Da chi acquistare il vino?

Da chi acquistare il vino?: la guida che ti fa scegliere con consapevolezza

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Scegliere a occhi chiusi e un rischio: dietro la stessa etichetta puoi trovare un prodotto qualunque oppure un'autentica eccellenza. Immagina di riconoscere, già dal nome Da chi acquistare il vino?, cosa aspettarti nel calice e di scegliere con la sicurezza di un sommelier.


Sarebbe molto semplice per me suggerirti il piccolo produttore e sconsigliarti le cantine sociali e le aziende vinicole private: risparmierei tempo e spazio preziosi. Prima dunque, di indicarti d’acchito il piccolo produttore ti sottoporrò gli svantaggi e i rischi che mi inducono a distrarti da altre possibilità.

Le cantine sociali

Sono vere e proprie società cooperative vinicole, generalmente a responsabilità limitata, disciplinate da un consiglio di amministrazione, da un collegio di sindaci e di probiviri, con tanto di patrimonio sociale, di bilancio annuale, di suddivisione degli utili tra i soci, o, quanto meno, di corresponsione di dividendi. Gli scopi, nella maggior parte dei casi, sono gli stessi di tutte le cantine sociali, e cioè:

1. La vinificazione in comune delle uve prodotte e conferite dai soci.

2. L’utilizzazione o la vendita in comune dei vini e relativi sottoprodotti.

3. La distribuzione tra i soci, in rapporto alla qualità, quantità, contenuto zuccherino ed ogni altro coefficiente idoneo delle uve conferite, del ricavato dalle vendite dell’esercizio, al netto di ogni spesa ed onere.

In altri termini, la funzione delle cantine sociali è quella di raccogliere tutta l’uva prodotta dai soci (ad eccezione di quella occorrente per il ristretto consumo familiare) e di lavorarla per vendere, all’ingrosso e anche al dettaglio, il vino prodotto. E fino a questo punto, nessuna obiezione. Ma con quale criterio selettivo avviene l’incameramento delle uve? Tutto da discutere. È vero che generalmente il regolamento interno comprende, tra gli articoli statutari, quelli che prevedono la consegna di uve mature e accuratamente scelte e il divieto di consegnare uve immature.

Il torchio e le canne di gomma per l’imbottigliamento: attrezzature indispensabili per i lavori ditorchio cantìnaggio, idonee a produrre vino sano; altrettanto vero, però, che se ad uno o più soci toccasse la mala ventura di produrre uve scadenti, costoro potrebbero contestare la decisione del direttore della cantina qualora quest’ultimo dovesse rifiutarle in quanto non idonee. Comunque un rifiuto del genere ben difficilmente si verifica in quanto è notorio come nei grandi tini delle cantine sociali entri un po’’ di tutto: è solo questione di prezzo.. (le uve vengono pagate a seconda del loro contenuto zuccherino) e di un particolare interesse nell’evitare emorragie di soci scontenti.

 

Oltre a questo fattore importante e decisamente negativo agli effetti della qualità del prodotto, è necessario rilevarne altri: la vinificazione, l’affinamento e l’invecchiamento spesso affrettati.

2. La produzione locale in qualche caso limitata e in certe annate così scadente da suggerire tagli con vini ad alta gradazione alcolica (generalmente i meridionali).

3. I contrasti che sorgono, fino a trasformarsi in guerra dichiarata, fra produttori privati e aderenti alle cantine sociali: i primi, in difesa dell’originalità e della genuinità del vino locale; i secondi, del comodo sistema di incassare quattrini cedendo l’uva appena vendemmiata evitando così pensanti lavori in cantina.

4. L’etichettatura delle bottiglie con date di produzione di cui è matematicamente impossibile controllare l’autenticità.

E, infine, un dettaglio affatto trascurabile che deve interessare soprattutto te, piccolo consumatore: il vino presente sul mercato nazionale e venduto al dettaglio, proviene, per una buona percentuale da cantine sociali e da aziende vinicole, la maggior parte delle quali sconosciute o quasi.
Con questo non è che io condanni senza possibilità di appello questi modelli cooperativistici tra produttori di uve da vino. Assolutamente no: in primo luogo perché la mia voce è così debole e così poco autorevole da poter essere subito sovrastata da quella degli enti interessati; secondariamente, perché non tutte le cantine sociali operanti nella nostra penisola usano il medesimo metro.

Le aziende vinicole

Ecco un altro canale di vendita verso il quale il piccolo consumatore deve stare molto accorto. Dunque: cantine sociali no, e ho già spiegato il perché. Meglio, allora, visitare una delle tante aziende private reperibili là dove sono i maggiori centri di produzione vinicola?…

Un momento, amico lettore: non vorrei che tu facessi la fine di uno di quei pesci caduti dalla padella nella brace. Mi spiego: le aziende vinicole non sempre operano con la dovuta correttezza. cantinaE specifico: ad esempio, dove vadano a finire le uve scartate dai produttori onesti perché immature, secche, infradicite, ammuffite o comunque non idonee a produrre vino sano. C’è chi dice che siano convogliate in direzione delle distillerie o degli acetifici; o che vengano fatte marcire per diventare concimi naturali. E fin qui, nulla di grave; anzi, legalità in senso assoluto.

Dopo aver assaggiato il vino ed averne consultate le caratteristiche essenziali (colore, odore, sapore e gradazione alcolica), puoi decidere per l’acquisto.

I piccoli produttori. Questi, in teoria, dovrebbero essere coloro ai quali tu potresti rivolgerti con una certa fiducia e con un buon 80% di probabilità di trovare vino sano, genuino e a prezzo conveniente.

 

🍷 Perché conoscere Da chi acquistare il vino? fa la differenza

Conoscere Da chi acquistare il vino? significa andare oltre l'etichetta: capire territorio, profilo organolettico e abbinamenti ti permette di scegliere con consapevolezza, valorizzando ogni bottiglia secondo il metodo AIS.

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Chi è l'autrice

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