Vini Portogallo

Vini Portogallo: la guida per orientarti tra le grandi etichette internazionali

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Immagina di scegliere un vino di Portogallo sapendo gia cosa aspettarti nel calice. Pur essendo la seconda azienda internazionale per importanza nelle quote di vino importato in India, i suoi prodotti sono ancora troppo costosi e il rapporto qualità – prezzo non è pienamente soddisfacente. Come per i vini della Barton & Guestier, il rapporto qualità – prezzo sarebbe buono, se una volta importato in India il costo in rupie non duplicasse a causa dei dazi d’importazione. Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.” Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Cost%2C_Insurance_and_Freight.

Il Douro e le regioni portoghesi

Esso deriva dal vitigno omonimo che fornisce un prodotto acerbo, o aspretto, dal colore gaudiosamente paglierino, con marezzature verdognole, leggero e frizzante come sapore, tale da ricordare il Vinho Verde dei portoghesi. che, malgrado il nome, il Portoghese non è mai stato coltivato in Portogallo: le sue origini sono austriache, come quelle del Limberger. Da parte loro, i furbi Inglesi avevano scoperto i vini della Penisola iberica ed era appena stato concluso un trattato di intensi scambi con il Portogallo; iniziò così l’era dei vini di Oporto. La tassa sui vini francesi era sette volte superiore a quella che gravava sugli economici vini della zona del Duoro, in Portogallo. E auspicabile un impegno generale da parte non solo dei siciliani ma di tutti gli italiani affinché nella prossima diretta competizione cui saranno chiamati i nostri vini con l’ingresso nella CEE della Spagna e del Portogallo. En fait, il s’agit plus là d’une décision pragmatique, se basant sur la disponibilité de la main-d’œuvre et sur la configuration du vignoble (vous ne pouvez employer des machines sur les pentes abruptes de la Moselle où du Douro par exemple). LItalia deteneva, nel 2001, un quarto esatto di tale mercato, mentre la Francia seguiva staccata di due punti, la Spagna s’attestava al 16%, Australia e Nuova Zelanda insieme assommavano al 5%, un punto in pil degli USA, e un residuale 3% ciascuno spettava a Sudafrica, Portogallo e Germania. Purtroppo il sughero sardo di qualità è scarso; si ricorre pertanto a grosse importazioni dalla Spagna, dal Portogallo e da alcuni Paesi nordafricani. Nel 1703, il trattato di Methuen tra l’Inghilterra e il Portogallo, allora alleato della Francia, aggravò ulteriormente le cose.

Piccola ma molto rinomata è la regione del Ribeiro, in Galizia, quasi ai confini con il Portogallo. Con una superficie vitata di 390.000 ettari e una produzione di circa l O milioni di ettolitri annui, il Portogallo è al quinto posto in Europa per la produzione vinicola ed esporta oltre un milione e mezzo di ettolitri un po’ in tutto il mondo. Da notare che negli ultimi decenni il Portogallo ha progredito molto sia sul piano delle colture, con una più accurata selezione dei vitigni, sia sul piano dei metodi di vinificazione, in precedenza piuttosto arcaici. Conosciuta in tutto il mondo dagli appassionati di enologia, la regione del Douro, che si distende per un centinaio di chilometri lungo le sponde del fiume omonimo, da Oporto sino ai confini con la Spagna, è il regno del Porto, vino che può essere prodotto con una gran varietà di uve. 38arÈ importante sottolineare che la regione del Douro è stata la prima al mondo ad ese, delimitata con precisione nei suoi confini viticoli dal marchese do Pombal, primo ministy del Portogallo, nel 1756. Queste tre piccole ma interessanti zone vinicole sono situate appena a nord di Lisbona, nei pressi di Sintra, già sede della reggia estiva dei re del Portogallo. È comunque noto che gli Inglesi sono sempre stati fine bevitori di vino e hanno lungo tempo governato le produzioni di uve e di vino nel Bordolese (specie quando erano padroni dell’Aquitania), in Spagna, in Portogallo e in Sicilia, dove avviarono la produzione del Marsala in grande stile. Al posto dei magnifici saloni in cui brillarono Jolanda di Francia e Beatrice del Portogallo vennero costruite celle chiuse da doppie porte e solide inferriate. Nel XVIII secolo, gli inglesi chiamavano vini neri, in opposizione ai “chiaretti”, i vini della Spagna e del Portogallo carichi di colore, ch’essi utilizzavano per il taglio.

Porto e Madeira: i fortificati portoghesi

La maturità tecnologica riguarda il corretto rapporto di zuccheri ed acidi che deve avere l’uva alla raccolta. Si può affermare che ogni uva possiede tutti questi composti, in diversa misura e rapporto, per cui ogni varietà sarà contraddistinta da una o più classi in maniera preponderante. La vinificazione in bianco La cura nella raccolta, nello stoccaggio e nel trasporto permette di ottenere una materia prima in cantina idonea ad essere lavorata nel migliore dei modi e meno soggetta a fenomeni ossidativi che si innescano già in questa fase. 7 – “Vallo di Cosenza” – Viale Trieste, 95 – Cosenza normazione editoriale, impaginazione e veste grafica a cura di: Roberto Matteini, Giovanni Arcudi Settore Servizi Tecnici di Supporto Servizio Formazione Professionale e del Personale Servizio S.I.T.A.C. Col dolce si fa eccezione anche alla regola che vieta un bianco dopo un rosso: un bianco Moscato d’Asti può tranquillamente seguire un rosso importante, e così pure un passito bianco sta benissimo insieme coi dessert o coi formaggi stagionati dopo una cena accompagnata da vini rossi. Lo zampone pretende un Lambrusco della sua terra, i pizzoccheri si sposano mirabilmente coi rossi valtellinesi, le trenette al pesto, orgoglio della cucina ligure, vogliono un bianco della riviera, la bagna caoda, rustica compagna di pranzi piemontesi autunnali, esige Barbera e Dolcetto. Lo stesso criterio viene adottato anche al momento del dessert: per un dolce occorre scegliere un vino dalla dolcezza più o meno spiccata, a seconda del prodotto di pasticceria che ci si trova ad assaggiare. La tendenza dolce di alcuni ingredienti (si pensi ad esempio ai crostacei) potra trovare un contrasto nella fresca acidità o nell’effervescenza di alcuni bianchi. Ci sono pero le dovute eccezioni, come accade per certe tipiche ricette in agrodolce, nelle quali i piatti raggiungono un equilibrio di sapori tale da riammettere il vino con tutti gli onori.

ln particolare sono numerose le ricette di pesce in agrodolce: la più celebre è forse quella del saor veneziano, che unisce le sarde fritte a una marinata a base di aceto, cipolla e uvetta. Oppure bisogna tentare delle scelte estere come il Porto invecchiato o il Banyuls, vini difficili da reperire e purtroppo impegnativi per le tasche. La strada da seguire nella ricerca d’un felice abbinamento cibo-vino può dunque essere duplice: assecondare la vena di dolcezza del piatto, oppure contrastarla scegliendo dei vini caratterizzati da retrogusti leggermente amarognoli. Nella prima ipotesi si opterà per dei bianchi leggermente abboccati (e cioè contraddistinti da una qualche tendenza al dolce), perfetti anche in versione spumante (e il caso ad esempio del Prosecco extra-dry). Non c’e pranzo di nozze, festa di compleanno, cena sociale che non rischi di concludersi con la bottiglia di spumante brut stappata al momento del dolce. E tanto più complesso è il sapore del dessert, tanto più si dovranno scegliere vini caratterizzati da una dolcezza capace di sostenere il confronto, cercando nel variegato mondo dei passiti bianchi e rossi. E poi 1″ 7 1′ glia soprattutto coi passiti, la cui :ii: dolcezza contrasta il sapore picÀ È* i i *Ø › l’abbinamento tra Gorgonzo- ‘ ‘ “ la naturale e Marsala vergine / I ‘ ” , _ èormai un classico. Il fritto misto dicarneama–invecenessere sposato a un rosso leggero di buona acidità.,.come una Barbera, un Dolcetto o una Bonarda; stesso discorso per un altro ‘fritto’ di carne conosciutissimo: la cotoletta alla milanese. Rosso anche con le carni in umido, che pure hanno il pomodoro in pentola: salendo da sud verso nord vanno bene ad esempio un Vesuvio Rosso, un Rosso Conero, un Rossese di Dolceacqua o un Dolcetto d’Alba.

Vitigni e stile del Portogallo

Proprio a causa del caldo e dell’umidità, le scelte operate nella viticoltura indiana sono spesso obbligate: le viti vengono picchettate su fusti di bambù e fatte arrampicare su pergolati per aumentare la copertura vegetale e per separare l’uva dal terreno, dove sarebbe a rischio di malattie da funghi. Il clima tropicale favorisce una produzione d’uva molto abbondante, che richiede di essere potata diverse volte l’anno. Nel 2005, la produzione totale di vino è stata di 6,214 milioni di litri, di cui 5,4 milioni solo in Maharashtra, comprendenti 2,54 milioni di litri di vino rosso, 2,69 di vino bianco, 0,15 litri di frizzante e 0,036 di roseé3. Dei 60.000 ettari coltivati a vigneti in India, 40.000 sono situati in questo stato, che produce circa i due terzi del totale del raccolto di uva in India7. Circa il 98 per cento della produzione di uva viene destinata al consumo da tavola mentre solo una quantità limitata ad altre produzioni, come il vino. Tra queste misure ricordiamo il Maharashatra Grape Processing Industrial Policy (documento di “Politica industriale 2001 per l’industria della lavorazione dell’uva”), emanato nel 2001. La regione ha un clima ideale per la viticoltura: la maggior parte dei vigneti si trova a circa 800 metri sul livello del mare e beneficia di un ottimo sistema di irrigazione, che permette la coltivazione di diversi tipi di varietà di uva. Sula Vineyards importa due sole varietà, un vino bianco californiano e un rosso cileno, anch’essi del costo di 450, mentre Shaw Wallace è in procinto di importare una linea di vini francesi, comprendente rossi, bianchi e spumanti12. La George Duboeuf, francese, è la principale fornitrice di Beaujolais, un vino rosso leggero originario della Borgogna.

18 Il Riesling è in realtà una varietà d’uva bianca originaria della regione renana, da cui prende il nome il tipo di vino (come in Italia il nome “Prosecco”, che designa un vitigno veneto, viene usato per indicare genericamente il vino ottenuto da questo tipo d’uva). Capita a volte che l’uva Sangiovese venga miscelata con altri vitigni di origine francese, soprattutto il Cabernet Sauvignon e il Merlot, perché spesso, i rossi ottenuti dal Sangiovese, se le condizioni climatiche non sono favorevoli, tendono ad essere poco corposi, leggermente aspri e amari. Tra i bianchi spicca il Soave, ottenuto in generale dall’uva Garganega, che tuttavia può essere miscelata con Chardonnay, Pinot Bianco o Trebbiano di Soave. Va ricordato infine il Lambrusco, vino rosso tipico dell’Emilia Romagna, che si accompagna molto bene con la saporita e speziata (quindi si tratta di un prodotto potenzialmente molto adatto ad accompagnare pietanze indiane). 39 6 La trasformazione dell’uva per la produzione del vino è una pratica millenaria che abbraccia la nostra cultura e la nostra storia. La scelta della giusta epoca di vendemmia richiede una corretta valutazione della qualità dell’uva. Il concetto di maturità dell’uva Pratiche di cantina per una vinificazione di qualità 7 bacche. Il grafico della figura 2 ci dimostra che fra gli acidi dell’uva, quello malico subisce un consumo importante (caduta della curva) Concentrazione Acidi Tempo Tartarico Malico Citrico Fig. Ma assume una certa importanza anche nella vinificazione in rosso: uve povere di acidità, infatti, sono più difficili da lavorare e si predispongono ad un repentino invecchiamento.

Approfondimenti sui vini Portogallo

Per carni rosse(tipo filetto di bue),selvaggina da piuma e da pelo,anatra e altri volattili:vino rosso più o meno robusto a seconda del bisogno e in rapporto agli ingredienti aromatici e al tipo di selvaggina. I tuoi contenuti devono evidenziare i vantaggi della nostra offerta B2B: listini dedicati, consegne flessibili, supporto alla creazione della carta dei vini. Il trasporto del vino in un bassorilievo esposto al museo nazionale di Copenaghen. Quando viene vinificata in purezza, senza apporto di altre varietà di uve, dà origine al vino Schiava che, di solito, porta in etichetta la dizione in lingua tedesca Vernatsch, più altre specificazioni. Le note al testo sono state concepite esclusivamente co­ me supporto alla lettura di un testo spesso non immediata· mente decodificabile per il lettore non specialista, con un’at­ tenzione particolare ai rimandi coranici e alla sintetica illu­ strazione dei topoi più ricorrenti. Questo rap­ porto di reciproca riflessione fra amore terreno (il bello o la bella di turno) e Amore divino è ben esemplificato al v.

5 nel rapporto tra il <> e il Giardiniere. Oh, il dolce neo che sta su quella guancia colore del grano: il segreto di quel seme che Adamo portò alla rovina è in lui! 2 In altre parole, il poeta-amante si pone di fronte all’amato nello stes­ so rapporto in cui questi si porrebbe di fronte a Dio. Le volute e lo scompiglio dei riccioli dell’amato sono sempre po· sti in trasparente rapporto con lo sgomento e i contorcimenti del cuore dei suoi innamorati. Il contesto del componimento sembra quello di un viaggio improv· viso dell’amato (Zefiro ne è «sconvolto>> e confuso, poco ne sa pure lui), che il poeta-amante paventa come una defmitiva dipartita e forse addirittura co­ me la fme del rapporto. 3-4 Questa situazione tipifica l’abissale distanza tra amante e amato (in cui in trasparenza si può intravedere il rappono tra il mistico e il suo divino Signore), e insieme caratterizza un rapporto tutto privilegiato, “esoterico”.

Su quest’alta volta smeraldina a lettere d’oro fu scritto: «Eccetto la virtù dei generosi, nient’altro mai durerà!» Tesoro stima, o candela, l’Unione con la tua falena ché questo rapporto fmo all’alba, non più, durerà! Qual melodia sta suonando questo menestrello così abile che, nel mezzo di dolce ghazal, la parola ben nota riportò? O cuore, qual bocciolo non lamentarti di faccenda ormai chiusa giacché il vento dell’alba un alito che scioglie ogni nodo portò 206 Zefiro, per le belle notizie, è come quell’upupa di re Salomone che novelle di autentica Gioia dal giardino di Saba sollecita portò! Tu, pure, prendi del vino e incamminati per la via del deserto ché l’uccello melodioso lo strumento dalla voce soave portò Medicina alla debolezza del cuore è lo sguardo del coppiere la testa solleva, è giunto il medico nostro e il rimedio portò! lo sono il discepolo del priore dei magi, non offenderti o sheykh perché quanto m’avevi promesso a realizzazione lui solo portò! Il cielo ora accetta benevolo il servizio devoto di Hafez che lesto alla porta del rifugio di vostra Fortuna si portò Note v.

Profumo di Salute io sento, qui, nell’aria del mondo portò la rosa Gaiezza e il vento dell’alba felice divenne O arte, mia sposa, non lamentarti di codesta Fortuna la camera nuziale su, amala, ché lo sposo già venne! 5 L’antitesi moina/smania (nàzlniydz), l’una prerogativa esclusiva del­ l’ amato, l’altra dell’amante, qualifica anche l’abissale distanza tra i due termi­ ni del rapporto amoroso, che si presta a varie letture: amorosa, mistico-teo­ logica, panegiristica.

Domande Frequenti sui vini Portogallo

❓ Domande Frequenti

Cos’e il vino Porto?

E il celebre vino fortificato del Douro, dolce e longevo, nelle tipologie Ruby, Tawny e Vintage.

Cos’e il Vinho Verde?

E un bianco fresco e leggermente frizzante del nord del Portogallo, da bere giovane.

Qual e il vitigno principale del Porto?

La Touriga Nacional e tra i vitigni piu pregiati del Douro, base dei grandi Porto e dei rossi secchi della regione.

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