Cesanese: il Rosso del Lazio che i Papi Bevevano — e che Stai Ignorando

C’è un vitigno rosso laziale che per secoli ha rifornito le tavole dei Papi di Roma, poi è caduto nell’oblio, e ora sta vivendo una rinascita silenziosa. Si chiama Cesanese, è autoctono dei Colli Romani e dei Monti Ernici, e produce rossi dall’identità unica: morbidi, profumati, dal finale leggermente amarognolo. Il vino del Lazio che non ti aspettavi.

Origini: vitigno dei Colli Romani

Il Cesanese è autoctono del Lazio, coltivato principalmente nei comuni di Olevano Romano, Affile, Piglio (provincia di Roma) e dintorni. Il nome potrebbe derivare da Caesanum (Cesano, zona della campagna romana) o dal latino caesius (grigio-azzurrino, per il colore degli acini). Esistono due biotipi principali:

  • Cesanese di Affile: più pregiato, grappoli spargoli, acini piccoli; dà vini più eleganti e longevi
  • Cesanese Comune: più produttivo, vini più immediati

La nostra biblioteca (Cesanese di Olevano Romano DOC) documenta che entrambi i biotipi vengono coltivati nei comuni di Olevano Romano, Genazzano e nell’area romana.

Le denominazioni del Cesanese

  • Cesanese di Affile DOC: vino rosso da uve Cesanese di Affile, con eventuali aggiunte
  • Cesanese di Olevano Romano DOC: area Olevano Romano, versioni secco e dolce
  • Cesanese del Piglio DOCG: la denominazione più nobile del Cesanese, nei Monti Ernici (Frosinone); la prima DOCG del Lazio

Caratteristiche nel bicchiere

  • Colore: rosso rubino che evolve verso il granato con l’invecchiamento
  • Profumo: frutti rossi (ciliegia, prugna), viola, note speziate; con l’evoluzione emergono sentori di tabacco e cuoio
  • Sapore: morbido, avvolgente, con piacevole nota amarognola finale — la firma del Cesanese. Tannini levigati; disponibile in versioni secco, amabile e dolce
  • Alcolicità: 11-13% vol (dipende dalla versione)
  • Invecchiamento: le versioni secco reggono 5-8 anni; le Riserva fino a 10-12

Il Cesanese dei Papi

Nella tradizione laziale, il Cesanese era il vino delle tavole pontificie. La sua posizione geografica — a meno di 70 km da Roma — lo rendeva il vino locale per eccellenza dei nobili romani e della Curia. Ancora oggi, nelle trattorie dei Castelli Romani e dei Colli Prenestini, il Cesanese è il rosso della casa — bevuto in carafe di terracotta con l’abbacchio e la porchetta.

Abbinamenti gastronomici

La nostra biblioteca suggerisce abbinamenti con la cucina laziale tradizionale:

  • Abbacchio alla cacciatora (abbinamento classico, secco)
  • Primi piatti con sughi di frattaglie di pollo (pajata, rigaglie)
  • Porchetta di Ariccia
  • Coda alla vaccinara
  • Pecorino romano stagionato
  • Versione amabile/dolce: dessert, crostate di frutta rossa

Temperatura: 16-19°C. Le Riserva e i vini invecchiati possono necessitare di decantazione.

Domande frequenti

Il Cesanese è solo rosso?

Prevalentemente sì — è un vitigno a bacca rossa. Ma esiste anche in versione rosato e, soprattutto, in versione dolce (amabile) che è piuttosto tradizionale nell’area dei Monti Ernici. Molte cantine offrono la versione dolce per i dessert laziali.

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