Vini Nuova Zelanda: la guida per orientarti tra le grandi etichette internazionali
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Immagina di scegliere un vino di Nuova Zelanda sapendo già cosa aspettarti nel calice. Per i vini bianchi, i vitigni più diffusi sono lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, per quelli rossi il Cabernet Sauvignon, il Merlot e lo Shiraz. E con piatti di pesce particolarmente carichi di sapori sta benissimo anche un Pinot Nero, ovviamente fresco. Per un pasto veloce ma gratificante, provate delle polpettine di carne con un bicchiere di Pinot Nero.
Il vino della Nuova Zelanda
Si può allora optare per un bianco di buona struttura, come un Tocai Friulano del Cellio o il raro Ansonica dell’Isola del Giglio, ma c’è chi obietterà che invece basterebbe un vinello leggero che serva tutt’al più a lavare la bocca fra un’ostrica e l’altra. Le cantine dell’Alto Adige sono fra le più attraenti e ben tenute della penisola: c’è sempre qualche tocco di artigianato artistico da ammirare. In questo modello, l’accesso alle informazioni è segmentato per aree tematiche che permettono di isolare le proprietà chimico-fisiche dalle note degustative. Il cuore mio, che già si vantava del suo isolamento, ora cento affari ha con Zefiro, all’alba, nella speranza del profumo dei riccioli tuoi! Orchi pericolosi e jinn dispettosi costellano i racconti popolari su viaggi carovanieri e pellegrinaggi nel deserto della penisola araba verso la Ka’ba. Si imbarca a Bordeaux diretto a Calcutta, ma durante uno scalo all’isola Bourbon, decide di non proseguire il viaggio e ritorna in Francia. Nel saggio Del vino e dell’hashish il poeta non apprezza la droga, la considera antisociale, causa di isolamento, fatta per i pigri miserabili, incapace di creare guerrieri o cittadini, ma solo marionette, vigliacchi ed egoisti, senza alcuna personalità. Spesso il vigneto è solo uno spezzone isolato nella vasta distesa dei seminativi o dei pascoli, ma viene coltivato sempre con cura, senza risparmio di lavoro né di spesa, nella logica dell’autoconsumo. Il Vulture è un vulcano spento che s’innalza isolato sul versante Adriatico dell’Appennino, poco distante dal confine campano e da quello pugliese.
Usufruendo di un vitigno come il Sangiovese, che è fra i più versatili della Penisola, essendo stato esportato in quasi tutte le regioni, con risultati di ottimo rilievo specie al Sud e nelle isole, si vinifica nel Materano il Sangiovese, in purezza, senza mischiarlo con altri vitigni. La specificazione del vitigno è prevista nel disciplinare del Mamertino Bianco e Mamertino Bianco Riserva DOC. Nero d’Avola, star indiscussa dei vitigni autoctoni Siciliani a bacca rossa, da cui nascono i vini più importanti dell’isola. In realtà, Picken era di abitudini frugali, il perfetto tipo del docente scapolo che si è isolato dalla vita per immergersi nell’erudizione. Abitavo sopra il Gave de Pau in una vecchia fattoria chiamata Le Bué, che nel dialetto ora in via di estinzione del Béarn equivale a les brouillards, e in effetti all’avvicinarsi dall’inverno la casa era spesso isolata dalle nebbie e ammollata per giorni e giorni da una pioggia incessante. Pau era un centro di studi umanistici sotto l’angelica regina Margherita di Navarra, autrice dell’Eptamerone, e divenne un’isola protestante sotto suo nipote Enrico. Non sto dicendo che la qualità di questo vino vada attribuita esclusivamente al vitigno, come se si potesse ottenere lo stesso effetto in Sudafrica, in Nuova Zelanda o in Argentina. E lo stesso si potrebbe dire di un vino unico e squisito come il Thalassitis dell’isola di Santorini (da non confondere con la talassemia dell’isola di Cipro, anche se è probabile che la curi efficacemente). – risuona nel nome, e stranamente anche nel gusto, di questo vino isolano, con la salinità pulita e virginea di quelle ragazze dell’isola che conobbi nei miei viaggi di quarant’anni fa. Ma bisogna ricordare anche la Nuova Zelanda, che è ben più fresca e tranquilla, e meno aggressiva, dell’Australia, e offende molto di meno.
Sauvignon Blanc e Pinot Nero neozelandesi
Oltrepò Pavese Pinot (Lombardia) Gli spumanti a base di pinot nero dell’Oltrepò Pavese sostengono perfettamente un intero pranzo a base di pesce, crostacei e frutti di mare. Oltrepò Pavese Pinot Nero (Lombardia) Chi ama la cassoeula lombarda o la costoletta alla milanese le associ a questo rosso. Trentino Pinot Nero (Trentino Alto Adige) Accompagna l’agnello e la selvaggina da penna (ottimo col piccione e con la coturnice). Il cervo (o il capriolo) con la salsa di mirtilli può essere abbinato a un Cabernet dell’Alto Adige, a un Pinot Nero del Trentino o dell’Alto Adige, a un Teroldego Rotaliano. Vuole un rosso di carattere come il Pinot Nero o la Bonarda invecchiata, entrambi provenienti dall’Oltrepò Pavese. Il musetto è il cotechino, le brovade sono le rape acide: vengono serviti insieme, accompagnati da un Refosco dal Peduncolo Rosso o un Merlot dell’Isonzo o anche da Pinot Nero dei Colli Orientali del Friuli. Quartirolo Ottima l’abbinata di questo formaggio lombardo con dei rossi regionali come il San Colombano o il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese. Trentino Pinot Nero (Trentino Alto Adige) Accompagna l’agnello e la selvaggina da penna (ottimo col piccione e con la coturnice). Il cervo (o il capriolo) con la salsa di mirtilli può essere abbinato a un Cabernet dell’Alto Adige, a un Pinot Nero del Trentino o dell’Alto Adige, a un Teroldego Rotaliano.
Quartirolo Ottima l’abbinata di questo formaggio lombardo con dei rossi regionali come il San Colombano o il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese. Taleggio Celebre formaggio lombardo da abbinare con un rosso come il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese. Trentino Pinot Nero (Trentino Alto Adige) Accompagna l’agnello e la selvaggina da penna (ottimo col piccione e con la coturnice). Il cervo (o il capriolo) con la salsa di mirtilli può essere abbinato a un Cabernet dell’Alto Adige, a un Pinot Nero del Trentino o dell’Alto Adige, a un Teroldego Rotaliano. Trentino Pinot Nero (Trentino Alto Adige) Accompagna l’agnello e la selvaggina da penna (ottimo col piccione e con la coturnice). Oltre alla Schiava sono presenti il Lagrein e il Pinot nero, e in quantità molto limitate anche il Merlot e il Cabernet. Caratteristica è pure la coltivazione di alcune varietà a frutto bianco che, oltre a interessare il Pinot e il Rulànder (Pinot grigio), lascia ampi spazi negli ambienti collinari migliori. Sulle colline che circondano Bolzano, dove le Schiava talvolta vengono per tradizione mescolate con qualche vite di Lagrein o anche di Pinot nero, si ottiene il Santa Maddalena. La natura, con le sue bizzarrie, ha favorito la creazione di questa varietà d’uva la cui origine sembra dovuta a una mutazione del Pinot nero. Qui si può trovare il prestigioso Kreuzbichler, vino rosso ottenuto da una mescolanza di uve di Pinot nero, Schiava e Lagrein.
Approfondimenti sui vini Nuova Zelanda
Scendendo lungo la Valle dell’Adige, sulle colline porfìriche poste sulla sponda sinistra del fiume omonimo, si può trovare il Sandbichler, prestigioso vino rosso, ottenuto esclusivamente con uve di Pinot nero prodotte sulle colline della località Mazzon nel comune di Egna. E però, in tutte le cose che contano – il sesso, il matrimonio, la riproduzione, Dio, le scimmie, gli angeli – la voce della Nuova Zelanda è decisamente postmoderna. I pascoli aperti della Nuova Zelanda che questi vini ricordano così vividamente sono fatti per la caccia coi cani, che questo nobile sport sia ancora permesso in quel Paese o che non lo sia; ma l’argomento della caccia mi fa partire per un altro viaggio nel vino. Paesi come il Sudafrica, la Nuova Zelanda e il Cile, che un secolo fa importavano piccole quantità di vino dall’Europa, ora ne bevono grosse quantità che producono essi stessi ed esportano il surplus in tutto il mondo. Si può produrre ugualmente bene uno Chardonnay che sa di quercia in Nuova Zelanda o in Sicilia, in Sudafrica o in California; certi produttori fanno addirittura a meno delle botti di quercia e mettono trucioli di quercia nei loro serbatoi d’acciaio. In effetti, la mia migliore esperienza con l’Etica è stata accompagnata da una bottiglia di Sauvignon Blanc della Beringer californiana, una di quelle ditte che cominciarono per prime a produrre vino in California e sono diventate famose per la loro abilità artigianale, sia prima sia dopo il proibizionismo.
Il Pinot nero germanico (Spatburgunder) può essere considerato una specie molto robusta, ma necessita di una buona posizione. Nel Baden e nel Wurttemberg lo Spatburgunder, o Pinot nero germanico, è ben ambientato e dà origine ai migliori rossi prodotti in Germania. Gli Inglesi, sempre pronti a trar profitto dai più lucrosi eventi del commercio vinicolo, dopo aver lungamente tenuto sotto controllo la produzione francese, fecero emigrare la vite verso le lontane sponde dell’Oceania, portandola in Australia e Nuova Zelanda, verso la fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento. Con circa 13 ettari e mezzo di vigne Pinot nero, produce uno dei più grandi vini rossi del mondo. Sorge a pochi chilometri da Chalon-sur-Saône e più che vini bianchi, che produce in piccola quantità, è centro di produzione vocato ai vini rossi che derivano dai vitigni Pinot nero e Pinot Beurot. I primi derivano da uve del Pinot Chardonnay, mentre i secondi si producono con Gamay, Pinot nero e Pinot grigio.
Nel Jura predominano le uve bianche, come la Savagnin, la Pinot bianca, la Chardonnay, ma hanno ben attecchito anche i vitigni rossi, tra cui si distinguono il Pinot nero, il Trousseau, il Poulsard. È prodotto in prevalenza con uva Sémillon a cui si aggiungono Muscadelle e Sauvignon blanc. I bianchi provengono da uve di Chasselas e Sauvignon; i rossi dal Pinot nero, che è il vitigno principale. Vigneti sui primi contrafforti della Montagna di Reims; questa zona è nota per le uve Pinot nero, considerate adatte per dar forza e corpo al vino. Questo vitigno, proveniente dalla Borgogna e strettamente imparentato con il Pinot nero, ha assunto questo nome per il colore bianco della cima del suo germoglio, che ricorda l’abito sporco di farina del mugnaio. En lo relativo a la elaboración de vinos, respecto a la norma técnica anterior, Somontano incorpora dos nuevas variedades de uva blanca al mapa varietal de la Denominación de Origen: la Riesling y la Sauvignon Blanc.
L’architetto Benedetto, il Marchese Cesare, Presidente del Senato nel 1848; il Marchese Carlo, sposato a Giuseppina Cavour, nipote di Camillo, cui è dovuta l’introduzione in Piemonte del vitigno Pinot nero. DOC Oltrepò Pavese nelle tipologie Barbera, Bonarda, Rosso, Riesling, Pinot nero, Chardonnay. Garda, Moniga del Garda: protetta da una cerchia di dolci colline che circondano il lago tra Desenzano e Salò.
Domande Frequenti sui vini Nuova Zelanda
❓ Domande Frequenti
Per cosa e famosa la Nuova Zelanda nel vino?
Per il Sauvignon Blanc di Marlborough, dal profilo aromatico inconfondibile, e per ottimi Pinot Nero.
Dove si produce il vino in Nuova Zelanda?
Marlborough e la regione più nota per i bianchi; Central Otago per i Pinot Nero.
Che stile ha il Sauvignon neozelandese?
Molto aromatico e fresco, con note agrumate e vegetali nitide, diventato un riferimento mondiale per il vitigno.
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