John Stuart Blackie e il vino

John Stuart Blackie e il vino: l’erudito scozzese che lo proclamò «la bevanda degli dei»

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John Stuart Blackie (1809-1895) fu uno dei più celebri eruditi della Scozia vittoriana: filologo classico, traduttore di Omero e del Faust di Goethe, professore di greco a Edimburgo e figura amatissima della vita culturale del suo Paese. A questo studioso del mondo antico, formato sui poeti che cantarono la vite e il simposio, è attribuita una delle battute più citate di sempre sul vino: una graduatoria spiritosa e perentoria che colloca il calice in cima a ogni altra bevanda. Una frase che, dietro l’ironia, racconta la sensibilità di un classicista per cui il vino apparteneva alla sfera della civiltà e della convivialità.

📌 In sintesi: John Stuart Blackie

Erudito e poeta scozzese dell’Ottocento, professore di greco all’Università di Edimburgo dal 1852 al 1882 e figura di spicco del nazionalismo culturale scozzese. Studioso del mondo classico e traduttore di Omero, è ricordato anche per una celebre frase sul vino, che proclama «bevanda degli dei» in cima a ogni altra. Un aforisma che riflette lo spirito conviviale e l’amore per la cultura antica di un protagonista della vita intellettuale vittoriana.

«Il vino è la bevanda degli dei, il latte la bevanda dei bambini, il tè la bevanda delle donne e l’acqua la bevanda delle bestie.»
— John Stuart Blackie

Chi era John Stuart Blackie

John Stuart Blackie nacque a Glasgow nel 1809 e morì a Edimburgo nel 1895. Studioso classico e uomo di lettere tra i più noti della Scozia vittoriana, fu dapprima professore di latino (Humanity) all’Università di Aberdeen, dal 1839 al 1852, e poi professore di greco all’Università di Edimburgo, cattedra che tenne dal 1852 fino al ritiro nel 1882. La sua attività di traduttore lo rese celebre ben oltre l’accademia: pubblicò una versione del Faust di Goethe e dedicò anni alla resa in versi di Omero e dei drammi di Eschilo, avvicinando il pubblico di lingua inglese ai grandi testi del mondo greco.

Accanto allo studioso visse un appassionato poeta e patriota. Blackie fu una delle voci più ardenti del nazionalismo culturale scozzese: si batté per la difesa della lingua gaelica e della cultura delle Highlands, e a lui si deve in larga parte la fondazione della cattedra di celtico (la Celtic Chair) a Edimburgo, per la quale raccolse personalmente i fondi necessari. Personaggio eccentrico e popolarissimo, riconoscibile per il plaid portato sulla spalla, fu un docente dalla personalità travolgente, ricordato per lezioni che erano veri eventi. La sua produzione comprende numerose raccolte di versi e canti, fra cui i Lays of the Highlands and Islands dedicati alla Scozia montanara.

Il vino secondo John Stuart Blackie

La frase attribuita a Blackie è costruita come una piccola scala di valori, ironica e provocatoria: in cima il vino, «bevanda degli dei», poi il latte associato all’infanzia, il tè a un consumo domestico e l’acqua relegata in fondo, alle «bestie». È una battuta nello stile arguto delle tavolate accademiche dell’Ottocento, di cui Blackie era animatore impareggiabile. Più che un giudizio dietetico, è un omaggio scherzoso al vino come bevanda dell’uomo civile, della conversazione e del pensiero: un modo per dire che bere vino, per il classicista, significava partecipare a una tradizione di cultura che risaliva ai banchetti dell’antichità.

L’immagine si comprende meglio alla luce della sua formazione. Per un studioso del mondo greco come Blackie, il vino non era un dettaglio ma un elemento centrale della civiltà classica: la bevanda del symposion, lo spazio in cui ad Atene si intrecciavano poesia, filosofia e amicizia; il dono di Dioniso celebrato dai lirici e dai tragici che egli stesso traduceva. Definirlo «bevanda degli dei» richiama proprio quel mondo antico, in cui il calice era legato al sacro e alla socialità. Va detto con onestà che, mentre la frase è da tempo associata al suo nome nelle raccolte di aforismi, la fonte precisa all’interno della sua vasta opera non è documentata con certezza: la riportiamo dunque come citazione tradizionale, senza attribuirle un titolo che non sia verificabile. Resta comunque coerente con lo spirito di un autore che amò la cultura del vino come parte della grande eredità classica e conviviale dell’Europa.

Domande Frequenti

❓ Domande Frequenti: John Stuart Blackie

Chi era John Stuart Blackie?

John Stuart Blackie (Glasgow, 1809 – Edimburgo, 1895) è stato un erudito e poeta scozzese, professore di latino ad Aberdeen e poi di greco all’Università di Edimburgo dal 1852 al 1882. Traduttore di Omero, di Eschilo e del Faust di Goethe, fu anche una figura di primo piano del nazionalismo culturale scozzese e tra i promotori della cattedra di celtico a Edimburgo.

Cosa diceva John Stuart Blackie sul vino?

A Blackie è attribuita la frase: «Il vino è la bevanda degli dei, il latte la bevanda dei bambini, il tè la bevanda delle donne e l’acqua la bevanda delle bestie». È una graduatoria spiritosa che pone il vino al vertice di ogni bevanda, espressione dell’umorismo conviviale e dell’amore per la cultura classica tipici dell’autore.

Da quale opera è tratta la frase di Blackie sul vino?

La citazione è da tempo associata al nome di Blackie nelle raccolte di aforismi, ma la fonte precisa all’interno della sua vasta produzione non è documentata con certezza. Per correttezza la presentiamo come citazione tradizionale, senza attribuirle un titolo o un’opera non verificabili.

Un brindisi alla civiltà del vino

Nelle parole attribuite a John Stuart Blackie il vino diventa il segno stesso dell’uomo colto e conviviale, erede dei banchetti antichi che egli studiò per tutta la vita. È l’eco di una sensibilità classica per cui il calice non è semplice bevanda, ma occasione di pensiero e di amicizia. Per scoprire come quella cultura si traduca oggi nel gesto del bere, vale la pena imparare a degustare i vini con consapevolezza.

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