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Il Vin Santo è tradizionalmente associato alla regione della Toscana, in particolare al Vin Santo della Valdichiana e al Vin Santo del Chianti Classico.
La produzione di vini dolci ha una lunga storia che risale all’antichità. L’appassimento delle uve e l’uso di uve affette da muffa nobile sono tecniche sviluppate e perfezionate in varie regioni vinicole in tutto il mondo.
La storia del Vin Santo risale probabilmente al Medioevo in Italia, quando i monaci iniziarono a produrre vini dolci tramite l’appassimento delle uve e la fermentazione in piccole botti di legno. Il nome “Vin Santo” deriva dalla sua associazione con la liturgia religiosa, in quanto veniva spesso utilizzato per la celebrazione dell’Eucaristia nelle chiese.
Il processo di produzione del Vin Santo coinvolge l’appassimento delle uve, seguito dalla fermentazione in piccole botti di legno chiamate “caratelli”. Queste botti vengono spesso conservate negli ambienti della cantina, esposte alle variazioni di temperatura durante le stagioni. Dopo la fermentazione, il Vin Santo viene invecchiato per un lungo periodo di tempo, spesso diversi anni, sviluppando aromi e complessità.
Il Vin Santo è noto per il suo colore dorato, il profumo intenso e complesso, e il gusto dolce e avvolgente. Viene spesso servito come vino da dessert e abbinato a biscotti, dolci secchi e formaggi stagionati.
Nel corso degli anni, il Vin Santo ha guadagnato riconoscimenti e apprezzamento sia a livello nazionale che internazionale per la sua qualità e tipicità. Ogni regione che produce il Vin Santo può avere tradizioni e caratteristiche specifiche legate al terroir locale.
Mentre il Vin Santo di Gambellara potrebbe non avere una storia antica come alcuni altri Vin Santo, rappresenta una parte importante della tradizione enologica della regione del Veneto.
È riconosciuto con denominazione di origine controllata (DOC)
Composizione uve di produzione
È prodotto mediante taglio di uva dei vitigni Garganega e Trebbiano di Soave. Mi astengo dall’indicare le percentuali di taglio in quanto esse variano — anche se di poco — a seconda dei criteri di vinificazione adottati dai singoli produttori.
Il colore
da giovane, è un giallo dorato intenso e lucente; dopo un certo periodo di invecchiamento, tende decisamente all’ambrato senza tuttavia perdere la lucentezza originaria.
L’odore
è intenso e caratteristico di passito.
Il sapore
è dolce, armonico e setoso.
La gradazione alcolica
si aggira intorno ai 14-14,5°.
L’odore di passito e la elevata gradazione alcolica spiegano abbastanza efficacemente che il procedimento di vinificazione del Vin Santo di Gambellara non è quello relativo ai soliti vini bianchi, ma è preceduto da un trattamento particolare delle uve; questo trattamento prevede che le stesse, prima di essere lavorate, vengano sottoposte ad appassimento.
Il fiore entra in stagionate ed austere botti di rovere per una sosta di almeno 3 anni o 4 in cantina asciutta e a temperatura costante (11-13 °C). Trascorso questo periodo, è di rigore imbottigliarlo in borgognone scure la cui sistemazione più idonea è in posizione orizzontale.
Invecchiamento
Di norma 8-10 anni; vi sono tuttavia dati attendibili che stabiliscono in 12-15 anni il termine utile per un benefico invecchiamento nella più assoluta indennità da pericoli di decadenza.
Degustazione
Per berlo un solo accorgimento: basta mettere la bottiglia in frigorifero per un’ora e stapparla una trentina di minuti prima della degustazione.
Abbinamento
Classico vino da dessert, il Vin Santo di Gambellara va servito con pasticceria (crostate, panettoni, torte alla crema, frittelle e bignés) e con frutta poco dolce.
Questo vino ha un sapore intenso e complesso, con sentori di frutta secca e miele. Ecco alcune idee per abbinare il Vin Santo di Gambellara con il cibo:
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Dolci secchi: il Vin Santo di Gambellara si abbina molto bene con i dolci secchi come i biscotti e i cantucci. Un’ottima scelta potrebbe essere un piatto di cantucci toscani accompagnati da una piccola coppa di Vin Santo di Gambellara.
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Formaggi stagionati: il Vin Santo di Gambellara si abbina bene anche con i formaggi stagionati come il Pecorino e il Parmigiano Reggiano. Un’ottima scelta potrebbe essere una selezione di formaggi stagionati accompagnati da frutta secca come noci e fichi.
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Dessert alla frutta: il Vin Santo di Gambellara si abbina bene con i dessert alla frutta come la crostata di mele e la torta di pere. Un’ottima scelta potrebbe essere una crostata di mele servita con una piccola coppa di Vin Santo di Gambellara.
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Cioccolato fondente: il Vin Santo di Gambellara si abbina bene anche con il cioccolato fondente, soprattutto se si sceglie un cioccolato con una percentuale di cacao elevata. Un’ottima scelta potrebbe essere un piatto di cioccolato fondente accompagnato da una piccola coppa di Vin Santo di Gambellara.
In generale, il Vin Santo di Gambellara è un vino liquoroso dolce che si abbina bene con i dessert e i formaggi stagionati. Tuttavia, è sempre consigliabile sperimentare diversi abbinamenti per trovare quello che più si adatta ai propri gusti.
Localita’ di produzione
I centri di produzione sono situati nei territori dei comuni di Gambellara, Zermeghedo, Montebello Vicentino, Montorso Vicentino (provincia di Vicenza).
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Approfondimenti sul Vin Santo di Gambellara: territorio, profilo e abbinamenti
È famoso anche il Vin Santo, vino fortificato da dessert accompagnato per tradizione dai tipici biscotti Cantuccini. :~?f.-f iv g Recioto di Gambellara (Veneto) Tf Passito bianco da accostare a crostate e gelati di i frutta, pasticceria secca, frittelle di mele. Trentino Vin Santo (Trentino Alto Adige) Si accosta a dolci di pasta secca e formaggi piccanti o erborinati. Ci si abbina un bianco fresco; un Gambellara classico, un Vespaiolo di Breganze o un Soave ci stanno benissimo. i carnevale con uvetta passa e pinoli P la ft – .~›»< M J›,,¢ , M; z si abbinano con un Recioto di Gambellara o con un Ramandolo dei Colli Orientali del Friuli. Da abbinare con un Asti Spumante, un Moscato Fior d'Arancio dei Colli Euganei, una Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, un Recioto di Gambellara oppure anche con un Marsala. Passatelli in brodo Si sposano con un vino bianco secco giovane e fresco: provare col Gambellara o l'Erbaluce di Caluso. Risotto cui bruscando|i ll risotto insaporito coi germogli del luppolo è un tipico piatto primaverile veneto, da abbinare con un bianco regionale: Gambellara classico, Tocai del Piave oppure Tocai ltalico dei Colli Berici o di Llson-Pramaggiore. Strudei ll classico strudel di mele trentino-tirolese si abbina in maniera perfetta col Vin Santo del Trentino. Recioto di Gambellara (Veneto) Passito bianco da accostare a crostate e gelati di frutta, pasticceria secca, frittelle di mele. Vin Santo del Chianti (Toscana) Cosa di meglio per i tipici dolci toscani? L'abbinamento è col Recioto di Soave o di Gambellara, il Moscato d'Asti, l'Asti Spumante, il Moscato Fior d'Arancio dei Colli Euganei. Frìtole Le tipiche frittelle veneziane di carnevale con uvetta passa e pinoli si abbinano con un Recioto di Gambellara o con un Ramandolo dei Colli Orientali del Friuli. Risotto coi bruscandoli Il risotto insaporito coi germogli del luppolo è un tipico piatto primaverile veneto, da abbinare con un bianco regionale: Gambellara classico, Tocai del Piave oppure Tocai Italico dei Colli Berici o di Lison-Pramaggiore. Strudel Il classico strudel di mele trentino-tirolese si abbina in maniera perfetta col Vin Santo del Trentino.
Trentino Vin Santo
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