Vini Slovenia

Vini Slovenia: la guida per orientarti tra le grandi etichette internazionali

HomeVini del Mondo › Slovenia

Immagina di scegliere un vino di Slovenia sapendo già cosa aspettarti nel calice. Stesso discorso: un buon crudo può stare egregiamente con dei vini rossi o rosati d’una certa morbidezza, ma la sapidità delle carni e la dolcezza del grasso di questi tipici salumi italiani vanno benissimo a nozze anche con dei bianchi aggraziati come il Pinot Bianco del Trentino o la Ribolla friulana. Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia) Sta bene sull’affumicato: prosciutto e filetti di trota, in particolare. Fuori regione: Torgiano, Müller Thurgau della Valle di Cembra, Ribolla dei Colli Orientali del Friuli.

La viticoltura slovena

E allora col saor veneziano si potranno scegliere dei vini bianchi che sappiano di fiori e di frutta (il Soave nel Veneto o il Sauvignon del Collio in Friuli, ad esempio), oppure d’estate dei rossi giovani serviti freschi (per esempio un Bardolino, restando in terra veneta). La scuola più tollerante ammette invece degli spumanti importanti come lo Champagne, oppure dei bianchi corposi come il Sauvignon del Collio. Collio Pinot Bianco (Friuli Venezia Giulia) È il vino ideale per i prosciutti friulani (di San Daniele e di Sauris). Collio Pinot Grigio (Friuli Venezia Giulia) Un bianco da servire con frutti di mare e crostacei. Collio Riesling (Friuli Venezia Giulia) Antipasti di mare e creme di verdura per questo bianco. Collio Sauvignon (Friuli Venezia Giulia) Brodetti di mare, spaghetti con le vongole, tagliolini all’astice e grigliate di pesce per questo bianco, che regge anche le sarde in saor. Richiede un vino bianco come un Soave superiore, una Vernaccia di San Gimignano, un Alghero Torbato, un Pinot Bianco del Collio o un Capri Bianco.

Si può abbinare con un bianco come il Gewürztraminer dell’Alto Adige, il Pinot Bianco del Trentino oppure un Riesling o un Tocai del Collio. Abbinamento con Cabernet di Aquileia, Merlot del Collio, Schioppettino o Cabernet Franc dei Colli Orientali del Friuli. Lumache alla borgognona Un classico: da abbinare con dei bianchi come un Sauvignon o un Tocai del Collio, un Vespaiolo di Breganze, un Riesling dell’Oltrepò Pavese, un Orvieto o un Marino. Sta bene insieme con un bianco come il Tocai del Collio, il Sauvignon dell’Isonzo, il Salice Salentino, l’Alcamo, il Solopaca, il Frascati. Si può allora optare per un bianco di buona struttura, come un Tocai Friulano del Collio o il raro Ansonica dell’Isola del Giglio, ma c’è chi obietterà che invece basterebbe un vinello leggero che serva tutt’al più a lavare la bocca fra un’ostrica e l’altra. Se si opta per un rosso, la scelta cade su un Merlot giovane (dei Colli Berici, del Piave o del Collio). Prosciutto di San Daniele Il crudo friulano di San Daniele trova un abbinamento ideale nella regione col Tocai o col Pinot Bianco del Collio.

Vitigni e vini arancioni sloveni

Qualora si voglia ottenere un vino da destinare ad un medio affinamento bisognerà prevedere una macerazione più lunga e quindi un maggior estratto finale. Nel caso in cui si voglia ottenere un vino molto strutturato da lungo affinamento sarà importante adottare tempi più lunghi di macerazione e temperature in fase estrattiva più alte. Le fonti storiche rivelano che già nel XII secolo il Friuli forniva alla Repubblica di Venezia la Ribolla del Collio. La preferenza asburgica espressa per la Ribolla si evince quando il duca Leopoldo III d’Austria, nel chiedere l’atto di Dedizione o Rispetto della città di Trieste, vi venga inserita la clausola che obbligava la città a rifornirlo annualmente di 100 orne di vino Ribolla del migliore. La protezione di cui godeva tale vino viene evidenziata da un documento storico della città di Fiume del 1445, in cui si disponeva che ogni partita di ribolla fosse accompagnata da una dichiarazione ufficiale del luogo di provenienza. Nella città di Fiume erano previste pene severissime contro coloro che commettevano frode nel vendere vino, cioè far passare per Ribolla un vino che non lo era, infatti troviamo un documento storico nel libro del cancelliere fiumano, un certo Francesco de Reno, datato 28-12-1446. La Ribolla diffusa nel XIII secolo in Friuli e in Istria, altro documento storico lo troviamo alla fine del Medioevo nel lontano 1299, negli atti del notaio Ermanno di Gemona (trattasi di un contratto di vendita di Ribolla). Verso la fine del 1700, il medico Antonio Musnig scriveva nelle sue opere letterarie (Clima Goritiense) che la Ribolla era al primo posto tra i bianchi friulani.

La Ribolla durante il 1800 perse la sua qualità e la sua coltivazione si ridusse drasticamente, salvo risalire nel 1970, con il miglioramento delle tecniche di vinificazione, raggiungendo nuovamente ottimi livelli. Diciamo che la Ribolla è molto conosciuta e coltivata soprattutto nei Colli Orientali e nel Collio, anche se dopo la seconda guerra mondiale in Slovenia al confine, cioè nella Brda, la coltivazione di questo vigneto è stata talmente accentuata da superare il 65% della superficie coltivabile a Ribolla. Comunque dobbiamo distinguere due tipi di Ribolla, quella più conosciuta e in grado di dare il vino migliore, la Ribolla Gialla, e quella verde, di minor pregio e pertanto poco diffusa (esiste anche una Ribolla nera o “Pocalza” in sloveno, che dà origine allo “Schioppettino”). Possiamo aggiungere che la Ribolla crescerebbe nei terreni aridi e sterili di arenaria stratificata con ponca e magra marna, altri affermavano che la ribolla era la varietà adatta solo alle colline eoceniche, con vigneti in ottima esposizione. Negli anni settanta fu vinificata in purezza, presentata secca e proposta con convinzione sui mercati internazionali, riscuotendo un buon successo. La Ribolla come vino venne ricompresa nella D.O.C.: è possibile ritrovare la Ribolla Gialla nel Collio e nei Colli Orientali. Processo di Cantina: tempi di macerazione, temperature di fermentazione, contenitori utilizzati (acciaio, cemento, legno) e tempi di affinamento sia in legno che in bottiglia.