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Tra Appennino e Adriatico
L’Abruzzo, regione verde tra le montagne più alte dell’Appennino e il mare, è la patria del Montepulciano d’Abruzzo, uno dei rossi più diffusi e amati d’Italia, e di bianchi in ascesa come il Pecorino.
del Vino
Una tradizione antica
La viticoltura abruzzese ha radici romane e fu coltivata nei monasteri e nelle campagne per secoli. Il Montepulciano — da non confondere con l’omonima cittadina toscana — è il vitigno principe: dà rossi corposi, di colore intenso e tannini setosi, oltre al Cerasuolo, il rosato più strutturato d’Italia.
Dalle cooperative alla qualità
Per gran parte del Novecento l’Abruzzo fu terra di grandi cooperative e di produzione abbondante. Ma proprio qui sono nati maestri di cantina leggendari come Edoardo Valentini ed Emidio Pepe, capaci di trasformare Montepulciano e Trebbiano in vini di culto, longevi e ricercati in tutto il mondo, dimostrando il potenziale qualitativo della regione.
Il Pecorino e i bianchi riscoperti
Negli ultimi decenni l’Abruzzo ha riscoperto vitigni bianchi autoctoni quasi estinti, primo fra tutti il Pecorino, oggi tra i bianchi più apprezzati dell’Appennino, affiancato dalla Passerina e dal tradizionale Trebbiano d’Abruzzo.
L’Abruzzo del vino oggi
Oggi l’Abruzzo unisce l’enorme diffusione del Montepulciano (sinonimo di buon rapporto qualità-prezzo) a una fascia alta di produttori di culto e alla riscoperta dei bianchi autoctoni: una delle regioni più solide e in crescita del Centro-Sud.
Il Cerasuolo, il rosato per eccellenza
L’Abruzzo non è solo grandi rossi: è anche la patria di uno dei rosati più importanti d’Italia, il Cerasuolo d’Abruzzo. Ottenuto dalle stesse uve Montepulciano con una breve macerazione, ha un colore ciliegia intenso (da cui il nome) e una struttura ben più importante della media dei rosati: tanto da avere una propria DOC dedicata, caso quasi unico in Italia. Profumato di frutta rossa e di buona freschezza, il Cerasuolo è un vino versatile e gastronomico, perfetto con i piatti di pesce ricchi, le carni bianche e la cucina abruzzese. Lontano dall’immagine del rosato come vino “leggero” e di ripiego, il Cerasuolo d’Abruzzo rivendica una dignità e una storia proprie, frutto di una tradizione contadina antica. È oggi rivalutato dalla critica e amato dagli appassionati che cercano rosati di sostanza, capaci di accompagnare un intero pasto senza sfigurare di fronte a rossi e bianchi.
Le Colline Teramane, prima DOCG d’Abruzzo
Il vertice qualitativo del Montepulciano d’Abruzzo si raggiunge sulle Colline Teramane, nel nord della regione, tra il massiccio del Gran Sasso e il mare Adriatico. Qui nel 2003 è nata la prima e unica DOCG dell’Abruzzo: il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, espressione più strutturata e longeva del vitigno. Le forti escursioni termiche tra la montagna più alta dell’Appennino e la costa, unite a suoli argillosi e calcarei, danno vini di colore impenetrabile, tannini setosi e grande capacità di invecchiamento. È in questa zona che operano alcuni dei produttori più celebri d’Abruzzo, capaci di portare il Montepulciano ai massimi livelli internazionali. Le Colline Teramane dimostrano che l’Abruzzo, regione spesso associata alla produzione di volume e al buon rapporto qualità-prezzo, possiede anche una fascia alta di assoluta eccellenza, in grado di competere con i grandi rossi del Centro-Sud Italia.
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Domande Frequenti
Il Montepulciano d’Abruzzo è uguale al Vino Nobile di Montepulciano?
No: il Montepulciano d’Abruzzo è un vino da vitigno Montepulciano; il Vino Nobile è un vino toscano della cittadina di Montepulciano, fatto con Sangiovese. Stesso nome, cose diverse.
Cos’è il Cerasuolo d’Abruzzo?
È il rosato ottenuto da uve Montepulciano, considerato uno dei rosati più strutturati e importanti d’Italia, con una propria DOC.
Chi sono i grandi maestri del vino abruzzese?
Produttori come Edoardo Valentini ed Emidio Pepe, che hanno trasformato Montepulciano e Trebbiano in vini di culto, longevi e celebri nel mondo.


