Indice
- 1 La regione che fa più vino d’Italia
- 1.1 I Romani e l’Acinatico
- 1.2 La Repubblica di Venezia
- 1.3 Garda, Valpolicella e Soave
- 1.4 Il Novecento: l’Amarone e il Prosecco
- 1.5 Il Soave e i bianchi veronesi
- 1.6 Il Prosecco: da vino locale a fenomeno globale
- 1.7 I vini vulcanici e le colline UNESCO
- 1.8 Dai Colli Berici a Breganze: il Veneto meno noto
- 1.9 Approfondisci
- 1.10 Domande Frequenti
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La regione che fa più vino d’Italia
Il Veneto è oggi la prima regione vinicola italiana per volume, ma la sua storia affonda nell’epoca romana e arriva fino al mito dell’Amarone e al boom mondiale del Prosecco.
del Vino
I Romani e l’Acinatico
Già Plinio il Vecchio e Virgilio lodavano i vini di queste terre: il vinum Raeticum e soprattutto l’Acinatico, un vino dolce ottenuto da uve appassite — l’antenato diretto del Recioto e dell’Amarone di oggi.
La Repubblica di Venezia
Per secoli la Serenissima fece del vino un grande commercio, importando le Malvasie dal Mediterraneo orientale (le “malvasie” veneziane) e diffondendo la cultura enoica in tutta Europa.
Garda, Valpolicella e Soave
Le colline veronesi hanno dato vita ai classici: il Valpolicella, il Soave e il fresco Bardolino sul lago di Garda, vini di territorio dalla lunga tradizione.
Il Novecento: l’Amarone e il Prosecco
L’Amarone moderno nasce nel Novecento, quando un Recioto lasciato fermentare fino in fondo divenne secco e potente. Negli ultimi decenni, poi, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene ha conquistato il mondo, rendendo il Veneto sinonimo di bollicine.
Il Soave e i bianchi veronesi
Non solo rossi: il Soave, prodotto dal vitigno Garganega sulle colline vulcaniche a est di Verona, è uno dei bianchi italiani più conosciuti al mondo, protagonista delle esportazioni già a metà Novecento. Insieme al Bianco di Custoza e al Lugana del Garda, racconta la grande tradizione bianchista veneta — spesso oscurata dalla fama dei rossi della Valpolicella, ma di pari dignità storica. È una doppia anima, bianca e rossa, che poche regioni possono vantare.
Il Prosecco: da vino locale a fenomeno globale
La storia più recente e clamorosa è quella del Prosecco. Per secoli vino locale delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, ha conosciuto dagli anni Duemila un successo planetario. Nel 2009 il vitigno è stato ribattezzato Glera per proteggere il nome geografico “Prosecco” come denominazione, e nel 2019 le colline del Prosecco Superiore sono entrate nel Patrimonio UNESCO. Oggi il Veneto è la prima regione vinicola d’Italia per volume, trainata proprio dalle sue bollicine.
I vini vulcanici e le colline UNESCO
La forza del Veneto sta anche nei suoi terroir particolari. I suoli vulcanici del Soave, dei Lessini e dei Colli Berici danno bianchi minerali di grande personalità, mentre le colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, con i ripidi vigneti a “ciglione”, sono diventate Patrimonio UNESCO nel 2019. Non va dimenticato il Recioto, il dolce da appassimento che è il padre nobile dell’Amarone, né il rosato Chiaretto del Garda, tra i più eleganti d’Italia. Dal lago alle colline vulcaniche, il Veneto offre una varietà di paesaggi e di vini che spiega il suo primato produttivo nazionale.
Dai Colli Berici a Breganze: il Veneto meno noto
Accanto ai grandi nomi, il Veneto custodisce zone meno celebri ma di antica tradizione. Sui Colli Berici ed Euganei, di origine vulcanica, si producono rossi e bianchi di carattere; a Breganze, ai piedi delle Prealpi vicentine, nasce il dolce Torcolato da uve Vespaiola appassite; a Gambellara, vicino al Soave, si fa un Recioto bianco di lunga storia. Sono testimonianze di una cultura vinicola diffusa capillarmente, che fa del Veneto non solo la prima regione per quantità, ma anche una delle più varie per tipologie e tradizioni.
Domande Frequenti
Qual è il vino veneto più antico?
Le radici risalgono ai Romani: Plinio lodava il vino Retico e l’Acinatico, un vino da uve appassite considerato l’antenato del Recioto e dell’Amarone.
Cos’è l’Acinatico?
Era un vino dolce dell’antichità ottenuto da uve appassite, citato dagli autori romani. È il progenitore storico del Recioto e dell’Amarone della Valpolicella.
Da dove nasce l’Amarone?
L’Amarone moderno nasce nel Novecento da un Recioto (vino dolce da appassimento) lasciato fermentare fino a diventare secco e potente, anziché restare dolce.


