Indice
Ostriche e salsicce allo Chablis o Traminer
Un piatto unico che unisce mare e terra
Un accostamento audace che sposa la freschezza iodata delle ostriche crude con la sapidità delle piccole salsicce cotte nel vino bianco. Ogni commensale alterna un’ostrica con un pezzetto di pane imburrato a un bocconcino di salsiccia ancora calda, in un gioco di contrasti tra mare e terra. Un piatto conviviale e sorprendente, pensato per accompagnarsi a un calice di Chablis o di Traminer.
in cucina
Ingredienti (per quattro persone)
- quattro dozzine di ostriche
- una dozzina di fettine di pane
- otto piccole salsicce
- mezza bottiglia di Chablis (oppure Traminer aromatico)
- burro
Preparazione
- Bucherellare le salsicce in parecchi punti, metterle in un tegame, ricoprirle a filo con il vino e farle cuocere a calore moderato.
- Aprire le ostriche e staccare i molluschi dalle valve. Spalmare di burro le fettine di pane.
- Distribuire nei piatti le ostriche, le fettine di pane e le salsicce ancora calde: ciascun commensale gusterà prima un’ostrica con un pezzetto di pane, quindi un pezzetto di salsiccia.
Quale vino abbinare
Il vino in abbinamento
Per un piatto così ricco di contrasti serve un bianco che sappia dialogare sia con la mineralità delle ostriche sia con la grassezza delle salsicce.
- Chablis (Borgogna) — Il suo profilo secco, teso e marcatamente minerale crea una concordanza perfetta con la sapidità iodata delle ostriche, mentre la spiccata freschezza acida contrappone e sgrassa la morbidezza delle salsicce.
- Traminer Aromatico Alto Adige DOC (Trentino-Alto Adige) — L’intensità aromatica con sentori di fiori e frutta esotica regge il sapore deciso delle salsicce, e la sua freschezza pulisce il palato dopo l’ostrica per contrapposizione.
- Gavi DOCG (Piemonte) — Da uve Cortese, è un bianco fresco e delicatamente sapido che accompagna le ostriche per concordanza minerale senza sovrastare la finezza del mollusco.
Domande frequenti
È preferibile aprirle all’ultimo momento, appena prima di servire, per garantire la massima freschezza e sicurezza: l’ostrica va consumata viva e ben fredda.
Vanno bene piccole salsicce fresche di puro suino; bucherellandole prima della cottura nel vino si evita che la pelle si rompa e si favorisce l’assorbimento degli aromi.
Le ostriche crude richiedono un bianco secco, fresco e minerale: un rosso, con i suoi tannini, contrasterebbe in modo sgradevole con lo iodio del mollusco, mentre la freschezza del bianco bilancia anche la grassezza delle salsicce.
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