Indice
- 1 Una regione di contrasti enologici
- 2 Dai Romani al Medioevo
- 3 L’Oltrepò e i laghi
- 4 La rivoluzione della Franciacorta
- 5 La Lombardia del vino oggi
- 6 L’Oltrepò Pavese, il regno del Pinot Nero
- 7 Lo Sforzato, il passito secco delle Alpi
- 8 Moscato di Scanzo e i vini di nicchia lombardi
- 9 Approfondisci
- 10 Domande Frequenti
Una regione di contrasti enologici
Home › Sommelier Academy › Storia del Vino › Storia del Vino in Lombardia
La Lombardia del vino è terra di estremi: dai terrazzamenti eroici della Valtellina alle bollicine di lusso della Franciacorta, dai bianchi del Garda ai rossi dell’Oltrepò. Una varietà che riflette secoli di storie diverse, tra montagna, laghi e pianura.
Dai Romani al Medioevo
La viticoltura lombarda ha radici romane e fu coltivata con cura nel Medioevo da monasteri e signorie. In Valtellina il Nebbiolo (qui Chiavennasca) veniva esportato verso la Svizzera fin dal Medioevo lungo le vie alpine, dando vita a un commercio che ha plasmato l’economia della valle e i suoi muretti a secco.
L’Oltrepò e i laghi
L’Oltrepò Pavese, storica terra di Pinot Nero e Bonarda, riforniva di vino Milano da secoli. Sulle sponde del Garda, il Lugana e i rossi della Valtènesi raccontano una viticoltura mite, di lago, di antica tradizione.
La rivoluzione della Franciacorta
La svolta moderna ha una data: il 1961, quando Guido Berlucchi e l’enologo Franco Ziliani produssero le prime bottiglie di metodo classico in Franciacorta, trasformando in pochi decenni un territorio sconosciuto nella DOCG italiana di riferimento per le bollicine. È una delle storie di successo più rapide dell’enologia italiana.
La Lombardia del vino oggi
Oggi la Lombardia unisce il prestigio internazionale della Franciacorta, la nicchia d’eccellenza della Valtellina (con il suo Sforzato, passito secco) e la riscoperta dell’Oltrepò e del Garda. Una regione che, accanto alla potenza industriale, custodisce alcuni dei terroir più affascinanti d’Italia.
L’Oltrepò Pavese, il regno del Pinot Nero
A sud del Po, l’Oltrepò Pavese è una delle zone vinicole più estese d’Italia e il maggiore territorio italiano per il Pinot Nero, coltivato qui fin dall’Ottocento. Da queste colline arrivava gran parte del vino che dissetava Milano. Oggi l’Oltrepò è una delle basi più importanti per lo spumante metodo classico italiano, oltre a dare la storica Bonarda frizzante da uva Croatina e il Riesling. Una zona ancora sottovalutata rispetto al suo potenziale, ma di tradizione e dimensioni notevoli.
Lo Sforzato, il passito secco delle Alpi
La Valtellina non dà solo il Valtellina Superiore: qui nasce anche lo Sforzato (Sfursat), il primo passito secco rosso DOCG d’Italia. Le uve Nebbiolo vengono fatte appassire per mesi e poi vinificate fino a diventare secche e potenti — la tecnica dell’appassimento applicata a un grande vino di montagna. È il “cugino alpino” dell’Amarone veneto e rappresenta il vertice della viticoltura eroica valtellinese, fra i rossi più ricercati della Lombardia.
Moscato di Scanzo e i vini di nicchia lombardi
La Lombardia del vino nasconde piccoli tesori poco conosciuti. Sulle colline di Bergamo si produce il Moscato di Scanzo, un raro passito rosso aromatico ottenuto da una manciata di ettari: una delle DOCG più piccole d’Italia, profumata di rosa, cannella e uva passa, che già nell’Ottocento valeva quanto i grandi vini dolci d’Europa. Non lontano, San Colombano al Lambro è l’unica DOC nata in provincia di Milano, mentre nel Bresciano il Botticino, la Cellatica e i vini del Garda raccontano una viticoltura minore ma di antica tradizione. Sono testimonianze di quanto la Lombardia, oltre alla Franciacorta e alla Valtellina, custodisca una sorprendente varietà di territori e di stili, spesso ignorati dal grande pubblico ma capaci di regalare bottiglie di grande personalità a chi sa cercarle. Una regione che, accanto ai numeri dell’industria enologica, conserva angoli di rara originalità per gli appassionati più curiosi.
Approfondisci
Domande Frequenti
Qual è il vino più famoso della Lombardia?
La Franciacorta, lo spumante metodo classico nato nel 1961, è oggi il vino lombardo più prestigioso a livello internazionale, accanto ai rossi di Nebbiolo della Valtellina.
Cos’è la viticoltura eroica della Valtellina?
È la coltivazione del Nebbiolo (Chiavennasca) su ripidi terrazzamenti alpini sostenuti da migliaia di chilometri di muretti a secco, lavorata interamente a mano.
Da quando esiste la Franciacorta?
Il metodo classico in Franciacorta nasce nel 1961 con Guido Berlucchi e l’enologo Franco Ziliani; la denominazione è diventata poi DOCG di riferimento per le bollicine italiane.


