Dizionario dei Termini Descrittivi del Vino: il Vocabolario AIS

Dizionario dei termini descrittivi del vino: il vocabolario del sommelier

Hai mai letto “tannino setoso” o “PAI lungo” su una scheda di degustazione senza sapere cosa significassero? La degustazione ha un suo linguaggio preciso, codificato dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier). Questo dizionario raccoglie i termini descrittivi fondamentali, organizzati secondo i tre esami della degustazione: visivo, olfattivo e gustativo.

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Esame visivo: i termini del colore e della limpidezza

Il primo esame valuta l’aspetto del vino nel calice.

  • Limpido / velato / opalescente: grado di trasparenza del vino; la limpidezza è indice di correttezza.
  • Consistente / poco consistente: riferito alla densità, valutata dagli “archetti” (lacrime) che scendono sulle pareti del calice; segnala alcol e struttura.
  • Rubino / granato / porpora / aranciato: tonalità dei vini rossi, dal giovane (porpora-rubino) all’evoluto (granato-aranciato).
  • Paglierino / dorato / ambrato: tonalità dei vini bianchi, dalla gioventù (paglierino) all’evoluzione (ambrato).
  • Perlage: nelle bollicine, la catena di bollicine; si valuta come fine e persistente (qualità) o grossolano ed evanescente.

Esame olfattivo: i termini del profumo

Il secondo esame analizza l’intensità, la complessità e le famiglie aromatiche.

  • Intenso / abbastanza intenso / carente: forza con cui i profumi raggiungono il naso.
  • Complesso / fine / semplice: ricchezza e numero delle sfumature aromatiche.
  • Aromi primari (fruttati e floreali): provengono dall’uva — amarena, mora, lampone, pesca, agrumi; tra i floreali violetta, rosa, biancospino.
  • Aromi secondari: nascono dalla fermentazione — lievito, crosta di pane, burro.
  • Aromi terziari (bouquet): derivano dall’affinamento — vaniglia e tostato dal legno; cuoio, tabacco, humus, cacao, idrocarburi dall’evoluzione in bottiglia.
  • Speziato: note di pepe, cannella, liquirizia, chiodi di garofano.

Esame gustativo: i termini del sapore

Il terzo esame valuta l’equilibrio tra morbidezze e durezze.

  • Morbido / abbastanza morbido / spigoloso: sensazione di rotondità data da alcol, zuccheri e glicerina.
  • Caldo: sensazione pseudo-calorica dell’alcol; un vino caldo supera in genere i 13% vol.
  • Acido / abbastanza acido / poco acido: la freschezza che rende il vino vivo e dissetante.
  • Tannico / astringente / setoso: sensazione di “asciugatura” data dai tannini dei rossi; un tannino di qualità è setoso, uno acerbo è astringente.
  • Sapido / abbastanza sapido / insapido: la mineralità salina percepita al gusto.
  • Di corpo / leggero: la struttura complessiva del vino.
  • PAI (Persistenza Aromatica Intensa): durata delle sensazioni dopo la deglutizione; si misura in secondi — lunga oltre 7 secondi, media 5–7, corta sotto i 5.

I termini da non confondere

Attenzione ad alcune coppie insidiose: “morbido” non significa dolce (un vino può essere morbido pur essendo secco); “caldo” non è un difetto ma la percezione dell’alcol; “sapido” non vuol dire salato in senso letterale, ma indica una piacevole vena minerale. Il vocabolario AIS evita di proposito termini generici come “elegante” o “piacevole”, privilegiando descrittori oggettivi e misurabili.

❓ Domande Frequenti: Termini del Vino

Cosa significa “tannico” in un vino?

Il tannino è una sostanza presente nelle bucce e nei vinaccioli dell’uva, tipica dei vini rossi, che dà una sensazione di asciugatura e leggera astringenza in bocca. Un tannino di qualità si definisce “setoso”; uno acerbo o aggressivo “astringente”.

Cos’è il PAI nella degustazione?

PAI è la Persistenza Aromatica Intensa, cioè la durata in secondi delle sensazioni gusto-olfattive dopo aver deglutito il vino. Si considera lunga oltre 7 secondi, media tra 5 e 7, corta sotto i 5: è uno degli indicatori principali della qualità.

Qual è la differenza tra aromi primari, secondari e terziari?

I primari provengono dall’uva (frutta e fiori), i secondari dalla fermentazione (lievito, burro, crosta di pane), i terziari dall’affinamento in legno e in bottiglia (vaniglia, cuoio, tabacco, idrocarburi). L’insieme dei terziari forma il cosiddetto “bouquet”.

Il vocabolario del vino — la chiave per descrivere ciò che senti

Imparare questi termini trasforma la degustazione: non bevi più “un buon vino”, ma riconosci un rubino consistente, un naso complesso con terziari di cuoio, un tannino setoso e un PAI lungo. È il primo passo per passare da appassionato a degustatore consapevole.

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Chi è l'autrice

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