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Il Sangiovese dei Colli Pesaresi è un vino rosso prodotto nella regione Marche, nella zona delle colline intorno alla città di Pesaro.
Il vino è ottenuto dal vitigno Sangiovese, che rappresenta una delle uve più importanti della viticoltura italiana. Il Sangiovese dei Colli Pesaresi si distingue per il suo colore rubino intenso, con riflessi granati, e per i suoi profumi intensi e complessi, con note di frutta rossa, spezie e legno.
Al palato, il Sangiovese dei Colli Pesaresi si presenta equilibrato e piacevolmente tannico, con un finale persistente e equilibrate.
Il Sangiovese dei Colli Pesaresi si abbina bene con carni rosse, arrosti, brasati, formaggi stagionati e piatti tipici della cucina marchigiana come la cacciagione e il coniglio in porchetta.
Il vino è apprezzato per la sua complessità aromatica e la sua finezza, e rappresenta un ottimo esempio della tradizione vitivinicola delle colline marchigiane. Il Sangiovese dei Colli Pesaresi ha ottenuto la denominazione DOC (Denominazione di Origine Controllata), il che significa che la sua qualità è garantita e certificata.
Uve di produzione
È prodotto mediante taglio di uva del vitigno Sangiovese (95%) con Ciliegiolo e Montepulciano per il rimanente complessivo 5%.
Il colore
è uno splendido e brillante rosso rubino granata che tende leggermente al violaceo dopo il primo anno di vita.
L’odore
prevalentemente vinoso, equilibrate e caratteristico, propone all’olfatto dell’esperto un vago profumo di lampone.
Il sapore
asciutto, secco, armonico, rotondo e di ottimo corpo, ha un accento lievemente e gradevolmente amaro.
La gradazione alcolica
varia tra gli 11,5-12° delle annate normali, e i 12,5-13° di quelle migliori.
Invecchiamento
Accetta un certo invecchiamento. Dopo un anno in botti di rovere, in cantina non umida e a temperatura costante (13-15 °C), viene passato in bottiglia: indicata la bordolese scura — da tenersi in posizione orizzontale.
Dopo un sereno riposo di 4-5 anni, questo vino esprime con estrema e genuina finezza tutti i suoi pregi.
Abbinamento cibo vino
Il Sangiovese dei Colli Pesaresi è un vino di media struttura, di colore intenso, con evidenti odori di frutta matura, sentori di spezie e un sapore leggermente tannico. La sua struttura non è eccessiva, ma c’è comunque una componente di acidità che lo rende adatto ad abbinamenti con piatti strutturati.
Il Sangiovese dei Colli Pesaresi è ottimo se accompagnato a primi piatti a base di carne o pesce, come ad esempio una pasta al ragù di selvaggina o un risotto al gambero. Si abbina anche bene con secondi piatti di carne bianca, come pollo o coniglio, ma anche con piatti di carne rossa, come un arrosto di maiale o una bistecca alla griglia.
Un abbinamento classico e sempre apprezzato con il Sangiovese dei Colli Pesaresi è quello con il prosciutto crudo, sia dolce che stagionato. Un‘altra combinazione non meno interessante è quella con formaggi di media stagionatura, come pecorino o grana padano, con cui si creano abbinamenti di grande equilibrio e armonia.
Per accompagnare piatti a base di pesce, il Sangiovese dei Colli Pesaresi si abbina bene con piatti come una grigliata di pesce misto, un‘insalata di mare o anche una zuppa di pesce. In abbinamento ai dolci, questo vino si sposa bene con le torte di mele, i budini alla vaniglia, i biscotti al cioccolato o anche con piatti di frutta fresca.
Il Sangiovese dei Colli Pesaresi, con la sua struttura non eccessiva e la sua componente di acidità, si abbina bene a piatti di carne o pesce strutturati, a formaggi di media stagionatura, a prosciutto crudo e a dolci di vario tipo. È un vino che può essere apprezzato a qualsiasi momento della giornata, sia come aperitivo che come vino da pasto. Inoltre, è una scelta di gran classe per accompagnare i piatti più raffinati, poiché la sua versatilità permette di creare abbinamenti di grande equilibrio e armonia.
Il Sangiovese dei colli pesaresi è indicatissimo con pastasciutte e risotti conditi con sughi di carne, ravioli, tortellini e cannelloni; con pollame arrosto; con coniglio e pollame alla panna e con bolliti misti.
Centri di produzione
I più rinomati centri di produzione sono situati in provincia di Pesaro e di Ancona e precisamente nei territori dei comuni di Senigallia, Fano, Pergola, Urbino.
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Approfondimenti sul Sangiovese dei colli Pesaresi: territorio, profilo e abbinamenti
Questi vini hanno in comune il vitigno di origine: sono infatti ottenuti dal Sangiovese. Capita a volte che l’uva Sangiovese venga miscelata con altri vitigni di origine francese, soprattutto il Cabernet Sauvignon e il Merlot, perché spesso, i rossi ottenuti dal Sangiovese, se le condizioni climatiche non sono favorevoli, tendono ad essere poco corposi, leggermente aspri e amari. Il Carminiano per esempio è ottenuto da un miscela tra Sangiovese e Cabernet. L’importante è non annacquarlo col ghiaccio, ma un Bardolino, un Chianti o un Sangiovese giovani, una Freisa o una Barbera non invecchiata, un Gutturnio o una Bonarda nel secchiello refrigerante d’estate ci stanno eccome. Sangiovese di Romagna (Emilia Romagna) Un famoso rosso, compagno della tipica cucina romagnola. Anguilla ai Ferri _ L’anguilla cotta alla griglia vuole un rosso come il Bardolino, oppure anche un Sangiovese di Romagna, una Barbera d’Asti o un Chianti, tutti serviti giovani. Chi vuole il rosso può orientarsi su un Cerveteri Rosso o un Circeo Sangiovese in area laziale oppu- . Filetto alla griglia Da abbinare con un vino rosso giovane: possono andar bene Chianti classico, Valpolicella, Rosso Piceno, Rosso di Montalcino, Sangiovese di Romagna. Formaggio di Fossa ll mitico formaggio stagionato nelle fosse di Sogliano si abbina a una risenla di Nobile di Montepulciano, Chianti, Valpolicella o Sangiovese, ma da grandi soddisfazioni anche accostato a un bicchiere di Albana di Romagna passito. Sia in cottura che in abbinamento si usano i rossi locali di maggiore struttura, come il Sangiovese di Romagna o il Rosso dei Colli Bolognesi. Per chi preferisce un rosso: Cabernet del Trentino, Sangiovese di Romagna o Refosco dei Colli Orientali del Friuli, tutti serviti freschi. Date preferenza all’abbinamento regionale, scegliendo fra due opzioni: un rosso giovane ma di buon corpo e discreta acidità come il Sangiovese di Romagna o un vino brioso e vivace come il Lambrusco (Sorbara o Grasparossa di Castelvetro).
Accompagnare con Sangiovese di Romagna o Freisa secco o Riviera del Garda Rosso. Accompagnare con Sangiovese di Romagna o Clastidio Rosso o Chianti dei Colli Aretini. | Gnocchi, romagna, Sangiovese di Romagna, Clastidio Rosso, Chianti dei Colli Aretini | ricette | | Maccheroni al Brandy | Ingredienti per quattro persone: quattro etti di maccheroni lunghi (zite), sette etti di polpa di pomodoro, un etto di burro, una cipollina, tre o quattro bicchierini di Brandy, sa/e, pepe. Tutte però chiedono l’abbinamento con un rosso di buon corpo e discreto invecchiamento, come possono essere un Chianti Classico riserva, un Vino Nobile di Montepulciano, un Taurasi, un Barolo o una Barbera d’Asti, un Aglianico del Vulture, un Sangiovese di Romagna superiore, un Eloro siciliano, un Rosso Conero riserva. Anguilla ai ferri L’anguilla cotta alla griglia vuole un rosso come il Bardolino, oppure anche un Sangiovese •di Romagna, una Barbera d’Asti o un Chianti, tutti serviti giovani. Il bollito emiliano vuole anche lo zampone: nel bicchiere Sangiovese o Lambrusco. Formaggio di fossa Il mitico formaggio stagionato nelle fosse di Sogliano si abbina a una riserva di Nobile di Montepulciano, Chianti, Valpolicella o Sangiovese, ma dà grandi soddisfazioni anche accostato a un bicchiere di Albana di Romagna passito. Se l’abbinamento è tradizionale, allora ecco il Sangiovese di Romagna o la Barbera dei Colli Bolognesi, anche frizzante. Terminologia e Descrittori nella Recensione Sensoriale L’analisi dei contenuti di Quattrocalici per vitigni come il Sangiovese o il Nero di Troia rivela un pattern di descrittori ricorrenti che costituiscono il vocabolario del sommelier professionista. Come uve nere sono di rilievo l’Aglianicone, l’Aleatico, il Bombino nero, il Ciliegiolo, la Malvasia nera di Basilicata, il Montepulciano e il Sangiovese. Va rilevato che nei nuovi impianti sono stati introdotti il Barbera, il Sangiovese, il Trebbiano. In questi ridenti luoghi sono diffusi la Malvasia bianca, il Moscato, il Sangiovese, il Barbera.
Usufruendo di un vitigno come il Sangiovese, che è fra i più versatili della Penisola, essendo stato esportato in quasi tutte le regioni, con risultati di ottimo rilievo specie al Sud e nelle isole, si vinifica nel Materano il Sangiovese, in purezza, senza mischiarlo con altri vitigni. Il Chianti nasce da una predominanza di uve sangiovese miste ad una percentuale minima di altre uve a bacca rossa. Oltre al Sangiovese, si utilizzano generalmente vitigni toscani come il Canaiolo o il Colorino. Non è desueto comunque bere un Chianti Classico realizzato unicamente con uve Sangiovese: una scelta produttiva che mira, evidentemente, alla realizzazione di un vino puro, capace di esaltare al massimo le sue caratteristiche olfattive, di gusto e di colore. Questi i vitigni che partecipano alla vinificazione del Colli di Luni Rosso Riserva: Sangiovese (60%-70%), Canaiolo, Pollera Nera e Ciliegiolo Nero (da soli o unitamente per almeno il 15%). Il Mamertino, infatti, puಠessere sia bianco che rosso.Nei comuni di Santa Lucia del Mela e di Merଠsi coltivano le varietà Nero d’Avola, Sangiovese, Nocera e Nerello Mascalese per i vini rossi e le varietà Catarratto Comune, Catarratto Lucido, Inzolia e Grillo per i vini bianchi. C’è anche un vitigno notevolissimo, il Sangiovese, col quale si fa il Chianti, e che appena portato in un posto nuovo si ibrida subito diventando un prodotto locale, radicato nel suolo quanto le generazioni di quelli che ci sono sepolti. Il Sangiovese di Montepulciano, col quale si fa il celebre Vino Nobile, è diversissimo da quello di Firenze. Lo Scotch non è inferiore a nient’altro per superare tutte quelle stramberie sugli angeli e sulle specie, ma quando finalmente se ne esce e si arriva al sereno sentiero delle virtù è giusto alzare un bicchiere di Sangiovese in onore del santo. Anzi, secondo me la migliore delle molte varianti del Sangiovese, in questo caso, è quella di Montepulciano. In provincia di Avellino si opera con i seguenti vitigni: Aglianico, Barbera, Piedirosso, Sangiovese, Sciascinoso, Greco, Fiano, Trebbiano, Coda di Volpe. Pure ridotta è la gamma in provincia di Benevento, dove vengono coltivate queste uve: Aglianico, Aleatico, Sangiovese, Montepulciano, Piedirosso, Sciascinoso, Malvasia nera, Lambnisco, Aleatico Greco, Trebbiano, Coda di Volpe, Malvasia bianca.
