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Vitigni octoctoni della Valpolicella
La Valpolicella, situata nella regione del Veneto in Italia, è rinomata per i suoi vini rossi distintivi. I vitigni autoctoni utilizzati nella produzione includono principalmente tre varietà principali:
- Corvina: È il vitigno principale e costituisce la base dei vini della regione. È un’uva a bacca nera che conferisce ai vini struttura, profondità e note di frutta rossa.
- Rondinella: È un altro vitigno importante utilizzato nella produzione dei vini della Valpolicella. Ha una buona acidità e contribuisce a conferire colore e aroma ai vini.
- Molinara: Questo vitigno è utilizzato in misura minore rispetto ai precedenti, ma apporta caratteristiche di freschezza e leggerezza ai vini della Valpolicella. Negli ultimi anni, la Molinara è stata spesso sostituita con altre varietà per migliorare la qualità complessiva dei vini.
Oltre a questi tre vitigni principali, è consentito l’uso di altri vitigni nella produzione in questa zona agricola, sebbene in misura limitata. Alcuni esempi includono la Croatina, la Negrara e l’Oseleta, che possono contribuire a creare profili di gusto più complessi e interessanti.
Da notare che nella Valpolicella sono anche prodotti vini Amarone e Recioto, che sono fatti utilizzando gli stessi vitigni autoctoni, ma seguendo tecniche di produzione specifiche che includono l’appassimento delle uve per concentrarne il sapore e lo zucchero.
La storia del vino in questa regione risale a tempi antichi, con tracce di viticoltura e produzione di vino che risalgono alla preistoria. Tuttavia, le prime testimonianze scritte sulla viticoltura nella regione risalgono all’epoca dell’Impero Romano.
Durante l’epoca romana, era famosa per i suoi vini, che erano apprezzati sia in Italia che oltre i confini dell’Impero. I Romani introdussero nuove tecniche di coltivazione della vite e di produzione del vino, lasciando un’impronta duratura sulla viticoltura locale.
Dopo il declino dell’Impero Romano, la tradizione vinicola nella Valpolicella continuò grazie al lavoro dei monaci benedettini. I monaci preservarono le tecniche di coltivazione e vinificazione e contribuirono a diffondere la cultura del vino nella regione.
Nel corso dei secoli successivi, la produzione di vino continuò a svilupparsi, ma fu solo a partire dal XIX secolo che questi vini ottennero riconoscimento e successo internazionale. Furono introdotte nuove tecniche di vinificazione e venne data maggiore attenzione alla qualità del vino.
Negli anni ’60, venne istituito il sistema di classificazione delle zone vitivinicole in Italia, e la Valpolicella ottenne lo status di Denominazione di Origine Controllata (DOC). Ciò contribuì a proteggere e valorizzare i vini della regione.
Successivamente, negli anni ’90, il vino Amarone della Valpolicella ottenne il riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), il più alto livello di qualità per i vini italiani. Questo conferì ulteriore prestigio alla Valpolicella come zona di produzione di vini di alta qualità.
Oggi, è famosa per i suoi vini rossi distintivi, come il Valpolicella Classico, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella. La regione accoglie numerosi visitatori che desiderano degustare i vini locali, visitare le cantine e scoprire la tradizione vinicola secolare della zona.
I vini prodotti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale nel corso degli anni. Questi premi testimoniano l’elevata qualità e il prestigio dei vini della regione. Di seguito sono riportati alcuni dei riconoscimenti più significativi:
Riconoscimenti Nazionali:
- Tre Bicchieri del Gambero Rosso: Il Gambero Rosso è una delle guide enogastronomiche più autorevoli in Italia. Numerosi di questi vini hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento “Tre Bicchieri”, che indica la massima eccellenza qualitativa.
- Cinque Grappoli dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS): L’AIS assegna il premio “Cinque Grappoli” ai migliori vini italiani. Molti vini della Valpolicella hanno ottenuto questa prestigiosa valutazione.
- Vinitaly: Vinitaly è una delle più importanti fiere del vino in Italia, e molti vini della Valpolicella hanno ricevuto premi e riconoscimenti durante l’evento.
Riconoscimenti Internazionali:
- Decanter World Wine Awards: Questo è uno dei concorsi di vino più prestigiosi a livello internazionale. Numerosi vini della Valpolicella hanno ricevuto medaglie d’oro e punteggi elevati in questa competizione.
- International Wine Challenge: L’International Wine Challenge è un altro concorso di vino di grande rilevanza internazionale. I vini della Valpolicella hanno spesso ottenuto medaglie e riconoscimenti di alto livello in questa competizione.
- Wine Spectator: La rivista Wine Spectator è tra le pubblicazioni più influenti nel mondo del vino. Molti vini della Valpolicella hanno ricevuto punteggi elevati e recensioni positive nella rivista.
- Robert Parker’s Wine Advocate: Robert Parker’s Wine Advocate è un’autorevole guida del vino, e i vini della Valpolicella hanno spesso ottenuto valutazioni e recensioni favorevoli in questa pubblicazione.
Questi sono solo alcuni esempi dei riconoscimenti nazionali ed internazionali che questi vini hanno ottenuto nel corso degli anni. Tali premi dimostrano la continua eccellenza e reputazione dei vini prodotti in questa regione.
Approfondimenti sul Vitigni octoctoni della Valpolicella ( Veneto ): territorio, profilo e abbinamenti
I vitigni quindi possono essere piantati e fatti attecchire solo in alcune fasce territoriali e ad altitudini relativamente elevate, lungo le pendici di monti e colline, per beneficiare di aria più fresca e di protezione dai venti. Per i vini bianchi, i vitigni più diffusi sono lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, per quelli rossi il Cabernet Sauvignon, il Merlot e lo Shiraz. 18 Il Riesling è in realtà una varietà d’uva bianca originaria della regione renana, da cui prende il nome il tipo di vino (come in Italia il nome “Prosecco”, che designa un vitigno veneto, viene usato per indicare genericamente il vino ottenuto da questo tipo d’uva). Le regioni vinicole italiane più conosciute nel mondo sono la Toscana, il Piemonte e il Veneto. Capita a volte che l’uva Sangiovese venga miscelata con altri vitigni di origine francese, soprattutto il Cabernet Sauvignon e il Merlot, perché spesso, i rossi ottenuti dal Sangiovese, se le condizioni climatiche non sono favorevoli, tendono ad essere poco corposi, leggermente aspri e amari. I vini più rinomati sono ancora una volta i rossi, ottenuti da tre vitigni principali: Barbera, Dolcetto e Nebbiolo. Il Veneto invece è importante sia per la produzione di vini rossi sia di bianchi, concentrata soprattutto nella provincia di Verona. Valpolicella e Bardolino, i rossi più diffusi, sono vini semplici, che si posso consumare anche senza sottoporli a invecchiamento prolungato. Vengono entrambi ottenuti da un miscela di diversi vitigni, tra cui il Corvina Veronese, il Rondinella e il Molinara, dosati in maniera differente a seconda che si tratti di uno o dell’altro vino. La tecnica si adatta perfettamente a vinificazioni in bianco di vitigni rossi, a vinificazioni di uve pregiate perfettamente mature e comunque sempre con l’obiettivo di produrre grande qualità visto che con questa tecnica si sacrifica qualche punto percentuale nel rendimento totale dell’uva. E allora col saor veneziano si potranno scegliere dei vini bianchi che sappiano di fiori e di frutta (il Soave nel Veneto o il Sauvignon del Collio in Friuli, ad esempio), oppure d’estate dei rossi giovani serviti freschi (per esempio un Bardolino, restando in terra veneta). La pasticceria sta meravigliosamente con l’Albana passito, col Moscato di Pantelleria, col Recioto di Soave, con l’Aleatico di Gradoli, col Recioto della Valpolicella. E allora ecco che la tradizione piemontese sposa al classico civet di lepre dei grandi rossi come il Barolo e il Barbaresco, mentre altri vini rossi di buona struttura come il Taurasi o le riserve del Chianti o del Valpolicella si abbinano in maniera eccellente col salmi. Con la pastasciutta metteremo in tavola un Tocai veneto o friulano, oppure un Est! I risotti con i funghi sono fra le delizie della cucina autunnale: in genere si sposano a meraviglia con un Merlot (ce ne sono di ottimi nel Triveneto). Per gli arrosti di selvaggina da pelo occorrono dei rossi di medio invecchiamento, dal sapore pieno e armonico (appartengono a questa categoria le riserve di Chianti, Barbera d’Alba, Valpolicella). Amarone deiia Valpolicella (Veneto) Un grande rosso che si sposa felicemente con piatti di carne e di cacciagione anche particolarmente complessi.
Pastissäda de cavãi 1 kg dipolpa di cavallo (girello), 1 litro diAmarone della Valpolicella o Valpolicella superiore, 2 foglie di alloro, 3-4 chiodi di garofano, 50 g di olio extravergine d’oliva, 800 g di cipolle, 3 carote, una gamba di sedano biamo, sale e pepe. Ricetta tradizionale veronese, prevede in cottura l’uso dell’Amarone: per evitare che il piatto assuma costi spropositati, sceglietene una vere sione base, che potete peraltro sostituire anche con un Valpolicella WW superiore. Bardolino (Veneto) Un rosso beverino da tutto pasto: antipasti di salumi, primi piatti con sughi non troppo carichi, minestre, risotti, carni bianche alla Gill ED F ‘ß › V › f’ ,f .ì \ ~ I « E r l fifa? Bardolino Chiaretto (Veneto) Un rosato da gustare con antipasti di salumi, minestre, zuppe e primi leggeri. s IIÂIIOI Ul .V Bianco di Custoza ‘_ ff, (Veneto) Sta con piatti leggeri di pesce ;¬-. Breganze Torcolato (Veneto) Un passito bianco da servire con la pasticceria. Colli Berici Merlot (Veneto) _ _ __ Un rosso per chi ama i piatti a base di funghi. Colli Euganei Moscato Fior d`/\rancio (Veneto) Vino dolce frizzante, leggermente aromatico, ideale con la frutta: pan di Spagna guarnito, crostate con confetture, gelati e macedonie. Garda Corvina (Veneto) Un rosso per il pasto al|’italiana: salumi, tacchino farcito). ‘ ~ “ ti † -.~:› U) lfiil i , , *la igm = ”2:` mè -, H A gx .,;SW[,,: _ Garda Garganeqa (Veneto) Bianco da antipasti di salumi, primi alle verdure, risotti di pesce, pesci alla griglia o al forno. Lison-Pramaggiore Pinot Grigio (Veneto) Un bianco da pesce e da piatti a base di verdure. ‘ Â l Luqana (Lombardia e Veneto) Eccellente bianco da antipasti anche di salumi (da provare con soppressa e fichi), splendido ..» .z`~<~ ;.;:i, con piatti di pesce sia lacustri che marinari. Piave Merlot (Veneto) Primi a base di funghi (paste, risotti, zuppe), carni bianche alla gri› glia e Asiago di media stagionatura. Piave Raboso (Veneto) Rosso da primi col ragù, ravioli di carne, cannelloni, risotti con la pasta di maiale, pasta e fagioli con le cotiche. i Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (Veneto) _ La versione 'tranquilla' si serve con antipasti di , salumi e piatti di pesce. Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Superiore di Cartizze (Veneto) P I Uno spumante da bere a H'jj;jj'_ tutto pasto nella versione secca. to Q ai E RL uitìERÉl Recioto della Valpolicella (Veneto) Chi vuol gustare il pandoro natalizio della tradizio- .¬ 3 _- \ _ _ È \ ne veronese deve accompagnarlo con un bicchiere ~ di rosso Recioto della Valpolicella.
:~?f.-f iv g Recioto di Gambellara (Veneto) Tf Passito bianco da accostare a crostate e gelati di i frutta, pasticceria secca, frittelle di mele. ,É Soave (Veneto) _ /” T( I Celebre bianco che sposa antipasti delicati, prig mifleggeri (da provare con la pasta alle zucchi~ ne). Asiago ln versione non particolarmente stagionata, il formaggio Asiago si assoF if» s M» 4 v ¢,›› /\ Qš Wi W; ko -r» «Q fì cia con un rosso dei Colli Euganei, un Valpolicella base oppure, fuori regione, un Chianti giovane. Salendo di stagionatura si passa a un Valpolicella superiore, un Chianti riserva o addirittura un Amarone 0 un Brunello di Montalcino. Bene anche coi vini dei Colli Euganei (Rosso e C.ihvinvi) «~ ml Valpolicella. Biqo|i con la sardella Classico piatto quaresimale veneto: spaghetti al torchio conditi con una salsa a base d’olio e sardina salata (o acciuga). Il bollito veronese si serve con la salsa pearà (fatta di pane, brodo e formaggio) e si accompagna con un Valpolicella o un Bardolino. Filetto alla griglia Da abbinare con un vino rosso giovane: possono andar bene Chianti classico, Valpolicella, Rosso Piceno, Rosso di Montalcino, Sangiovese di Romagna. Formaggio di Fossa ll mitico formaggio stagionato nelle fosse di Sogliano si abbina a una risenla di Nobile di Montepulciano, Chianti, Valpolicella o Sangiovese, ma da grandi soddisfazioni anche accostato a un bicchiere di Albana di Romagna passito. C’è tuttavia chi col Gorgonzola naturale più sapido preferisce stappare una bottiglia di rosso Amarone della Valpolicella. Si ì F il: VW M; fa = .Ps ì 5 ,M5 ^ r-rš il F (0 = M ils 2 , zac í È = ~›@ associa con un Valpolicella superiore, un Chianti riserva, un Nobile di Montepulciano, un Pomino Rosso, un Rosso Conero riserva, un aurasi. Pandoro ll celebre dolce natalizio veronese di soffice pasta lievitata s’abbina splendidamente col Recioto della Valpolicella, un rosso dolce da uve passite. Più stagionate vogliono rossi di grande livello, come un Barbaresco, un Barolo, un Amarone della Valpolicella, una riserva del Chianti, un Brunello di Montalcino oppure anche qualche prestigioso ‘supertuscan’. Risotto cui bruscando|i ll risotto insaporito coi germogli del luppolo è un tipico piatto primaverile veneto, da abbinare con un bianco regionale: Gambellara classico, Tocai del Piave oppure Tocai ltalico dei Colli Berici o di Llson-Pramaggiore. ln linea di massima un Dolcetto o un Nebbiolo d’Alba in Piemonte, un Tocai Rosso dei Colli Berici 0 un Valpolicella nel Veneto, un Torgiano Rosso in Umbria. Spezzatino di vitello Vuole un rosso d’un certo corpo, ma non invecchiato: vanno benissimo Torgiano, Rosso Conero, Valpolicella e Gutturnio dei Colli Piacentini secco. Accompagnare con Erbaluce di Caluso o Pinot Grigio del Veneto o Verduzzo o Orvieto o San Severo Bianco o Cerasuolo d’Abruzzo.
Amarone e Monte Veronese stagionato, Cannonau di Sardegna e Pecorino Sardo stagionato, Chambave rosso e Fontina, Cirò rosso e Caciocavallo, Chianti e Pecorino Toscano, Ischia bianco e mozzarella di bufala, Rosso (onero e Casciotta di Urbino, San ano e Quartirolo, Sfursat e Bitto, Valpolicella superiore e …


