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C’è un vitigno siciliano che ha fatto la storia: il Grillo. Per più di un secolo è stato l’anima del Marsala, il vino con cui la marina di Nelson rifornì le stive — “quarantamila galloni di Marsala” per l’Egitto. Poi il Marsala cadde in disgrazia, e il Grillo rimase nell’ombra. Oggi è tornato alla ribalta come bianco secco straordinario, e il mondo del vino lo sta riscoprendo con entusiasmo.
Origini: un incrocio nobile del XIX secolo
Il Grillo è stato ottenuto nell’Ottocento dall’incrocio tra Catarratto e Zibibbo (Moscato di Alessandria) — l’obiettivo era creare un vitigno resistente alle malattie con alta produttività. L’incrocio riuscì alla perfezione: il Grillo unisce la freschezza del Catarratto con la struttura aromatica dello Zibibbo, producendo bianchi di grande personalità.
La nostra biblioteca (Sicilia in Cantina) conferma che il Grillo era uno dei tre vitigni principali del Marsala DOC (con Catarratto e Inzolia), coltivato nelle zone di Trapani, dove il terreno calcareo e il vento africano creano condizioni climatiche uniche.
Caratteristiche nel bicchiere
- Colore: giallo dorato, più intenso del Catarratto, con riflessi ambrati nelle versioni mature
- Profumo: agrumi (limone, pompelmo), fiori di zagara, mandorla tostata, note esotiche di papaya e mango nelle versioni più strutturate
- Sapore: secco, morbido, di corpo medio-pieno; acidità bilanciata, finale lungo con ritorno agrumato. Più strutturato del Catarratto
- Alcolicità: 12-13,5% vol
- Invecchiamento: ottimo, le versioni di qualità tengono bene 5-8 anni
Grillo secco: la rivoluzione silenziosa
I migliori Grillo secchi della Sicilia contemporanea stanno sorprendendo i sommelier internazionali. Cantine come Planeta (con il suo “Cometa”), Donnafugata e Fazio Wines producono versioni di Grillo che competono con i migliori bianchi italiani. Il “Cometa” di Planeta — 100% Grillo — è oggi un vino di riferimento mondiale per i bianchi siciliani.
Grillo e Marsala: il legame storico
Il Marsala nacque nel 1796 quando il commerciante inglese John Woodhouse, sorpreso da una tempesta vicino a Marsala, assaggiò il vino locale e ne riconobbe il potenziale commerciale. Aggiungendo acquavite per stabilizzarlo durante il trasporto, inventò il Marsala. L’ammiraglio Nelson fu tra i suoi più entusiasti clienti, e da allora la storia del Grillo si intreccia con quella della marina britannica. Oggi il Marsala è in forte recupero qualitativo, con produttori come Marco De Bartoli che ne riportano il valore perduto.
Abbinamenti gastronomici
- Tonno rosso crudo o in carpaccio
- Gamberi rossi di Mazara del Vallo
- Cuscus di pesce alla trapanese
- Caponata siciliana
- Formaggi di pecora siciliani (Pecorino Siciliano)
Temperatura di servizio: 10-12°C.
Domande frequenti
Grillo è meglio del Catarratto?
Sono diversi. Il Grillo ha più struttura, corpo e aromaticità. Il Catarratto è più fresco e immediato. Entrambi eccellenti — dipende dal contesto e dall’abbinamento.
Il Grillo è solo siciliano?
Prevalentemente sì. Si coltiva in tutta la Sicilia occidentale (Trapani, Palermo, Agrigento) e su alcune isole minori. Il terroir trapanese è però il suo habitat naturale.
Scopri anche il Catarratto e i rossi siciliani nella nostra guida completa ai vitigni.



