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La regione che fa più vino d’Italia
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Il Veneto è oggi la prima regione vinicola italiana per volume, ma la sua storia affonda nell’epoca romana e arriva fino al mito dell’Amarone e al boom mondiale del Prosecco.
I Romani e l’Acinatico
Già Plinio il Vecchio e Virgilio lodavano i vini di queste terre: il vinum Raeticum e soprattutto l’Acinatico, un vino dolce ottenuto da uve appassite — l’antenato diretto del Recioto e dell’Amarone di oggi.
La Repubblica di Venezia
Per secoli la Serenissima fece del vino un grande commercio, importando le Malvasie dal Mediterraneo orientale (le “malvasie” veneziane) e diffondendo la cultura enoica in tutta Europa.
Garda, Valpolicella e Soave
Le colline veronesi hanno dato vita ai classici: il Valpolicella, il Soave e il fresco Bardolino sul lago di Garda, vini di territorio dalla lunga tradizione.
Il Novecento: l’Amarone e il Prosecco
L’Amarone moderno nasce nel Novecento, quando un Recioto lasciato fermentare fino in fondo divenne secco e potente. Negli ultimi decenni, poi, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene ha conquistato il mondo, rendendo il Veneto sinonimo di bollicine.
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Domande Frequenti
Qual è il vino veneto più antico?
Le radici risalgono ai Romani: Plinio lodava il vino Retico e l’Acinatico, un vino da uve appassite considerato l’antenato del Recioto e dell’Amarone.
Cos’è l’Acinatico?
Era un vino dolce dell’antichità ottenuto da uve appassite, citato dagli autori romani. È il progenitore storico del Recioto e dell’Amarone della Valpolicella.
Da dove nasce l’Amarone?
L’Amarone moderno nasce nel Novecento da un Recioto (vino dolce da appassimento) lasciato fermentare fino a diventare secco e potente, anziché restare dolce.



