Aglianico del Vulture DOCG: la guida che ti aiuta a riconoscerlo nel calice
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Scegliere un vino a occhi chiusi e un rischio: dietro l'etichetta del Aglianico del Vulture DOCG c'e un territorio e uno stile da capire. L’agnello vuole dei rossi di buon corpo, discretamente invecchìati: dal Chianti al Taurasi, dal Barbaresco all’Aglianico del Vulture. Aglianico del Vulture (Basilicata) Un rosso da primi col ragù (anche di selvaggina), pollame, maialino al forno, formaggi semiduri.
Caratteristiche e profilo organolettico del Aglianico del Vulture DOCG
Si accompagnano a vini rossi di buona struttura come il Montepulciano d’Abruzzo, il Cirò, il Taburno, il Cerasuolo di Vittoria, l’Aglianico del Vulture il Rosso Conero la Freisa d’Asti, il Leverano, il Cannonau di Sardegna il Barco Reale di Carmignano, il Cabernet dell’Alto Adige. Tutte però chiedono l’abbinamento con un rosso di buon corpo e discreto invecchiamento, come possono essere un Chianti Classico riserva, un Vino Nobile di Montepulciano, un Taurasi, un Barolo o una Barbera d’Asti, un Aglianico del Vulture, un Sangiovese di Romagna superiore, un Eloro siciliano, un Rosso Conero riserva. Aqlj aru c o del Vulture (Basilicata) Un rosso da rimi col ragù (anche di selvaggina), pollame, maialino al forno, formaggi sem1auri. Tra l’altro, secondo alcuni autorevoli pareri, sembra che il famoso e quasi innafferabile Falerno (sotto il profilo agiografico) — insieme al Gaurano, non meno misterioso, vino antico della Campania (che cresce ai confini con il Lazio) — sia originato dalla vinificazione del vitigno Aglianico lucano, colà trapiantato. L’Aglianico del Vulture, l’unico vino a denominazione di origine controllata della regione, raggiunge la sua massima potenza espressiva quando diventa riserva, con cinque anni di invecchiamento. L’Aglianico è figlio di terreni vulcanici, creati dall’estinto Vulture tra l’Ofanto e la Fiumara di Atella, con i suoi laghi craterici, che offrono specchio all’antica Badia e alle secolari foreste che li circondano. Altri comuni del Vulture dove la viticoltura è fiorente sono, oltre a Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Ripacandida, Rionero, Venosa, Ruco del Monte. La capacità di lavorazione e conservazione delle cantine sociali si aggira intorno ai 200 mila ettolitri di vino, pari a circa un terzo della produzione regionale, di cui 120 mila ettolitri nel Vulture, 60 mila nel Metapontino e 20 mila a Tricarico. I vitigni raccomandati in Basilicata sono diversi, oltre all’Aglianico, che viene anche denominato Uva Aglianica, Gesualdo, Ellenico. Come uve nere sono di rilievo l’Aglianicone, l’Aleatico, il Bombino nero, il Ciliegiolo, la Malvasia nera di Basilicata, il Montepulciano e il Sangiovese. Tornando alla regione del Vulture, che è la più interessante, sotto l’aspetto viticolo, essa comprende dodici comuni, tutti a vocazione viticola.
La viticoltura regionale, quando fosse realizzato il programma auspicato, risulterebbe costituita da una zona di produzione montana prevalentemente orientata verso vini bianchi superiori, da una collinare con vini da pasto superiori e comuni e dal comprensorio dell’Aglianico a denominazione di origine controllata. L’Aglianico dei Colli Lucani presenta diverse analogie con il Barbera più fine e si rivela eccellente con i piatti robusti di carne e di selvaggina. Aglianico del Vulture Se io andassi su così bene come mando giù a quest’ora sarei già in aria Rabelais (Gargantua e Pantagruele, lib. L’Aglianico del Vulture con tre anni di invecchiamento può portare la qualifica di vecchio. Dopo aver dimostrato le virtù salutari del vino è il caso di tornare all’Aglianico, che alcuni trovano straordinariamente somigliante al Barbera, tanto da supporli, se non fratelli, almeno parenti alla lontana. I vitigni però sono diversi, e le uve dissimili salvo che nel colore blu degli acini pruinosi: il grappolo dell’Aglianico è di media grandezza, cilindrico o conico, spesso con ali ben sviluppate, ali, come si è visto, assenti nell’uva Barbera. L’Aglianico è ricordato con rispetto nel libretto di Sante Lancerio, che così ne scriveva: «Di tali vini S.S. Anche Andrea Bacci, medico di Sisto V, parla, nella sua Storia dei Vini, di questo Aglianico, tratto da uve «non tanto nere, piene di succo rubicondo e d’una sostanza mediocremente grassa, densa, pingue; e alcolico, quando le vendemmie corrono asciutte». Il Vulture è un vulcano spento che s’innalza isolato sul versante Adriatico dell’Appennino, poco distante dal confine campano e da quello pugliese. È questa la regione che produce i vini migliori della Lucania: malvasia e moscati delicatissimi, squisiti spumanti naturali, aleatici di pregio, e questo rosso Aglianico, noto tra gfintenditori come uno dei più indicati per accompagnare piatti piccanti. Il vitigno è antico, lo stesso che dà l’Aglianico campano che dovrebbe essere stato importato in Basilicata in tempi lontani.
Storia e territorio del Aglianico del Vulture DOCG
Gli animali si appendono per Uno degli incantevoli laghi di Monticchio, le cui acque azzurre e pescose riempiono gli antichi crateri del Vulture, monte simile nella forma al Vesuvio. Intorno a questo vulcano spento crescono i vigneti più floridi della Lucania o Basilicata; l’Aglianico del Vulture è sicuramente uno dei migliori vini rossi meridionali. Con l’Aglianico del Vulture i peccati di cibo non si confessano, come dice un vecchio proverbio potentino che suona così: robbe d’magnatorio/ non si parlari a confissorio. Vino di gran rilievo sulle carni rosse arrostite e sulla cacciagione, questo Aglianico trova speciale rilievo con il rotolo di interiora d’agnello, chiamato da alcuni cutturiddu, ma più precisamente indicato come mmgliulatiell’. Di solito, viene vinificata insieme con l’Aglianico ed il Bombino. Il tipo di coltura moderno ben si addice alla Malvasia del Vulture, vino asciutto e secco, con leggero sentore mandorlaceo. < La Malvasia del Vulture è vino da antipasti e minestre. La Malvasia del Vulture amabile o in versione spumante, sempre amabile, è un vino da dessert assai considerato in Basilicata. La Malvasia del Vulture tipo tranquillo si sen e a 10-12°C.
Però la scelta dei vini lucani non si limita all’Aglianico del Vulture, dei Colli Lucani e alla Malvasia del Vulture. Esistono numerose e equilibrati varianti dell’Aglianico che ha ottenuto il riconoscimento DOC. Apre il repertorio un Aglianico della Basilicata, prodotto in tutto il territorio della regione principalmente con uve del vitigno omonimo e piccole aggiunte di altre uve provenienti da vitigni rossi o bianchi (Malvasia bianca. ldAglianico di Accettura si produce invece nel territorio del comune omonimo, in provincia di Matera. Id Aglianico di Matera si produce nei dintorni della città omonima e, inoltre, a Irsina e Tricarico. Oltre al vitigno Aglianico, si impiegano uve di Montepulciano e altre uve bianche locali in percentuale minore. Possibilità di distinguersi, sul piano qualitativo, possiede VAglianico di Ruoti, che si produce nel comune omonimo, in provincia di Potenza, con un uvaggio a base di Aglianico e Aglianicone. In diversi comuni della provincia di Potenza viene prodotto V Aglianicone, tratto da uve del vitigno omonimo, un po’’ meno fine rispetto all’Aglianico. Antica fama viene attribuita aWAsprinio o Asprino di Ruoti, prodotto nella zona di Ruoti, in provincia di Potenza, nota anche per FAglianico.
Abbinamenti gastronomici del Aglianico del Vulture DOCG
Tra i rosati, che si producono in notevole quantità nella Basilicata, sono da segnalare il Rosato di Rionero, che deriva da uve del vitigno Aglianico, con piccole aggiunte di altri minori locali e vinificazione in bianco. A Rionero in Vulture si produce il Rosato d’Angelo, con uve del vitigno Aglianico e altre locali vinificate parzialmente in bianco. — titolo: “Bere VinoAglianico del Vulture – Words 277” file_origine: “Bere VinoAglianico del Vulture – Words 277.txt” tipo: Articolo/Testo convertito: 2026-06-05 — Bere VinoAglianico del Vulture Ritenuto oggi uno dei vitigni migliori d’ Italia, l’ Aglianico del Vulture ha origini antichissime. Qualcuno ama fare riferimento diretto al mito ed afferma che il “rosso vino di miele” offerto da Ulisse a Polifemo come pegno di ospitalità , fosse proprio Aglianico del Vulture. Al di là della leggenda, l’ Aglianico del Vulture, contrassegnato dalla Denominazione di Origine Controllata, è un vino robusto, di grande equilibrio. La disciplinare per la produzione di Aglianico del Vulture DOC prevede, infatti, che questo vino, invecchiato almeno tre anni (i primi due all’ interno di botti di legno), riceva la definizione di “vecchio”. Contrassegnato da un vivace colore rosso rubino, l’ Aglianico del Vulture si accompagna perfettamente ai piatti dai sapori forti, di carne e formaggi. Al palato, l’ Aglianico del Vulture presenta una buona persistenza e un giusto grado di tannicità che migliora notevolmente con l’ invecchiamento. È notevole anche l’Aglianico, coltivato nella zona del Vulture, in Lucania, fin da prima dei Romani.
L’Aglianico del Vulture della D’Angelo è di corpo pieno, splendidamente equilibrato, col tannino nello sfondo e la fragranza che sale come incenso davanti alla lunga processione dei gusti fruttati Ha accompagnato in modo perfetto una cena a Edimburgo con le mie protette adolescenti, che ci studiavano. In provincia di Avellino si opera con i seguenti vitigni: Aglianico, Barbera, Piedirosso, Sangiovese, Sciascinoso, Greco, Fiano, Trebbiano, Coda di Volpe. Pure ridotta è la gamma in provincia di Benevento, dove vengono coltivate queste uve: Aglianico, Aleatico, Sangiovese, Montepulciano, Piedirosso, Sciascinoso, Malvasia nera, Lambnisco, Aleatico Greco, Trebbiano, Coda di Volpe, Malvasia bianca. Fra i vini avellinesi fa spicco il Taurasi, che il professor Pier Giovanni Garoglio considera «migliore dei vini prodotti da uva Aglianico». tipo rosso Aglianico, Guarnaccia e altre uve locali minori rosso tendente al rubino etereo, delicato, leggermente muschiato asciutto, con vena leggermente amarognola 11,5-12,5 gradi 5-6,5 per mille l’isola di Capri, sulle colline con esposizione a Sud. Il vino più notevole è il Solopaca, nelle versioni bianco e rosso; il primo deriva da un uvaggio di Trebbiano toscano, Malvasia toscana e Malvasia di Candia, il secondo da Sangiovese, Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso. Durante le feste dedicate agli dei mitologici, si bevevano i vini ottenuti dall’uva del vitigno Hellenico, progenitore iell’attuale Aglianico, ben ambientato nelle zone campane. Le caratteristiche migliori, come già rilevarono il Cariucci e il Sannino, si ottengono da vinificazioni in cui, accanto all’Aglianico, figurino il Piedirosso e lo Sciascinoso, entrambi per un complessivo 20-30 per cento. Ma le forme di coltura cui l’Aglianico si adatta sono molteplici: la pergola di San Severino, il cordone speronato, il cordonese avellinese.
Domande Frequenti sul Aglianico del Vulture DOCG
❓ Domande Frequenti
Quali uve compongono il Aglianico del Vulture DOCG?
Il Aglianico del Vulture DOCG nasce nel suo territorio di denominazione secondo il disciplinare di produzione. Le caratteristiche del vitigno determinano struttura e profilo aromatico, descritti secondo il metodo di degustazione AIS.
Qual e il profilo organolettico del Aglianico del Vulture DOCG?
Il Aglianico del Vulture DOCG si valuta con il metodo AIS su esame visivo, olfattivo e gustativo: colore, profumi e struttura riflettono il legame fra vitigno e territorio.
Con quali piatti si abbina il Aglianico del Vulture DOCG?
L’abbinamento del Aglianico del Vulture DOCG segue la logica AIS di concordanza e contrapposizione, bilanciando struttura, aciditae e sapidita del vino con le sensazioni del piatto.