Indice
- 1 La regione che ha inventato il bianco moderno
- 2 Da Aquileia romana ai nobili
- 3 La rivoluzione dei bianchi (anni ’60-’70)
- 4 Vitigni autoctoni e orange wine
- 5 Il Friuli del vino oggi
- 6 Il Collio e i Colli Orientali
- 7 Picolit e Ramandolo: i dolci dei nobili
- 8 Gli orange wine e il ritorno all’anfora
- 9 Approfondisci
- 10 Domande Frequenti
La regione che ha inventato il bianco moderno
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Il Friuli-Venezia Giulia è universalmente riconosciuto come la patria dei grandi bianchi italiani. Una fama recente ma fondata su una storia antica, di confine, dove si incontrano cultura latina, slava e mitteleuropea.
Da Aquileia romana ai nobili
I Romani producevano vino attorno ad Aquileia, e qualcuno identifica nel Pucinum citato da Plinio un antenato dei vini di queste terre. Nei secoli, vini dolci come il Ramandolo e il Picolit erano apprezzati nelle corti europee, dal Papa agli Asburgo.
La rivoluzione dei bianchi (anni ’60-’70)
La svolta che ha reso celebre il Friuli è recente: negli anni Sessanta e Settanta, enologi come Mario Schiopetto introdussero la vinificazione in bianco a basse temperature e in acciaio, ottenendo bianchi puliti, fragranti e varietali mai visti prima in Italia. Nasce il mito del Collio e dei Colli Orientali.
Vitigni autoctoni e orange wine
Accanto agli internazionali, il Friuli ha riscoperto i suoi autoctoni: il Friulano (ex Tocai), la Ribolla Gialla, lo Schioppettino, il Pignolo. E proprio qui, sul Carso e nel Collio, è nato il movimento degli orange wine (vini bianchi macerati sulle bucce in anfora), con Gravner e Radikon, oggi fenomeno mondiale.
Il Friuli del vino oggi
Oggi la regione è sinonimo di eccellenza bianchista e di sperimentazione, dai bianchi cristallini del Collio agli orange wine, in un equilibrio tra tecnica modernissima e ritorno alle origini.
Il Collio e i Colli Orientali
Il cuore dei grandi bianchi friulani sono due zone collinari al confine con la Slovenia: il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Qui il suolo di “ponca” — marne ed arenarie stratificate — regala ai vini mineralità e finezza uniche. È in questi colli che negli anni Sessanta nacque la rivoluzione dei bianchi moderni e che ancora oggi si producono alcune delle etichette più prestigiose d’Italia, da Ribolla Gialla e Friulano agli internazionali.
Picolit e Ramandolo: i dolci dei nobili
Il Friuli vanta una grande tradizione di vini dolci. Il Picolit era il “vino dei re”, servito nelle corti europee del Settecento e amato dai nobili per la sua rarità e finezza. Il Ramandolo, passito dorato da uve Verduzzo dei colli di Nimis, fu tra i primi vini italiani a meritare la DOCG. Due dolci da meditazione che testimoniano la raffinatezza enologica antica della regione.
Gli orange wine e il ritorno all’anfora
Il Friuli non è solo bianchi cristallini: è anche la culla di una delle rivoluzioni enologiche più discusse degli ultimi decenni, quella degli orange wine. Sul Carso e nel Collio, produttori come Josko Gravner e Stanko Radikon hanno recuperato a fine Novecento un’antichissima tecnica: la macerazione dei vini bianchi sulle bucce, spesso in anfore di terracotta interrate, come si faceva migliaia di anni fa in Georgia. Ne nascono vini dal colore ambrato, dalla struttura tannica insolita per un bianco e dalla grande complessità, capaci di invecchiare a lungo. Inizialmente guardati con scetticismo, gli orange wine friulani sono diventati un fenomeno mondiale, copiato e studiato ovunque. Rappresentano l’altra anima del Friuli enologico: non solo la tecnica modernissima della vinificazione in acciaio, ma anche un ritorno consapevole alle origini più remote del vino, in un equilibrio tra avanguardia e tradizione che fa di questa regione un laboratorio enologico unico in Italia.
Approfondisci
Domande Frequenti
Perché il Friuli è famoso per i vini bianchi?
Per la rivoluzione degli anni ’60-’70: enologi come Mario Schiopetto introdussero la vinificazione in acciaio a bassa temperatura, ottenendo bianchi puliti e varietali che resero celebri Collio e Colli Orientali.
Dove sono nati gli orange wine?
Proprio in Friuli-Venezia Giulia, tra Collio e Carso, con produttori come Gravner e Radikon: vini bianchi macerati sulle bucce in anfora, oggi un fenomeno mondiale.
Cos’è il Pucinum?
È un vino citato da Plinio il Vecchio, prodotto nell’area dell’attuale Friuli/Carso, che alcuni considerano un antenato dei vini della regione.



