Valdo

Valdo: la cantina che ha portato il Prosecco di Valdobbiadene nel mondo

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Tra le colline di Valdobbiadene, dove i filari di Glera disegnano pendii ripidi e ordinati, c’è una cantina il cui nome è diventato quasi un sinonimo di Prosecco: Valdo. Fondata nel 1926, è una delle realtà storiche e di riferimento per la denominazione, protagonista nella diffusione della cultura del Prosecco in Italia e all’estero. Il suo nome non è casuale: è l’abbreviazione di Valdobbiadene, un modo per dichiarare fin dall’etichetta il legame indissolubile con il territorio che le ha dato origine.

📌 In sintesi: Valdo

Valdo Spumanti è una cantina di Valdobbiadene (Treviso) fondata nel 1926, legata da generazioni alla famiglia Bolla. Specializzata nello spumante da uve Glera, è tra i maggiori interpreti ed esportatori del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. Il nome è l’abbreviazione di Valdobbiadene e la spumantizzazione avviene con metodo Charmat (autoclave), che esalta la freschezza e il fruttato tipici della denominazione.

Storia e origini

La storia di Valdo comincia nel 1926, quando un gruppo di intraprendenti imprenditori di Valdobbiadene si unisce per dare vita alla Società Anonima Vini Superiori, dedicata soprattutto alla produzione spumantistica del Prosecco di Valdobbiadene e del Cartizze. Sono gli anni in cui lo spumante della zona inizia a uscire dai confini locali per affermarsi come uno dei vini più richiesti del territorio veneto.

La svolta arriva con l’ingresso della famiglia Bolla, una dinastia veronese presente nel settore vinicolo da diverse generazioni. Nel 1938 Sergio Bolla, figlio di Albano, acquisisce la Società Anonima Vini Superiori, che diventa così proprietà di famiglia. È l’inizio di un processo di rinnovamento commerciale e di crescita qualitativa che si consolida nel tempo, in particolare sotto la guida di Pierluigi Bolla. Nel 1951 l’azienda assume ufficialmente il nome Valdo, omaggio diretto alle proprie radici: chiamarsi come la prima parte di “Valdobbiadene” significa ribadire, anche nel marchio, l’appartenenza a quel paesaggio di colline.

Un aspetto poco noto ma centrale nella filosofia di Valdo è il rapporto con i conferenti storici: una rete di circa sessanta viticoltori del territorio, seguiti con cura meticolosa, assistiti in vigna e aggiornati attraverso incontri e corsi di formazione. È un modello che lega la cantina alle famiglie contadine delle colline, custodi di vigneti spesso ripidi e lavorati a mano. Nel 2026 Valdo festeggia cento anni di storia, traguardo che ne conferma il ruolo di realtà-simbolo per la denominazione.

Stile e filosofia

Lo stile di Valdo è quello classico del grande Prosecco: bottiglie che cercano eleganza, freschezza e immediatezza di beva, senza rinunciare alla finezza del perlage. La spumantizzazione avviene con il metodo Charmat (o Martinotti), la rifermentazione in autoclave che preserva i profumi primari dell’uva Glera: il risultato è un vino dal colore giallo paglierino brillante, con sentori di mela, pera e pesca bianca, talvolta arricchiti da note di fiori bianchi, glicine e agrumi. Al palato il Prosecco di Valdobbiadene si presenta fresco e sapido, con il caratteristico fondo gradevolmente amarognolo o fruttato.

Nel corso degli anni la cantina ha affiancato alla produzione di base una gamma di Cuvée dal carattere più espressivo, pensate per raccontare le diverse anime del territorio. Una curiosità linguistica racconta bene questo radicamento: una delle etichette storiche dell’azienda, il Boj, prende nome dalla zona collinare omonima, una parola che in dialetto significa “buoi” — un richiamo schietto al mondo contadino da cui nasce il vino.

🍇 I vini di punta

  • Cuvée del Fondatore — il vertice della gamma, Prosecco di Valdobbiadene Superiore dedicato alle origini dell’azienda, espressione di eleganza e di un perlage fine e persistente.
  • Cuvée di Boj — etichetta storica che prende nome dall’omonima zona collinare (“buoi” in dialetto), dal profilo fruttato e dal sorso morbido e sapido.
  • Prosecco Superiore di Cartizze — espressione del celebre cru di Valdobbiadene, il “gran cru” del Prosecco, vino di particolare finezza.

Il territorio: Conegliano-Valdobbiadene e il Cartizze

Valdo nasce e opera nel cuore della zona di produzione del Prosecco Superiore, la fascia collinare della provincia di Treviso che da Conegliano risale, attraverso Pieve di Soligo, fino a Valdobbiadene sulla sponda sinistra del Piave. È un paesaggio di colline che nel 2019 è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, dove la viticoltura “eroica” sui pendii più scoscesi richiede ancora oggi lavoro manuale.

All’interno di questo territorio si trova il Cartizze, una piccola e prestigiosa sottozona di poco più di un centinaio di ettari considerata il vertice qualitativo della denominazione, una sorta di gran cru del Prosecco. Il vino è ottenuto in prevalenza da uva Glera (storicamente chiamata Prosecco), con la possibile aggiunta di piccole quote di varietà locali come il Verdiso. La cantina si colloca da decenni tra i maggiori esportatori italiani di Prosecco, con una presenza particolarmente forte sui mercati internazionali, a partire da quello tedesco.

Abbinamenti: come servire il Prosecco di Valdo

La freschezza e la versatilità del Prosecco di Valdobbiadene lo rendono un compagno di tavola estremamente duttile. Nelle versioni Brut ed Extra Dry è un classico aperitivo, ma dà il meglio anche a tutto pasto con piatti leggeri: antipasti di mare, fritture di pesce e di verdure, risotti delicati come quello ai crostacei, carni bianche e formaggi freschi. Le versioni più morbide, fino al Cartizze nelle interpretazioni dry o dolci, accompagnano con eleganza la piccola pasticceria secca e i dolci lievitati. Va servito ben fresco, intorno ai 6-8 °C, in un calice che ne valorizzi il perlage. Per approfondire le differenze tra le tipologie, è utile la nostra guida completa al Prosecco DOC e DOCG.

Domande Frequenti su Valdo

❓ Domande Frequenti: Valdo

Che cos’è Valdo?

Valdo (Valdo Spumanti) è una cantina di Valdobbiadene, in provincia di Treviso, fondata nel 1926 e legata da generazioni alla famiglia Bolla. È specializzata nella produzione di spumante da uve Glera ed è una delle realtà storiche di riferimento per il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene.

Perché si chiama Valdo?

Il nome Valdo è l’abbreviazione di Valdobbiadene, il comune in cui ha sede la cantina. La scelta, ufficializzata nel 1951, vuole ribadire fin dal marchio il legame con il territorio d’origine del Prosecco Superiore.

Con quale metodo si produce il Prosecco di Valdo?

La spumantizzazione avviene con il metodo Charmat (o Martinotti), cioè la rifermentazione in autoclave. È la tecnica che preserva i profumi primari dell’uva Glera e dona al Prosecco il suo profilo fresco, fruttato e dal perlage vivace.

Un nome che è territorio

Pochi marchi raccontano così bene un luogo: scegliere Valdo significa portare nel calice un secolo di storia delle colline di Valdobbiadene. Per continuare il viaggio tra gli interpreti del Prosecco, scopri anche Col Vetoraz, Nino Franco e Ruggeri.

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