Montepulciano Vitigno: Perche il Re dell’Abruzzo non ha Nulla a che Fare con la Citta Toscana
Se hai mai chiesto un montepulciano vitigno in enoteca e ti sei sentito rispondere con un riferimento a Montepulciano in provincia di Siena, sai esattamente di quale confusione stiamo parlando. Il Montepulciano d’Abruzzo e il Vino Nobile di Montepulciano condividono una parola nel nome ma non hanno assolutamente nulla in comune: sono due vitigni diversi, due regioni diverse, due tradizioni enologiche completamente separate. Il Montepulciano e un vitigno a bacca rossa originario del chietino, protagonista di vini dalla struttura imponente, dal colore quasi impenetrabile e dai tannini morbidi e avvolgenti. Online Wine Shop ha selezionato i migliori vini da montepulciano vitigno: scheda ampelografica completa, denominazioni DOC/DOCG e consegna in 48 ore. Questa guida chiarisce una volta per tutte le origini, le caratteristiche e le espressioni piu nobili di questo grande protagonista dell’enologia italiana.
Scheda Ampelografica: Montepulciano
| Tipo bacca | Rossa |
|---|---|
| Origine | Abruzzo (area del chietino) — nessuna relazione con Montepulciano (SI) |
| Sinonimi / Cloni principali | Cordisco, Morellone, Primaticcio |
| Maturazione | Tardiva — ottobre |
| Resa massima | min. 12 t/ha per DOC base; limitata per Colline Teramane DOCG |
| Diffusione in Italia | circa 32.000 ettari — coltivato in Abruzzo, Marche, Molise, Puglia, Lazio |
Storia e Origini del Montepulciano
Il Montepulciano e uno dei vitigni piu discussi e, paradossalmente, piu fraintesi dell’intera enologia italiana. La prima confusione nasce dal nome: Montepulciano e una citta in provincia di Siena, celebre per il Vino Nobile prodotto con il Sangiovese. Il vitigno Montepulciano, invece, non ha nulla a che vedere con quella localita toscana. Le sue radici affondano nell’Abruzzo, piu precisamente nell’area del chietino, e la sua storia e strettamente intrecciata con la cultura agricola e viticola di questa regione.
Le prime attestazioni documentate del Montepulciano come vitigno distinto risalgono al XVIII secolo, quando i botanici e gli agronomi iniziarono a classificare sistematicamente i vitigni italiani. Alcuni studiosi ipotizzano che il nome derivi da una locazione geografica abruzzese oggi caduta nell’oblio, o che sia il risultato di un antico scambio commerciale di materiale vegetale tra regioni. Quello che e certo e che il Montepulciano si e radicato nell’Abruzzo come elemento identitario fondamentale: la sua coltivazione e documentata in modo continuo nella provincia di Chieti, di Pescara, di Teramo e dell’Aquila da almeno due secoli.
Nel corso dell’Ottocento il vitigno ha iniziato a diffondersi oltre i confini abruzzesi, raggiungendo le Marche, il Molise, la Puglia e il Lazio. Oggi conta circa 32.000 ettari coltivati in Italia, posizionandosi come il vitigno a bacca rossa piu importante dell’Abruzzo e tra i piu diffusi a livello nazionale. Il suo successo commerciale e esplose soprattutto nella seconda meta del Novecento, quando il Montepulciano d’Abruzzo DOC ha conquistato i mercati nazionali e internazionali grazie all’eccellente rapporto qualita-prezzo. Negli anni Novanta, con il riconoscimento delle Colline Teramane DOCG, il vitigno ha ottenuto il riconoscimento di vertice qualitativo che meritava, mettendo finalmente a tacere chi considerava il Montepulciano un vitigno da vino quotidiano e nulla piu.
I sinonimi principali con cui il vitigno e conosciuto nelle diverse zone di coltivazione sono Cordisco (usato prevalentemente nelle Marche e nel Lazio), Morellone (in alcune zone interne dell’Abruzzo) e Primaticcio (un biotipo a maturazione leggermente anticipata). Questi nomi alternativi testimoniano la lunga storia del vitigno e la sua capacita di adattarsi a contesti pedoclimatici diversi, pur mantenendo le sue caratteristiche varietali fondamentali.
Caratteristiche Ampelografiche del Montepulciano
Riconoscere il Montepulciano in vigna richiede attenzione ai dettagli botanici che lo contraddistinguono chiaramente dagli altri vitigni a bacca rossa coltivati nelle stesse zone. La foglia e pentagonale con cinque lobi ben marcati, superficie liscia e lucida, color verde intenso sul lato superiore e piu chiaro su quello inferiore. I seni laterali sono mediamente profondi e il seno peziolare e tipicamente a lyra aperta. I denti sono convessi e regolari, con una conformazione che i viticoltori esperti imparano a riconoscere immediatamente.
Il grappolo e di grandi dimensioni, con una forma cilindrico-conica che puo tendere al piramidale. E moderatamente compatto, con un peduncolo robusto e un raspo ben lignificato. Questa struttura del grappolo e uno degli elementi chiave della gestione agronomica del vitigno: una compattezza eccessiva favorisce le infezioni da Botrytis cinerea, soprattutto nelle annate piovose di settembre e ottobre, periodo in cui il Montepulciano arriva alla maturazione tardiva che lo caratterizza.
L’acino e di grandi dimensioni, forma sferica o leggermente ellittica, con una buccia molto spessa, ricca di antociani e di sostanze polifenoliche. Questo spessore della buccia e uno degli elementi che spiegano il colore straordinariamente intenso e quasi impenetrabile dei vini da Montepulciano: la macerazione estrae quantita eccezionali di pigmenti e di tannini, garantendo vini di grande struttura e longevita. La polpa e bianca, non colorata, croccante e succosa. Il brix a maturazione completa raggiunge valori elevati, con un potenziale alcolico che nei migliori areali supera facilmente i 13,5 gradi.
La vigoria e medio-elevata e il vitigno si adatta bene a diversi sistemi di allevamento, dal tradizionale tendone abruzzese alla spalliera con potatura a Guyot o a cordone speronato. La maturazione tardiva impone ai viticoltori una gestione attenta del microclima nel vigneto e una scelta oculata dell’esposizione: i vigneti migliori per il Montepulciano sono quelli a esposizione sud-sud-ovest, su terreni calcareo-argillosi, a quote comprese tra i 150 e i 400 metri sul livello del mare.
Come si Esprime nel Vino: Profilo Sensoriale
Il profilo sensoriale del montepulciano vitigno e tra i piu riconoscibili dell’enologia italiana: colori profondi, profumi generosi e una struttura in bocca che combina potenza e bevibilita in modo quasi unico tra i grandi rossi italiani.
Vista: Colore e Intensita
Il colore del vino da Montepulciano e uno dei suoi biglietti da visita piu immediatamente riconoscibili. Il rosso rubino intenso, quasi impenetrabile alla luce, con riflessi violacei pronunciati nei vini giovani, e il risultato della straordinaria concentrazione di antociani nella buccia spessa dell’acino. Versando il vino nel bicchiere e inclinandolo su un foglio bianco, il bordo rimane di un rubino vivace senza cedere al granato anche negli affinamenti di media lunghezza. Solo le Riserve con molti anni di invecchiamento in botte mostrano evoluzioni verso il rubino-granato con riflessi arancio al bordo. La viscosita e medio-elevata, indice di un tenore alcolico importante e di una buona concentrazione glicerica.
Naso: il Bouquet Aromatico
Al naso, i vini da Montepulciano si distinguono per una generosita aromatica che colpisce fin dal primo approccio. I profumi primari, legati direttamente al vitigno, dominano nella giovinezza: mora di rovo, mirtillo selvatico, ciliegia nera, prugna matura, completati da note floreali di viola e peonia. Questa freschezza fruttata e floreale e una delle caratteristiche piu apprezzate dai consumatori internazionali e spiega il successo commerciale del Montepulciano d’Abruzzo nelle versioni giovani e beverine.
Con la vinificazione e il primo affinamento emergono i profumi secondari: spezie dolci come cannella e vaniglia, una delicata nota cioccolatosa spesso associata all’uso di legno medio-tostato, e talvolta un lieve sentore di caffè nei vini che hanno sostato piu a lungo in barrique. L’affinamento prolungato in botte grande sviluppa i profumi terziari piu complessi: tabacco, cuoio, note terrose e minerali, sensazioni di sottobosco umido e muschio che arricchiscono il bouquet senza mai sovrastare la frutta.
Bocca: Struttura, Equilibrio e Persistenza
In bocca il Montepulciano mostra una personalita di grande carattere. Il calore alcolico e importante, generalmente tra i 13 e i 14,5 gradi nelle versioni strutturate, ma e bilanciato da una buona acidita che conferisce freschezza e allungamento gustativo. I tannini sono abbondanti — conseguenza della buccia spessa e della lunga macerazione tipica delle vinificazioni di qualita — ma mostrano una qualita rara: sono morbidi, vellutati, con una granulosita fine che non astringisce mai in modo aggressivo, nemmeno nelle versioni giovani.
Il corpo e pieno e avvolgente, con una densita gustativa che riempie tutta la bocca. La persistenza e lunga, con ritorni fruttati (ciliegia nera, prugna) e speziati (pepe, cannella) nel finale. Le versioni giovani e non lavorate in legno hanno una bevibilita immediata e quasi sorprendente per la mole, rendendole ideali per il consumo quotidiano. Le Riserve, dopo 12-24 mesi in botte e ulteriore affinamento in bottiglia, raggiungono una complessita e una profondita gustativa che rivaleggia con i grandi rossi del panorama italiano.
Denominazioni DOC e DOCG di Riferimento
Il Montepulciano vitigno e protagonista di diverse denominazioni di origine, alcune delle quali rappresentano punte di diamante dell’enologia italiana. Conoscere le differenze tra le denominazioni e fondamentale per orientarsi nell’acquisto e per apprezzare le diverse espressioni che il vitigno puo offrire.
La denominazione piu nota e il Montepulciano d’Abruzzo DOC, che copre l’intera regione abruzzese e consente rese piu elevate nelle versioni base. Questa denominazione offre vini dall’ottimo rapporto qualita-prezzo, disponibili in versioni giovani, Riserva (24 mesi di affinamento di cui 12 in legno) e Vecchio. La produzione e enorme — oltre 40 milioni di bottiglie l’anno — ma i produttori di qualita riescono comunque a esprimere il carattere autentico del vitigno anche in questa denominazione larga.
Il vertice qualitativo e rappresentato dalle Colline Teramane DOCG, la prima e unica DOCG d’Abruzzo per i vini rossi. Le rese sono drasticamente ridotte rispetto al DOC base, i disciplinari impongono affinamenti minimi piu lunghi e i vigneti devono trovarsi nelle colline della provincia di Teramo, che offrono condizioni pedoclimatiche eccezionali. I vini delle Colline Teramane hanno una concentrazione, una complessita e una longevita superiori, con produzioni annue molto limitate che li rendono oggetti di culto per gli appassionati di vini italiani.
Nelle Marche il Montepulciano (conosciuto localmente come Cordisco) entra come componente principale del Rosso Conero DOC e del Conero DOCG, in purezza o in blend con il Sangiovese. Il microclima del Conero, con l’influsso del mare Adriatico e i suoli calcarei del promontorio, conferisce ai vini una finezza e una sapidita minerale che completano il profilo piu caldo e fruttato delle versioni abruzzesi.
In Molise il vitigno e presente nelle denominazioni Biferno DOC e Pentro di Isernia DOC, dove produce vini di carattere rustico ma autentico, meno conosciuti a livello nazionale ma di grande interesse per chi cerca espressioni alternative del Montepulciano.
Abbinamenti Gastronomici con i Vini da Montepulciano
I vini da Montepulciano sono tra i piu versatili della cucina italiana, capaci di accompagnare tanto i piatti di ogni giorno quanto le preparazioni piu elaborate delle grandi occasioni. La chiave degli abbinamenti sta nella struttura del vino: tannini abbondanti ma morbidi, acidita sostenuta, calore alcolico importante e un frutto generoso che non si perde mai.
Il classico abbinamento regionale per eccellenza sono gli arrosticini d’Abruzzo: spiedini di carne di pecora o castrato cotti su braci vive, dal sapore intenso e dalla leggera nota grassa. Il tannino morbido del Montepulciano sgrascia il palato senza essere aggressivo, mentre la frutta del vino si sposa con la caramelizzazione delle carni. E un abbinamento di territorio, quasi d’istinto, che funziona alla perfezione anche con versioni giovani e non affinacciate.
L’agnello alla brace rappresenta un abbinamento di grande eleganza: la dolcezza naturale delle carni giovani si combina con il profilo aromatico di mora e prugna del vino, mentre i tannini bilanciano le proteine della carne in modo impeccabile. Con le versioni Riserva delle Colline Teramane, l’abbinamento raggiunge livelli di complessita che giustificano ogni piu alto giudizio.
La chitarrina al sugo di carne — il formato di pasta simbolo dell’Abruzzo — con un ragu di carni miste (bovino, agnello, maiale) e pomodoro e uno degli abbinamenti piu classici e soddisfacenti. Il pomodoro apporta acidita che trova consonanza con quella del vino, mentre la ricchezza del ragu richiede la struttura e il calore del Montepulciano.
Le salsiccie di maiale alla brace, con la loro grassezza e le spezie del ripieno, trovano nel Montepulciano un antagonista ideale: il tannino abbondante contrasta la parte lipidica, mentre le note speziate del vino si sovrappongono piacevolmente a quelle della salsiccia in un abbinamento per concordanza delle spezie.
Tra i formaggi, il Pecorino di Farindola — presidio Slow Food prodotto nel Parco Nazionale del Gran Sasso con caglio di suino, unico in Italia — e i pecorini semi-stagionati in generale si sposano magnificamente con il Montepulciano. La sapidita e la tendenza amarognola del pecorino vengono smussate dalla morbidezza tannica del vino, mentre il frutto del vino bilancia la piccantezza della pasta casearia.
Come Acquistare Vini da Montepulciano Online
Orientarsi nell’acquisto di vini da Montepulciano vitigno e piu semplice di quanto sembri, una volta che si conoscono le fasce di prezzo e i riferimenti produttivi. La denominazione offre una gamma straordinariamente ampia, dagli entry level quotidiani alle riserve da grande cantina.
Nella fascia entry level (6-12 euro) si trovano Montepulciano d’Abruzzo DOC annata corrente, ideali per il consumo quotidiano e per gli abbinamenti con la cucina di tutti i giorni. Produttori come Umani Ronchi, Zaccagnini e Illuminati offrono in questa fascia vini di qualita affidabile. Sull’etichetta si cerca la denominazione DOC e l’annata recente (non oltre 3 anni dalla vendemmia per i vini giovani).
Nella fascia media (12-25 euro) si trovano Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva e le prime espressioni delle Colline Teramane DOCG. Qui il vitigno esprime piu carattere e complessita, con affinamenti che iniziano a mostrare la longevita del Montepulciano. Da cercare: Emidio Pepe (storica cantina biodinamica), Valentini (icona assoluta, rarissimo), Cataldi Madonna, Torre dei Beati.
Nella fascia premium (25 euro e oltre) le Colline Teramane DOCG Riserva rappresentano il massimo dell’espressione del vitigno. Bottiglie da invecchiamento, da abbinare ai piatti piu importanti o da conservare in cantina per 8-15 anni. Su etichetta: Colline Teramane DOCG, menzione Riserva, annata di almeno 3-5 anni fa per un primo assaggio ideale.
Domande Frequenti sul Montepulciano Vitigno
Montepulciano vitigno e Montepulciano citta: qual e la differenza?
Sono due cose completamente diverse. Montepulciano e una citta in provincia di Siena (Toscana) famosa per il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, prodotto principalmente con il vitigno Sangiovese (localmente chiamato Prugnolo Gentile). Il Montepulciano vitigno, invece, e un vitigno a bacca rossa originario dell’Abruzzo (area del chietino), da cui si produce il Montepulciano d’Abruzzo DOC e le Colline Teramane DOCG. I due vini non hanno nessuna relazione botanica o geografica: la somiglianza del nome e una coincidenza storica che crea confusione ancora oggi.
Il Montepulciano d’Abruzzo invecchia bene?
Si, soprattutto nelle versioni Riserva e nelle Colline Teramane DOCG. La buccia spessa dell’acino conferisce ai vini una dotazione tannica e polifenolica che ne garantisce la longevita. I Montepulciano d’Abruzzo Riserva di produttori come Valentini, Emidio Pepe o Torre dei Beati possono invecchiare ottimamente per 10-20 anni, sviluppando una complessita notevole. Le versioni base giovani sono invece concepite per il consumo entro 3-5 anni dalla vendemmia.
Qual e la differenza tra Montepulciano d’Abruzzo DOC e Colline Teramane DOCG?
Le Colline Teramane DOCG rappresentano il vertice qualitativo del Montepulciano: le rese per ettaro sono piu basse, i vigneti devono trovarsi nelle colline della sola provincia di Teramo, i disciplinari impongono affinamenti minimi piu lunghi e i controlli qualitativi sono piu stringenti. Il Montepulciano d’Abruzzo DOC copre invece l’intera regione e ammette rese piu elevate, pur potendo produrre vini eccellenti nelle versioni Riserva dei produttori piu attenti alla qualita.
Il Cerasuolo d’Abruzzo e prodotto con il Montepulciano?
Si. Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC e un vino rosato prodotto esclusivamente con uve Montepulciano. Il nome Cerasuolo si riferisce al colore ciliegia (cerasa in dialetto abruzzese) tipico di questo rosato. La vinificazione avviene con macerazione brevissima sulle bucce per estrarre solo una parte degli antociani, ottenendo un rosato di grande struttura, molto diverso dai rosati pallidi e leggeri: il Cerasuolo ha corpo, frutto e complessita che ne fanno uno dei migliori rosati d’Italia.
Quale temperatura di servizio per il Montepulciano d’Abruzzo?
Le versioni giovani e beverine si servono a 16-17 C, una temperatura leggermente piu bassa di quella tradizionalmente consigliata per i rossi strutturati, che ne esalta la freschezza fruttata e la bevibilita. Le versioni Riserva e le Colline Teramane DOCG si servono a 17-18 C, con un decanting di 30-60 minuti per aprire il bouquet aromatico. Evitare temperature superiori ai 20 C, che fanno emergere in modo eccessivo la componente alcolica penalizzando l’equilibrio del vino.
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