Oseleta

Oseleta

Approfondimenti sul Oseleta: territorio, profilo e abbinamenti

L’Oseleta è un antico vitigno a bacca rossa autoctono del Veronese, una delle numerose varietà venete derivate dalle viti selvatiche: lo stesso nome riconduce a questa origine spontanea, come accade per altri vitigni nati da viti non coltivate. Rimasto a lungo ai margini della viticoltura e arrivato fino quasi all’estinzione, è stato recuperato e riportato a nuova vita tra la fine del Novecento e gli anni più recenti, grazie al lavoro di selezione e valorizzazione condotto nel territorio della Valpolicella. Oggi rappresenta una delle varietà antiche più interessanti riscoperte nel panorama veneto.

Dal punto di vista ampelografico l’Oseleta si distingue per gli acini piccoli e per la buccia spessa, ricca di sostanze coloranti e di tannini. Da queste caratteristiche derivano le sue qualità enologiche più apprezzate: un colore molto intenso, una marcata struttura tannica e una spiccata sapidità, doti che la rendono preziosa nei vini destinati a una lunga maturazione. La vendemmia è di norma medio-tardiva, tra settembre e ottobre.

Proprio per la sua capacità di apportare colore, corpo e tannino, l’Oseleta viene impiegata soprattutto in piccole percentuali all’interno degli uvaggi tradizionali della Valpolicella, accanto a Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara. La si ritrova così nei disciplinari del Valpolicella, dell’Amarone e del Recioto, dove la quota di Oseleta, pur ridotta, contribuisce a rafforzare la struttura e l’intensità cromatica del vino. Le uve, come da tradizione veronese, passano in molti casi attraverso l’appassimento prima della vinificazione, tecnica che concentra zuccheri, polifenoli e aromi.

Oltre al ruolo di comprimaria nei grandi rossi della Valpolicella, l’Oseleta è protagonista anche di alcuni blend veneti di taglio più moderno, classificati come Igt, in cui viene valorizzata in percentuali più elevate o abbinata a varietà come la Corvina o il Cabernet Franc. In questi vini emergono il colore profondo, la concentrazione estrattiva e la trama tannica fitta che sono la cifra distintiva del vitigno. Si tratta di vini rossi di buona struttura, adatti all’invecchiamento e capaci di accompagnare piatti importanti come arrosti, brasati, selvaggina e formaggi stagionati.

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Chi è l'autrice

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