Il Proibizionismo americano: quando l’America mise il vino fuorilegge

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Il Proibizionismo americano e il vino

Tra il 1920 e il 1933 gli Stati Uniti vissero uno degli esperimenti sociali più clamorosi della storia: il Proibizionismo, il divieto totale di produrre e vendere alcol. Per il vino americano, ancora giovane, fu un colpo quasi mortale.

Da Jefferson a un Paese di distillati

Eppure l’America avrebbe potuto avere un altro destino. Thomas Jefferson, padre fondatore e ambasciatore in Francia, fu un raffinato enofilo: sognava per gli Stati Uniti una cultura del vino di stampo europeo, piantò vigne a Monticello e importò casse di grandi Bordeaux. Ma la cultura popolare restò legata al whiskey e alla birra, e nell’Ottocento crebbe un potente movimento per la temperanza che identificava l’alcol con ogni male sociale.

Il Volstead Act

Nel 1920 il diciottesimo emendamento e il Volstead Act misero al bando produzione, vendita e trasporto di bevande alcoliche. Le cantine della California, che proprio allora stavano crescendo, furono costrette a chiudere o a espiantare i vigneti pregiati per sostituirli con uve più resistenti al trasporto. Decenni di lavoro andarono perduti.

Le scappatoie del vino

Il vino, però, trovò qualche via di fuga. Restò legale il vino sacramentale destinato alle chiese, e soprattutto una norma permetteva a ogni famiglia di produrre in casa fino a 200 galloni l’anno di “succo di frutta”. Nacque così un commercio fiorente di uva e di “mattoni d’uva” concentrata, venduti con avvertenze involontariamente ironiche: “non scioglietelo in acqua aggiungendo lievito, perché diventerebbe vino”. Il Proibizionismo finì nel 1933, ma azzerò la cultura enologica americana per una generazione: la vera rinascita sarebbe arrivata solo decenni dopo, culminando nel trionfo del Giudizio di Parigi del 1976.

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❓ Domande Frequenti

Cos’era il Proibizionismo americano?

Fu il divieto totale di produrre, vendere e trasportare alcol negli Stati Uniti, in vigore dal 1920 al 1933 con il diciottesimo emendamento e il Volstead Act.

Il vino era totalmente vietato?

Quasi: restavano legali il vino sacramentale per le chiese e la produzione domestica fino a 200 galloni l’anno di ‘succo d’uva’, scappatoia che alimentò un grande commercio di uva e concentrati.

Che effetto ebbe sul vino americano?

Devastante: molte cantine chiusero e i vigneti pregiati furono espiantati. La cultura del vino USA si riprese solo decenni dopo, fino alla consacrazione del Giudizio di Parigi del 1976.

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Chi è l'autrice

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