Refosco dal Peduncolo Rosso Friuli

Il Refosco dal Peduncolo Rosso è un vitigno autoctono della regione Friuli-Venezia Giulia, in Italia, che dà origine ad alcuni dei vini rossi più rinomati della zona. La varietà è stata coltivata per secoli nei Colli Orientali del Friuli, ma oggi è diffusa anche in altre zone della regione.

Il Refosco Friuli è un vino rosso di grande personalità, dal colore rubino intenso con riflessi violacei. Al naso si presenta con un bouquet complesso e intenso, che esprime note di frutta rossa e nera, spezie, erbe aromatiche e leggeri sentori di vaniglia. In bocca è sapido, con un tannino deciso e una buona acidità che bilanciano la struttura del vino.

Il Refosco Friuli è un vino molto versatile che si abbina bene a numerosi piatti della cucina italiana e internazionale, come carni rosse, arrosti, cacciagione, formaggi stagionati e piatti a base di funghi. Grazie alla sua struttura e complessità, è un vino ideale per l’invecchiamento in bottiglia, dove acquisisce maggiori sfumature aromatiche e una maggiore morbidezza al palato.

In sintesi, il Refosco Friuli è un vino rosso autoctono della regione Friuli-Venezia Giulia, in Italia, che si caratterizza per il suo bouquet intenso e complesso e la sua struttura decisa. Grazie alla sua versatilità, si abbina bene a numerosi piatti della cucina italiana e internazionale, ma è anche un vino ideale per l’invecchiamento in bottiglia.

E’ riconosciuto con denominazione di origine controllata (DOC) come Grave del Friuli.

Uve di produzione

è prodotto tradizionalmente con sola uva del vitigno Refosco friulano. Non è tuttavia raro che alcuni produttori ricorrano a tagli dell’uva base (85%) con altre locali miste, per un concorso complessivo del 15%.

Il colore

da giovane, è rosso violaceo piuttosto intenso; dopo qualche anno di invecchiamento, pur mantenendo le caratteristiche d’origine, acquista maggiore lucentezza.

L’odore

squisitamente vinoso, è schietto, particolare e con netto sentore di erba appena falciata.

Il sapore

fine, asciutto, di discreto corpo, lascia scoprire una leggera e gradevolissima vena di amarognolo.

La gradazione alcolica

si aggira mediamente intorno agli 11°.

Invecchiamento

Questo vino regge assai bene al lungo invecchiamento. Dopo 2 anni è in alcuni casi, anche 3 è di benefica sosta in botti di rovere della Slavonia e in cantina buia, tranquilla e a temperatura costante (12-15 C), viene imbottigliato in borgognone scurissime (qualche esperto suggerisce le bordolesi, contro il parere di quasi tutti i produttori che preferiscono il primo tipo), in cui può rimanere 10 anni e oltre in posizione orizzontale.

Degustazione

Per una adeguata degustazione, è necessario portare la bottiglia a temperatura ambiente (18-20 C) e lasciarvela, tappata, 3 ore; stapparla e tenerla aperta un paio d’ore prima di mescere il vino.

Abbinamento cibo vino

Lo squisito Refosco Grave del Friuli si accompagna deliziosamente a carni di vitello, di maiale, di pollame e di coniglio arrosto, a bolliti misti e a formaggi di pasta dura.

I centri di produzione

sono gli stessi indicati per il Cabernet Grave del Friuli. I più interessanti centri di produzione sono situati nei territori dei comuni di Pasian di Prato, Campoformido, Basiliano, Pozzo, Codroipo, Casarsa della Delizia (provincie di Udine e Pordenone).

Approfondimenti sul Refosco dal Peduncolo Rosso Friuli: territorio, profilo e abbinamenti

Nel 2005, la produzione totale di vino è stata di 6,214 milioni di litri, di cui 5,4 milioni solo in Maharashtra, comprendenti 2,54 milioni di litri di vino rosso, 2,69 di vino bianco, 0,15 litri di frizzante e 0,036 di roseé3. Sula Vineyards importa due sole varietà, un vino bianco californiano e un rosso cileno, anch’essi del costo di 450, mentre Shaw Wallace è in procinto di importare una linea di vini francesi, comprendente rossi, bianchi e spumanti12. La George Duboeuf, francese, è la principale fornitrice di Beaujolais, un vino rosso leggero originario della Borgogna. Va ricordato infine il Lambrusco, vino rosso tipico dell’Emilia Romagna, che si accompagna molto bene con la saporita e speziata (quindi si tratta di un prodotto potenzialmente molto adatto ad accompagnare pietanze indiane). Ma assume una certa importanza anche nella vinificazione in rosso: uve povere di acidità, infatti, sono più difficili da lavorare e si predispongono ad un repentino invecchiamento. L’aroma nell’uva, e poi nel vino, dipende da diversi fattori tra cui l’accumulo di classi di molecole che possiamo elencare grossolanamente in alcuni gruppi fondamentali:  Terpeni;  nor-isoprenoidi;  derivati tiolici (o composti solforati);  altri. La maturità fenolica riguarda i componenti fondamentali per la vinificazione in rosso, vale a dire gli antociani e i tannini che sono responsabili rispettivamente del colore e della struttura dei vini rossi; essi rientrano nella categoria dei polifenoli, più comunemente conosciuti come antiossidanti naturali dell’uva. Per ottenere una buona chiarifica del mosto, nelle normali condizioni operative, si può utilizzare la sfecciatura statica che sfrutta la possibilità che un mosto torbido, lasciato riposare in una cisterna per un periodo di tempo, si spogli degli elementi più pesanti e grossolani. realizzare la dissoluzione dei componenti fenolicinecessari alla costruzione della tipologia di rosso voluto (poco strutturato, mediamente strutturato, molto strutturato); 2. Nella vinificazione in rosso gli obiettivi che si debbono raggiungere 5. 20 dipendono dalla tipologia di vino rosso che si vuole realizzare visto che una parte più o meno consistente dei costituenti presenti nelle bucce dovranno passare al mosto/vino. Per realizzare un corretto ammostamento bisogna conoscere le modalità di passaggio degli elementi fondamentali del vino rosso: gli antociani, che danno il colore, e i tannini, che danno corpo e struttura al vino. E poi chiedere “bianco o rosso?” significa eliminare ingiustamente a priori una terza via esistente nel mondo vinicolo: quella dei vini rosati, che appartengono al miglior patrimonio enologico di molte regioni italiane. I vini rosati Sui vini rosati ci sono purtroppo dei preconcetti: molti li considerano la scelta di mezzo, quella degli eterni indecisi, che non sapendo se puntare su un bianco o su un rosso finiscono per ‘salvarsi’ con un rose. E qualche volta rappresen~ tano la scelta ideale, difficilmente eguagliabile da un ,_ bianco o da un rosso: si pensi ad esempio alla soddisfazione che può dare un bel bicchiere di Lagrein Kretzer, rosato altoatesino, sposato con un piatto di speck o di canederli in brodo. Se si scelgono le bolFONTANAFRWUÀ licine a tutto pasto e meglio farsi portare un bicchiere abbastanza ampio (quelli da vino rosso vanno benissimo), escludendo quindi la flúte, lo scomodissimo calice allungato. Col dolce si fa eccezione anche alla regola che vieta un bianco dopo un rosso: un bianco Moscato d’Asti può tranquillamente seguire un rosso importante, e così pure un passito bianco sta benissimo insieme coi dessert o coi formaggi stagionati dopo una cena accompagnata da vini rossi. Nessuno abbia paura nella stagione estiva a chiedere che un vino rosso giovane, leggero, brioso e povero di tannini gli sia servito fresco: dove sta scritto che non si può? La pronunciata untuosità di taluni piatti particolarmente strutturati sarà ben bilanciata da un rosso di buona tannicità. E allora col saor veneziano si potranno scegliere dei vini bianchi che sappiano di fiori e di frutta (il Soave nel Veneto o il Sauvignon del Collio in Friuli, ad esempio), oppure d’estate dei rossi giovani serviti freschi (per esempio un Bardolino, restando in terra veneta). Le sarde a scapece della tradizione meridionale, agrodolci ma anche piccanti, fanno optare decisamente per un rosso leggero, fruttato e poco tannico, anche questo però servito fresco: un Vesuvio Rosso, per esempio. Cominciare con un bianco particolarmente strutturato o con un rosso non è certo vietato, ma occorre tener conto del fatto che questo significa precludersi molte possibilità di abbinamento nelle portate successive.

Lo stesso dicasi per il roast-beef: quand’è servito caldo, al sangue, vuole un bel rosso, ma quand’è freddo, soprattutto d’estate, cerca la compagnia d’un bianco freschissimo come il Tocai Friulano olo Chardonnay del Trentino, giusto per fare un paio d’esempi. C’è dunque un distinguo da fare alla nota regola generale: in genere con le carni calde va bene un l l i i al l ll ¬í’ ,;”r il ll rosso, ma con alcune carni fredde sta meglio un bianco. E c’è poi il caso dei salumi, che tratteremo più avanti: alcuni stanno meglio col bianco che col rosso. Non c’è grande vino che non si esalti insieme con un grande formaggio: una noce di Parmigiano invecchiato è l’ideale per far risaltare la pienezza di un rosso di lungo invecchiamento 0 di un eccellente spuY mante brut, un Gorgonzola , naturale si abbina in maniera strepitosa coi migliori passiti. In entrambi i casi, il vino scelto, bianco o rosso che sia, dovrà essere caratterizzato da una buona capacità sgrassante: un vino caldo di alcol, dunque, e dalla buona vena di acidità. Il fritto misto dicarneama–invecenessere sposato a un rosso leggero di buona acidità.,.come una Barbera, un Dolcetto o una Bonarda; stesso discorso per un altro ‘fritto’ di carne conosciutissimo: la cotoletta alla milanese. ll brodo di carne o quello nato dalla bollitura di verdure particolarmente saporite puo associarsi a un rosato o a un rosso leggero. ll minestrone di fagioli è in genere così denso che siamo gia nel campo delle zuppe: va benissimo un rosso giovane (Tocai Rosso, Chianti giovane), così come al rosso si associano un po’ tutte le minestre a base di legumi. Ma se il sugo di pesce è ancora più impegnativo, sarà possibile passare anche a un vino rosato o a un rosso giovane e leggero, entrambi serviti freschi. Con un semplice ragù di carne basta un rosso leggero, ma le pappardelle con la lepre non possono che farci orientare verso un rosso robusto, anche se è importante avere ben presente le esigenze della portata successiva, che non puo essere accompagnata da vini di minore struttura. Una pasta col sugo di funghi può sposarsi con un vino rosato o con unrrosso leggero epoco tannico. bene il vino rosso, e piu spesso di _,.,›,›’ – pure ci sono ottimi abbinamenti V”`°¬,›_ fra piatti di pesce e vini rosati. Ed è proprio dal pesce azzurro che si può incominciare a parlare anche degli abbinamenti coi vini rossi, dato che alcune tipologie di rosso si awicinano perfettamente (addirittura meglio di tanti bianchi) con questo genere di sapidi prodotti ittici. ll rosso ‘da pesce’ va comunque servito fresco (che non vuol dire freddo) e dev’essere tendenzialmente leggero, comunque giovane, piuttosto fruttato, con un tenore alcolico non particolarmente alto. È chiaro che non sempre il rosso è adatto alla cucina ittica: difficile ad esempio accostarlo con dei pesci leggeri cotti alla griglia o bolliti. La pizza al prosciutto è da provare con un rose, quella col salamino piccante sta meravigliosamente con un bicchiere di rosso giovane di medio corpo. Rosso anche con le carni in umido, che pure hanno il pomodoro in pentola: salendo da sud verso nord vanno bene ad esempio un Vesuvio Rosso, un Rosso Conero, un Rossese di Dolceacqua o un Dolcetto d’Alba. Senza contare owiamente le tradizioni regionali: il risotto alla pilola, un classico della cucina mantovana, vuole il Lambrusco Mantovano, vivace e rosso cupo. Occorrerebbe allora usare un grande rosso, capace di vincere l’untuosità lasciata dal grasso del salume, ma se siamo solo all’antipasto diventa poi un guaio continuare il pranzo. Anche qui va benone un rosso vivace: ancora Lambrusco, ma anche la Bonarda dell’Oltrepò Pavese. La selvaggina da piuma cucinata arrosto vuole vini d’un certo corpo, ma anche sufficientemente morbidi (un Rosso di Montalcino puo andare benissimo), mentre se la cottura è in umido occorre passare a un rosso di buona struttura, sapido ma anche , invecchiato almeno due o tre anni. Si passa a un rosato o a un rosso leggero se le uova sono servite con la pancetta, oppure se l’omelette è col prosciutto.

Aglianico del Vulture (Basilicata) Un rosso da primi col ragù (anche di selvaggina), pollame, maialino al forno, formaggi semiduri. Aleatico di Gradoli (Lazio) Un bel passito rosso da gustare con ciambelle, biscotti, torte con la frutta secca. Ale-atico di Puglia (Puglia) Un rosso dolce da assaggiare coi mostaccioli pugliesi di pasta di mandorle. Alghero Rosso (Sardegna) Accompagna saporite merende a base di salumi e formaggi di media stagionatura. Alto Adige Santa Maddalena (Trentino Alto Adige) Un bel rosso da arrosti, umidi di carne (spezzatino) e selvaggina. Amarone deiia Valpolicella (Veneto) Un grande rosso che si sposa felicemente con piatti di carne e di cacciagione anche particolarmente complessi. Bardolino (Veneto) Un rosso beverino da tutto pasto: antipasti di salumi, primi piatti con sughi non troppo carichi, minestre, risotti, carni bianche alla Gill ED F ‘ß › V › f’ ,f .ì \ ~ I « E r l fifa? Brunello di Montalcino (Toscana) Un grande rosso, splendido con gli arrosti, con piatti di carne anche elaborati, con la selvaggina, soprattutto col cinghiale. Cacc`e Mmitte di Lucera (Puglia) Un rosso dal nome curioso da provare con salumi, primi col ragù e bolliti. Cagriina di Romagna (Emilia Romagna) Rosso rlolce da sposare con la pasticceria da forno (ciambelle). Cannonau di Sardegna (Sardegna) Nella versione base è un buon rosso per la tavola quotidiana, Le bottiglie invecchiate si abbinano con gli arrosti tipici della cucina sarda (agnello e porchetta allo spiedo), con la selvaggina e coi formaggi stagionati. Carignano del Sulcis Rosso (Sardegna) Con l’agriello, col capretto, con la porchetta e coi pecorini poco stagionati. Carso Malvasia (Friuli Venezia Giulia) Bianco da antipasti di pesce e grigliate di mare. Cesanese del Piqlio (Lazio) Un rosso da arrosti e pollame ai ferri. Chianti (Toscana) Le versioni più giovani di questo celebre rosso accompagnano tutto il pranzo, dall’antipasto di salumi sino alle carni alla griglia, agli arrosti, ai bolliti. Cirò Rosso (Calabria) Con carni alla brace, arrosti (anche impegnativi), cacciagione e capretto ripieno al forno. Colli Berici Merlot (Veneto) _ _ __ Un rosso per chi ama i piatti a base di funghi. Colli d`Imola Rosso (Emilia Romagna) Si accompagna a primi con ragù, arrosti e carni ai ferri. <« / Colli del Trasimeno Rosso (Umbria) Sta con piatti di carni bianche e rosse, ma anche (fresco) con ricette saporite di pesce, soprattutto d'acqua dolce. Colli Orientali del Friuli Ficolit (Friuli Venezia Giulia) Vino dolce e raro, eccellente con la gubana friulana. Colli Orientali del Friuli Ramandolo (Friuli Venezia Giulia) Giallo dorato, amabile o dolce, si associa ottimamente alle tradizionali frittelle (di mele o con l'uvetta). W .§› i Q É Un rosso da assaporare con la pasta e fagioli, con la tradizio- :Vl*'lÃi.›/.7 Y > Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla (Friuli Venezia Giulia) Sta bene sull’affumicato: prosciutto e filetti di trota, in particolare.

Colli Orientali del Friuli Schioppettino (Friuli Venezia Giulia) Un rosso da servire con la jota, la sapida zuppa friulana, e con le carni in umido (ossobuco, spezzatino, stracotto).

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Chi è l'autrice

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