Rondinella

  1. Rondinella: è uno dei vitigni a bacca rossa più importanti per la produzione dei vini della Valpolicella. Insieme alla Corvina (e al Corvinone) costituisce la base degli uvaggi di Valpolicella, Amarone, Recioto e Bardolino, ai quali contribuisce con colore, profumi e una buona componente aromatica.

Scheda degustazione AIS

  • Esame visivo: rosso rubino scarico.
  • Esame olfattivo: delicato, con ciliegia e frutti di bosco.
  • Esame gustativo: fresco e leggero, di tannino contenuto; vitigno da uvaggio della Valpolicella.

Approfondimenti sul Rondinella: territorio, profilo e abbinamenti

La Rondinella è un vitigno a bacca rossa coltivato quasi esclusivamente nel veronese, dove rappresenta una delle uve complementari più diffuse dei vini della Valpolicella e del Bardolino. Le sue origini sono poco note: viene descritta per la prima volta nella Monografia agricola della provincia di Verona del 1882 e si ritiene sia arrivata nel veronese in tempi relativamente recenti, dato che non se ne conoscono sinonimie storiche consolidate. Il nome deriva probabilmente dal colore scuro della bacca, che richiama la livrea nera del piumaggio della rondine. È un vitigno apprezzato per la sua buona resistenza in vigna e per la regolarità produttiva, qualità che ne hanno favorito la diffusione come uva da uvaggio.

Il ruolo della Rondinella si comprende meglio guardando agli uvaggi in cui entra. Nei vini della Valpolicella e nel Bardolino il vitigno principale è la Corvina veronese, spesso affiancata dal Corvinone; la Rondinella partecipa come componente complementare, mentre la Molinara e altre uve rosse locali possono essere ammesse in quote minori secondo i disciplinari. Nel Bardolino, ad esempio, la Corvina veronese è prevista tra il 35 e il 65% e la Rondinella tra il 10 e il 40%, a conferma del suo peso tutt’altro che marginale. La Rondinella porta nel bicchiere colore e una struttura aromatica delicata, su toni floreali e fruttati semplici di ciliegia e frutti di bosco, con un colore di per sé non particolarmente intenso: per questo è impiegata in sinergia con la Corvina, che fornisce il corpo e la spina dorsale del vino.

Una delle caratteristiche più preziose della Rondinella è la sua attitudine all’appassimento, cioè all’essiccazione dei grappoli dopo la vendemmia. Insieme alla Corvina, infatti, è tra le uve che danno origine all’Amarone e al Recioto della Valpolicella. La selezione dei grappoli destinati all’appassimento inizia di norma nelle prime settimane di ottobre: le uve migliori vengono poste in cassette e fatte riposare in locali ben arieggiati e asciutti (i fruttai). L’appassimento dura indicativamente cento-centoventi giorni e comporta un calo di peso dell’ordine del 30-40%, con una progressiva concentrazione degli zuccheri. Da questa pratica nascono due vini molto diversi tra loro: il Recioto, dolce, in cui parte degli zuccheri resta nel vino, e l’Amarone, in cui la fermentazione prosegue fino a trasformare quasi tutto lo zucchero in alcol, dando un rosso secco, caldo e di grande struttura.

Sul piano degli abbinamenti, la Rondinella va considerata sempre nel contesto del vino che contribuisce a comporre. Nei rossi più giovani e di pronta beva, come il Valpolicella e il Bardolino, fa parte di vini freschi e versatili, adatti a tutto il pasto, a carni rosse alla griglia, spiedini, salumi e primi piatti. Nell’Amarone, dal colore rubino carico che vira al granata con l’invecchiamento e dai sentori di frutta appassita e spezie, accompagna piatti importanti come carni rosse, brasati, cacciagione, selvaggina e formaggi stagionati. Nel Recioto, vino dolce dai profumi di frutta matura e cioccolato, l’abbinamento si sposta verso la pasticceria secca, i dolci di frutta secca e i dessert al cioccolato. In tutti questi casi la Rondinella resta una protagonista discreta ma indispensabile della tradizione enologica veronese.

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Chi è l'autrice

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