Aringhe salate alla calabrese

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Aringhe salate alla calabrese

Filetti di aringa marinati nel vino bianco e aceto, antipasto della tradizione costiera calabrese

Le aringhe salate alla calabrese sono un antipasto della tradizione costiera calabrese: i filetti di aringa, una volta spellati e dissalati, vengono marinati a freddo in un fondo aromatico di vino bianco secco, aceto, carote, cipolle e spezie. Il risultato è un piatto dal sapore intenso e deciso, che riposa qualche giorno in frigorifero prima di essere servito.

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Ingredienti (per quattro persone)

  • quattro aringhe salate (possibilmente con il latte e le uova),
  • un etto e mezzo di carote, un etto e mezzo di cipolle, due spicchi d’aglio,
  • due foglie di lauro, alcuni semi di finocchio,
  • mezzo litro di vino bianco secco, un quarto di buon aceto,
  • un decilitro di olio,
  • pepe in grani.

Preparazione

  1. Passare le aringhe sulla fiamma, spellarle, svuotarle (tenere da parte il latte e le uova) e sfilettarle.
  2. Mettere al fuoco, in una casseruola, le cipolle e le carote affettate, le foglie di lauro, gli spicchi d’aglio schiacciati, i semi di finocchio, alcuni grani di pepe, il vino e l’aceto. Far prendere l’ebollizione a calore moderato, abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura fino a quando le carote saranno ben cotte.
  3. Disporre i filetti di aringa in una teglia, versarvi sopra la marinata bollente, coprire la teglia con una carta oleata ben unta di olio e appoggiarvi sopra il coperchio. Far cuocere per circa un quarto d’ora a fiamma moderata, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
  4. Allineare i filetti, le uova e il latte di aringa in una terrina, ricoprirli a filo con la marinata, versarvi sopra il rimanente olio e tenere la preparazione per qualche giorno nella zona meno fredda del frigorifero.
  5. Servire come antipasto.

Quale vino abbinare

Il vino in abbinamento

Il sapore intenso e sapido di questo antipasto marinato chiede vini per contrapposizione, capaci di sgrassare e rinfrescare il palato.

  • Cirò Bianco DOC (Calabria) — Per contrapposizione e legame territoriale: la sua freschezza e la spiccata acidità ripuliscono il palato dalla sapidità e dall’untuosità della marinata, mentre la sapidità minerale dialoga con il carattere salino dell’aringa.
  • Greco di Tufo DOCG (Campania) — Un bianco secco e sapido con acidità equilibrata: la freschezza contrappone l’intensità del piatto e la struttura regge il fondo aromatico di aceto e spezie.
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC (Marche) — La sua acidità nervosa e la nota ammandorlata fanno da contrasto alla salinità dell’aringa e puliscono la bocca dalla marinata grassa.

Domande frequenti

Perché le aringhe vanno passate sulla fiamma prima di sfilettarle?

Passarle brevemente sulla fiamma facilita la spellatura e la pulizia: la pelle si stacca più facilmente e si possono svuotare e sfilettare con maggiore precisione, tenendo da parte latte e uova.

Quanto tempo deve riposare la preparazione prima di servirla?

Dopo la cottura in marinata e il raffreddamento, i filetti vanno tenuti per qualche giorno nella zona meno fredda del frigorifero: questo riposo permette ai sapori della marinata di penetrare e amalgamarsi.

Meglio un vino bianco o un rosso con le aringhe salate alla calabrese?

Trattandosi di un piatto marinato, sapido e grasso, l’abbinamento per contrapposizione con un bianco fresco e sapido (come il Cirò Bianco o il Greco di Tufo) è la scelta più equilibrata, perché l’acidità sgrassa e rinfresca il palato.

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Chi è l'autrice

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