Storia del Vino in Toscana: dagli Etruschi ai Supertuscan

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Storia del Vino

Tremila anni di vino toscano

Poche regioni al mondo raccontano la storia del vino come la Toscana: dagli Etruschi che per primi coltivarono la vite, fino alla rivoluzione dei Supertuscan del Novecento, è un filo lungo quasi tremila anni che attraversa la civiltà italiana.

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Storia
del Vino

Gli Etruschi e l’Etruria

Molto prima dei Romani, gli Etruschi avevano fatto dell’Etruria — l’odierna Toscana — una terra di vigne e di commercio del vino. Furono loro a introdurre tecniche di coltivazione e una cultura del bere che i Romani avrebbero poi ereditato e diffuso in tutto il Mediterraneo.

Il Medioevo e il bando del 1716

Nel Medioevo i mercanti fiorentini fecero del vino un commercio fiorente. Una data è storica: nel 1716 il granduca Cosimo III de’ Medici emanò un bando che delimitava ufficialmente le zone del Chianti, di Pomino, Carmignano e Valdarno — una delle prime denominazioni di origine al mondo, secoli prima delle DOC moderne.

Ricasoli e la formula del Chianti

Nell’Ottocento il barone Bettino Ricasoli, futuro primo ministro d’Italia, mise a punto nel 1872 la celebre “formula” del Chianti basata sul Sangiovese: nasce così il profilo del rosso toscano per eccellenza.

Il Novecento: Brunello e Supertuscan

Nel 1888 Ferruccio Biondi-Santi “inventava” il Brunello di Montalcino. Ma la vera rivoluzione arrivò negli anni Settanta con i Supertuscan — Sassicaia, Tignanello — vini con vitigni internazionali che, pur classificati come semplici IGT, conquistarono il mondo e ridefinirono il prestigio del vino italiano.

Vernaccia, Nobile e gli altri tesori

Non c’è solo il Sangiovese. La Vernaccia di San Gimignano fu il primo vino italiano a ottenere la DOC, nel 1966, e in seguito il primo bianco a diventare DOCG: un primato che racconta la lunga tradizione bianchista della regione. Il Vino Nobile di Montepulciano, citato già nel Settecento come “re dei vini”, e il Carmignano — una delle zone delimitate dal bando mediceo del 1716, che già prevedeva il taglio con vitigni “francesi” — completano il quadro dei grandi rossi. La Toscana del vino è un mosaico di denominazioni storiche, ognuna con secoli di vicende alle spalle.

La Toscana del vino oggi

Oggi la Toscana è una delle regioni più prestigiose al mondo: il Chianti Classico col suo Gallo Nero, Montalcino e Montepulciano, e la costa di Bolgheri patria dei Supertuscan. L’enoturismo tra le colline del Chianti e le ville medicee è diventato un’industria, e il connubio fra tradizione (il Sangiovese) e innovazione (i vitigni internazionali) ha reso la regione un modello studiato ovunque. Dal bando di Cosimo III all’IGT Toscana, è una storia di continua reinvenzione attorno a un’unica, antica vocazione.

Il Chianti: dal fiasco al Gallo Nero

Il Chianti ha una storia a sé. Per secoli venduto nel caratteristico fiasco impagliato, simbolo dell’Italia nel mondo, conobbe un’epoca di produzione di massa che ne appannò l’immagine. La svolta arrivò nel 1924 con la nascita del Consorzio del Gallo Nero, che adottò come marchio il gallo nero, antico emblema della Lega del Chianti medievale. Nel 1932 un decreto distinse il Chianti Classico — la zona storica fra Firenze e Siena — dalle altre sottozone. Oggi è una DOCG di prestigio, con la sua piramide qualitativa (Annata, Riserva e la Gran Selezione introdotta nel 2014). Dalla bottiglia da trattoria al vino da lungo invecchiamento, è forse la parabola più emblematica dell’enologia italiana moderna.

Vin Santo e i dolci toscani

Anche i dolci hanno una lunga storia in Toscana. Il Vin Santo, ottenuto da uve appassite di Trebbiano e Malvasia e affinato per anni nei piccoli caratelli di legno, è il vino da meditazione toscano per eccellenza, tradizionalmente servito con i cantucci. Sull’isola d’Elba si produce l’Aleatico passito, dolce rosso amato — secondo la tradizione — da Napoleone durante l’esilio; a Montalcino sopravvive il raro Moscadello, dolce storico della zona ben prima del Brunello. Sono testimonianze di una cultura del vino dolce antica e radicata, legata alle feste e alla vita contadina.

Domande Frequenti

Chi ha portato il vino in Toscana?

Furono gli Etruschi, molto prima dei Romani, a diffondere la viticoltura nell’Etruria (l’odierna Toscana), facendone una terra di vigne e di commercio del vino.

Cos’è il bando del 1716?

È l’editto con cui Cosimo III de’ Medici delimitò ufficialmente le zone del Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno: una delle prime denominazioni di origine della storia.

Cosa sono i Supertuscan?

Sono i grandi rossi toscani nati negli anni ’70 con vitigni internazionali (come Sassicaia e Tignanello), classificati IGT ma di altissima qualità, che hanno rilanciato l’immagine del vino italiano.

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