso – con le uve di Gaglioppo, Greco nero, Greco bianco,Trebbiano toscano e Malvasia bianca; ha un colore che va dal rosato carico al rosso rubino, con riflessi arancione se invecchiato: odore vinoso, caratteristico; sapore asciutto, di corpo, sapido, caratteristico. • Rosso – con le uve di Gaglioppo (minimo 70%), di Malvasia e di eventuali altri vitigni a bacca rossa. • Rosso – con le uve dei vitigni Gaglioppo e Nerella Cappuccio e con quelle di eventuali altri vitigni a bacca nera (massimo 40%); ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore, intenso, caratteristico; sapore secco, robusto, armonico.

Stile e profilo organolettico dei vini Calabria

Ma supponiamo pure che questo mi faccia venire in mente una vacanza trascorsa camminando in Calabria e le vecchie case accanto alla via, il profumo dell’aria polverosa al tramonto, il tocco della mano della mia compagna quando di colpo si fermò e disse quella certa cosa, e ciò che avrei potuto risponderle io, ma non risposi… Ma quale che fosse il suo gusto, le nostre abitudini moderne richiedono che il vino dolce sia concentrato, sciropposo, con un ricco sentore di miele, e che scivoli giù per un esofago rilassato lentamente, a lungo, come una melassa. Tale decisione favorì in particolare i vini della Calabria ad alta gradazione ma non più tanto pregiati come quelli della Magna Grecia. Cantarella) Greco bianco (Greco di Gerace) giallo dorato che vira all’ambrato con l’invecchiamento delicato che ricorda i fiori d’arancio dolce,, armonioso, di piena finezza 16-17 gradi 6 per mille circa Gerace (Reggio Calabria) è adatto a un moderato invecchiamento. Tale decisione favori in particolare i vini della Calabria ad alta gradazione ma non più tanto pregiati come quelli della Magna Grecia. Questa manifestazione, iniziata nel 1960, ha modi?cato il centro urbano: ogni due anni grandi artisti vengono invitati a realizzare affreschi sulle super?ci delle case e oggi Dozza è una pinacoteca straordinaria, con le?rme di Sassu, Puri?cato, Crippa, Matta, Brindisi, Zancanaro, Zigaina, Sughi, Calabria e altri pittori. Delicato,, armonico, appena segnato da un’idea acidula, il Cirò Bianco ha una gradazione alcolica minima di 12°, un colore paglierino brillante e ben si sposa con antipasti e piatti di pesce. In bocca é uno sciroppo dolcissimo, sapido e vivacizzato da una scia minerale, che sfuma molto lentamente e lascia il ricordo di una bellissima armonia. 14,5% – € 21 – Bottiglie: 7.400 – Il colore é giallo dorato lucente e il profumo ¢ inconfondibile, con le spiccate sfumature di rose e frutti esotici, pesche sciroppate e albicocche mature, perfettamente intrecciate con dolci note di miele, vaniglia e lievito, frutto della maturazione in barrique, per 8 mesi, a contatto con i lieviti. Accenti di frutta a polpa gialla matura, mango e pesca sciroppata, albicocche e agrumi canditi, si intrecciano con quelli di fiori gialli appassiti, avvolti da una dolcissima cornice di miele. Questo bellissimo mosaico si compone di tessere dolci e prefumate di frutta sciroppata, ananas e mango maturi, miele e spezie dolci, appena rinfrescate dall’anice e da una nota minerale. Si percepisce il profumo della marmellata di cotogne, del peperone giallo marinato, della pesca sciroppata, del burro fuso.

15% – € 30,50 – Bottiglie: 2.000 – Vino dal colore rosso rubino intenso, con profondi riflessi porpora, che prelude a un olfatto tutto proteso su note fruttate avvolgenti, dove prevalgono sentori di ciliegia e sciroppo di mirtillo. Limpatto € straordinario, prorompe con ampie e seducenti sensazioni di pesca bianca sciroppata, fiori e miele d’acacia, toni di zafferano e di mandorla tostata tutto disposto su una nota minerale iodata. All’assaggio conferma il quadro, con ingresso caldo e sciropposo che soverchia la tenue sapidita. 15,5% – € 18 (0,500) – Bottiglie: 1.000 – Colore ambrato di solare luminosita, si offre all’olfatto in un quadro di profumi dolci, con riconoscimenti di fichi ed albicocche secche, e poi la marmellata d’arance e la chiusura profonda dello sciroppo d’acero su una tenue nota smaltata. – Bottiglie: 20.000 – Dal colore giallo oro pieno, sviluppa al naso ottimi ed intensi profumi di frutta secca, albicocca e pesche sciroppate in una cornice di erbe aromatiche. 14% – € 16 (0,500) – Bottiglie: 10.000 – Paglierino molto acceso, profumi decisamente equilibrati, tutti imperniati su un continuo rincorrersi di note fruttate, in particolare susine mature e pesche sciroppate, con sentori speziati di zafferano e pepe bianco. Nel primo caso è poi frequente l’aggiunta di uno sciroppo di acqua e zucchero per ammorbidire il sapore del preparato. Nella primavera del 1800 alcuni reparti del corpo di spedizione di Napoleone, prove- niente dal Gran San Bernardo e diretto a Marengo, riuscirono a passare nella notte in assoluto silenzio, dopo avere imbottito gli zoccoli delle cava!cature. Questo Merlot è austero a naso, con equilibratissimi e ricchi profumi di ciliegie sotto spirito, sciroppo di amarena, cannella e rosa secca. Il suo Cirò Bianco Curale è un vino semplice, ma moderno e ben fatto, con i suoi profumi fruttati nitidi, i sentori un po’ esotici al naso e una struttura lineare, corretta e persino in bocca. Uno sciroppo di limone deve essere giallo, uno sciroppo di granatina rosso, uno alla fragola deve essere ancora rosso, mentre il colore naturale del succo di fragola non è in realtà tale. Il vino bianco liquoroso molto alcolico è spesso giudicato untuoso, mèlleo, e se gli zuccheri sono eccessivi sciropposo, con sapore di marmellata.

Abbinamenti gastronomici tipici Calabria

Nobile e austero, il Ciro ha la classe dei grandi vini d’arrosto, degno di accompagnare i piatti più importanti e i formaggi piccanti, ma eccellente, se bene invecchiato, anche a fine pasto. Ir Nobile e austero, il Cirò ha la classe dei grandi vini d’arrosto, degno di accompagnare i piatti più importanti e i formaggi piccanti, ma eccellente, se bene invecchiato, anche a fine pasto. INCONTRI DI (Reggio Calabria) – “Sagra del Pesce spada e della Gastronomia Calabrese” nel mese di Luglio – Pro loco – Tel. 601 CALABRIA VINI DA TAVOLA addoppia il numero di vini da tavola calabresi presenti nella nuova edizione della Guida, a riprova della nuova vitalità che sembra animare un settore troppo spesso in passato relegato in secondo piano. Il Greco di Bianco, molto adatto ad accompagnare la pasticceria secca e i dolci di mandorle, é di colore giallo tendente al dorato, con riflessi ambrati e gusto morbido e armonico, dal retrogusto caratteristico.

Per modificare gli elementi base si impiegano i correttori, e il vermouth é il correttore più idoneo; ci sono pure i bitter, i liquori amari e dolci, lo champagne, a cui si aggiungono crema di cacao, succhi di agrumi, sciroppi di frutta, angostura, ciliegie sotto spirito, perfino rosso e chiara d’uovo, panna liquida. Nella brasatura, dopo aver rosolato a fuoco vivo la carne, che forma una crosta di buona consistenza, si aggiunge il vino che si amalgama ai grassi e agli umori che essa lascia, quindi si riduce formando un liquido sciropposo. 0464 689004 Mi tdl’I8 AC) il bicch LE ciro til @INIOTIZIA Piatti a base di carni rosse e di selvaggina, fagianella in casseruola, anatra stufata, capriolo in civet, brasato di bue al vino DEL PRODUTTORE rosso, formaggi a pasta dura stagionati. Scolare le albicocche dallo sciroppo, disporle su un piatto, appoggiare nella cavità di ognuna una prugna e cospargere il tutto con lo sciroppo. servono a preparare un vino dolce analogo al moscato, e il karm el mir dà un famoso vino dorato ad alto tenore zuccherino, con il quale i Libanesi accompagnano volentieri la pasticceria orientale imbottita di mandorle e di pistacchi e imbevuta di miele o di sciroppo di zucchero aromatico alle mandorle. Liquoroso) COLORE: giallo paglierino tendente al dorato ODORE: intenso, caratteristico e aromatico SAPORE: dal dolce al secco, alcolico TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8-10 C (12-14°C il Liquoroso) ABBINAMENTI: pesche sciroppate, savarin alla frutta esotica, dolci vanigliati CALICE: a tulipano NOTE: si conserva qualche anno vo alla vendemmia.

Domande Frequenti sui vini Calabria

❓ Domande Frequenti

Quali sono i vini più importanti Calabria?

Il vino di Ciro — che la legge DOC ha riconosciuto tra i primi del nostro Paese — era talmente pregiato che veniva offerto in premio ai vincitori dei Giochi di Olimpia, rappresentanti la Magna Grecia. Le denominazioni principali sono raccolte nelle schede collegate in questa guida.

Quali vitigni si coltivano Calabria?

È da precisare che il colore tende ad ossidarsi fin dalle prime fasi per cui, nelle varietà in cui il profilo antocianico non è favorevole come il Gaglioppo, è opportuno operare con grande attenzione evitando tutte le cause di ossidazione al fine di evitare la precoce ossidazione del colore. Ogni vitigno esprime un profilo organolettico legato al territorio.

Come si abbinano i vini Calabria?

Nobile e austero, il Ciro ha la classe dei grandi vini d’arrosto, degno di accompagnare i piatti più importanti e i formaggi piccanti, ma eccellente, se bene invecchiato, anche a fine pasto. Trovi gli abbinamenti dettagliati nelle singole schede di denominazione.

Vini Calabria: la competenza che guida ogni scelta

Conoscere i vini Calabria significa scegliere con metodo, riconoscendo denominazioni, vitigni e stili. È la promessa di Online Wine Shop: contenuti verificati, vocabolario AIS, zero approssimazione.

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