Indice
- 1 La Campania Felix, terra del vino di Roma
- 1.1 I Greci e il Falerno
- 1.2 Il Vesuvio e il Lacryma Christi
- 1.3 Il declino e l’oblio
- 1.4 Il Novecento: Mastroberardino salva i vitigni
- 1.5 Le tre DOCG dell’Irpinia
- 1.6 Vitis Apiana: i vitigni dal nome antico
- 1.7 Il Vesuvio e i Campi Flegrei: i vini dal fuoco
- 1.8 Sannio e Cilento: l’altra Campania del vino
- 1.9 Approfondisci
- 1.10 Domande Frequenti
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La Campania Felix, terra del vino di Roma
I Romani la chiamavano Campania Felix, terra fortunata: qui nasceva il Falerno, il vino più celebre dell’antichità. Dopo secoli di oblio, la Campania ha vissuto nel Novecento una straordinaria rinascita grazie al recupero dei suoi vitigni autoctoni.
del Vino
I Greci e il Falerno
I coloni greci portarono la vite in Campania già nell’antichità. Il Falerno divenne il vino più lodato di Roma: Orazio e Marziale lo celebrarono come immortale. La Campania Felix era il cuore vinicolo dell’Impero.
Il Vesuvio e il Lacryma Christi
Sulle pendici del Vesuvio, i suoli vulcanici hanno sempre dato vini di carattere, come il leggendario Lacryma Christi, il cui nome evoca le lacrime di Cristo sul golfo di Napoli.
Il declino e l’oblio
Dopo lo splendore antico, per secoli i grandi vini campani caddero nell’oblio, ridotti spesso a produzione locale e di massa, lontani dai fasti romani.
Il Novecento: Mastroberardino salva i vitigni
La rinascita ha un nome: Mastroberardino. Nel Novecento questa cantina irpina salvò dall’estinzione i grandi vitigni autoctoni — Fiano, Greco e Aglianico — rilanciando il Taurasi, “il Barolo del Sud”. Oggi la Campania è una delle regioni più dinamiche del vino italiano.
Le tre DOCG dell’Irpinia
Il cuore della rinascita campana è l’Irpinia, l’area montuosa attorno ad Avellino, oggi terra di tre DOCG: il Taurasi da Aglianico, “il Barolo del Sud”, e i due grandi bianchi Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Suoli vulcanici, altitudine e forti escursioni termiche regalano vini di struttura e longevità rare nel Sud Italia, capaci di invecchiare per decenni.
Vitis Apiana: i vitigni dal nome antico
I nomi stessi dei vitigni campani raccontano la loro storia millenaria. Il Fiano deriverebbe dalla Vitis Apiana, la “vite delle api” che i Romani citavano per la dolcezza dei grappoli; il Greco porta nel nome l’origine ellenica; l’Aglianico deriverebbe da hellenicum, “greco”. Recuperare questi vitigni, come fece Mastroberardino, ha significato salvare un patrimonio genetico e culturale che affonda le radici nella Magna Grecia.
Il Vesuvio e i Campi Flegrei: i vini dal fuoco
Oltre all’Irpinia, la Campania del vino vive sui suoi vulcani. Sulle pendici del Vesuvio nasce il Lacryma Christi, da vitigni come Coda di Volpe, Caprettone e Piedirosso, su suoli neri di lava. Nei Campi Flegrei, l’area vulcanica a ovest di Napoli, la Falanghina e il Piedirosso crescono spesso a piede franco, su sabbie che hanno risparmiato la fillossera. Sono vini dalla spiccata mineralità “lavica”, che raccontano un’altra anima della Campania enologica: quella vulcanica e marina, accanto a quella montana dell’Irpinia.
Sannio e Cilento: l’altra Campania del vino
La Campania del vino non è solo Irpinia e Vesuvio. Nel Sannio beneventano, una delle zone più vitate del Sud, la Falanghina trova una delle sue case d’elezione e si produce l’Aglianico del Taburno DOCG. Più a sud, nel Cilento, antica terra di colonie greche, si coltivano Fiano e Aglianico in chiave mediterranea, accanto ai vini eroici della Costiera Amalfitana, strappati a terrazze a picco sul mare. È la prova che l’intera Campania, da nord a sud, è un mosaico di terroir vocati e di storie millenarie.
Approfondisci
Domande Frequenti
Qual era il vino più famoso dell’antica Roma?
Il Falerno, prodotto in Campania: Orazio e Marziale lo celebravano come il più grande e ‘immortale’ dei vini. La Campania era chiamata Campania Felix, terra fortunata del vino.
Chi ha salvato i vitigni autoctoni campani?
La cantina Mastroberardino, che nel Novecento recuperò dall’estinzione Fiano, Greco e Aglianico, rilanciando i grandi vini dell’Irpinia come il Taurasi.
Cos’è la Campania Felix?
È il nome con cui i Romani indicavano la Campania, ‘terra fortunata’ per la sua fertilità e per i suoi vini celebri come il Falerno.


