Vini Germania

Vini Germania: la guida per orientarti tra le grandi etichette internazionali

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Immagina di scegliere un vino di Germania sapendo gia cosa aspettarti nel calice. Proprio a causa del caldo e dell’umidità, le scelte operate nella viticoltura indiana sono spesso obbligate: le viti vengono picchettate su fusti di bambù e fatte arrampicare su pergolati per aumentare la copertura vegetale e per separare l’uva dal terreno, dove sarebbe a rischio di malattie da funghi. È amministrato dal MIDC (Maharashtra Industrial Development Corporation), che ha il compito di fornire alle aziende private appezzamenti di terreno a un prezzo agevolato e di favorire la realizzazione di infrastrutture, come strade in buone condizioni, forniture d’acqua e di energia, servizi di telefonia. Inoltre Indage importa grandi quantità di vino sfuso dai maggiori produttori mondiali, come Francia e Germania, che in seguito viene imbottigliato ed etichettato in India9.

Le regioni del Riesling tedesco

La tedesca Henkell produce soprattutto spumante (il “Sekt”17) ed importa in India anche il Riesling18, il tipico vino bianco tedesco, che ha molte difficoltà a crescere nel clima indiano, dal momento che cresce soprattutto nelle zone europee fredde (come in Alsazia e in Germania). L’aroma nell’uva, e poi nel vino, dipende da diversi fattori tra cui l’accumulo di classi di molecole che possiamo elencare grossolanamente in alcuni gruppi fondamentali:  Terpeni;  nor-isoprenoidi;  derivati tiolici (o composti solforati);  altri. Per le varietà che si esprimono soprattutto in forza dei norisoprenoidi, come lo Chardonnay o il Mantonico, il momento migliore è quello della piena maturità, poiché in quel momento i precursori, vale a dire i carotenoidi, si sono trasformati nei norisoprenoidi corrispondenti. Nella città di Fiume erano previste pene severissime contro coloro che commettevano frode nel vendere vino,cioè far passare per RIBOLLA un vino che non lo era,infatti troviamo un documento storico nel libro del cancelliere fiumano un certo Francesco de Reno, datato 28-12-1446. – 17 d.C.) Fra’ vini è più sostanzioso quello raccolto in un suolo benigno che in un terreno leggero; più quello di un clima temperato, che quello raccolto in un luogo umido, o troppo secco, troppo freddo, o troppo caldo. Alda Merini (1931 – 2009) Alcune viti crescono nel terreno sbagliato, altre si ammalano prima della vendemmia e altre ancora sono rovinate da un cattivo viticoltore. Il sole, il terreno, il clima e i vitigni modulano l’opera, mentre il vignaiolo, come solista, imprime la sua cadenza. Erri De Luca “Quando il vino entra, strane cose escono.” “Alcune viti crescono nel terreno sbagliato, altre si ammalano prima della vendemmia e altre ancora sono rovinate da un cattivo viticoltore. Le pendici del Renon, nei dintorni di Bolzano, forniscono le uve per la produzione del Colline di Bolzano.

In Alto Adige può capitare di degustarlo in piccoli ròmer (romani), classici bicchieri da vino bianco della Renania e della Mosella, che si ritiene siano stati introdotti in quelle zone assieme alla vite ancora dagli antichi Romani. Era naturale, in una regione viticola come l’Alto Adige — dove molti degli interessi sono rivolti alle più rinnovate zone viticole della Germania, sia per identità climatica, sia per indirizzo produttivo e commerciale, non disgiunte da affinità linguistica — che il Muller Thurgau avesse una sua adeguata collocazione. E ovvio che questo vitigno, nato per diffondersi sui pendìi della Renania e della Mosella, dove l’uomo coltiva la vite in condizioni molto difficili e dove l’uva deve fiorire e maturare in un periodo molto breve per sfuggire al freddo, abbia trovato solo nelle zone più elevate della valle d’Isarco l’ambiente ideale. Vi fu qualche periodo di stasi nei secoli successivi, ma in genere i vini del Trentino e dell’Alto Adige mantennero inalterata la loro fama, specie in Austria e in Germania e la conquista dei mercati stranieri determinò una feroce concorrenza tra Trento e Bolzano. E pur vero che, se occorre riconoscere alla Borgogna il iiritto della scoperta di questa nobile varietà, d’altra parte ‘ambiente, il terreno e la giacitura dei vigneti dell’Alto Xdige, sorretti dall’esperienza e dalla capacità dei ziticoltori e dei cantinieri, hanno contribuito ad esaltare le caratteristiche del vino. Il Riesling Renano è stato importato in Italia nel secolo scorso da quella regione prossima alle rive del Reno e celebre per i suoi vigneti. La natura del terreno piuttosto grossolana, ricca di scheletro, e la magnifica esposizione consentono di ottenere in vendemmia delle uve Schiava stupende per maturità, colore e sanità. La quota di vino profano veniva in parte spedita in Germania; il rimanente era venduto direttamente al pubblico e i proventi destinati, entro i limiti stabiliti, ai principi-vescovi della città. -a zona di produzione è molto contenuta e si limita solo a ocalità dove il clima e la natura del terreno possono eramente esaltare la qualità dell’uva.

Il Riesling: il grande bianco tedesco

Nel 2005, la produzione totale di vino è stata di 6,214 milioni di litri, di cui 5,4 milioni solo in Maharashtra, comprendenti 2,54 milioni di litri di vino rosso, 2,69 di vino bianco, 0,15 litri di frizzante e 0,036 di roseé3. Sula Vineyards importa due sole varietà, un vino bianco californiano e un rosso cileno, anch’essi del costo di 450, mentre Shaw Wallace è in procinto di importare una linea di vini francesi, comprendente rossi, bianchi e spumanti12. I vini più costosi sono quelli francesi: i loro prezzi vanno da un minimo di 500 rupie per un bianco a un massimo di 1700 per uno spumante. 18 Il Riesling è in realtà una varietà d’uva bianca originaria della regione renana, da cui prende il nome il tipo di vino (come in Italia il nome “Prosecco”, che designa un vitigno veneto, viene usato per indicare genericamente il vino ottenuto da questo tipo d’uva). Tra i bianchi spicca il Soave, ottenuto in generale dall’uva Garganega, che tuttavia può essere miscelata con Chardonnay, Pinot Bianco o Trebbiano di Soave. Un fattore che ha contribuito notevolmente ad accrescere la popolarità del vino italiano in India è la versatilità del vino italiano, che si sposa perfettamente con la cucina indiana, grazie soprattutto all’equilibrio tra morbidezza e acidità. La maturità tecnologica riguarda il corretto rapporto di zuccheri ed acidi che deve avere l’uva alla raccolta. L’acidità si misura con una scala assoluta in termini qualitativi, acidità reale (pH), e in termini quantitativi, acidità fissa (acidità titolabile). Il grafico della figura 2 ci dimostra che fra gli acidi dell’uva, quello malico subisce un consumo importante (caduta della curva) Concentrazione Acidi Tempo Tartarico Malico Citrico Fig.

2 – Andamento delle concentrazioni di alcuni acidi durante la maturazione (tratto da “Appunti delle lezioni di enologia”- Zironi) Pratiche di cantina per una vinificazione di qualità 9 durante la maturazione . Ma assume una certa importanza anche nella vinificazione in rosso: uve povere di acidità, infatti, sono più difficili da lavorare e si predispongono ad un repentino invecchiamento. È necessario monitorare sia l’accumulo degli zuccheri che l’abbassamento del livello di acidità per operare una scelta opportuna dell’epoca vendemmiale. La surmaturazione non va confusa con la disidratazione del grappolo per effetto della siccità (stress idrico) perché, in quest’ultimo caso, vi è un blocco totale dei fenomeni di maturazione e rimane il solo effetto della concentrazione acido/ zuccheri. La “vinificazione in bianco” viene realizzata senza ammostamento delle vinacce, evitando, cioè, il contatto della frazione liquida (mosto) con la parte solida (bucce, vinaccioli e raspi). La vinificazione in bianco La cura nella raccolta, nello stoccaggio e nel trasporto permette di ottenere una materia prima in cantina idonea ad essere lavorata nel migliore dei modi e meno soggetta a fenomeni ossidativi che si innescano già in questa fase. Pratiche di cantina per una vinificazione di qualità 15 La vinificazione in bianco si attua secondo tre schemi fondamentali: 1. La tecnica si adatta perfettamente a vinificazioni in bianco di vitigni rossi, a vinificazioni di uve pregiate perfettamente mature e comunque sempre con l’obiettivo di produrre grande qualità visto che con questa tecnica si sacrifica qualche punto percentuale nel rendimento totale dell’uva. Una operazione preliminare, indispensabile alla vinificazione in bianco, è la chiarifica, più o meno spinta, del mosto che deve fermentare.

La classificazione tedesca per maturazione

Col dolce si fa eccezione anche alla regola che vieta un bianco dopo un rosso: un bianco Moscato d’Asti può tranquillamente seguire un rosso importante, e così pure un passito bianco sta benissimo insieme coi dessert o coi formaggi stagionati dopo una cena accompagnata da vini rossi. Lo zampone pretende un Lambrusco della sua terra, i pizzoccheri si sposano mirabilmente coi rossi valtellinesi, le trenette al pesto, orgoglio della cucina ligure, vogliono un bianco della riviera, la bagna caoda, rustica compagna di pranzi piemontesi autunnali, esige Barbera e Dolcetto. Lo stesso criterio viene adottato anche al momento del dessert: per un dolce occorre scegliere un vino dalla dolcezza più o meno spiccata, a seconda del prodotto di pasticceria che ci si trova ad assaggiare. La tendenza dolce di alcuni ingredienti (si pensi ad esempio ai crostacei) potra trovare un contrasto nella fresca acidità o nell’effervescenza di alcuni bianchi. Ci sono pero le dovute eccezioni, come accade per certe tipiche ricette in agrodolce, nelle quali i piatti raggiungono un equilibrio di sapori tale da riammettere il vino con tutti gli onori. ln particolare sono numerose le ricette di pesce in agrodolce: la più celebre è forse quella del saor veneziano, che unisce le sarde fritte a una marinata a base di aceto, cipolla e uvetta. La strada da seguire nella ricerca d’un felice abbinamento cibo-vino può dunque essere duplice: assecondare la vena di dolcezza del piatto, oppure contrastarla scegliendo dei vini caratterizzati da retrogusti leggermente amarognoli. Nella prima ipotesi si opterà per dei bianchi leggermente abboccati (e cioè contraddistinti da una qualche tendenza al dolce), perfetti anche in versione spumante (e il caso ad esempio del Prosecco extra-dry). Non c’e pranzo di nozze, festa di compleanno, cena sociale che non rischi di concludersi con la bottiglia di spumante brut stappata al momento del dolce.

E tanto più complesso è il sapore del dessert, tanto più si dovranno scegliere vini caratterizzati da una dolcezza capace di sostenere il confronto, cercando nel variegato mondo dei passiti bianchi e rossi. E poi 1″ 7 1′ glia soprattutto coi passiti, la cui :ii: dolcezza contrasta il sapore picÀ È* i i *Ø › l’abbinamento tra Gorgonzo- ‘ ‘ “ la naturale e Marsala vergine / I ‘ ” , _ èormai un classico. Il fritto misto dicarneama–invecenessere sposato a un rosso leggero di buona acidità.,.come una Barbera, un Dolcetto o una Bonarda; stesso discorso per un altro ‘fritto’ di carne conosciutissimo: la cotoletta alla milanese. Rosso anche con le carni in umido, che pure hanno il pomodoro in pentola: salendo da sud verso nord vanno bene ad esempio un Vesuvio Rosso, un Rosso Conero, un Rossese di Dolceacqua o un Dolcetto d’Alba. Dai funghi ai tartufi il passo è breve: in questo caso la tradizione piemontese offre buoni abbinamenti con la Barbera o col Dolcetto. N » w )« M risotti da sapori rustici, decisi, robusti, più o meno untuosi e per questo vogliono la compagnia di vini rossi d’un certo carattere, anche se abbastanza giovani: dal Bardolino al Raboso del Piave, dalla Bonarda dei Colli Piacentini alle varie tipologie piemontesi di Dolcetto. Stesso discorso: un buon crudo può stare egregiamente con dei vini rossi o rosati d’una certa morbidezza, ma la sapidità delle carni e la dolcezza del grasso di questi tipici salumi italiani vanno benissimo a nozze anche con dei bianchi aggraziati come il Pinot Bianco del Trentino o la Ribolla friulana. E allora la scelta del vino deve tener conto della tipologia delle verdure che hanno maggior impatto sul piatto: ci sono infatti ortaggi che tendono al dolce, altri che hanno vene amarognole, altri ancora che combinano acidità e dolcezza, altri infine tendenzialmente aciduli. ll connubio fra acidità e dolcezza è tipica dei piatti a base di cipolla, aglio e scalogno: in questo caso sembra consigliabile un bianco secco, morbido, moderatamente acido.

Approfondimenti sui vini Germania

Ce il pomodoro persino nei brodetti di pesce, che si sposano col Pinot Bianco, coi Riesling, oppure col Verdicchio dei Castelli di Jesi o con quello di Matelica. Alto Adige Riesling Renano (Trentino Alto Adige) ll Rheinriesling è un bianco da salumi delicati e piatti di pesce (anche guarniti con salse aromatiche o agrodolci). Collio Riesling (Friuli Venezia Giulia) Antipasti di mare e creme di verdura per questo bianco. lsonzo del Friuli Riesling (Friuli Venezia Giulia) Bene coi primi al pomodoro e con le tartine a base di uova e verdure. Gli fanno compagnia dei bianchi locali come il Breganze o il Riesling dei Colli Berici (nella regione si può scegliere anche un _Soave o un Bianco di Custoza). Si può abbinare con un bianco come il Gewürztraminer dell’Alto Adige, il Pinot Bianco del Trentino oppure un Riesling o un Tocai del Collio.

Linguine alfastice Piatto ampiamente presente nella ristorazione ‘marinara’ Da abbinare con un bianco come il Sauvignon del Collio o del Trentino o col Riesling dell’Alto Adige. Lumache alla borqognona Un classico: cla abbinare con dei bianchi come un Sauvignon o un Tocai del Collio, un Vespaiolo di Breganze, un Riesling dell’Oltrepò Pavese, un Orvieto o un Marino. ln tavola si sposa con un vino bianco come il Riesling dell’lsonzo, l’Est! Mortadella La aromatica mortadella emiliana si abbina a dei bianchi quali il Sauvignon dei Colli Bolognesi o il Riesling dell’Oltrepò Pavese. Risotto con le rane Tipico d’un po’ tutta l’area padana, il risotto con le coscette di rana s’accompagna con un Garda Riesling delle colline mantovane o col Riesling dell’Oltrepò Pavese. Ottima con Terre di Franciacorta Bianco, Riesling Renano dei Colli Orientali del Friuli o dell’Alto Adige, Gavi, Vermentino della Riviera Ligure di Ponente.

C’è il pomodoro persino nei brodetti di pesce, che si sposano col Pinot Bianco, coi Riesling, oppure col Verdicchio dei Castelli di Jesi o con quello di Matelica. A l t o Adige Riesling Renano

Da abbinare con un bianco come il Sauvignon del Collio o del Trentino o col Riesling del l’Alto Adige. Lumache alla borgognona Un classico: da abbinare con dei bianchi come un Sauvignon o un Tocai del Collio, un Vespaiolo di Breganze, un Riesling dell’Oltrepò Pavese, un Orvieto o un Marino.

Domande Frequenti sui vini Germania

❓ Domande Frequenti

Qual e il vitigno simbolo della Germania?

Il Riesling: bianco aromatico e minerale, capace di grande longevita, coltivato soprattutto in Mosella e nel Reno.

Cosa significano Kabinett, Spatlese e Auslese?

Sono livelli della classificazione tedesca Pradikat basati sul grado di maturazione e zuccherino delle uve alla vendemmia.

I vini tedeschi sono tutti dolci?

No: il Riesling tedesco spazia dal secco (trocken) al dolce. La percezione dipende dallo zucchero residuo e dall’equilibrio con l’acidita.

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