IL VINO NELLA STORIA

IL : la guida che ti fa scegliere con consapevolezza

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Scegliere a occhi chiusi e un rischio: dietro la stessa etichetta puoi trovare un prodotto qualunque oppure un'autentica eccellenza. Immagina di riconoscere, già dal nome IL , cosa aspettarti nel calice e di scegliere con la sicurezza di un sommelier.

Le origini del Vino.

Molti storici del vino danno per certo che l’uva è presente sulla Terra da due milioni di anni,ovviamente per produrre il vino le tecniche sono arrivate molto più tardi, infatti i primi torchi greci e latini e più tardi le moderne pigiatrici.

LE PRIME TRACCE DI VINACCIOLI, I SEMI DELL’UVA, IN SCAVI ARCHEOLOGICI IN TURCHIA, NEI PRESSI DELLA CITTÀ’ DI CATAL HUYUK, IN SIRIA,PRESSO DAMASCO,IN LIBANO,A BYBLOS,E IN .GLI A 8000 ANNI PRIMA DI CRISTO,ANCHE SE NON DI HA LA CERTEZZA MATEMATICA.

LE , 14, SI RIFERISCONO INVECE AD , , 7000 E 5000 A.C. IL A QUELLA COLTIVATA. A E’ DI TERRACOTTA RISALENTE AL 5000-6000 A.C., DI TBILISI,LA .

Il recipiente, simile al pithos greco, reca sui lati decorazioni a gruppi di palline che potrebbero eventualmente richiamare l’immagine di grappoli d’uva.

Il museo dello stato della Georgia conserva molti oggetti riconducibili alla coltivazione della vite, infatti vi sono dei tralci grandi come un dito,avvolti in lamine d’argento.

orgini della vite-pianta-uva-spina-vigna

Il legno è perfettamente conservato non c’è una sicurezza assoluta circa il loro uso, probabilmente l’argento rivestiva la vite per dimostrarne il valore, e il tralcio accompagnava così nella tomba i defunti per poter essere ripiantato in un’altra vita. Si tratta comunque di reperti risalenti al 3000 A.C. , la stessa epoca in cui molto più a sud, in Mesopotamia, nasceva la civiltà dei Sumeri.

Nel mondo esistono oltre quaranta tipi di vite.

Vi è una differenza tra una vite non fruttifera (esempio lampante la vite Americana che si arrampica dappertutto ma non viene utilizzata per la produzione del Vino) e la DI VINO, l’unica in grado di condensare una quantità di zucchero pari a un terzo del peso per ogni acino.

L’area di sviluppo ideale della pianta fu compreso, alle origine nelle latitudini temperate fra le coste Persiane del Mar Caspio e l’Europa Occidentale .

Il fatto è che nessun’altra pianta al mondo riesce ad adattarsi come la vite al variare dei climi, e questo è uno degli aspetti che hanno dato più da pensare agli studiosi i quali, alla fine, hanno stabilito tre linee fondamentali di discendenza delle uve moderne.

  • La prima, proveniente dal Caucaso e dall’anatolia e battezzata , sarebbe arrivata in EUROPA con i Fenici dall’odierno Libano e avrebbe dato origine a una notevole quantità’ di uve bianche.
  • La seconda, detta , proverebbe dalla valle del GIORDANO e sarebbe la progenitrice della francese CHASSELAS DORE’, nota in Svizzera come Fendant.
  • La terza la ,arriverebbe dalla Valle del NILO (EGITTO) e sarebbe l’antenata di buona parte delle UVE ROSSE conosciute oggi.

Siamo nel campo delle probabilità certezze categoriche visto le migliaia di anni è difficile averle,comunque è certo che un ceppo di vite trasferito da una zona a un’altra riesce, in campo a un ciclo di poche stagioni, a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso per mezzo di una mutazione gemmaria possibile per l’elevato numero di geni che lo compongono e che riescono a combinarsi in modo da rendere quella pianta addirittura irriconoscibile.

siti arcgheologici pianta della vite vino e olio produzione

Questo è il motivo per cui esistono oggi migliaia , di vitigni cosidetti autoctoni, cioè nati sul posto.

Probabilmente questi vitigni nati nelle varie zone del globo sono lontanissimi discendenti da uve antiche completamente trasformati dal tempo e dalle condizioni ambientali.

(Un aspetto affascinate di queste continui adattamenti genetici della vite è rappresentato dal vitigno Terrano, diffuso in una ristretta zona del Carso Triestino e che a pochi chilometri più a ovest, in Friuli, diventa Refosco del Peduncolo Rosso e trasferito in Romagna, prende il nome di Cagnina; infine c’è chi lo riconosce in CAMPANIA e sull’isola di Ischia con il nome di PIEDIROSSO.

La curiosità è che la Cagnina Romagnola è un vino rosso denso e dolce che si beve come desserte soprattutto con le castagne, invece gli altri tre citati si consuma con carni di arrosto e grigliate, essendo vini rossi secchi).

Recensione del principe Imperiale ecclesiatico ortodosso

Dom Roberto d’Amato Zaffiri dei Paleologo di Teschen.

🍷 Perché conoscere IL fa la differenza

Conoscere IL significa andare oltre l'etichetta: capire territorio, profilo organolettico e abbinamenti ti permette di scegliere con consapevolezza, valorizzando ogni bottiglia secondo il metodo AIS.

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Chi è l'autrice

Benvenuti nel blog di vino! Sono Marilyn, un'appassionata di vino che condivide la sua conoscenza e la sua passione con voi. Scopriamo insieme il mondo del vino!