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Perché un vino dovrebbe chiamarsi “coda di volpe”? La risposta è poetica: il grappolo, lungo e ricurvo, ricorda davvero la coda folta di una volpe. Dietro questo nome curioso si nasconde uno dei bianchi autoctoni più antichi e versatili della Campania. Scopriamolo.
Cos’è la Coda di Volpe
La Coda di Volpe è un vitigno bianco autoctono della Campania, coltivato soprattutto nel Sannio (provincia di Benevento) e sulle pendici del Vesuvio (dove entra nel Lacryma Christi bianco). Il nome latino cauda vulpium era già usato da Plinio il Vecchio per descrivere la caratteristica forma del grappolo.
Caratteristiche
Colore giallo paglierino più o meno intenso; naso delicato con note di frutta a polpa bianca, fiori ed erbe mediterranee; palato asciutto, pieno, talvolta vivace, con buona morbidezza e una sapidità di fondo. Gradazione circa 11-12°, da bere giovane (1-2 anni). È un bianco versatile, meno aromatico del Fiano ma più morbido e immediato.
Storia: dal Sannio Antico
La Coda di Volpe è una delle uve più antiche della Campania, citata dagli autori latini e coltivata da sempre nel Sannio beneventano, terra di vini fin dall’epoca romana. A lungo usata in blend e per il vermouth, oggi viene vinificata in purezza nella DOC Sannio Coda di Volpe e in altre denominazioni campane, rivelando una personalità autonoma apprezzata.
La Coda di Volpe a Tavola
Perfetta con la cucina di mare campana: antipasti di mare, piatti di pesce, mozzarella, fritture, ma anche con i dessert nelle versioni più morbide. Servire a 10-12°C.
Domande Frequenti
Coda di Volpe e Fiano: che differenza c’è?
Il Fiano è più aromatico, complesso e longevo; la Coda di Volpe è più morbida, immediata e quotidiana. Entrambi bianchi campani d’eccellenza.
Entra nel Lacryma Christi?
Sì, la Coda di Volpe è uno dei vitigni del Lacryma Christi del Vesuvio bianco.
Approfondisci
- Tutte le denominazioni nella guida ai vini della Campania
- Il bianco aromatico: Fiano di Avellino
- Il bianco su tufo: Greco di Tufo


