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La Campania Felix, terra del vino di Roma
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I Romani la chiamavano Campania Felix, terra fortunata: qui nasceva il Falerno, il vino più celebre dell’antichità. Dopo secoli di oblio, la Campania ha vissuto nel Novecento una straordinaria rinascita grazie al recupero dei suoi vitigni autoctoni.
I Greci e il Falerno
I coloni greci portarono la vite in Campania già nell’antichità. Il Falerno divenne il vino più lodato di Roma: Orazio e Marziale lo celebrarono come immortale. La Campania Felix era il cuore vinicolo dell’Impero.
Il Vesuvio e il Lacryma Christi
Sulle pendici del Vesuvio, i suoli vulcanici hanno sempre dato vini di carattere, come il leggendario Lacryma Christi, il cui nome evoca le lacrime di Cristo sul golfo di Napoli.
Il declino e l’oblio
Dopo lo splendore antico, per secoli i grandi vini campani caddero nell’oblio, ridotti spesso a produzione locale e di massa, lontani dai fasti romani.
Il Novecento: Mastroberardino salva i vitigni
La rinascita ha un nome: Mastroberardino. Nel Novecento questa cantina irpina salvò dall’estinzione i grandi vitigni autoctoni — Fiano, Greco e Aglianico — rilanciando il Taurasi, “il Barolo del Sud”. Oggi la Campania è una delle regioni più dinamiche del vino italiano.
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Domande Frequenti
Qual era il vino più famoso dell’antica Roma?
Il Falerno, prodotto in Campania: Orazio e Marziale lo celebravano come il più grande e ‘immortale’ dei vini. La Campania era chiamata Campania Felix, terra fortunata del vino.
Chi ha salvato i vitigni autoctoni campani?
La cantina Mastroberardino, che nel Novecento recuperò dall’estinzione Fiano, Greco e Aglianico, rilanciando i grandi vini dell’Irpinia come il Taurasi.
Cos’è la Campania Felix?
È il nome con cui i Romani indicavano la Campania, ‘terra fortunata’ per la sua fertilità e per i suoi vini celebri come il Falerno.



