Indice
- 1 Le Colture: la famiglia Ruggeri e il Prosecco Superiore di Valdobbiadene
- 2 Storia e origini: i Ruggeri e la scelta di imbottigliare
- 3 Stile e filosofia: il territorio nel calice
- 4 Il territorio: Valdobbiadene, Santo Stefano e il Cartizze
- 5 Abbinamenti: come servire i vini di Le Colture
- 6 Domande Frequenti su Le Colture
- 7 ❓ Domande Frequenti: Le Colture
- 8 Un nome che racconta la terra
Le Colture: la famiglia Ruggeri e il Prosecco Superiore di Valdobbiadene
Home › Produttori › Le Colture
Tra le colline ripide e ordinate di Santo Stefano di Valdobbiadene, nel cuore della zona del Prosecco Superiore, c’è una cantina che porta scritto nel nome il proprio mestiere: Le Colture. È la storia di una famiglia, i Ruggeri, legata da generazioni alla terra e ai vigneti di questo angolo della provincia di Treviso, dove la viticoltura è da sempre un lavoro paziente e quasi artigianale. Il nome stesso, al plurale, racconta la molteplicità dei terreni e dei vigneti che danno vita a vini di territorio, espressione fedele di un paesaggio collinare unico.
📌 In sintesi: Le Colture
Le Colture è una cantina della famiglia Ruggeri con sede a Santo Stefano di Valdobbiadene (Treviso), nel cuore delle colline del Prosecco Superiore. Specializzata nello spumante da uve Glera, è considerata uno dei produttori di riferimento per il Prosecco di Cartizze, il cru più pregiato della denominazione. Lo stile punta a finezza, freschezza e fedeltà al territorio, con la spumantizzazione in autoclave (metodo Charmat) che esalta i profumi primari dell’uva.
Storia e origini: i Ruggeri e la scelta di imbottigliare
La famiglia Ruggeri coltiva le colline di Valdobbiadene da molto lontano: la tradizione contadina della famiglia affonda le radici di secoli, fino al Cinquecento, in un’epoca in cui la vite conviveva con le altre colture del podere. Per generazioni, come per quasi tutti i viticoltori della zona, l’uva veniva conferita e il vino nasceva altrove. La svolta, quella che dà forma alla cantina moderna, arriva con Cesare Ruggeri: insieme alla moglie Biancarosa, decide di chiudere il cerchio e di imbottigliare in proprio, costruendo una filiera completa che parte dalla vigna e arriva alla bottiglia.
È una scelta meno scontata di quanto possa sembrare oggi. All’epoca a Valdobbiadene erano davvero in pochi a imbottigliare il proprio vino, e Cesare Ruggeri fu tra i primi ad aprire questa strada, quella della filiera dal vigneto alla bottiglia. Quel gesto pionieristico ha definito la filosofia della cantina: il controllo diretto di ogni passaggio, dalla cura del filare fino al vino finito. Oggi l’azienda è guidata dalla seconda generazione, i tre figli Silvia, Alberto e Veronica, che si dividono rispettivamente la gestione amministrativa, quella commerciale e l’ospitalità, mentre Cesare continua a seguire personalmente il lavoro agronomico in vigna. È una continuità familiare che spiega la coerenza dello stile nel tempo.
Stile e filosofia: il territorio nel calice
Lo stile di Le Colture è quello del grande Prosecco di collina: eleganza, freschezza e immediatezza di beva, con un perlage fine. Il vitigno è la Glera (storicamente chiamata Prosecco) e la spumantizzazione avviene con il metodo Charmat (o Martinotti), cioè la rifermentazione in autoclave, la tecnica che preserva i profumi primari dell’uva. Il risultato, nel solco della tradizione di Valdobbiadene, è un vino dal colore giallo paglierino, con un profilo olfattivo floreale e di frutta a polpa bianca, e un sorso morbido chiuso dal caratteristico fondo gradevolmente amarognolo o fruttato.
La filosofia aziendale ruota attorno all’idea di vigneti come tanti terroir diversi: dai versanti di Santo Stefano fino al celebre cru di Cartizze, ogni parcella porta nel vino una sfumatura propria. Da questa varietà di suoli ed esposizioni nascono le diverse etichette, tra cui spicca il Fagher, blend che rappresenta la firma distintiva della casa. La coltivazione segue la tradizione della viticoltura collinare di queste pendici, spesso ripide e lavorate a mano, lo stesso paesaggio che dal 2019 è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
🍇 I vini di punta
- Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze — l’espressione del celebre cru, il “gran cru” del Prosecco: il vertice qualitativo della gamma, di particolare finezza e morbidezza.
- Fagher — il Brut che rappresenta la firma distintiva della cantina, blend pensato per raccontarne lo stile in modo riconoscibile.
- Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG — il cuore della produzione, da uve Glera delle colline, nelle versioni che vanno dal Brut all’Extra Dry.
Il territorio: Valdobbiadene, Santo Stefano e il Cartizze
Le Colture nasce e opera nel cuore della zona del Prosecco Superiore, la fascia collinare della provincia di Treviso che da Conegliano risale, attraverso Pieve di Soligo, fino a Valdobbiadene. Santo Stefano, frazione di Valdobbiadene, è uno dei punti più vocati di questo territorio: storicamente è proprio tra Santo Stefano e San Pietro di Barbozza che si trovano i vigneti più pregiati della denominazione. È un paesaggio di pendii scoscesi dove la viticoltura resta in larga parte un lavoro manuale.
Al vertice di questo territorio si colloca il Cartizze, una piccola e prestigiosa sottozona considerata il cru più pregiato del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, una sorta di gran cru della denominazione. Non a caso Le Colture viene indicato, accanto a nomi come Villa Sandi e Adami, tra i produttori di riferimento proprio per il Prosecco di Cartizze. Il vino è ottenuto in prevalenza da uva Glera, con la possibile aggiunta di piccole quote di varietà locali come il Verdiso.
Abbinamenti: come servire i vini di Le Colture
La versatilità del Prosecco di Valdobbiadene lo rende un compagno di tavola estremamente duttile. Nelle versioni Brut ed Extra Dry è un classico aperitivo, ma dà il meglio anche a tutto pasto con piatti leggeri: antipasti di mare, fritture di pesce e di verdure, risotti delicati, carni bianche non elaborate e formaggi freschi. Va servito ben fresco, intorno ai 6-8 °C, in un calice che ne valorizzi il perlage.
Discorso a parte per il Cartizze, spumante elegante che nelle versioni dry o amabili trova il suo terreno ideale con la pasticceria secca e i dolci alla frutta — ottimo, per esempio, con la torta di mele. È inoltre una delle pochissime bollicine italiane capaci di sostituire con classe lo Champagne sul panettone artigianale di fine anno, alternativa raffinata per il brindisi di mezzanotte.
Domande Frequenti su Le Colture
❓ Domande Frequenti: Le Colture
Che cos’è Le Colture?
Le Colture è una cantina della famiglia Ruggeri con sede a Santo Stefano di Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Specializzata nello spumante da uve Glera, è uno dei produttori di riferimento per il Prosecco Superiore di Conegliano-Valdobbiadene e per il Prosecco di Cartizze, il cru più pregiato della denominazione.
Chi guida oggi la cantina Le Colture?
La cantina moderna nasce dalla scelta di Cesare Ruggeri, insieme alla moglie Biancarosa, di imbottigliare in proprio. Oggi è guidata dalla seconda generazione, i tre figli Silvia, Alberto e Veronica, mentre Cesare continua a seguire personalmente il lavoro in vigna.
Qual è il vino più prestigioso di Le Colture?
Il vino simbolo è il Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze, espressione dell’omonimo cru considerato il vertice qualitativo della denominazione. Molto rappresentativo è anche il Brut Fagher, blend che costituisce la firma distintiva della casa.
Un nome che racconta la terra
Pochi marchi raccontano così bene un territorio: scegliere Le Colture significa portare nel calice generazioni di viticoltura sulle colline di Valdobbiadene e la scelta pionieristica di una famiglia che ha deciso di imbottigliare il proprio vino. Per continuare il viaggio tra gli interpreti del Prosecco, scopri anche Ruggeri, Nino Franco e la nostra guida completa al Prosecco DOC e DOCG.
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