Indice
Home › Sommelier Academy › Storia del Vino › Storia del Vino in Emilia-Romagna
La terra del cibo e del vino conviviale
L’Emilia-Romagna, patria della grande cucina italiana, ha un rapporto con il vino tutto conviviale: dal frizzante Lambrusco al Gutturnio piacentino, fino al Sangiovese di Romagna e all’Albana, primo bianco DOCG d’Italia.
del Vino
Etruschi, Romani e la Via Emilia
La viticoltura qui è antica: gli Etruschi coltivavano la vite “maritata” agli alberi, e i Romani tracciarono la Via Emilia, asse attorno a cui si sviluppò una cultura agricola e vinicola ricchissima. Plinio citava già i vini di queste terre.
Il Lambrusco, il rosso che fa festa
Il Lambrusco, vino rosso frizzante della pianura emiliana (Modena, Reggio, Parma), è l’emblema della convivialità a tavola: nato per “sgrassare” la ricca cucina di salumi e paste ripiene, è diventato nel Novecento uno dei vini italiani più esportati al mondo, pur con alterne fortune di immagine.
Romagna: Sangiovese e Albana
In Romagna il Sangiovese dà rossi schietti e conviviali, mentre l’Albana di Romagna è entrata nella storia nel 1987 come primo vino bianco italiano a ottenere la DOCG. I Colli Bolognesi del Pignoletto e i Colli Piacentini del Gutturnio completano un mosaico di vini da tavola di grande tradizione.
L’Emilia-Romagna del vino oggi
Oggi la regione vive una riscoperta qualitativa, soprattutto del Lambrusco artigianale (anche metodo ancestrale) e del Sangiovese di Romagna di collina, in un territorio dove vino e cibo restano inseparabili.
Il Sangiovese di Romagna
Se l’Emilia è terra di Lambrusco, la Romagna è terra di Sangiovese. Coltivato sulle colline tra Forlì, Cesena, Rimini e Faenza, il Sangiovese di Romagna è storicamente il rosso conviviale per eccellenza: schietto, fruttato, perfetto compagno di piadina e cucina romagnola. Ma negli ultimi decenni ha conosciuto una netta crescita qualitativa, con la scoperta che alcune sottozone collinari — Modigliana, Bertinoro, Predappio — danno Sangiovese di grande finezza e personalità, talvolta paragonati ai cugini toscani. La denominazione “Romagna Sangiovese” valorizza oggi queste differenze di terroir. È un vino che racconta il carattere della sua gente: generoso, diretto, conviviale, ma capace anche di profondità inaspettate quando nasce dalle colline più vocate. La riscoperta del Sangiovese di Romagna di collina è una delle storie enologiche più interessanti del Centro-Nord, e sta cambiando la percezione di una regione fino a poco fa associata solo ai vini quotidiani e alla quantità.
I Colli Piacentini e il Gutturnio
All’estremo ovest della regione, i Colli Piacentini guardano più alla Lombardia e al Po che alla Romagna. Qui la tradizione è quella dei vini frizzanti e conviviali: il Gutturnio, blend di Barbera e Croatina dal nome che richiama il gutturnium, l’antica coppa romana da vino, è il rosso frizzante che da secoli accompagna i salumi piacentini e i pisarei e fasò. Accanto, l’Ortrugo e la Malvasia di Candia aromatica completano una gamma di bianchi frizzanti di grande piacevolezza. È un angolo d’Emilia dove il vino è soprattutto convivialità a tavola, nato per dialogare con una delle cucine più ricche d’Italia. Dai Colli Piacentini ai Colli Bolognesi del Pignoletto, fino alla Romagna del Sangiovese, l’Emilia-Romagna conferma la sua vocazione: un vino che vive in simbiosi col cibo e con il piacere della tavola.
Approfondisci
Domande Frequenti
Qual è il vino più famoso dell’Emilia-Romagna?
Il Lambrusco, rosso frizzante della pianura emiliana, tra i vini italiani più esportati al mondo, nato per accompagnare la ricca cucina di salumi e paste ripiene.
Qual è stato il primo bianco DOCG d’Italia?
L’Albana di Romagna, che ottenne la DOCG nel 1987: fu il primo vino bianco italiano a raggiungere la massima denominazione.
Perché in Emilia-Romagna vino e cibo sono così legati?
Perché è la patria della grande cucina italiana (Bologna ‘la grassa’): i vini, dal Lambrusco al Sangiovese, sono nati come compagni conviviali dei piatti ricchi del territorio.


